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giovedì 13 luglio 2023

[Cinema] Speciale Film per ragazzi (Piramide di paura, Explorers, Voglia di vincere, Licenza di guida)

Non c'è stato periodo migliore se non quello degli anni '80 per i cosiddetti film per ragazzi, e non a caso quindi che per questo speciale del filone teenager in ambito cinematografico, non potevo che vederne alcuni, più precisamente quattro, che insieme formano il mio speciale Giffoni Film Festival, o come ribattezzato dalla compagnia nerd bloggeristica, Geekoni (che quest'anno, ma al momento, non penso ci sarà). E insomma, ma non è stato proprio voluto, che tre dei quattro film sono stati prodotti nel mio anno, anno 1985 che tra l'altro è stato già al centro di uno speciale, anzi tag, cinematografico, mentre il quarto pochi anni dopo. Nessuno in ogni caso ho trovato su qualche piattaforma, e seppur vedibili (non tutti però) gratuitamente su di un sito, in streaming li ho visti, in alcuni casi rivisti. Questi film che, ci hanno (per molti di noi è successo) cresciuti, generazione di investigatori, cestisti, esploratori ed automobilisti, che tempi! Che riviviamo così ed oggi.

Piramide di paura (Avventura/Giallo 1985) - Divagazione originale e piuttosto riuscita sulle gesta del giovane Holmes (insieme al fido Watson) alle prese con una setta egiziana. Mi aveva fatto una buona (ma non eccezionale) impressione quando lo vidi da ragazzino, adesso, tutto sommato, confermo abbastanza quella prima sensazione. Buona pellicola, con un trio di nomi importanti alla regia, alla sceneggiatura e alla produzione (si parla di Barry Levinson, Chris Columbus e Steven Spielberg), per compensare un cast privo di nomi di grido (ma che fa il proprio dovere). Film (d'avventura per ragazzi) che riesce a mantenere sempre un buon ritmo (a parte nella seconda parte dove cala leggermente) ed una discreta tensione (tra slanci ironici, momenti vicini al fantahorror, templi maledetti e antichi egizi) e che si fa apprezzare anche per l'uso di ottimi effetti speciali (almeno per l'epoca) e di una discreta colonna sonora. Ineccepibile pure la ricostruzione scenografica della Londra vittoriana. Comunque credo proprio che sia palese una netta somiglianza, per certi aspetti, con i film di Indiana Jones e di Harry Potter. Qualche lungaggine ma nel complesso un buon lavoro, un lavoro apprezzabile che scorre via senza scadere in facili ruffianerie o banalità. Voto: 7

mercoledì 6 novembre 2019

Stranger Things (3a stagione)

Tema e genere: Terza stagione della serie fantascientifica creata dai fratelli Duffer e uno dei prodotti di punta di Netflix.
Trama: Ci ritroviamo a Hawkins nel 1985. Qui, poco prima dei festeggiamenti per il 4 luglio, c'è fervore: il mall Starcourt ha stravolto le dinamiche cittadine, e l'assetto sociale e commerciale muta in una forma definitiva. I ragazzi che hanno salvato per ben due volte il mondo dalla minaccia del Sottosopra si ritrovano però ad affrontare un nuovo pericolo.
Recensione: Dopo una prima stagione andata al di sopra delle più rosee aspettative (qui la recensione) e un secondo ciclo di episodio leggermente deludente (colpa soprattutto di una puntata proprio evitabile, qui comunque la recensione), Stranger Things era chiamata a una prova di definitiva maturità, che dimostrasse la capacità dello show di reggersi sulle proprie gambe e di andare oltre al marcato citazionismo e alla genuina e nostalgica passione per le atmosfere anni '80. Al termine degli 8 episodi che compongono la terza stagione, si può affermare che i Duffer Brothers hanno superato brillantemente questa prova, riuscendo nella non facile impresa di riprendere in mano le redini della propria creatura e di assecondarla in maniera limpida e naturale, sfruttando il rapido cambiamento fisionomico e caratteriale dei giovanissimi protagonisti per una profonda e a tratti struggente riflessione sulle gioie e sui dolori dell'adolescenza. La provvidenziale pausa di quasi due anni dal precedente ciclo di episodi ha dato ai Duffer il tempo necessario per rimettere al centro di tutto i propri personaggi e la loro evoluzione, senza però rinunciare alla componente più prettamente orrorifica. Il risultato è una serie che, a un passo dall'implosione, ritrova tutta la propria vitalità, riuscendo a fare nuovamente innamorare il pubblico di Eleven e soci e a unire spettatori di diverse età sotto la bandiera comune della nostalgia anni '80, sfruttata con molteplici citazioni e omaggi al periodo, quasi sempre funzionali al racconto. La terza stagione di Stranger Things ci mostra i ragazzi di Hawkins alle prese con i cambiamenti dovuti alla loro crescita e ai primi amori. Eleven e Mike fanno ormai coppia fissa, scambiandosi dozzine di goffi baci a pochi metri di distanza dal sempre più severo Hopper, Dustin torna dalle vacanze rinvigorito dalla sua nuova ragazza Suzie, che non l'ha seguito ma che lui assicura essere più sexy di Phoebe Cates, mentre Nancy e Jonathan e Lucas e Max rinsaldano i loro rapporti. Con Hawkins scossa dall'apertura di un nuovo modernissimo centro commerciale, presso cui Steve trova un lavoretto come gelataio, il Sottosopra incrocia nuovamente le strade dei protagonisti, a causa di alcuni misteriosi esperimenti condotti in una segretissima base russa. La minaccia soprannaturale è pressoché inalterata rispetto a quella che ha contraddistinto le prime due stagioni della serie, con l'eccezione di un gustoso retrogusto da L'invasione degli ultracorpi (o La cosa, citata esplicitamente dai protagonisti con un dotto paragone fra l'originale e il remake), che porta i personaggi a sospettare di chi li circonda, tutti possibili ospiti del temibile Mind Flayer. I nemici più minacciosi del periodo, ovvero i russi, sono invece volutamente rappresentati con gli stessi stereotipi che li caratterizzavano nel cinema statunitense degli anni '80, da Alba rossa in giù: responsabili dei più disparati complotti governativi, privi di qualsiasi tentennamento o sentimento e talmente malvagi da diventare quasi ridicoli. Questi aspetti avrebbero potuto trasformare una qualsiasi serie contemporanea in un boomerang per i propri creatori, ma non la creatura dei fratelli Duffer, in particolare in questa sua terza ispirata stagione.

