martedì 30 giugno 2020

I film del periodo (16-30 Giugno 2020)

Delle visioni delle ultime settimane ho già scritto abbastanza, in questo post per esempio, quindi approfitto ora per parlarvi delle visioni future, se vi interessa, un modo per farvi capire come sono organizzato (dettaglio venuto fuori dal Liebster Award ottenuto ad inizio mese). Della mia partecipazione allo speciale su HP Lovecraft del 20 Agosto ho già detto in occasione delle Visioni dal "Guardaroba" (a tal proposito, del catalogo ho ancora 18 film da vedere entro l'anno, e sicuramente riuscirò, spalmandoli in due tranche), della mia partecipazione alla Notte Horror confermo adesso a voi tutti, l'11 Agosto alle 21 (scoprirete, a chi non lo sa, presto il film che vedrò e recensirò). Non è tutto, sempre ad Agosto ci sarà anche un altro speciale a tema horror (e poi sempre ad Agosto la mia compilation musicale anni '90), inoltre ho intenzione di chiudere con The Project Ghibli/Miyazaki e non solo, completando la visione di tutti i titoli mancanti, ed infine oltre alla conclusione della mia Promessa cinematografica 2020, al momento ferma a 4 su 10, vi anticipo uno speciale nel giorno del suo compleanno (il 18 dicembre) su Steven Spielberg. E poi tanto altro, ma ci sarà tempo, comunque per finire vorrei solo ricordarvi un appuntamento importante, quello del 22 Luglio prossimo, giorno del compleanno del blog, che compirà 5 anni. In quell'occasione servirà anche il vostro contributo, quindi non mancate. Bene, è tempo che si accendi il semaforo.

SEMAFORO VERDE PER...
Spider-Man: Far From Home (Supereroi 2019) - A distanza di vari mesi dalla conclusione dell'ultimo (vittorioso) combattimento con gli Avengers, Peter Parker si appresta a viaggiare in direzione Europa con la sua classe. La prima tappa del viaggio di Peter è Venezia dove lo attende un mostro acquatico che viene distrutto da Quentin Beck, alias Mysterio, un nuovo possibile membro (a detta di Nick Fury) della squadra degli Avengers. Mentre Umberto Tozzi e Mina cantano sullo sfondo del volo che unisce la tratta New York-Venezia un adolescente è pronto a tornare alle prese con i classici drammi di quell'età, fra problemi di cuore che paiono irrisolvibili ma ancora più difficili da superare se ad affrontarli è un arrampica muri in perenne lotta con ogni nemico pronto a soverchiare il globo (in ogni caso anche troppo infantile diventa la storiella con la bella Zendaya). Nuovo episodio ben calato (anche senza un collegamento preciso oltre a quello inerente alla figura del padre putativo Iron Man ahimè scomparso) nel MCU (l'omaggio fatto in principio agli eroi scomparsi è tuttavia e certamente opportuno) firmato nuovamente da Jon Watts, già autore del primo e precedente reboot (qui) di Spidey (un pelino migliore di questo a parer mio), ancora presente un Tom Holland ancor più sicuro delle proprie possibilità ma che ancora una volta viene privato del ruolo di protagonista dall'antagonista di turno ovvero Quentin "Jake Gyllenhaal" Beck. Quest'ultimo, nei (efficaci) panni di un supereroe proveniente da un'altra dimensione, replica quello che in precedenza era accaduto alla presenza di Michael Keaton, capace di enfatizzare lati oscuri e giustificazioni del senso di essere diventato un villain senza rimpianti, ma solo per necessità personali. Alla stessa maniera Beck denuncia una profondità di emozioni che appartengono anche al giovane Parker, ma declinate in un'età molto più adulta e distanti dalla voglia adolescenziale di volersi divertire come ogni suo coetaneo. Ironia e molti effetti speciali (notevoli soprattutto le sequenze lisergiche del film, autentico trip fatto di illusioni, sogni e cadute) in un viaggio itinerante fra Berlino, Praga, Venezia, Londra e Parigi completano una pellicola (un plus lo merita sicuramente per le due fantastiche sequenze post titoli di coda, e per la carinissima Marisa Tomei) che fa ben sperare per il continuo della serie dell'eroe creato da Stan Lee. Con l'augurio che non si voglia nuovamente pensare a un nuovo reboot ma che si prosegua lungo la strada maestra tracciata da Watts e soci. Voto: 7+

