giovedì 30 agosto 2018

I peggiori film del mese (Agosto 2018)

A neanche una settimana dal post di Ferragosto in cui vi rendevo partecipi di alcuni fatti miei (anche se in quell'occasione e in quel periodo a farla da padrone è stato il dolce far niente), eccone un'altra simile occasione, seppur in questo caso, trattandosi di quella consueta e strana occasione portatrice di notizie cattive (le cose peggiori del mese), una soprattutto c'è, ed è quella che la caldaia si è rotta, negli ultimi giorni non c'è stata l'acqua calda e per ovviare ad alcuni sistematici problemi, la si è dovuta (nonostante l'ingente spesa e nonostante non si è ancora deciso se cambiare casa o ristrutturare) cambiare. A non cambiare è invece l'abitudine a non rinunciare a vedere film che a prima vista non sembrano promettere così tanto e che poi inevitabilmente danno poco, un po' come questi film di questo mese che fortunatamente così tanto brutti non sono, o almeno non da sconsigliare in toto.

Moonwalkers (Commedia, Regno Unito 2015): Ci sono poche cose che accendono la fantasia dei cospirazionisti quanto la passeggiata di Neil Armstrong e soci sulla Luna del 1969. E' avvenuta, non è avvenuta, è stato un imbroglio o al contrario la più grande impresa compiuta dall'uomo? Ma che sia avvenuto o meno, lo sbarco lunare resta una realtà dell'immaginario ed è su questa ambigua ontologia che il suddetto film di Antoine Bardou-Jacquet gioca, ipotizzando che alla vigilia del lancio dell'Apollo 11 il ponte di comando americano, metta in cantiere un "finto" sbarco da studio da mandare in onda in mondovisione se le cose per Armstrong & Co. dovessero mettersi male lassù. Il piano viene affidato a un agente della Cia che ha combattuto in Vietnam e che deve volare a Londra per convincere il miglior regista sulla piazza, Stanley Kubrick, a prestare i suoi servigi per la più grande frode del secolo, in cambio una valigia piena di soldi. Ma per colpa di uno scambio di persona attuato da due squattrinati individui si troverà prevedibilmente in difficoltà, le cose infatti si complicheranno sempre più e la situazione precipiterà. Quello di Moonwalkers è quindi un cocktail veramente esplosivo, un cocktail grottesco e ricco di idee brillanti (l'idea di "scritturare" Kubrick è la genialata più divertente del film) e affascinante (ottima la ricostruzione d'epoca), tuttavia il film, non affonda nel mistero e non si prende molto sul serio, preferendo scegliere la strada della "parodia". Una strada parecchio impervia giacché tra sparatorie e omicidi vari, scene splatter e orge intraviste, la storia procede con un andamento discontinuo, uno stile barocco e decisamente trash, senza equilibrio. Certo, tutto è abilmente sostenuto dalla verve degli attori (un Ron Perlman sempre godibile e un Rupert Grint che può finalmente fare ciao ciao con la mano a Ron il Rosso di Harry Potter), alcune gag funzionano, ma il film, che in più occasioni dà l'impressione di afflosciarsi (dopotutto la sceneggiatura non è il piatto forte di un'operazione che gioca più che altro sull'impasto pop e postmoderno di diversi immaginari, dal Vietnam alla Swinging London, dai fricchettoni alla Guerra Fredda, da Kubrick al pulp tarantiniano), è un minestrone, disordinato, che miscela vari generi, con efficacia discutibile, in sostanza non si capisce cosa voglia realmente dire. Ed è un peccato, perché seppur davvero interessante è il finale che lascia il dubbio allo spettatore e geniali sono alcune trovate (visive), solo parzialmente riuscito è questo strano film. Voto: 5,5