lunedì 15 luglio 2019

[Cinema] Dieci bellissimi coetanei (I miei 10 film preferiti del 1985)

Ancora film, ancora Cinema ed ancora un Tag di GramonHill dopo quello de Il film che... di poco tempo fa. E' lui infatti l'artefice di tutto, che dopo aver diffuso nella blogosfera quell'interessantissima catena, ne ha proposto un'altra (stavolta di sua invenzione) altrettanto bella. Una catena che appunto, stando al titolo, si predispone come l'occasione agli appassionati e a tutti, di andare alla ricerca dei film usciti nel proprio anno di nascita, e individuare quelli che sono piaciuti di più. Una catena a cui partecipo non solo perché mi interessava proporlo, ma perché nominato da SamSimon (e da Moz, seppur non in modo specifico). Ma bando alle ciance, io sono nato nel 1985, come dovreste già sapere, e quindi ecco i miei dieci film preferiti (di quelli visti) di quell'anno.

10. L'anno del dragone di Michael Cimino con Mickey Rourke
E' stata probabilmente dell'attore statunitense la migliore interpretazione in assoluto al pari The Wrestler, perché in questo controverso (doveroso infatti segnalare le cinque candidature di questa pellicola per i cosiddetti Oscar al contrario, ovvero i Razzie Awards) ma ottimo thriller poliziesco,
un torbido ritratto della criminalità e della corruzione newyorkese, egli offre una notevole prova.
Notevole anche la prova del regista, autore del capolavoro Il cacciatore, scomparso 3 anni fa.

sabato 29 dicembre 2018

Le migliori attrici e i migliori attori, più le sigle e colonne sonore, delle serie viste nel 2018

Nella classifica finale del 2016 divisi i premi in due tronconi, uno per gli attori e le attrici (qui) ed uno per le sigle e le colonne sonori (qui), addirittura tre l'anno scorso (qui, quo e qua), quest'anno però data la riduzione di posti, ho deciso di farla in unica sede. Infatti, per non tediare troppo la mia psiche, perché davvero complicato è sempre scegliere chi è stato e chi sono i/le migliori/e, ho ristretto il tutto a pochi intimi. Perciò ecco immediatamente chi essi sono.

I MIGLIORI ATTORI
7. Ex aequo per un duttile James Franco, sia per la prima che per la seconda stagione di The Deuce, per un appassionante Lennie James nella prima di Save Me, per la mirabolante coppia d'assi Anthony Hopkins e Ed Harris che, come per la prima di Westworld e adesso la seconda, offrono nuovamente una prova di alto livello, e per la coppia Paul Giamatti e Damian Lewis che, per la terza volta consecutiva di tante altrettante stagioni di Billions, si confermano

venerdì 21 dicembre 2018

Le migliori colonne sonore dei film visti nel 2018

Dopo la Top 28, i migliori film per genere e i migliori attori ed attrici (più altri premi), non poteva di certo mancare il premio (l'ultimo di quest'anno in ambito cinematografico) per Le migliori colonne sonore dei film visti in questo 2018. Ed eccola qui la classifica, classifica che come lo scorso anno (qui, anche se ho ridotto sensibilmente il numero dei "partecipanti"), ma del tutto diversa dalla prima edizione datata 2016 (qui), prevede la suddivisione in tre delle categorie, dalla migliore colonna sonora originale alla migliore colonna sonora non originale, ovvero le musiche, fino alla miglior canzone. Pronti? Via.

MIGLIOR CANZONE
4. Dall'omonimo cartone ecco la bellissima melodia de La canzone del mare

venerdì 7 settembre 2018

Atomica bionda (2017)

