venerdì 4 settembre 2020

[Cinema] David Lynch Filmography (Eraserhead, Velluto Blu, Mulholland Drive, Inland Empire)

Detto e ribadito che di David Lynch avevo al massimo spizzicato alcune visioni, dei due suoi film più "commerciali" per esempio, ma prontamente visti interamente negli ultimi mesi, parlo ovviamente di Cuore Selvaggio e Dune, era più che dovuto che altri avrei recuperato, non bastasse in tal senso una Promessa cinematografica inerente all'anno in corso. Ebbene, dopo averne visti (letteralmente) di tutti i colori, posso ora affermare che David Lynch è un regista incredibile, così tanto che quasi non fa per me. Ora, questo non vuol dire che i suoi film non mi sono piaciuti per niente, anzi, oltretutto (anche se è una serie, però non sono sicuro) Twin Peaks (soprattutto le prime stagioni che la serie sequel recente) ho dannatamente adorato (penso sia questo il suo miglior lavoro) ma è così strano il suo cinema e la sua visione che in crisi mette (e comunque esprimere un giudizio obbiettivo o in termini di numeri è tremendamente difficile, tanto che il voto "politico" è forse l'unico mezzo). Tuttavia con lui non è stato affatto tempo perso, però vedere questi 4 film in poco più di 2 settimane è stato, seppur affascinante, decisamente pesante. I prossimi suoi film che vedrò, perché alcuni ancora mi mancano, saranno perciò a distanza di tempo, la mia psiche potrebbe non reggere a fare ciò che ho fatto per fare questo post, vedere appunto quattro dei suoi film in una botta sola, per di più quattro dei suoi più controversi e chiacchierati. A parte gli scherzi, davvero difficile è parlare, ancor più scrivere, dei film del regista statunitense, ma l'ho fatto e spero di non pentirmene o di aver turbato i suoi tanti estimatori.

Eraserhead - La mente che cancella (Horror/Grottesco 1977) - L'opera prima di David Lynch (che ha avuto pure un gestazione piuttosto complicata) contiene già i prodromi di quello che sarà il suo cinema, fatto di visioni surreali e personaggi inquietanti che danno vita ad un Mondo tanto affascinante quanto stralunato. Ma aldilà di un messaggio autobiografico sulla paura (o meglio, il terrore) di diventare genitore non c'è molto altro da leggere in questo dramma orrorifico, perché alla fine la pellicola è un compendio di incubi ad occhi aperti misto ad un pugno di dialoghi deliranti messi in fila senza un vero filo logico. Ma il vero protagonista del film, più che il bravo Jack Nance ed il suo faccione stranito che attraversa tutta la storia senza darci punti di riferimento, è il suo terrificante figlio deforme: un essere sconvolgente dalla testa di vitello e difficile da dimenticare, realizzato impeccabilmente anche a livello tecnico. E quindi originale, onirico, simbolico, inquietante, enigmatico, impenetrabile, a questo film (uno dei film più angoscianti e disturbanti che abbia mai visto, anche se in certe fasi mi ha purtroppo portato quasi all'ilarità) potremmo associare moltissimi aggettivi, però personalmente non riuscirei a definirlo capolavoro, in quanto per esser tale dovrebbe avere un consenso ampio sia tra il pubblico sia tra la critica e questo film sembra soddisfare più quest'ultimi (e comunque non è un film perfetto, è decisamente lento e pure a tratti ripetitivo). Nonostante tutto il film merita di essere visto, sia per l'originalità sia per la capacità del regista di rendere il film una pura rappresentazione di un sogno, sensato quando lo viviamo durante il sonno e incomprensibile ripensandoci al risveglio. Un film in ogni caso a cui viene difficile dargli un voto, anche perché non è un film che si può giudicare in maniera tradizionale o razionale, però devo e questo è. Voto: 6,5