Ouija - L'origine del male (Horror, USA 2016): Il primo Ouija non mi era piaciuto per niente. Un prodotto mediocre, quasi pessimo, fatto con lo stampino senza alcuna sorpresa o brillantezza. Non che questo secondo capitolo, che funge da prequel alla pellicola uscita nel 2014, brilli altrettanto per originalità. La strada procede su binari sicuri, rodati e non fa mancare i cliché del genere. Tuttavia alla regia c'è Mike Flanagan (un Flanagan che guarda forse molto alla forma e poco alla sostanza, ma che perlomeno rende presentabile questo Ouija 2, migliorandolo rispetto al primo capitolo) e la differenza si vede (anche se dopo un buon inizio c'è un declino evidente, per colpa della sua sceneggiatura, sceneggiatura abbastanza prevedibile, banale, insensata e involontariamente ridicola, seppur ciò non dovrebbe stupire vista la performance del capostipite della saga). Una regia più curata (non a livello del discreto Somnia, ma comunque funzionale), effetti speciali niente male ed una buona fotografia che ricostruisce l'atmosfera vintage dei tardi anni sessanta. Il film infatti, che racconta di una madre vedova e le sue due figlie che nella Los Angeles del 1965 per ravvivare l'attività di famiglia introducono un nuovo trucco alle loro consuete frodi spiritiche, finendo così per attirare senza volerlo una serie infinita di spiriti maligni nella propria casa, seppur abusa del salto dalla sedia, riesce anche ad inquietare e trasmettere tensione quando serve. Inoltre curate sono anche le caratterizzazioni dei personaggi e le dinamiche fra le tre donne, con attori all'altezza del compito (anche se in alcuni casi si arriva quasi toccare il ridicolo). E tuttavia, seppur meglio del primo, senza ombra di dubbio, aldilà della buona mano registica non rimane nulla di un film che presenta molti difetti, derivati appunto dalla carente prestazione del suo predecessore che, senza alcuna presunzione, cerca di dar vita a una storia originale che però non ottiene l'effetto sperato. L'intento sarà stato sicuramente quello di creare un prequel dalla storia del tutto nuova ma, tralasciando gli effetti speciali e i Jumpscare, in Ouija: L'origine del male non vi è assolutamente niente. Comunque pensavo peggio, è un horror che si può vedere, non irrita e non emoziona, però la mediocrità non supera. Voto: 5

Civiltà perduta (Avventura, USA, 2016): E' inutile girarci intorno. The Lost City of Z, film del 2016 scritto e diretto da James Gray (I padroni della notte e C'era una volta a New York), è un film a basso budget, perciò più giusto considerarlo (nonostante sia stato salutato dalla critica come un film di grande appeal) un film per la televisione (un film di impianto classicissimo). Tant'è che non ti coinvolge mai, neppure nelle scene più "selvagge". Purtroppo il problema è proprio questo, l'assenza di ogni coinvolgimento, storia sulla carta molto interessante (quella un uomo che, in cerca di un'occasione di riscatto e rilancio, sullo sfondo di un impero inglese che già si avvia al tramonto ma che conserva tutta la sua rigidità di classi e meccanismi di carriera, finisce per appassionarsi a una ricerca così totalizzante da diventare un'ossessione), ma affrontata in modo approssimativo, con scene troppo scollegate (si decide di partire e via, eccoci nella foresta, siamo nella foresta dopo mesi di permanenza ed eccoci in un lampo a casa) e quelle ambientate in Sud America ai confini del ridicolo. Il regista infatti si concentra in modo implacabile sugli aspetti più noiosi e pericolosi dei viaggi, della loro sofferenza oppure ritorna a Londra proponendo dei snervanti cliché razzisti e sessisti. Certo, notevole è la fotografia e ineccepibile l'aspetto tecnico, ma proprio per questo (per le aspettative tradite, per i pregiudizi del racconto e per lo scarso coinvolgimento dello stesso) che l'impatto complessivo lasci parecchio a desiderare, d'altronde la lunga durata non fa che amplificare i difetti della pellicola che, basata sul libro Z la città perduta di David Grann che ripercorre appunto la storia vera dell'esploratore britannico Percy Fawcett, intento nella ricerca di una antica città perduta in Amazzonia e scomparso nel 1925 assieme al figlio, di drammatico ha poco, che nulla ha di avventuroso e che di noioso ha tanto. E quindi, anche se ritengo comunque la prova degli attori vicina alla media (da un comunque esagerato Charlie Hunnam ad un ambiguo Robert Pattinson, da un irritante Angus MacFadyen ad una quasi inutile Sienna Miller, non dimenticando uno sprecato Tom Holland) da sconsigliare è questo film, perché in fin dei conti qui l'unico che si è perso è il regista, perché questo film è il risultato pigro di ricreare una scoperta emozionante. Voto: 5+