SEMAFORO GIALLO PER...
Il tuo ex non muore mai (Commedia 2018) - Una di quelle commedie action in stile SPY, popolata da personaggi e situazioni sopra le righe, per tentare di offrire un intrattenimento quasi demenziale ma spettacolare al tempo stesso, e ci riesce. Anche perché commedia rosa e intrigo spionistico sono sempre andati a braccetto (Audrey e Morgan sono due simpatiche trentenni coinvolte in uno stravagante intreccio spionistico internazionale da Drew, l'ex-ragazzo della prima, che è anche un agente segreto della CIA), ma qui quando si spara siamo in zona splatter e Pulp Fiction, con schizzi di sangue dappertutto, mentre dalla bocca di Kate McKinnon escono soprattutto parolacce a doppio senso (il che, secondo me, non è così male). Fra le cose più azzeccate: la killer bionda dell'est, interpretata da Ivanna Sakhno (un po' modella, un po' atleta e un po' cecchino), che tortura le ragazze in una scena clou del film, e Gillian Anderson che fa un ruolo alla M di Judy Dench, prendendo in giro i suoi passati federali alla tv. Non mancano altri aitanti maschioni nel ruolo di spie inseguitrici delle nostre, fra cui l'agente inglese Sebastian di Sam Heughan oltre a l'ex Justin Theroux, che, però, non tolgono lo spazio alla sempre bella Mila Kunis e alla McKinnon. Tutto sommato, peccato soprattutto per il titolo italiano spoileroso, il film dell'americana Susanna Fogel, anche sceneggiatrice, come regista ha un modesto curriculum cinematografico (solo Life Partners) appare abbastanza dinamico e simpatico per meritare una sufficienza senza infamia e senza lode. Voto: 6

Angry Birds 2: nemici amici per sempre (Animazione 2019) - Continuano i dispetti fra l'isola degli uccellini e quella dei maialini. Ma una terza, nuova, isola comincia a bombardare le altre due con sfere di ghiaccio giganti. Uccelli e maiali si alleano per andare in guerra. Molto sotto le aspettative rispetto al primo capitolo (qui), che era piuttosto divertente (non che questo non lo sia, però non c'è più l'effetto novità e il target sembra essersi abbassato, nonostante parecchie citazioni che divertono gli adulti più dei bambini). Le animazioni sono sempre d'alto livello (ma era certo che lo fossero), la sceneggiatura però si perde troppo spesso in gag futili e una storia di fondo che non brilla per originalità. Niente male (nuovamente) il doppiaggio, efficace (e un po' furba) la scelta di tracce che compongono la colonna sonora (con pezzi riconoscibili). Angry Birds 2 è quindi un film non al livello del precedente, ma è un sequel perfettamente riuscito, che seppur gioca con qualche espediente già visto, raggiunge l'obbiettivo di far divertire e far passare 90 minuti col sorriso stampato sulle labbra. Voto: 6+

L'immortale (Dramma 2019) - Si stentava a credere che l'Immortale potesse morire, alla fine della terza stagione di Gomorra sembrava essere accaduto, non era così, il sospetto già c'era (in ogni caso la sua non presenza si è fatta sentire nella solo discreta quarta stagione, qui) ma la conferma arrivava poco dopo, all'uscita di questo film, che fa luce su quella presunta morte e su un lato di narrazione sempre lasciato in sospeso. Effettivamente in tutte le stagioni di Gomorra è sempre mancato un pezzetto di storia: quello dell'infanzia di Ciro di Marzio. L'abbiamo conosciuto agli ordini di Pietro Savastano, ne abbiamo seguito le gesta criminali in numerosissime puntate in televisione. Marco D'Amore decide di raccontarci le storia in un film (uno spin-off) che passa per il cinema e lo fa in maniera abbastanza convincente. La storia inizia in Lettonia dove Ciro si ritrova dopo che il proiettile sparato da Genny gli ha sfiorato il cuore. E proprio lì ritrova Bruno, l'uomo che l'ha cresciuto, cui ha affidato la sua difficile adolescenza. E' l'occasione per raccontare la storia di Ciro (l'infanzia trascorsa in una piccola gang criminale), con un continuo flashback. Il film non ha però il ritmo di Gomorra, è decisamente più lento, in particolare nella prima parte. Non mancano le scene violente che hanno reso Gomorra celebre, né la durezza del linguaggio che è stato un altro elemento di forza della serie, ma alla fine una storia semplice, più che altro complementare alla narrazione di Gomorra (più che utile come collegamento alla prossima stagione). Lavoro perciò diligente, ma niente di più. Voto: 6