Velluto blu (Dramma/Thriller 1986) - La prima considerazione a cui sono giunto dopo aver visto questo film è che, per essere un lavoro di David Lynch, sembra piuttosto lineare. Blue Velvet, infatti, si presenta come un semplice noir, nel quale un ragazzo (Kyle MacLachlan chi sennò) tornato in paese per occuparsi degli affari del padre vittima di un incidente, decide di scacciare la noia indagando su un misterioso orecchio ritrovato in un campo. Ma se David Lynch non può importare nella trama la sua dimensione onirica, allora è la realtà stessa trasformarsi in sogno. I colori esagerati dei giardini della borghesia americana, il tratteggio di una popolazione in pieno stile Happy Days, i sogni romantici della figlia del poliziotto (Laura Dern chi sennò), subiscono il contrasto del mondo depravato, oscuro e maligno, che alberga a pochi passi dal quartiere residenziale. La distorsione è completa, e si manifesta quando le due realtà, inevitabilmente, finiscono per intrecciarsi, quasi che il protagonista, attraverso le proprie indagini, abbia il compito di mostrare ai figli del sogno americano quale incubo si celi dietro i suoi colori sfavillanti. La corruzione è ovunque, incarnata da un demoniaco e capriccioso Dennis Hopper, e si palesa tra le villette tormentate proprio mentre va in scena il classico scontro tra il bullo e il rivale che gli ha rubato la pupa. In questo squarcio anni '50 compare Isabella Rossellini, che, nuda, gira per strada colpendo definitivamente l'idea di innocenza che aleggia sul quartiere borghese. Cadono tutti i teli che i padri hanno utilizzato per proteggere i figli dalla violenza della vita, ma, in fin dei conti, basta saperci fare i conti e tutto torna alla normalità. Velluto Blu è un film (dove eccezionali sono le musiche di Angelo Badalamenti, qui alla prima collaborazione con Lynch) che matura ben dopo la visione, una di quelle opere che non finiscono mai di costruire spunti di riflessione e di far pensare a se stesse. Magari non sarà un giallo eccezionale, ma è ricco di fauna strana, di forti contrasti e di depravazione. A dimostrazione che David Lynch, anche quando deve fare i conti con una sceneggiatura che lo costringe a stare nei ranghi, è in grado di proporre sempre qualcosa di indimenticabile. Voto: 7
Mulholland Drive (Dramma/Thriller 2001) - Lungo Mulholland Drive una donna perde la memoria in seguito ad un incidente automobilistico. L'incontro con Betty, aspirante attrice, le sarà di aiuto per tentare di ricostruire la sua identità. Nel frattempo sceglie di chiamarsi Rita ed inizia una relazione con Betty. Altro viaggio nella mente contorta e malata di una persona, nel caso specifico una Naomi Watts semplicemente bravissima nel trasmettere allo spettatore gli stessi medesimi stati d'animo e mentali in cui si ritrova (non male neanche un giovane Justin Theroux ed una sexy Laura Harring). Messa in scena ipnotica alla maniera di David Lynch, ma anche criptico alla maniera di David Lynch, anzi, in questo senso penso che gli aggettivi solitamente più associati al regista (criptico, emblematico, misterioso, incomprensibile) trovino qui la loro massima espressione e oltre. Prendere o lasciare. Personalmente non mi è dispiaciuto, anzi, è forse il miglior film di David Lynch a parer mio, l'unico problema di questo film è che ti fa sentire idiota, per il semplice fatto che non si riesce a capire, tutto sembra andare liscio come l'olio, la trama è intrigante, qualche scena che non si capisce da dove salti fuori, ma tiene incollati. Poi gli ultimi dieci minuti si stravolge ogni cosa e si perde completamente il film. Il punto è che emoziona, senza farsi capire. E anche se può essere fastidiosa, la cosa funziona. E il film è comunque più che gradevole. Poi però bisogna andare a cercarsi l'interpretazione corretta su internet, ma anche qui ognuno si discosta dall'altro, anche solo in piccoli dettagli, è come se il regista voglia lasciare allo spettatore la sua personale spiegazione, come dire la mentalità di ogni persona è diversa rispetto alle altre. David Lynch costruisce infatti una storia basata sul doppio, sul sogno e sull'immagine, con uno svolgimento atemporale difficile da comprendere. Le attrici protagonisti cambiano nome e prospettiva durante lo svolgimento, cosi come cambiano funzione gli altri partecipanti al film (tra gli altri attori partecipanti ecco Melissa George, Ann Miller e Robert Forster, e pure Angelo Badalamenti, che si dedica anche alle musiche, belle musiche). Il sogno è il protagonista del film, non solo perché costituisce il nucleo centrale della narrazione ma per l'intero impianto della storia e della messa in scena. La dimensione del sogno sta nel fatto che è costantemente impossibile distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è, dialettica che porta alle estreme conseguenze la natura stessa del cinema. Alcune cose non convincono di questo film, che a parer mio è esagerato aver definito il miglior film del ventunesimo secolo, comunque questa storia d'amore tormentata, che si ripercuote nel tempo, va vissuta tutto d'un fiato e seppur lasci perplessi, al fine di tutto anche meravigliati per un'opera notevole di uno dei registi migliori di sempre. Voto: 7,5