Wish Upon (Horror, USA, 2017): Non c'è molta originalità in questo film del direttore della fotografia e regista statunitense John Robert Leonetti dato che le morti ricordano le dinamiche di Final Destination e l'oggetto misterioso che esaudisce i desideri riporta alla mente pellicole come The Monkey's Paw. Ma come thriller drammatico questo Wish Upon (un film che sembra appunto d'aver già visto, giacché la trama prosegue dritta e lineare così come ci si aspetterebbe, ovvero quello della classica teenager che viene derisa e bullizzata perché povera e un po' "sfigatella" ma che poi riesce a prendersi le sue soddisfazioni grazie ad un oggetto misterioso), intrattiene abbastanza bene, nonostante le evidenti ingenuità che si nascondono tra le pieghe della sceneggiatura. Una sceneggiatura leggermente forzata che non osa di più, che invece di uscire da alcune "soluzioni" ormai troppo abusate nell'horror contemporaneo, magari lavorando maggiormente sulla tensione e sulla paura che, una volta capito il giochetto, purtroppo latitano, non rischia e preferisce, restando nella manualità (così come il regista), puntare al classico teen horror da consumo senza infamia e senza lode. Cosa che, grazie all'inevitabile, ma comunque frizzante e in linea con il resto della storia, finale, e grazie al tema ben veicolato sullo stare attenti a ciò che si desidera, ma anche sul come sia impossibile prevedere le conseguenze delle azioni commesse, riesce a fare. Perché tutto sommato, Wish Upon si mantiene su livelli accettabili, anche grazie a una discreta regia e una prova attoriale apprezzabile (quella di Joey King e di tutti gli altri), intrattenendo senza grandi sforzi, anche se è pieno di parecchi cliché che rendono alcune svolte narrative troppo prevedibili. E tuttavia questo film è certamente migliore di tanti altri ancor di più peggiori. Voto: 5,5

Poliziotto in prova (Azione, USA, 2014): Diretto dal Tim Story responsabile de I Fantastici 4 e I Fantastici 4 e Silver Surfer, Ride Along non è altro che un tiepido divertissement privo di qualsiasi velleità se non quella di far strappare un paio di risate grazie all'inedita coppia Ice Cube-Kevin Hart, quest'ultimo in particolare davvero sorprendente. Nulla di originale nella storia e nell'impianto narrativo, ma per una serata senza pensieri ci si può anche accontentare con poco. Il film infatti, pur rientrando pienamente nei canoni della commedia on the road leggera e senza pretese, riesce a catturare l'attenzione grazie alle classiche scenette "good cop bad cop", anche se in questo caso "crazy cop" è la definizione che si addice di più. Pur circondati da poco raccomandabili trafficanti di armi serbi, poliziotti corrotti e il misterioso Omar, il boss del quartiere (interpretato da un Laurence Fishburne perfettamente in parte), nessuno dei cattivi sembra veramente pericoloso e tutto finisce a tarallucci e vino senza alcuna pretesa di riproduzione veritiera della malavita Losangelina. Ma le battute e la verve, come detto, di Kevin Hart sono talmente fuori dalle righe (ai livelli di Jim Carrey, ma in versione black) che il film (il classico film poliziesco/demenziale che racconta di un poliziotto veterano, rude e di poche parole e la recluta logorroica e pasticciona che devono lavorare insieme per risolvere un caso) scorre spensieratamente senza tempi morti verso il suo scontato lieto fine. E' per questo quindi che non mi sento in grado di condannarlo perché mantiene il livello di intrattenimento atteso dalle premesse senza infamia e senza lode, persino strappando qualche risata qua e là. Voto: 5,5