Giochi di spie, in cui tutti tradiscono tutti e nulla è come sembra. Insomma niente di nuovo nella dimensione spy story, eppure questo film del 2017, Atomica bionda (Atomic Blonde), film in cui ammetto riponevo alte aspettative, è da vedere per vari motivi. Due, in particolare: Charlize Theron e David Leitch. La presenza dell'attrice ormai consacrata (con questo film) al cinema d'azione, e di un regista che dopo il buonissimo John Wick era smanioso di lavorare su un progetto differente (tanto da lasciare la regia del seguito, il meno efficace seguito John Wick: Capitolo 2, al co-regista del primo film Chad Stahelski). Due elementi sufficienti a far scommettere sulla riuscita del film, un film dove quello che salta all'occhio subito (e alle orecchie) è la ricostruzione storica, pompata, esasperata ed entusiasmante generatrice di richiami pop irresistibili. Ma soprattutto a splendere subito c'è Lei e (visto il background del regista non poteva essere altrimenti) le scene d'azione. Non a caso Atomica Bionda, che racconta di una Berlino divisa dal muro alla fine degli anni '80 che pullula di spie più di Casablanca nel 1940 e in cui l'agente britannica Lorraine Broughton deve immergersi fino al collo nella sua torbida atmosfera per ritrovare una lista di operativi rubata che, se finisse nelle mani dei sovietici, metterebbe in pericolo le intelligence occidentali, e che viene narrata come una ricostruzione degli eventi mentre Lorraine è negli uffici del MI6 a Londra e sta facendo rapporto ai superiori sull'intensa missione berlinese (introduzione che permette al film di prendere da subito un buon ritmo e di sorvolare su ampollose ed inutili spiegazioni, anche perché le presentazioni servono a poco, visto che la protagonista rende subito esplicita la sua volontà di non volersi fidare di nessuno), è un film d'azione duro e puro, girato da un regista che di esperienza nel cinema action ne ha da vendere. David Leitch infatti ha alle spalle una lunghissima carriera come stuntman e coreografo di stunt, e a quanto pare serviva proprio un cascatore per ricordare al mondo intero come vadano fatte certe opere, perché per anni sembrava quasi ci fossimo dimenticati che il principale obiettivo di un action è quello di intrattenere e Atomica Bionda lo fa in maniera superlativa. Due ore di inseguimenti, botte da orbi, tradimenti, botte da orbi, spionaggio spietato, botte da orbi, retate di polizia e ancora botte da orbi, con un ritmo serratissimo ed incalzante che sembra non voler lasciar quasi mai rifiatare lo spettatore (e in tal senso non c'è pubblico a cui questo film non sia destinato).

martedì 4 settembre 2018

[Cinema] Quando la colonna sonora o il tema musicale è meglio del film

Mentre sistemavo La mia compilation Anni '80 mi sono imbattuto in alcune famose canzoni che in quegli anni venivano utilizzate per alcuni film che, volente o dolente, divenivano praticamente l'essenza stessa del film. Tra questi, molti temi musicali più che le colonne sonore tuttavia, addirittura divenivano più famose del film stesso, non è un caso infatti che in alcuni casi il suddetto venga ricordato (e riconosciuto) soprattutto grazie alla sua porzione musicale, l'indimenticabile canzone di "supporto". E così, ripensando oggettivamente (ma anche soggettivamente) a certe straordinarie colonne sonore/canzoni, ho deciso di fare alcuni esempi e farvi ascoltare alcune di esse, e quindi verificare se davvero è così o meno, se davvero è possibile che la colonna sonora o il tema musicale sia meglio del film stesso. Starà a voi esprimere dei pareri su ciò, io tuttavia l'ho già fatto, proprio perché per alcuni sono fermamente convinto che sia preferibile ascoltare la canzone che vedere la pellicola. In tal senso però è utile specificare che in questo post inserirò prima alcuni pezzi che oggettivamente rappresentano sia musicalmente che cinematograficamente un pezzo di storia, capolavori assoluti in entrambi i casi nello specifico connubio Cinema/Musica, poi pezzi che sono decisamente (ed oggettivamente) migliori della pellicola ed infine alcuni pezzi che soprattutto soggettivamente mi sono, al contrario del film, rimasti impressi.

venerdì 10 agosto 2018

La mia compilation Anni '80

Ve l'avrò detto e più volte ripetuto che gli anni '80 son per me, musicalmente gli anni d'oro della suddetta arte d'espressione (non sminuendo in ogni caso i '70 e i '90). E così, dopo avervelo promesso, ecco la mia compilation definitiva (forse), relativa a quegli anni. Una compilation che ha già avuto una postilla, con La mia top 10 dei tormentoni estivi degli anni '80 redatta l'anno scorso, di cui alcuni brani tuttavia, ci saranno anche in questa "nuova" raccolta, raccolta che appunto conterrà categoricamente (e però) solo le canzoni uscite tra il 1980 e il 1989. Una passione nata per quest'epoca di musica grazie al cinema (ma non solo ovviamente), grazie soprattutto ad un film in particolare, per sapere quale vi basterà cliccare sulla playlist (mettere tutti i video era impossibile, e perciò saranno tutte in una raccolta). Qui sul post infatti scriverò solamente la lista completa dei titoli, titoli che comprendono nomi prestigiosi della discografia mondiale, Europe, Michael Jackson, Bonnie Tyler, Roxette, Cindy Lauper, Madonna, Guns N' Roses, Queen, Bon Jovi, Rick Astley, Spandau Ballet, Tears for Fears e tantissimi altri. E per finire anche gli artisti italiani. Tutti titoli quindi di cui inutile è commentare, bisogna solo sentire e basta, perciò mettetevi comodi e alzate il volume, perché il viaggio è parecchio lungo.