Scary Stories to Tell in the Dark (Horror 2019) - Scritto e prodotto da Guillermo del Toro, dall'omonima serie di racconti di Alvin Schwartz, e diretto dal norvegese André Øvredal (che dopo il sorprendente Autopsy dirige un altro buon horror), Scary Stories To Tell in the Dark è tutto quello che già evoca il titolo e molto di più. Horror d'atmosfera e con protagonisti degli adolescenti alle prese con le loro peggiori paure e creature spaventose, il film risente dell'influenza di Del Toro per come abbina vicende storico-politiche a quelle più fantasy, fiabesche, di mistero, per far risaltare il senso del macabro più nella realtà di un paese piuttosto che nei racconti di terrore. Non a caso l'ambientazione è quella del 1968 con la guerra in Vietnam e lo scandalo del presidente Nixon. La sceneggiatura affronta temi interessanti e ben approfonditi (come le psicologie o le caratterizzazioni dei personaggi): dinamiche familiari problematiche, intolleranza verso il diverso, isolamento come difesa dalle brutalità del mondo, sensi di colpa, rabbia, vendette. La regia, con stile asciutto ed elegante, sa valorizzare con efficacia questi aspetti, ben coadiuvato anche da un apparato tecnico-formale immaginifico e di alta qualità (nota di merito per le atmosfere, le location, e gli ottimi effetti speciali artigianali, poteva mica mancare Doug Jones? Certo che no). Una pellicola godibile e coinvolgente che, sotto la superficie, mostra le radici malate dei nostri tempi (bravi in tal senso gli attori). Una pellicola che non vuole inventare nulla e nulla ha di nostalgico, ma che si fa apprezzare. Voto: 6,5

SEMAFORO ROSSO PER...
Arrivederci professore (Dramma 2019) - Un film che, visto l'argomento molto delicato che viene trattato (il cancro e la vita che resta) avrebbe dovuto essere più deciso in una direzione o nell'altra. Ovvero verso quella anticonformista e decisamente comica, attingendo anche all'humor nero, oppure verso quella drammatica lasciando perdere certe situazioni al limite del grottesco. Invece vuole "tenere il piede in due scarpe" per piacere a chi piace il genere comico e anche a chi quello drammatico, ma resta "a metà del guado" e così, in qualunque modo lo si guardi, non convince (non ha convinto me). Vuole essere infatti anticonformista ma non lo è abbastanza, vuole divertire ma non ci riesce, vuole essere strappalacrime ma non riesce nemmeno in questo. Certo ci sono alcune scene simpatiche come il rabbioso rapporto con la moglie e la sbronza con l'amico (interpretato da un bravo Danny Houston) ma il sarcasmo caustico di fondo non incide mai. Non spinge abbastanza, non basta un bravo Johnny Depp, su cui si basa tutto il film, a salvare un film, diretto da Wayne Roberts (autore di Katie Says Goodbye, film che non ho visto) e che cerca inutilmente di omaggiare L'attimo fuggente e Will Hunting - Genio ribelle, amorfo come questo qui. Voto: 5

Ma (Thriller 2019) - Ma è un bel personaggio, costruito piuttosto bene (seppur alquanto inverosimile) ed Octavia Spencer riesce a caratterizzarlo con bravura. C'è la frustrazione di una gioventù fatta di poca popolarità e di umiliazioni dolorose. Una popolarità che gode di un'impennata ormai giunta alla mezza età quando diventa un punto di riferimento per gli adolescenti, figli di quei genitori che l'avevano rifiutata. Un personaggio che ha dei risvolti alla "Misery", ma nel complesso funziona. Il guaio di questo film è che manca tutto il resto, a cominciare dagli altri personaggi ed una sceneggiatura scritta dallo stesso regista Tate Taylor che sembra conoscere (al contrario di altri, qui) poco il genere (basta vedere La ragazza del treno). Manca la dovuta tensione nei momenti topici del film e la Spencer non può fare tutto. Buone premesse a cui manca il resto (i dialoghi poi sono triviali e patetici) ed una Spencer che predica nel deserto di altri personaggi. Un peccato ancora maggiore se consideriamo che il cast presenta dei nomi di tutto rispetto, oltre Juliette Lewis ecco Luke Evans ed Allison Janney, c'è pure la Diana Silvers di La rivincita delle sfigate, ma è irricevibile. E quindi film che, prevedibile e svogliato, meglio sarebbe evitare. Voto: 5