Inland Empire - L'impero della mente (Dramma/Thriller 2006) - Appena trascorse le 2 ore e 52 minuti di Inland Empire, oltre ad essere talmente confuso da non ricordarmi chi fossi, con quel piccolo barlume di razionalità che mi era rimasto, mi sono detto che forse questa volta David Lynch aveva tirato troppo la corda (il film non è assolutamente chiaro, la spiegazione non esiste, ognuno dice la sua e nessuno concorda). Inland Empire è indubbiamente uno dei film più contorti e deliranti di ogni tempo, ma questa volta si ha la netta sensazione che dietro l'angolo ci sia la propensione da parte del regista statunitense, all'auto-celebrazione tramite qualche esercizio di stile, peraltro talvolta neanche riuscito alla perfezione (per non dire venuto male). Eloquente il fatto che Laura Dern (che ritorna ad essere attrice protagonista, come ritornano dopo precedenti esperienze con il regista Harry Dean Stanton, Justin Theroux, Grace Zabriskie e Diane Ladd, c'è la new entry Jeremy Irons) abbia dichiarato di non aver capito il suo ruolo nella pellicola, anche se viene da chiedersi chi l'abbia poi realmente capito, o se c'era poi qualcosa da capire in queste quasi tre ore che scorrono più lente di un film di Terrence Malick mandato avanti con il rallenty. Le numerose sequenze inutili e i punti morti spezzano in maniera netta l'atmosfera inquietante e oscura della prima parte, che ritorna solo in parte nei minuti finali. Decisamente non il miglior film di David Lynch, anche perché della "trilogia del sogno" questo è il peggiore, il più pesante e il più stancante. Vale dunque la pena impiegare 3 ore del proprio tempo per Inland Empire? Non proprio, seppur, per onestà intellettuale, si dovrebbe, non è comunque detto che non ci possa trovare un capolavoro in quest'opera, di certo non è una perdita di tempo (almeno non del tutto). In ogni caso dargli una valutazione generale è pressoché impossibile, l'unica soluzione in questo specifico caso, di questo che di David Lynch è un riepilogo completo ed abnorme del suo cinema, fatto di deliri, follia, esplorazione della mente umana, immagini ossessive e apparentemente senza senso, che comunque turbano lo spettatore, lo incuriosiscono e lo travolgono in un turbinio di emozioni contrastanti, è il voto politico, l'unico mezzo per non scontentare nessuno e non denigrare un regista così importante ed amato. Voto: 6 (politico)

25 commenti:

  1. Mamma mia, un po' basso di voti per Lynch! XD
    Sì, capisco che siano film "pesanti", anzi direi "pe(n)santi", ma sono travolgenti.
    In Velluto Blu ci sono i semi della parte razionale di Twin Peaks. In Eraserhead quelli della parte metafisica (non per nulla viene da lì il pavimento a zig-zag).
    Ispirazione per le atmosfere ello Shining di Kubrick.