  1. Robert Tepper - No Easy Way out
  2. Survivor - Burning Heart
  3. John Cafferty - Hearts On Fire
  4. Survivor - Eye Of The Tiger
  5. Europe - The Final Countdown
  6. Europe - Carrie
  7. Bonnie Tyler - Total Eclipse of the Heart
  8. Michael Jackson - Beat It
  9. Michael Jackson - Billie Jean
  10. Roxette - Listen To Your Heart
  11. Roxette - The Look
  12. Cyndi Lauper - Time After Time
  13. Cyndi Lauper - Girls Just Want To Have Fun
  14. U2 - Pride (In The Name Of Love)
  15. Madonna - Like A Prayer
  16. Madonna - La Isla Bonita
  17. George Michael - Careless Whisper
  18. Phil Collins - Another Day In Paradise
  19. Belinda Carlisle - Heaven Is A Place On Earth
  20. Eurythmics - Sweet Dreams
  21. Guns N' Roses - Paradise City
  22. Guns N' Roses - Welcome To The Jungle
  23. Guns N' Roses - Sweet Child O' Mine
  24. Aerosmith - Rag Doll
  25. AC/DC - Back In Black
  26. Mike Oldfield - Moonlight Shadow ft. Maggie Reilly
  27. Alphaville - Forever Young
  28. Queen - I Want To Break Free
  29. Queen - Crazy Little Thing Called Love
  30. Queen - A Kind of Magic
  31. Queen - Radio Ga Ga
  32. Queen - Another One Bites the Dust
  33. Freddie Mercury - Living On My Own
  34. Dead Or Alive - You Spin Me Round
  35. Toto - Africa
  36. The Police - Every Breath You Take
  37. Bon Jovi - Livin' On A Prayer
  38. Bon Jovi - You Give Love A Bad Name
  39. Wham! - Wake Me Up Before You Go-Go
  40. Culture Club - Karma Chameleon
  41. Culture Club - Do You Really Want To Hurt Me
  42. The Human League - Don't You Want Me
  43. Baltimora - Tarzan Boy
  44. Rick Astley - Never Gonna Give You Up
  45. Rick Astley - Together Forever
  46. Tears For Fears - Everybody Wants To Rule The World
  47. Tears For Fears - Shout
  48. The Buggles - Video Killed The Radio Star
  49. Supertramp - It's Raining Again
  50. Men At Work - Who Can It Be Now?
  51. The Proclaimers - I'm Gonna Be
  52. Spandau Ballet - True
  53. Spandau Ballet - Gold
  54. Bryan Adams - Heaven
  55. David Bowie - Let's Dance
  56. Starship - Nothing's Gonna Stop Us Now
  57. Simply Red - Holding Back The Years
  58. Crowded House - Don't Dream It's Over
  59. Gazebo - I Like Chopin
  60. Double - The Captain Of Her Heart
  61. Paul Young - Everytime You Go Away
  62. Bruce Springsteen - Dancing in the Dark
  63. Scorpions - Rock You Like A Hurricane
  64. The Clash - Should I Stay or Should I Go
  65. Raf - Cosa resterà di questi anni 80
  66. Raf - Self control
  67. Ivana Spagna - Easy Lady
  68. Vasco Rossi - Vita spericolata
  69. Tullio De Piscopo - Andamento Lento
  70. Massimo Ranieri - Perdere l'amore
  71. Antonello Venditti - Ci Vorrebbe Un Amico
  72. Ricchi e Poveri - Sarà perché ti amo
  73. Maledetta primavera - Loretta Goggi
  74. Gianna Nannini - Bello e impossibile
  75. Toto Cutugno - L'Italiano

venerdì 4 maggio 2018

Yattaman: Il film (2009)

Partiamo da un presupposto importante per questa recensione e per questa pellicola facente parte delle mie promesse cinematografiche 2018, ovvero che questa roba assurda non va giudicata come un normale film. Se no, si dice subito che è totalmente improponibile, spesso imbarazzante per le scemenze proposte, malgrado qualche bella situazione umoristica, tanto che a volte viene da dire che il traduttore si è preso delle belle licenze (anche se in verità è uno primi che vedo di questo genere in ambito non occidentale). Giudicandolo invece per la totale pazzia che è, non è poi malvagio, anzi. Bisogna avere in mente i cartoni animati da cui prende ispirazione, che a loro volta erano strampalati assai. Questa pellicola del 2009 infatti, è il live action di uno cartoni (degli anni '80) più folli e bizzarri forse di sempre, cioè Yattaman, uno dei miei cartoni preferiti da bambino, come avrete potuto constatare nella mia Compilation Geek di settimane fa. Non a caso il prologo di questa pazza pellicola è ricco d'azione e d'ironia, risultando, soprattutto grazie alla capacità di rimanere altamente fedele al bizzarro spirito del cartoon, dal quale riprende addirittura i temi musicali, immediatamente accattivante ed infine risultando un prodotto godibile e riuscito. Proprio perché Yattaman (Yatterman nella versione internazionale) è un prodotto di semplice intrattenimento senza doppi fini, senza profondi messaggi, senza eroi oscuri e tetre controparti: puro divertissement d'autore senza pretenziosità e quasi senza passi falsi. In tal senso, dato che si tratta di una produzione che doveva miscelare adeguatamente attori reali e CGI, si è scelto di puntare interamente sull'affetto dei fan verso l'opera, sia in patria (dove ha ottenuto un successo clamoroso) che fuori, e si è deciso di affidare il progetto al regista Takashi Miike (The Call: Non rispondere, la trilogia di Dead or Alive13 Assassini e tanto altro) che nella carriera ha alternato produzioni abbastanza discutibili a film inaspettati e più che piacevoli. Non a caso è uno dei registi più incredibili e visionari (per molti un genio perverso) della scena cinematografica asiatica, più semplicemente la visione spesso estrema del "Tarantino d'Oriente", un regista forse e soprattutto amato per i film ambientati nel mondo della Yakuza che tuttavia si è negli anni dimostrato un regista poliedrico che prendendo spesso spunto per le sue sceneggiature dalla produzione manga e tanto altro, ha saputo abbracciare generi e tematiche disparate riuscendo sempre a prevalere.

venerdì 23 febbraio 2018

Guardiani della Galassia Vol. 2 (2017)