Cetto c'è, senzadubbiamente (Commedia 2019) - Ben al di sotto di Qualunquemente, Antonio Albanese rispolvera un suo cavallo di battaglia, Cetto La Qualunque, senza però trovare la giusta quadra tra farsa e critica sociopolitica. Si ride infatti poco e male, i personaggi di contorno non hanno grande carisma da proporre, né vengono evidenziati abbastanza, le battute non sempre vanno a bersaglio e lo stesso Albanese (straordinario nelle gag televisive, modesto nel primo film, molto modesto nel secondo, diventa impresentabile nel terzo) risente di una certa staticità comica. Pur alzando il tiro difatti (giacché al peggio non c'è mai fine, per cui un ipotetico ritorno alla monarchia mostra l'essenza del protagonista ed in fondo del popolo italiano nel fascino perverso dell'uomo solo al comando), la ricetta è sempre quella, come pure le gag che sono ripetitive rispetto ai primi due film. Certamente c'è qualche momento da ricordare come il divertente confronto tra Cetto e l'ex moglie diventata suora, ma sono episodi isolati in un insieme di trovate che non hanno lo stesso folgorante effetto del primo capitolo. Per gli affezionati di Albanese questo non sarà forse un problema, ma per me sì, e così lo si guarda e lo si dimentica in fretta. Voto: 4,5

Il segreto di una famiglia (Dramma 2018) - Personalmente una delusione. Pablo Trapero è l'autore di El Clan, logico quindi aspettarsi molto, data anche la buona composizione del cast (Bérénice Bejo mai stata così spudorata, Martina Gusmán, moglie del regista, ugualmente intrigante e carnale, acerbo invece Edgar Ramirez, gli altri il minimo indispensabile). E' un melodramma a tinte forti dove, come nel film precedente, è protagonista una famiglia che dietro l'apparente tranquillità nasconde invidie e rancori reciproci, mostrando tutta la sua disfunzionalità (l'incipit è quello di due sorelle segretamente rivali in amore che affrontano, a modo loro, la malattia del padre nella fazenda di famiglia). Un dramma che sfocia in tonalità sempre più marcate da commedia nera. E' proprio la parte centrale, con la scoperta dei reciproci altarini ad essere la migliore. Sa essere cattiva e tagliente, ma si spegne in un finale talmente consolatorio da risultare melenso (non bastassero alcuni passaggi a forte rischio di ridicolo involontario). Peccato, un'occasione buttata al vento. Voto: 5

Il signor diavolo (Horror 2019) - Pupi Avati torna alle sue origini che lo fecero conoscere, ovvero all'horror, anche se qui a tratti sembra essere mischiato col thriller (e difatti non fa paura, pochi i punti seriamente inquietanti). Un'opera girata bene, con fotografia dai colori spenti (bella la location veneta con questo paesino sperduto dove la gente crede a qualsiasi sciocchezza, e ha dei canoni religiosi che sono legge, siamo comunque negli anni '50), ma che sta troppo impostata da film per la televisione, o almeno così mi pare di aver notato. Gli attori son (più o meno) buoni (evidente la legnosità di certi interpreti), e ci sono anche diversi volti conosciuti del passato italiano come Andrea Roncato che fa un piccolo ruolo come anche Alessandro Haber. Il vero problema del film è che scorre bene (più o meno, alcuni momenti son talmente annunciati da strappare soltanto uno sbadiglio) ma ha nel suo complesso una sceneggiatura (che racconta di un'adolescente sotto processo per l'omicidio di un ragazzo considerato indemoniato) piatta, che si salva in corner grazie al suo finale che dimostra tutto il suo messaggio allo spettatore. E insomma la mia impressione è quella di un'opera discontinua, che aveva un buon potenziale non sfruttato appieno. Voto: 5