    Mulholland Drive è forse davvero il miglior film del secolo, come è stato detto.
    IE è effettivamente la messa in scena di visioni (oniriche) ma comunque è Cinema con la C maiuscola^^

    Moz-

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    1. Beh 7.5 per il parametro di Pietro è un voto altissimo :).
      Per il resto non aggiungo altro, visto la mia ignoranza in materia, lascio il dibattito agli esperti :)

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    2. Eh diglielo, che non pensi che li ho definiti brutti :D
      Comunque Moz, è vero che travolgono, ma in tutti i sensi, ed è difficile non uscirne a pezzi...
      Sicuramente è cinema, mai detto il contrario, ho notato il pavimento ed il resto, bisogna dire grazie per conto di altri grandi registi, ma sulle questioni artistiche, intellettuali dei suoi film, sono poco avvezzo.

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  2. Non concordo con quasi nulla 🤣😇 per me tutti quelli citati sono capolavori o quasi. MD poi è considerato il più bel film del secolo - ma anche Boyhood, ergo...

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    1. Beh, Boyhood è decisamente un piccolo capolavoro, più nelle mie corde, apprezzo di più ;)

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  3. Nemmeno io capisco un granché Lynch. Anzi, meno di te perché Twin Peaks ho smesso di guardarlo subito dopo la rivelazione dell'assassino di Laura Palmer, Eraserhead lo vidi al cinema qualche estate fa e non mi entusiamsò, Dune mi sembra ridicolo, Mulholland Drive ben fatto ma non mi ha detto niente, The Elephant Man mi ha ucciso dentro, Wild at Heart l'ho rimosso dalla memoria... Insomma, non il regista per me. So che merito di essere frustato cinematograficamente, ma che ci posso fare? :--(

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    1. Twin Peaks penso sia una cosa a parte, è strano e paradossalmente poi che è sempre lo stesso Lynch dei film, ma in quella serie la sua visione mi prese. No che frustato, e poi Lynch non è certamente per tutti, è comprensibile.

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  4. Ti manca The Elephant Man, un vero capolavoro...

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    1. Praticamente l'unico film - a parte fuoco cammina con me - che ho visto, a scuola.
      Concordo pienamente. Un capolavoro.

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    2. Conosco però, diciamo che non è una visione facile, e comunque diverso da tutti gli altri, ma paradossalmente alla portata, dovrei riuscire a vederlo.

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  5. Ciao Pietro! Ho visto due film di Lynch quando ho studiato Storia del cinema all'Università ma non posso proprio dire che siano il mio genere. Mulholland Drive ancora ancora...almeno ho capito la storia. Inland Empire... caos totale, non ricordo neanche il fulcro della trama :-(

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  6. Non li ho visti e non mi ispirano, a parte "Velluto blu".

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    1. Non reggeresti, e sarebbe pure giusto, ci vuole propensione a certe cose.

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  7. Sì, seppur mi sono accorto vedendoli però, che preferisco e prediligo altro.

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  8. Visti tutti e nessuno che mi abbia appassionato.. anzi.. Inland Empire poi ha decapitato definitivamente ogni residua velleità.
    Mi basta Nolan per impazzire con gusto.

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    1. Arduo già vederli tutti, figuriamoci apprezzarli tutti, non solo i film ma anche i registi.

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  9. Accidenti che maratona, sei stato bravissimo.
    Ho visto Mulholland Road un milione di anni fa, ma non l'ho capito. Dovrei decidermi a riguardarlo ma se sono indecisa ci sarà un perché.

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    1. Eppure nella sua complessità è abbastanza semplice, ma comunque non credo che rivedrò.

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  10. Anche io stavolta non sono d'accordo. Per me Lynch rimane un genio indiscusso del racconto per immagini. E quasi tutti i suoi film sono dei capolavori imprescindibili. Twin Peaks pure è una serie che ha segnato il mondo della televisione, sia le prime due stagioni, sia la terza più recente. Insomma, per me un mito intoccabile non so se si è capito :)

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    1. Si è capito, e per fortuna che non l'ho mica denigrato, dico in ogni caso che preferisco altri registi, altri generi.

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    2. Beh sì denigrarlo sarebbe impossibile secondo me, però è ovvio e giusto che ognuno abbia i suoi gusti.

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    3. Esatto, ma comunque è un grandissimo ;)

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  11. Ti sei impelagato in una bella impresa, auguri! :D

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