Se il primo era stato una sorpresa, il secondo è una conferma. Perché Guardiani della Galassia Vol. 2 (Guardians of the Galaxy Vol. 2), film del 2017 scritto e diretto da James Gunn, sequel forse persino superiore del precedente, non delude affatto le aspettative, anzi, divertente, scanzonato e ironico come il primo capitolo, dalla quale riprende e migliora i punti di forza (personaggi idioti, chiari riferimenti ai mitici anni '80 e colonna sonora epica), riesce nell'arduo compito di fare addirittura meglio, cosa più unica che rara. La pellicola infatti, dove il lato migliore rimane l'alone di leggerezza che lo contraddistingue, e in cui non mancano i momenti epici e quelli commoventi (con tanto di lacrimuccia finale sulle note della bellissima Father & Son, il funerale più bello di sempre) ma il tutto senza mai prendersi troppo sul serio e mantenendo una verve comica costante e mai banale, non è soltanto un degno sequel del film originale, ma anche la sua ideale "estensione" tematica e strutturale, un colossal che incarna l'eredità del cinema delle attrazioni e la rilancia verso nuovi orizzonti. Anche perché, se l'antecedente capitolo del 2014 dei Guardiani della Galassia (rivisto per l'occasione e nuovamente adorato) si dimostrò una convincente novità dalle tinte effervescenti e giocose, Guardiani della Galassia Vol. 2 (con quel "Vol. 2" così Tarantiniano), del suo antesignano di tre anni fa, semplicemente ne conferma l'efficacia della formula, esilaranti situazioni, coloratissime atmosfere, dialoghi irriverenti, guizzanti ed a volte sboccati, una punta di sentimento ed un'azione girata con magistrale perizia (epicamente spassosi il piano-sequenza iniziale e le sequenze in slow motion), il tutto diretto dal regista del primo episodio, James Gunn, un cineasta che è stato capace di imprimere la sua delirante autorialità ad una pellicola (due se vogliamo proprio essere precisi) che va ad aggiungersi al magma indifferenziato del Marvel Cinematic Universe, in cui l'impersonale standardizzazione filmica è oramai di casa.

venerdì 12 gennaio 2018

Le migliori colonne sonore dei film visti nel 2017

Quest'anno ho voluto fare le cose in grande, e così dopo i migliori film, i migliori attori e attrici ecco nuovamente la classifica delle migliori colonne sonore, ma per questo 2017 c'è una novità. Infatti per essere più preciso possibile, la suddetta classifica sarà divisa in tre parti, prima la migliore colonna sonora originale, poi la migliore colonna sonora non originale, ovvero le musiche, ed infine la miglior canzone. Perciò aprite le orecchie e godetevi lo spettacolo.

lunedì 4 dicembre 2017

Stranger Things (2a stagione)

Recensire una serie come Stranger Things 2 non è compito facile, data l'intricata trama ricca di colpi di scena e di situazioni incredibili e spiazzanti, principalmente per la paura di incappare in spoiler importanti sparsi qua e la tra i vari episodi. Ciò che funzionava nella prima stagione (QUI la mia altrettanta intensa e complicata recensione) però è rimasto invariato, ciò che il pubblico ha amato è stato ampliato, le domande hanno avuto le loro risposte e il tutto fila (abbastanza) via liscio nei 9 episodi di questa seconda stagione a ritmo di pezzi storici anni '80, di horror ben dosato, di fantascienza, situazione al limite del meta-fumetto e un piacevole effetto nostalgia. Stranger Things 2 infatti, pur non riuscendo a riservare l'effetto sorpresa avuto con la prima serie (anche perché la scelta di rispolverare i meravigliosi anni '80 e i temi nerd tipici di quegli anni portarono l'anno scorso al concepimento di una delle serie TV migliori mai realizzate) e nonostante la stessa a tratti abbia dei cali, a volte anche bruschi, e non sempre le vicende narrate siano di così grande impatto, si pone come uno dei migliori prodotti televisivi e curati dell'anno che sta per concludersi. Un prodotto che aveva sulle spalle una grossa responsabilità, giacché la prima stagione, hit indiscussa del 2016, alzò parecchio l'asticella qualitativa di molte serie (e di questa ovviamente). Lungo tutto il 2016 infatti altre serie ebbero un esordio esplosivo, Westworld tanto per citarne una, tutti prodotti che hanno introdotto nel mondo televisivo un livello, e di conseguenza un'aspettativa, davvero difficile da eguagliare o migliorare. Non facile, quindi, riuscire a portare avanti e bissare, da parte dei The Duffer Brothers, il successo del loro piccolo capolavoro, ma la seconda stagione dell'horror sci-fi targato Netflix ha fatto clamorosamente centro ancora una volta. Stranger Things 2 infatti, mantiene (almeno per buona parte) inalterato il livello di originalità, freschezza e bellezza generale della prima stagione, anzi, sotto certi aspetti, si è addirittura superata, anche se non del tutto.

venerdì 11 agosto 2017

La mia top 10 dei tormentoni estivi degli anni '80

Come avevo promesso un anno fa, e come dissi all'epoca in cui feci La mia top 10 dei tormentoni estivi dagli anni '90 in poi, e prima di congedarmi dal blog, che andrà (lui e solo lui ahimè) per una settimana in vacanza, ecco la seconda parte della mia classifica, quella dedicata agli anni '80, che nonostante li ho vissuti per pochi anni, sono rimasti impressi nella memoria. D'altronde in quei tempi il fenomeno tormentone era probabilmente all'apice, dato che moltissimi di essi (sia italiani che stranieri), che non necessariamente erano canzoni fatte o prodotte per quello scopo, sono entrate indelebilmente nell'immaginario collettivo. Perciò non facile è stato, ma dopo un'attenta analisi e un bellissimo ripasso ecco finalmente La mia top 10 dei tormentoni estivi degli anni '80, in una classifica speciale assolutamente da non perdere, per ascoltare e ri-ascoltare la stagione, musicalmente parlando, più straordinaria di sempre.

10. Apriamo questa carrellata sui tormentoni estivi dei gloriosi anni '80 con un classicone italiano, Maracaibo: toni allegri e ritmo che spinge a ballare 
anche chi non dovrebbe mai farlo sono i punti di forza di questa canzone.