La ragazza dei tulipani (Dramma 2017) - Dopo la parentesi action di Tomb Raider, Alicia Vikander torna al feuilleton, al melò in costume che le ha portato fortuna, con The Danish Girl. In La ragazza dei tulipani (adattamento cinematografico del romanzo del 1999 Tulip Fever di Deborah Moggach), lo scenario è quello dell'Olanda del Seicento, dove una nuova corsa all'oro stava prendendo vita: quella ai tulipani, metafora dell'ambizione sfrenata dell'uomo, di un'ossessiva ricerca della bellezza che porta alla follia. Il regista Justin Chadwick (L'altra donna del Re) mette in relazione le passioni amorose con l'inseguimento della ricchezza, saltando dagli intrighi di palazzo alle aste in locali malfamati, ma sembra non credere neanche lui nella storia che sta raccontando, nei risvolti assurdi (giochi di spia, commedia ed altro) di una vicenda senza mordente (un film che dovrebbe esser sulla passione e che, invece, è scialbo, piatto, anonimo e banale). Ogni immagine potrebbe richiamare la tradizione pittorica fiamminga, però la macchina da presa preferisce cullarsi nei volti iconici dei suoi divi, da Judi Dench a Christoph Waltz. Purtroppo Alicia (qui bella più che mai, questo almeno) interpreta ancora una volta una donna che non riesce ad avere figli, come ne La luce sugli oceani, e i toni diventano subito quelli di una soap opera patinata, dove la sceneggiatura non offre sorprese. Lo spirito frizzante di Shakespeare in Love appartiene a un'altra epoca, qui l'ambientazione smette di affascinare fin troppo presto, e Amsterdam appassisce con i suoi fiori. Voto: 5

ANGOLO VINTAGE
Cuore selvaggio (Dramma/Romantico/Thriller 1990) - L'ho apprezzato, ma non fino in fondo. Il difetto maggiore è che ti colpisce di striscio, nonostante alcune belle scene. Il fascino è infatti indubbio, e le citazioni ricchissime, però è tutto spinto all'eccesso, forse troppo, e la provocazione finisce per smorzarsi, così come l'inventiva, scadendo quasi nel manierismo. Un film che ha i suoi alti e bassi, in virtù di un'alternanza ritmica che per scelta stessa del regista spezza la catena in più punti, appiattendone il bilancio generale. Comunque un film che è un mix di generi, dal pulp al genere azione, dall'erotico al romantico, on the road, un po' visionario, in alcuni tratti. Cuore selvaggio (basato sul romanzo omonimo di Barry Gifford) possiamo definirlo come una storia dove gli opposti si incrociano: tenerezza e violenza, il dramma e il grottesco. La scena iniziale è molto cattiva, forse tra le più cruenti del film, il finale invece è molto romantico, si sapeva che finiva così, ma è fatto bene. Lodevole la scelta di ambientazioni e colonne sonore suggestive e simboliche, così come lodevole può essere definita l'interpretazione di un Nicolas Cage nel cuore della carriera, folle al punto giusto da seguire David Lynch nella sua crociata in nome del surreale. Non male comunque, sia William Dafoe, sia Harry Dean Stanton (visto recentemente anche in 1997: Fuga da New York), che soprattutto una giovanissima e sexy Laura Dern, immancabili infine alcuni suoi attori feticci, Grace ZabriskieSheryl LeeSherilyn Fenn. Buona prova di David Lynch, un film spietato, malato, cattivo ma anche romantico, un po' lontano dai canoni del regista, ma tutto sommato riuscito bene. Note importanti: l'assegnazione della Palma d'oro a Cannes. Voto: 6

Ecco infine i film scartati ed evitati del periodo: L'intrusoRibelliTeen Spirit - A un passo dal sognoD.N.A. - Decisamente Non AdattiTi presento Patrick, Robin Hood - L'origine della leggenda, All That Divides Us - Amore criminale, Le Fidèle.

30 commenti:

  1. Il signor diavolo non è certo la casa dalle finestre che ridono, non ha certo lo stesso potere figurativo ed evocativo, ma è un bel film. Non deve fare paura; è una critica feroce alla maldicenza e alla credulità del popolo e alla religione che spesso viene utilizzata come mezzo per tenere soggiogate le persone stesse.
    Un Pupi Avati migliore del Nascondiglio, anche se non ai livelli dei suoi horror cult ;)

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    1. Non fa paura? Allora non catalogatelo al genere...capisco comunque il messaggio e la critica, però più consistenza era dovuta.

