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giovedì 5 aprile 2018

Knightfall (1a stagione)

Da qualche anno History, la rete di divulgazione storico e scientifica, ha deciso di puntare anche sulla fiction e sono usciti fuori prodotti televisivi molto interessanti, primo tra tutti l'ottimo Vikings, non dimenticando anche la discreta miniserie Radici. In questo caso, riportandoci ai tempi dei Templari, Knightfall, miniserie televisiva storica statunitense creata da Don Handfield e Richard Rayner (che vede tra i produttori anche Jeremy Renner), si gioca le sue carte sfruttando il fascino del Sacro Graal e seguendo le gesta di uno degli ordini cavallereschi più famosi al mondo, uno degli ordini più ricchi, potenti e misteriosi del Medioevo e della storia, a cui era affidato il compito di difendere la cristianità e la sua più preziosa reliquia (e altresì nascondere segreti capaci di distruggere interi imperi). La serie quindi entra in questo intrigante mondo, nelle loro battaglie in Terra Santa e soprattutto nel loro difficile rapporto con il re di Francia Filippo IV detto il Bello che sarà la causa della loro fine. Ma nel frattempo che il peggio dovrà avvenire, la miniserie si concentra sul Maestro dei Templari di Parigi Landry du Lauzon (Tom Cullen), un valoroso guerriero scoraggiato dai fallimenti dei Templari in Terra Santa (ovvero dalla caduta della città di Acri, l'ultima roccaforte) che è rinvigorito da notizie riguardanti il Santo Graal, riapparso in Francia. Parte così una missione di vita o di morte per ritrovarlo. Una missione che riserverà sorprese, anche perché Knighfall, cavalcando l'onda del momento del tema storico molto in voga sia sul piccolo che sul grande schermo, si pone e abbraccia (perdendo purtroppo spesso l'obbiettivo) anche cavalieri, amor cortese, società segrete e medioevo, per cui molto c'era sul piatto. Tuttavia il suddetto, che stando ai trailer si prospettava succulento (tra battaglie epiche, avventure esotiche e quant'altro), si è rivelato invece meno gustoso di quello che poteva essere. Giacché a conti fatti lo show non ha convinto fino in fondo, mostrandosi troppo simile ad altre produzioni e quindi prevedibile.

giovedì 26 ottobre 2017

Black Sails (4a stagione)

Se dovessi riassumere Black Sails in una sola parola sicuramente "epico" è quella che userei, perché davvero epica fu soprattutto (qui la mia recensione) la terza stagione (similmente le prime due), lo stesso anche questa quarta stagione che grazie a Sky Atlantic ho potuto vedere, poiché dopo l'abbandono su Axn non sapevo come recuperarla, ma un pizzico di delusione c'è ugualmente. Giacché il finale lascia un po' l'amaro in bocca per quello che doveva e poteva essere, seppur esso ha chiuso il cerchio in modo perfetto (una conclusione equilibrata ed emozionante, capace di unire perfettamente la malinconia alla gioia e la rabbia all'amore, quello vero), come perfettamente si era svolta l'intera serie. Giungiamo difatti dopo un'ultima stagione ricca di colpi di scena (basti pensare alla fine della povera Eleanor alias Hannah New), all'epilogo del nostro amato Black Sails, nel quale assistiamo a degli sviluppi davvero inaspettati. Infatti, anche se la trama fin dal principio ci lasciava intuire che saremmo arrivati ad un finale cupo e distruttivo, gli sceneggiatori hanno puntato in tutt'altra direzione. Una direzione ugualmente giusta (perché la serie non ha deluso le aspettative di molti, regalandoci comunque un finale inaspettato e godibilissimo), ma non quella che personalmente volevo. Ma d'altronde c'era d'aspettarselo, poiché sapendo e conoscendo la componente storica (nonché che i pirati mai hanno davvero "ribaltato" le sorti) e quella fantastica, infatti, per chi non lo sapesse, Silver e Flint sono personaggi immaginari del romanzo "L'Isola del Tesoro" mentre personaggi come Barbanera, Anne Bonnie, Rackham, ecc.. fanno parte della storia reale, era alquanto prevedibile un finale differente dalla storia reale. In tal senso però la fine di Barbanera (Ray Stevenson) senza troppi complimenti non mi è piaciuta. Per gli altri per fortuna un finale degno, anche se, frutto dell'immaginazione degli autori, la loro sorte la si deve certamente e più che d'altro ad un finale aperto alla fantasia e alla libertà delle nostre menti.

mercoledì 6 aprile 2016

Black Sails (3a stagione)

Si è appena conclusa la terza stagione della serie tv piratesca, Black Sails, di casa Starz, trasmessa in Italia in prima visione sul canale satellitare AXN (di Sky), a meno di 72 ore di distanza dagli Stati Uniti, dal 26 gennaio al 29 marzo 2016. E' la serie sui pirati, dei pirati, a mio parere, la migliore di sempre, per chi come me ama il manga One Piece (che in qualche particolare gli assomiglia, e che in una scena, e che scena, ricalca l'inizio di tutto) e che ha sempre trovato affascinante il mondo di pirati, quelli veri, non alla Jack Sparrow (anche se è un mito), non potevo perdere l'ennesima stagione di una serie che ha riscritto la storia e le leggende sui pirati della grande era della pirateria che nei secoli scorsi imperversavano e solcavano gli oceani in cerca di tesori, in cerca di libertà e vendetta. Come quasi tutte le serie anche questa l'ho vista in un sol colpo, in soli 3 giorni, poiché registro le puntate settimanalmente ma la vedo solo a stagione completa, altrimenti l'ansia di aspettare ogni volta sarebbe troppa, ecco perché ritardo un po' per recensire una serie televisiva. La terza stagione appena finita di Black Sails ha superato tutte le aspettative, quelle mie e di molti. E quindi purtroppo l'ansia, per la prossima di stagione, è già ai massimi livelli, perché se c'è una cosa su Black Sails da renderlo bello e accattivante, unica e imperdibile, è la sua epicità. Una storia, una trama epica, che bisogna sottolineare prende spunto dal libro, romanzo, più famoso al mondo sui pirati, ovvero L'isola del tesoro, anzi, più che prendere spunto, funge addirittura da prequel, in quanto molto ricalca nel libro, come nella serie, personaggi leggendari e che pian piano si evolvono fino ad assomigliare in parte al libro stesso. La serie, di taglio drammatico, si svolge infatti venti anni prima degli eventi narrati nel libro, incentrata sui personaggi di Capitan Flint (nel romanzo, il pirata defunto proprietario del leggendario tesoro) e un giovane Long John Silver, come vedremo a fine di questa stagione. Ma come la seconda stagione si era chiusa con il botto, la terza riprende con il botto, non nel senso letterale del termine, ma con novità, un nuovo pazzesco personaggio e tante cose rimaste sospese, bloccate che nel corso delle puntate si sbloccheranno e diranno molto sui protagonisti della serie, che per chi non lo sapesse è prodotta da un certo Michael Bay, regista di Transformer e Pearl Harbor. Altro elemento di grande valore nonché di grande effetto è la musica eccezionale ed una fantastica e spettacolare sigla, veramente stupenda. Prima di entrare nei meandri di questa stagione (che avrà ovviamente una quarta, già rinnovata prima della messa in onda) bisogna dire che spiegare e argomentare tutto quello che è successo dalla prima, in quanto questo è il primo post, ci vorrebbero giorni quindi cercherò di essere breve e conciso, come sempre, sintetizzando cosa è accaduto in questa accattivante terza stagione.