Eccolo qui il nuovo formato, il nuovo metodo di selezione, che poi non è tanto diverso da quello già più volte proposto in alcune circostanze, l'unica differenza è appunto quella che la distinzione di qualità viene definitivamente abolita. Tuttavia sostanziale novità è riscontrabile nella pagina dell'Angolo del Cinema facente parte ogni pellicola in oggetto, poiché questa contiene oltre al Trailer (quando quest'ultimo è disponibile nel widget) una scheda tecnica di informazione antecedente alla recensione. E quindi invito tutti, se volessero sapere tutto ma proprio tutto di ogni singolo film che d'ora in poi recensirò (titolo originale, trama, durata e quant'altro), di consultare codesta pagina, che trovate al link dopo il voto datogli da me. Detto questo, via al nuovo corso.
The Prodigy - Il figlio del male (Horror 2019) - Francamente, questo horror di Nicholas McCarthy, regista di The Pact ed Oltre il male ma soprattutto regista del segmento più affascinante di Holidays, ovvero Easter, delude un po'. Dopo un inizio interessante, anche sul piano di ritmo e montaggio, il film sembra ricadere nei soliti cliché da ragazzino (anzi bambino, teoricamente alla fine del film ha comunque solo otto anni) diabolico, anche se qui non si tratta di possessione diabolica ma di reincarnazione, dove comunque è un serial killer a reincarnarsi, secondo la credenza cui sembra soggiacere il film, un film che si presenta fin dai primi minuti come un prodotto "teen" d'intrattenimento, che però non osa mai e si accontenta di qualche momento di tensione costruito con ingegno (e il tentativo di uscire dai cliché della possessione demoniaca, benché di per sé apprezzabile, si ferma così ad un livello piuttosto approssimativo, anche perché gli stessi luoghi comuni narrativi e tecnici che inflazionano il genere vengono qui applicati, e con sufficienza). Infatti anche già dopo l'antefatto è tutto troppo prevedibile, i colpi di scena latitano, ogni sequenza chiama meccanicamente quella successiva e la dignitosa cornice visiva si regge su una sceneggiatura in molti punti traballante (la dinamica con cui si arriva al disperato tentativo finale di salvare il ragazzino è di spiazzante superficialità). Non annoia ed intrattiene, per passare una serata "tranquilla" può anche andare bene, tuttavia bisogna comunque sottolineare il potenziale che vien sprecato, proprio perché il film, che si affida ad attori fin troppo sconosciuti (a parte Colm Feore e Jackson Robert Scott, il giovane attore, già iconico nel ruolo dello sfortunato Georgie dell'IT - Parte 1 di Andy Muschietti, che poi è l'unico elemento del film a trasmettere, e bene, ambiguità ed una piccola dose di inquietudine), non è all'altezza delle sue premesse, o promesse, sgonfiandosi rapidamente con un deus ex machina troppo, troppo facile. Voto: 5