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  2. Vedrei volentieri un terzo Spiderman con Tom Holland, so che c'erano però stati di nuovo dei problemi sui diritti cinematografici del tessiragnatele, quindi temo che al momento la cosa sia ancora in altomare.

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    1. Beh, dopo quel colpo di scena finale (nei titoli di coda) una soluzione la devono trovare, non possono lasciarci così..

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  3. "Il tuo ex non muore mai" è proprio il mio genere. Simpatico.

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  4. Quando verranno trasmessi in tv vorrei guardare Spider-Man: Far From Home e anche La ragazza dei tulipani, anche se di quest'ultimo ne parlano male tutti compreso te. Ciao! 😊

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    1. E perché soprattutto non si capisce il centro...al contrario centrato è questo nuovo Spidey ;)

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  5. Stavo per scrivere che non avevo visto niente dei tuoi semafori quando mi sono ricordata di Tulip Fever, decisamente dimenticabile. Chissà che Alicia torni a fare film migliori.

    L'angolo vintage invece ce l'ho, era parte di una mia Promessa. Un Lynch davvero strano, strano forte e un Nicolas Cage meme vivente già 30 anni fa.

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    1. Lo spero anch'io torni a brillare, almeno in campo attoriale, perché per il resto è sempre splendida..
      Strano sì, ma almeno un senso c'è e lo si comprende :D

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  6. Di sicuro un film che non si lascia dimenticare presto, eppure mi aspettavo di più, anche perché parliamo di Lynch...
    Incarnazione diversa dalle altre, non migliore in assoluto, ma apprezzabile parecchio ;)

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  7. Ma nooo, solo 6 a Cuore Selvaggio??? :o
    Comunque, sei stato moldo duro con Il Signor Diavolo, che per me vale a prescindere più della marvelata?^^

    Moz-

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    1. Sì, alcuni dettagli non consoni ed inutili, soprattutto nel "Diavolo", che è solamente stronzo e non malvagio..

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  8. Arrivederci professore veramente una cagatina .. Ti presento Patrick me lo ha imposto la consorte e alla fine volevo fare fuori lei e Patrick... per il resto saltato quasi tutto ma sopratutto evito accuratamente ogni gomorrata...

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    1. Purtroppo Arrivederci sì, mentre su Patrick per fortuna che ogni tanto le cose brutte le evito..

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  9. Non ne ho visto uno... anzi, Cuore selvaggio credo di sì ma è passato talmente tanto tempo che non ne ricordo niente!

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    1. La metà sono da evitare, quindi è pure un bene non averne visti manco uno, a parte Cuore selvaggio, che comunque merita d'esser visto e rivisto ;)

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  10. Dei tuoi questa volta ne ho visti parecchi e tutti deludenti, per un motivo o l'altro.
    "Arrivederci professore": debole e inutile. Deep l'ombra di se stesso.
    "Ma": poteva essere un buon film ma faceva acqua da tutte le parti dalla sceneggiatura agli attori.
    "Il Signor Diavolo": avevo molte aspettative andate deluse. Avanti si riconosce sempre per i bravi attori, e l'ambientazione. Ma la sceneggiatura era debole e come te non ho capito perché è stato catalogato horror visto che si tratta di un thriller che esamina la grettezza della provincia.
    "La ragazza dei tulipani": perché, perché, perché sprecare Waltz e Dench in quel modo? Inutile.

    Ah, che malinconia mi hai messo di rivedere Cuore selvaggio.
    Abbraccio.

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    1. Hai visto solo i miei peggiori, complimenti :D
      Comunque sì, per un motivo o l'altro, quattro film che sprecano il potenziale e sbagliano il loro "centro".
      Sì? Spero però una malinconia positiva che negativa ;)

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    2. Ma no, secondo me sono quelli che non ho visto i "peggiori" ahahah
      Malinconia positiva, parliamo di un film iconico.