9. I capelli della bella Ivana fecero impazzire una nazione e il suo inglese
 la fece balzare in testa alle classifiche di mezzo mondo. Incredibilmente il mio primo concerto a cui ho assistito fu proprio un suo concerto.

mercoledì 19 luglio 2017

Tutti vogliono qualcosa (2016)

Uno straordinario spaccato di vita degli anni '80 che descrive magistralmente alcuni giorni di vita di una squadra di baseball universitaria nei momenti precedenti agli inizi delle lezioni, tra party, scherzi e amori è Tutti vogliono qualcosa (Everybody Wants Some!!), film del 2016 scritto, diretto e prodotto da Richard Linklater. Il film infatti (sempre variamente ispirato al senso del tempo del regista), che riprende il discorso interrotto alla fine del bellissimo Boyhood e iniziato con La vita è un sogno (Dazed and confused), è una stupenda full immersion di quel periodo. Difatti Tutti vogliono qualcosa è un'esplosione di ricordi (e desideri) dell'estate del 1980, quando la musica disco e punk è all'apice e l'incubo dell'AIDS non si è ancora profilato. Ma non siamo davanti ad un teen movie, né ad una commedia banale, anzi il lavoro è piuttosto elaborato e trasuda nostalgia. Dato che in questo film generazionale il regista riesce a descrivere (impeccabilmente) gli anni '80 con un college film di quelli che non ti aspetti, non alla American Pie, ma in cui conta davvero la descrizione di quel periodo, in tutto, dalle mode alla musica, veramente tutto dettagliato, tanto che proprio l'attenzione per i dettagli rende il prodotto visivamente molto interessante. Perché questa perfetta ricostruzione d'epoca, dai costumi alle scenografie, alla fotografia, con musiche da urlo e personaggi divertenti che danno un ulteriore tocco di classe, è perfetta. Sembra insomma di essere in quell'epoca o in un film fatto in quegli anni.

mercoledì 5 aprile 2017

Forever Young (2016)

Invecchiare, si sa, non è bello ma purtroppo bisogna accettarlo come processo naturale dello sviluppo di ogni essere umano. Non è quello, invece, che fanno i protagonisti dell'ultimo film di Fausto Brizzi, Forever Young, film del 2016 diretto e co-sceneggiato dallo stesso Brizzi e da Marco Martani e Edoardo Falcone, il cui titolo è già di per sé assai esplicativo. Sentirsi giovani, dinamici e al passo con i tempi infatti è probabilmente un modo per resistere, spesso inconsciamente, all'inevitabile trascorrere del tempo, ma troppo spesso non riusciamo ad accettare ostentando comportamenti che ci rendono inconsapevolmente ridicoli o fuori luogo. Riflessioni pertinenti e pure interessanti, che in questa commedia si traducono, in verità senza particolari guizzi di fantasia (e con qualche episodio di colore), in una serie di storie concatenate che riflettono sostanzialmente le considerazioni di cui sopra. Alcuni personaggi difatti, il direttore di una radio locale, un famoso dj, una madre di famiglia divorziata, la sua estetista ed un anziano avvocato sono i personaggi principali delle storie qui narrate in cui si evidenzia il loro totale rifiuto ad accettare la propria avanzata età. Credendosi ancora dei giovani, essi, ognuno a suo modo, assumono degli atteggiamenti poco consoni alla propria reale età e non si rendono conto di essere solamente ridicoli. Così, c'è il direttore della radio che ha una relazione con una ragazza molto più giovane di lui che egli segue dappertutto in discoteca, a feste dalla presenza di un folto numero di ragazzi, insomma con un ritmo di vita che egli fa fatica a seguire, il dj che si veste come un ragazzino e non si assume ancora completamente le proprie responsabilità di padre di un figlio ormai frequentante l'Università, la madre del suddetto figlio che esce svariate sere in discoteca intrecciando relazioni amorose con ragazzi molto più giovani, l'estetista che nel frattempo ha una relazione sentimentale anch'ella con un "toy boy" e l'anziano avvocato che, per mantenersi in forma rischia seriamente la propria salute seguendo tutti i tipi di sport per lui divenuti ormai seriamente pericolosi. Ma alla fine dovranno poi tutti fare conto con la dura realtà o forse no?

venerdì 24 marzo 2017

Very Pop Blog - I miei anni '80

In settimana il buon Mozzino, sempre vigile a ricordare i bei vecchi tempi ormai andati, ha pensato benissimo a proporre un tag di sua invenzione, e poiché il tag in questione era riferito agli anni '80, i mitici anni '80, mi ha nominato, ma anche se non l'avesse fatto mi sarei sicuramente auto-nominato, dato che è stato probabilmente il periodo più bello di sempre, personalmente parlando, per cui ricordarlo mi fa sempre piacere, nonostante di quel periodo, la mia infanzia, non ricordo granché di quello che mi circondava, e poi nascendo nell'85 non ho avuto tanto tempo di viverli al meglio, ma quel poco è bastato, perché è inutile dirvi per esempio che se ascolto una canzone di quel periodo (dove non ha importanza, anche in tanti film, anche recenti) m'illumino e mi viene la pelle d'oca. E così ho subito preso la palla al balzo ed eccomi a presentare il tag, che ha soprattutto lo scopo di far conoscere meglio tanti blogger e far conoscere magari nuovi blog, portando ovviamente un po' del pop targato Moz O'Clock in giro per la blogosfera. Ma ecco nel dettaglio, anche se per una corretta spiegazione è meglio leggere il post originario (qui), cos'è questo tag e in che consiste. Semplice, come sempre quando si ha a che fare con un tag, nominare o taggare cinque bloggers (scegliendolo tramite un qualsivoglia sistema), bloggers che a loro volta dovranno (se vuol continuare l'avventura, anche se tutti sono liberi di auto-nominarsi e farlo, ovviamente scrivendo nel blog o scrivendomi via e-mail per farmelo sapere) nominare altri cinque (ovviamente avvisandoli) e via dicendo. Due note importanti bisogna in ogni caso tenere in considerazione, come immagine in apertura del post siete liberissimi di usare ciò che più vi piace, anche la stessa che io ho messo e che inizialmente ha proposto Moz, ma soprattutto il nocciolo della questione consiste nell'elencare tutto ciò che per noi sono stati gli anni '80, in base ai vari macro-argomenti forniti da Moz e qui, attenzione però perché bisogna parlare del vissuto dell'epoca, non di ciò che il decennio rappresenta per noi oggi! (a proposito anche se molto spesso nei miei 'post dei ricordi' tanto ho già detto dell'epoca, musica, tv e cinema soprattutto, mi presterò comunque di nuovo al compito di scrivere ciò) mentre per chi non era ancora nato può parlare invece per esperienze indirette. Ecco quindi "I miei anni '80".