Un poliziotto ancora in prova (Azione, USA, 2016): Spinto dal risultato comunque non infame del primo film, ho voluto vedere anche il seguito, ma purtroppo, nonostante un risultato ugualmente da non disdegnare, Ride Along 2, nuovamente diretto da Tim Story (dopotutto formula che vince, almeno come ritorno economico, non si cambia), risulta un po' banale e ripetitivo. Infatti, nonostante riesca a tirar fuori un sorriso allo spettatore giocando con i cliché e qualche battuta ben costruita, la comicità non è delle più riuscite. Perché certo, Un poliziotto ancora in prova ha certamente il merito di riportare (a distanza di due anni) sul grande schermo la coppia di poliziotti più catastrofici ed esilaranti degli ultimi anni, Kevin Hart e Ice Cube, ma la pellicola, che vanta una sceneggiatura semplice (fin troppo semplice, quella di una coppia di poliziotti che deve nuovamente lavorare insieme per smascherare il classico e stereotipato miliardario losco interpretato da Benjamin Bratt), un buon ritmo e gag divertenti, e che ha tutti gli ingredienti dell'action movie (inseguimenti ad alta velocità con macchine extra lusso, sparatorie spettacolari, esplosioni, inoltre non mancano sexy donne seminude, musica rap a tutto volume e tanto glamour), risulta più che del precedente poco originale, già visto e rivisto. E tuttavia, pur senza riuscire a impreziosire con qualche guizzo un copione poco originale, gli attori (tra cui una sempre bellissima Olivia Munn) fanno il loro mestiere e la comicità, che strappa qua e là nel corso dei 101 minuti discrete risate (seppur poche e parcellizzate), riescono a salvare un film, leggermente inferiore al precedente, ma divertente, piacevole (non deludente) e quindi vedibile. Voto: 5+

E infine ecco i film (anche in anticipo nella programmazione) scartati ed evitati tra Sky e in Televisione:
Non c'è campo Tratta lo stesso argomento del deludente Sconnessi, e anche se il suddetto è uscito prima, il fatto che sia un film di Federico Moccia regista, non aiuta a farmi propendere a dargli alcuna possibilità
Aiuto, ho ristretto mamma e papà Commedia tedesca per ragazzi per niente originale
When The Bough Breaks Thriller dai risvolti "banalmente" drammatici, noioso e prevedibile
Brice contro Brice Come ha fatto Jean Dujardin a ridursi così per un film tanto scemo?
L'equilibrio Solita storia di criminalità locale per l'ennesimo banale film drammatico italiano
Barca Dreams Scontato dire che pur rispettando la squadra, la società, di vedere un loro documentario proprio non mi va
Steve Jobs: The Man in the Machine Con tutto il rispetto mi è bastato il film, anzi, i due film per conoscerlo abbastanza
Mai fidarti della tua ex Thriller visto e rivisto migliaia di volte
La ragazza nella scatola Va bene che è basato su eventi realmente accaduti, però la qualità del prodotto è alquanto imbarazzante
Magic Mike XXL Il primo film era già abbastanza, vedere questo sequel mi darebbe l'orticaria
Intrigo a Damasco Action visto e rivisto migliaia di volte
Ricatto internazionale Banale thriller drammatico sul mondo della finanza
Forsaken Scontato e prevedibile western con Sutherland padre e figlio
Felony Thriller poliziesco banale e tranquillamente perdibile
Sole cuore amore La solita banale storia della non-vita di tante famiglie del cosiddetto Belpaese, niente di nuovo e certamente evitabile
Hooligans sotto copertura Convenzionale, ridicolo e alquanto sconclusionato action britannico
Acts of Violence L'ennesimo action visto e rivisto migliaia di volte
Inversione di rotta Non basta il paesaggio australiano se la trama di originale ha ben poco

18 commenti:

  1. "Civiltà perduta" ha proprio lo stesso problema di "C'era una volta a New York": classicissimo fino all'osso e senza un vero piglio appassionante. Peccato perchè il materiale era parecchio interessante...