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    3. Addirittura!? :D
      Beh sì, parliamo comunque di David Lynch ;)

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  11. Spiderman piaciuto molto, film divertente che secondo me diventa sempre più apprezzabile più si va avanti con la pellicola.
    Ho apprezzato molto la seconda scena post-credit (anche se adesso voglio vedere come la risolvono 'sta cosa), mentre la prima mi ha fatto veramente cadere le braccia. Comunque, ci va del coraggio a definire "bella" la Zendaya. Ho accettato Marisa Tomei come Zia May, persino il tipo che fa Flash, ma quella tizia lì, peraltro messa forzosamente dalla Disney, come M.J. è chiedermi troppo.

    Scary Storie in the Dark ho provato a leggere il libro, ma questi racconti sono talmente scemi, che dopo 30 pagine ho desistito. Per assurdo il film è fatto meglio, ma comunque non mi è piaciuto. Troppo mal sceneggiato, è il tentativo di riprodurre su film i racconti (pessimi) del libro, legandoli in una cornice dove tutto è troppo forzato.

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    1. Effettivamente in questo film, questa saga, Zendaya non è al suo massimo del suo splendore, molto meglio in tante altre pellicole, in The Greatest Showman per esempio. E' tutto "nuovo" questo Spiderman, il pacchetto bisogna prenderlo completo.
      Un po' scemi dici? Può essere, però per me bravo regista e quant'altro a mascherarlo bene, perché effetti ed atmosfera efficaci ;)

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  12. A me Arrivederci Professore stava piacendo ma poi... manca il finale! 🤦‍♂️
    Quando questo genere di film ti lasciano alla libera interpretazione, mi vanno in antipatia. Il finale senza finale lascialo ad altri generi.
    Concordo sulle due scene divertenti.

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    1. Non aiuta manca il titolo, arrivederci e non addio, poi perché andarsene così? Ma comunque non è l'unico problema del film il finale..

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    2. Rieccomi, come promesso.
      Concordo con tutto per Il Signor Diavolo, a parte il finale, che per me è un'emerita merda.
      A me del messaggio, di cui parli tu ma anche Riky nei commenti, non frega un cazzo. Sto 2 ore (o quante sono) cercando di capire dove voglia andare a parare la pellicola e poi mi chiudi con 'sto colpo di scena del cazzo? E quindi? *** SEGUONO SPOILER *** Perché assumere lo sfigato a indagare? A indagare cosa, poi? La sua storia d'amore a che serve? Perché nei dossier della polizia hanno dovuto cambiare i ruoli dei bambini? Perché cazzo lo sfigato è stato rinchiuso sotto la chiesa? Ha scoperto qualcosa? [veramente realizza la verità solo una volta che viene rinchiuso] Cosa? Che la bambina è stata uccisa dal bambino già rinchiuso per l'omicidio dell'altro e non da quello assassinato? Ah, quindi lo seppellisci vivo in un luogo dove ogni giorno è pieno di gente e chiunque può sentirlo gridare? GENI! Ma la mamma, la riccona, che non voleva si sapesse delle deformità del figlio, di chi è la mamma, del bambino ucciso o di quello ancora vivo? Allora all'obitorio che ci va a fare? O forse erano entrambi deformi? E mi fermo qui, altrimenti procedo con ogni singola scena.
      Troppi interrogativi per una pellicola che non meritava manco una visione.

      p.s. scusa le parolacce ma Avati, ormai evidentemente rincoglionito, mi ha fatto proprio incazzare!

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    3. Ti capisco, comunque se cerchi da Google troverai spiegazioni del finale e del film, ma penso sia inutile adesso :D
      In ogni caso prodotto mediocre è questo, al di là di tutto..

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    4. Credevo di averti commentato Scary Stories to Tell in the Dark... a me non è piaciuto per niente e mi sono proprio rotto le palle nel guardarlo. Sarà che mi aspettavo altro, non un Piccoli Brividi che incontra Final Destination.

      Invece Ma mi è piaciuto, poco più della sufficienza gliela do. Probabilmente l'ho visto senza grandi aspettative e alla fine l'ho preso quasi come un comedy horror ('na vecchia che fa i festini coi giovani... in pratica sono io 🤣), comunque non ho notato difetti di dialoghi o trama, tutto scorre liscio, anche se prevedibile ma mi basta.

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    5. Sarà sì, a me piaciuto proprio perché quasi una fusione dei due ;)
      Ecco, per quanto riguarda Ma, ero io che mi aspettavo altro probabilmente..

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