mercoledì 4 gennaio 2017

Le migliori sigle e colonne sonore delle serie viste nel 2016

Come lo è stato pochi giorni fa per le colonne sonore dei film, anche per le serie, l'abbellimento acustico e sonoro, è elemento imprescindibile, se poi a questo ci aggiungiamo le classiche sigle, che comunque non sono presenti in tutte le serie, ecco che non potevo non farvele vedere e ascoltare, perché alcune sono davvero belle. In ogni caso comincerò la mia classifica prima con le sigle, che comunque si distinguono dalla serie stessa in alcuni casi, anche per quanto riguarda le colonne sonore, colonne sonore che ovviamente ci saranno nella seconda parte, perciò buona visione e buon ascolto.





LE SIGLE

1. Vince il Saba Serial Awards 2016 per la migliore sigla, quella stilossima e bellissima di Westworld, dallo stesso creatore di quella de Il trono di spade, che comunque non ci sarà, ha già fatto il suo tempo, ma questa in ogni caso merita davvero

giovedì 29 dicembre 2016

Best ever scene

Quando mi hanno proposto di fare un post leggero pre-vacanziero (ora per forza di cose divenuto post-metà vacanziero) con le scene mie preferite oppure quelle che più semplicemente mi sono rimaste impresse non ci ho pensato due volte a dire sì, ma dopo poco di tempo ho subito pensato, e adesso? perché sinceramente non avevo riflettuto che tra le scene indimenticabili che potrei scegliere, esso sono così tante che sceglierne dieci era un'impresa titanica, poiché sfido io a trovare in un solo film quante scene famose, belle e straordinarie ci sono, molto più di dieci. Perciò per non appesantire il post e non sobbarcarmi un lavoro di ricerca durissimo, in questo post vi mostrerò, tramite video (non c'è un regolamento o qualcosa che lo vieti, ognuno avrà provveduto a suo piacere), le scene che mi sono sobbalzate per prima in testa, senza pensarci troppo, e ho quindi scovato queste straordinarie scene, a loro modo fantastiche, tutte per un motivo, tutte visionabili grazie a Youtube, attenzione però, questa non sarà una classifica di gradimento, ma le più importanti per me o le più apprezzate da me. Ora non so se gli altri compagni della ciurma (all'arrembaggio..) abbiano scelto la stessa (facile ma quella più percorribile) via (credo proprio di sì), ma spero apprezzeranno. Questi 'pirati' poi non sono pochi, partecipano infatti tanti blogger, e basta dare un'occhiata e li vedrete in giro. Ma bando alle ciance ecco la mia lista speciale.

A cominciare da uno dei film più belli, romantici ed emozionanti di sempre (fantastica la colonna sonora), con un attore eccezionale e la meravigliosa Wynona Ryder, vista recentemente e apprezzata tantissimo in Stranger Things nella parte della dolcissima donzella. Il film in questione è ovviamente Edward Mani di Forbice di Tim Burton e questa è una delle tante scene famose, non l'ultima, quella è troppo triste..

mercoledì 21 dicembre 2016

Stranger Things (1a stagione)