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    1. Ora che mi ci fai pensare è proprio così effettivamente, nonostante il buon incipit, alla fine entrambi ti lasciano niente..

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  2. Visti solo Ouija - L'origine del male e Wish Upon.

    Su Ouija, molto meglio del primo e nemmeno così brutto secondo me, ma comunque rimane abbastanza deludente.

    Wish Upon l'ho trovato proprio pessimo dall'inizio alla fine invece.

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    1. Deludente è dir poco, non sempre basta una bambina indemoniata a salvare il film, mentre per Wish Upon non lo definirei affatto pessimo, forse troppo prevedibile, ma qualcosa di buono c'è ;)

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  3. Anche di questi non ne ho visto nessuno..Di Civiltà perduta ricordo il trailer al cinema e pareva chissà che cosa..

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  4. Ho visto solo Ouija - L'origine del male, e ne sono rimasta delusissima.
    Io che sono un'appassionata del genere, mi aspettavo scene ben più cruente. Invece nulla di che. Atarassia totale.
    Per me bocciato. 5 è un voto fin troppo generoso. Gli avrei dato un 3.

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    1. Avevo dato 4,5 al primo episodio, quindi non potevo dare che minimo 5, e comunque di film molto peggiori ne ho visti tanti, e quelli sì che meriterebbero 3, ma non questo, che comunque intrattiene abbastanza ;)

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  5. Io ho visto Wish Upon e Ouija.
    Anche io avrei inserito entrambi tra i peggiori film visti. Pensa che il primo sono andata a vederlo in anteprima al cinema pagando pure il biglietto intero!Terribili tutti e due, non mi hanno spaventata mai neanche una volta, e non li ho trovati neppure assolutamente originali.
    Per quanto riguarda la ragazza nella scatola, ho visto il documentario e mi ha impressionata tantissimo, realizzato molto bene, mentre il film l'ho visto solo nella scena finale e devo dire che neanche a me ha dato una bella impressione per quei pochi minuti. Meglio il documentario sicuramente

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    1. Sicuramente aver pagato per vederli è stato uno sbaglio in entrambi i casi...mentre per quanto riguarda La ragazza nella scatola, contento di aver quindi fatto la scelta ad evitarlo di vedere ;)

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  6. Ciao! Non ho visto nessuno di questi film, anche se non credo di essermi persa molto :-)
    Complici le ferie, ad agosto vedo pochissimi film/telefilm, ma credo che in autunno recupererò!

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    1. No, non ti sei persa tanto, e di sicuro non sono questi i film da recuperare ;)

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  7. Ciao!👋 Un poliziotto ancora in prova è un film poco originale e dimenticabile. Buon weekend!😊

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    1. Sì lo so, ma io mi sono divertito ugualmente, e ciò dovrà pur valere qualcosa ;)

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  8. Stavolta nulla da contestare dato che non ne ho visto manco uno :^p
    Sono stato tentato qualche volta da Ouja perché mi piacciono le possessioni ma trama e trailer non mi hanno detto nulla, sia questo che il primo. Però se mi dici che si lascia vedere, magari una possibilità gliela darò in futuro.

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    1. Potresti vederlo ma proprio se non hai niente da fare e non ci sono film migliori da vedere ;)

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  9. A me Ouija - L'origine del male è piaciuto molto, sicuramente più del suo predecessore, talmente stupido da non meritare nemmeno il ricordo. Flanaghan ha fatto di meglio ma la cura infusa nei dettagli del film è palese.

    Per il resto, direi che ho evitato tutto! XD

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    1. Me lo dicesti quando avevo visto il primo di quanto ti fosse piaciuto, tuttavia se Flanagan ha migliorato qualcosina, non migliora la base di uno script e di un oggetto, una tavola Ouija (come si fa a preferirla al Monopoli non si sa...), largamente prevedibile e abusato, per il resto hai fatto bene ;)

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