martedì 21 maggio 2019

The Big Sick - Il matrimonio si può evitare... l'amore no (2017)

Tema e genere: Commedia romantica che, basata su di una reale storia d'amore, segue le vicende di una coppia di etnie diverse che deve affrontare le loro differenze culturali.
Trama: Kumail, un comico nato in Pakistan, e la studentessa americana Emily si innamorano a dispetto delle diverse culture a cui appartengono e che spesso sono fonte di scontro. Quando Emily contrae una misteriosa malattia, Kumail dovrà far fronte alla crisi con i genitori di lei, confrontandosi anche con la propria famiglia e con i desideri del suo cuore.
Recensione: Sento sempre più spesso dire che i film che vengono candidati agli Oscar siano nella maggior parte dei casi film decisamente sopravvalutati, e in certi casi chi lo dice hanno ed hanno avuto ragione, come ho potuto anche personalmente notare (soprattutto ultimamente che ne vedo molti). Ora non che questo lo sia (questo film che è stato candidato per la migliore sceneggiatura originale agli Oscar del 2017), anche perché The Big Sick è una commedia (presentata al Sundance Film Festival 2017 dove ha raccolto critiche entusiastiche) fresca e divertente, però non è affatto un film indimenticabile, tale da rimaner impresso nella storia dell'Academy e del Cinema. Dopotutto di films sulle differenze razziali e difficoltà sorte in seguito ad esse se ne sono ideati moltissimi precedentemente, pertanto, l'argomento non risulta affatto nuovo. Vero che oscillando tra commedia e dramma, il film ha una sua originalità nel far evolvere la storia tutta o quasi nel rapporto tra Kumail con se stesso, la sua famiglia e la famiglia di Emily, vero che, forse la parte della sceneggiatura più originale, sebbene troppo dilatata nella durata, è proprio quella che tratta dello strano e originale rapporto che si viene a creare, durante la malattia di Emily, tra Kumail e i genitori di lei, un po' "spostati" e disturbati dal benessere americano e dalla ossessione del terrorismo di matrice islamica, ma The Big Sick rimane confinato nel suo alveo di genere, quello della commedia romantica con malattia annessa, a cui si aggiungono i riferimenti culturali esotici, che fanno tanto politically correct. Ma il problema è che questa originalità, questa sincerità, non fa né ridere né emozionare. Il film infatti è un film intimo, personale, un po' troppo chiuso in sé stesso. Non bastasse che il conflitto tra la famiglia pakistana e il protagonista venga raccontato in modo molto tradizionale. In tal senso la simpatia degli attori coinvolti evita cadute di tono, ma il film è complessivamente prevedibile, anche nella sua parte drammatica, oltre nella rappresentazione del loro incontro e dell'happy ending finale. Va bene che particolarmente interessante è il modo in cui la storia viene presentata sullo schermo, per l'intera durata del film aleggia un'ironia sottile ed agro-dolce che rende piacevole seguire la vicenda, anche quando quest'ultima precipita in un aspetto più drammatico, ma il film è (nonostante quest'ultimo aspetto) stranamente sottotono, e i caratteri, sia quelli dei protagonisti principali che quelli dei personaggi di contorno, sono poco definiti. E insomma a questa commedia, che prova a darsi un tono ricorrendo un po' a tematiche sociali (integrazione razziale, valori costitutivi di una famiglia), un po' a citazioni e riferimenti al cinema (grande e meno grande) di passato e presente, manca il ritmo, l'incisività, la verve che avevano film ben diversamente brillanti su temi analoghi. Comunque gli va dato merito alla pellicola (anche se la storia è del tutto vera) di aver proposto una storia diversa dal solito, appunto un'insolita storia romantica, una storia carina, simpatica ed originale, anche se purtroppo alquanto tiepida.
Regia: Non conosco il regista Michael Showalter, se la cava, soprattutto perché indovina il cast, ma la sua regia convenzionale è di puro servizio, senza mai una mezza idea di messa in scena.
Sceneggiatura: Brillante ed originale per buona parte, ma prolissa e banale per l'altra, eccessiva parrebbe la candidatura agli Oscar.
Aspetto tecnico: Nessun aspetto spicca particolarmente, neanche la colonna sonora.
Cast: Sicuramente il punto forte del film, Kumail Nanjiani (qui in veste di attore e sceneggiatore) è perfetto nel suo ruolo, Zoe Kazan con la sua irresistibile faccina da Topo Gigio è ben capace di donare alla sua Emily tutta la fragilità e la dolcezza necessarie, decisamente efficace Anupam Kher, ancor di più Ray Romano, tuttavia doverosa citazione e plauso ad Holly Hunter (nel ruolo della madre della giovane Emily), sempre piacevole da incontrare in qualsiasi film. 
Commento Finale: The Big Sick è un film rassicurante, dimesso, costruito per piacere un po' a tutti, sicuramente intelligente ed originale (almeno in parte), e se riesce a perdonare al protagonista la noia delle performance cabarettistiche sue e dei suoi amici (il nostro "eroe" è un aspirante comico tutt'altro che brillante, gli altri addirittura peggio) anche gradevole, ma affatto eccezionale.
Consigliato: Sì, soprattutto ai fan dei film romantici, anche se di commedie indie intelligenti e coraggiose ce ne sono di migliori.
Voto: 6

4 commenti:

  1. Che tu sappia, l'hanno trasmesso in tv? Perché mi sembra proprio di averlo visto. O forse avrò solo letto qualcosa in merito anni fa.
    In ogni caso, è un film che guarderei volentieri.
    P.S. Il nuovo stile dei post mi piace molto, ma questo lo sapevi già.

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    1. No, se fosse passato l'avrei di certo saputo, molto probabilmente e come spesso accade, avrai letto qualcosa o visto il trailer ;)
      Certo che fa per te, è una commedia/film romantico dopotutto :)
      p.s. Sì lo so, e grazie del consiglio :D

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  2. Ottimo lavoro Pietro!
    Questo nuovo modello di recensione è un bel tocco di novità.
    Vedo una bella impronta personale..più appassionato di cinema Pietro e meno cineblogger Pietro :)

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    1. Una novità certamente per me, di originale non c'è tantissimo, però sì, c'è una impronta un po' diversa ;)

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