Da quando ho saputo di questa serie attendevo da tanto di vederla, e finalmente dopo un'attesa incessantemente piena di notizie, alcuni spoiler (fortunatamente evitati) e tantissimi giudizi positivi ci sono riuscito anche se purtroppo per alcune circostanze (ho già Sky e pure Premium) l'ho recuperata in streaming, ma tant'è che non potevo prima di quest'anno, prima delle classifiche annuali, perdermela. Ovviamente sto parlando di Stranger Things, serie televisiva statunitense di fantascienza ideata da Matt e Ross Duffer (due sconosciuti registi ora 'conosciuti' che però fino a quel momento avevano solo scritto e diretto un solo thriller Hidden, tra l'altro mai sentito, e avevano lavorato come sceneggiatori e co-produttori esecutivi di quattro episodi della, leggermente deludente, prima stagione della serie televisiva Wayward Pines, comunque migliore della seconda, qui), e prodotta per la piattaforma di Netflix (ormai famosa a tutti). Serie composta in tutto da otto episodi, dalla durata dai 42 ai 55 minuti. Serie che mi aveva incuriosito per la caratterizzazione dei personaggi, il cast e l'atmosfera che voleva omaggiare il (meraviglioso) cinema di fantascienza degli anni ottanta, divenuto cult. Ebbene, nonostante ella non partiva con i migliori auspici, registi inediti, cast abbastanza inedito e davvero poco 'marketing', ha davvero sorpreso. Sorprendente è infatti il risultato, anche se è il contesto quello che più ha contribuito al suo straordinario successo, tant'è che ultimamente la serie e alcuni membri sono entrati in lizza per tanti premi, tra cui il Golden Globe. Stranger Things (letteralmente strane cose) infatti ricorda molto da vicino, davvero molto, alcuni capolavori sia per la formula abbastanza simile, sia per tutto il resto, che hanno fatto epoca, I Goonies, La casa, Poltergeist, I Gremlins, Stand by Me, E.T., La cosa e molti, molti altri, anche se a me ha fatto subito pensare ad una specie di X-Files (anche se 10 anni dopo), d'altronde la serie, ambientata negli anni ottanta in una fittizia piccola città dell'Indiana (Hawkins nel novembre del 1983), è incentrata sugli eventi legati alla misteriosa sparizione di un bambino e all'apparizione di una ragazza dotata di poteri telecinetici fuggita da un laboratorio segreto, praticamente quello che quotidianamente succedeva a Mulder e Scully. Ma lasciando perdere l'atmosfera e l'incipit, fortunatamente per il pubblico e per la serie stessa, i pregi del prodotto vanno ben al di là dell'accattivante contesto in cui le indagini sulla scomparsa del piccolo Will Byers (Noah Schnapp) hanno luogo. Come spesso avveniva nei sopracitati esempi presi come spunto dai creatori, Stranger Things articola la propria storia lungo tre linee narrative distinte, ciascuna ascrivibile a una precisa fase anagrafica, abbiamo quindi Mike (Finn Wolfhard), Dustin (Gaten Matarazzo) e Lucas (Caleb McLaughlin), i tre amichetti del bambino scomparso, che s'imbattono nella misteriosa e silente coetanea Eleven (Millie Brown) arrivata da chissà dove con un carico di poteri sovrannaturali. Abbiamo poi Jonathan (Charlie Heaton), fratello adolescente di Will, e la studiosa Nancy (Natalia Dyer), sorella di Mike, che si troveranno a collaborare per svelare il mistero dietro le sparizioni in atto nella cittadina, e abbiamo, infine, gli adulti, su cui svettano Joyce (Winona Ryder), madre di Will e Jonathan, e lo sceriffo Hopper (David Harbour), mentre sugli oscuri fatti che si susseguono a Hawkins si allunga l'ombra minacciosa del Dottor Brenner (Matthew Modine), che deve soprattutto fronteggiare la fuga da un laboratorio segreto del governo statunitense di una misteriosa creatura, che nel frattempo è libera di fare ciò che vuole.

mercoledì 29 giugno 2016

Omaggio a Bud

Oggi che dovrebbe essere per me una festa, infatti lo è (il mio onomastico), e festeggerò, siccome tutto comunque va avanti, anche la vita, sono però triste, non posso infatti non sentire una certa malinconia se penso alla triste notizia di lunedì sera, una di quelle notizie che non avrei mai voluto sentire e ricevere (ma che sarebbe arrivata probabilmente prima o poi, ma non così, dopo anche la bella vittoria dell'Italia), quella che Il Gigante Buono del cinema italiano ci aveva improvvisamente lasciato. Sì perché purtroppo (come ormai tutti sanno) il grandissimo Bud Spencer alla veneranda età di 86 anni si è spento. E se penso e ripenso a quello che mi ha regalato, sarebbe riduttivo dire solo durante la mia infanzia, in tutta la mia vita, mi farei prendere dallo sconforto, ma lui poiché ha regalato solo risate e gioia in me e in tantissimi di noi, è giusto ricordarlo con questo (nostalgico e gioioso) post, che mai avrei voluto scrivere (soprattutto dopo la sua dipartita), anche se era e doveva essere uno dei primi personaggi cinematografici di cui parlare nella mia raccolta che presumibilmente a settembre doveva partire, ovvero i miei miti, anche se di uno 'Rocky' ho già scritto qualcosina in occasione dell'ultimo film della saga. Prima di tutto Bud Spencer (Carlo Pedersoli) io l'ho sempre visto come uno di famiglia, uno zio, un secondo padre, un amico e quindi la sua dipartita fa ancora più male (un pezzetto che se ne va), perché lui è stato e per sempre rimarrà uno di quegli attori che vorresti sempre rivedere anche se l'hai visto centinaia di volte, di lui infatti non mi sono mai stancato di vedere (e mai farò), soprattutto nei suoi inimitabili ed indimenticabili film. Film che quando passano in tv, cascasse il mondo non mi perdo mai (come è immancabile accaduto ieri sera). Film che grazie anche e soprattutto al suo amico Terrence Hill sono e rimangono dei cult, perché i loro film sono dei capolavori di un genere, troppo spesso ridicolizzato, quello dei 'spaghetti western'. Non solo ovviamente, poiché nei loro sedici film insieme e in tutti i suoi da 'solista', portavano alla luce una comicità, nello loro commedie-spaghetti, vera e assoluta, senza volgarità e senza andare mai oltre anche quando facevano a botte, anzi, come Jackie Chan ha fatto dopo, si inventavano una 'coreografia' ad ogni scazzottata facendo sempre ridere, divertire e intrattenere come mai (quasi) nessuno riesce più a fare. Come anche lui da solo era in grado ovviamente di fare nei suoi tantissimi film. Che sono così tanti, così belli, che non ci sono dei preferiti (oddio ci sono, ma tutti meritano), perché tutti sono indimenticabili. Io ricordo quasi a memoria le epiche scene (un'infinità, che adesso impazzano ovunque), le battute spettacolari (veramente gustose ed efficaci), le citazioni (che al volo riesco a cogliere quando le vedo), le straordinarie colonne sonore (tutte bellissime, avevo anche il greatest hits una volta, da Fantasy, Movin cruisin e Dune Buggy per citarne alcuni) che hanno contraddistinto la sua lungimirante e lunghissima filmografia e carriera.