venerdì 31 luglio 2026

I film del mese (Luglio 2026)

Ecco la lista dei film visti questo mese. Scelte o meno, pellicole visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Mediaset Infinity (compreso Plus), Paramount Plus e RaiPlay, a infine Disney Plus, TimVision e occasionalmente YouTube. Sporadicamente anche da Apple Tv Plus, Pluto TV e siti vari (anche non legali). Lo speciale cinematografico del mese è incentrato sull'animazione giapponese, con la terza parte della rassegna "Anime Japan".

Zootropolis 2 (Animazione/Avventura/Fantastico 2025) - Un sequel vivace e ricco di trovate visive: animazione impeccabile, ritmo alto, personaggi subito riconoscibili e spesso irresistibili, con una pioggia di citazioni cinefile e una colonna sonora curata. Tuttavia la storia, pur divertente, è meno originale e fresca del travolgente primo capitolo, con una struttura che tende a ripetersi e una trama gialla più semplice e rumorosa. Funzionano i nuovi personaggi, alcune gag fulminanti e l'approfondimento del legame tra Judy e Nick, mentre il film (diretto da Byron Howard e Jared Bush, scritto da quest'ultimo) resta godibile per tutte le età nonostante una minore inventiva complessiva. Un buon sequel, piacevole e sopra la media, ma lontano dall'impatto del suo predecessore (lontano 9 anni prima). Voto: 6,5

The Greatest Hits (Romantico/Commedia 2023) - Il film, scritto, prodotto e diretto da Ned Benson, parte da un'idea affascinante: lutto, musica e viaggi nel tempo intrecciati in una rom‑com dal tono malinconico. Lucy Boynton regge bene il film, donando alla protagonista una fragilità credibile, e l'atmosfera visiva e musicale ha un suo fascino. Tuttavia la sceneggiatura non sfrutta davvero il potenziale del concept: dialoghi poco incisivi, personaggi tratteggiati in modo superficiale e un ritmo spesso lento e prevedibile. Anche la colonna sonora, pur centrale nella premessa, finisce per essere più un espediente narrativo che una vera forza emotiva. Nonostante i limiti, qualche momento riuscito e la lieve apertura al fantastico rendono il film discreto e godibile, pur lontano da ciò che avrebbe potuto essere. Voto: 6

Books of Blood (Horror 2020) - Film a episodi che si lascia guardare senza pretese: tre storie intrecciate da un filo comune, ben confezionate nella loro estetica anni '80 ma lontane dall'intensità che ci si aspetterebbe quando si evoca Clive Barker. L'episodio più lungo, quello della ragazza in fuga, è il più solido; il secondo prova a ricreare atmosfere più "bakeriane"; il terzo chiude il cerchio senza particolare incisività. Qualche buona idea, qualche sequenza riuscita, un minimo di tensione, ma nel complesso resta una raccolta di "storielline macabre" più che un vero horror. Intrattenimento televisivo discreto, adatto agli appassionati del genere se non c'è altro da vedere. Voto: 5,5

Con le musiche di John Williams (Documentario 2024) - J. W. (raccontato da Laurent Bouzereau prima di Jaws@50) diventa qui il cuore di un docu caldo e celebrativo, prodotto da Spielberg. Non una semplice biografia: Williams mostra il mestiere, il senso del commento musicale alle immagini, la precisione artigianale della composizione. Il film ripercorre la sua vita, dalle radici jazz alla collaborazione con Spielberg e Lucas, passando per successi, lutti e un'eredità che ha plasmato l'immaginario collettivo. I temi di Star Wars, E.T., Indiana Jones e Jurassic Park riaffiorano come pura nostalgia, mentre il processo creativo del Maestro rivela una dedizione ancora viva a 94 anni. Agiografico e più emotivo che analitico, è soprattutto una lettera d'amore al compositore che ha reso la musica orchestrale iconica quanto i film che accompagna. Voto: 7

I Roses (Commedia/Dramma 2025) - Un remake innocuo che scorre senza fatica, sostenuto soprattutto dalla coppia Cumberbatch‑Colman, brillante e affiatata. La casa contesa è un ottimo elemento scenico, i dialoghi funzionano e la cattiveria di fondo è dosata con mestiere, anche se mai davvero corrosiva come nell’originale di De Vito. La struttura è solida, ma la prima parte arranca tra dinamiche poco interessanti e qualche ridondanza; le figure di contorno aggiungono poco e l’umorismo, pur sottile, non sempre trova il bersaglio. Nel complesso resta una commedia gradevole, ben recitata, aggiornata nei temi ma perdente nel confronto con il modello. Voto: 6

Rental Family (Dramma/Commedia 2025) - Un film lieve ma sincero che parla di solitudine, identità e del bisogno di sentirsi accettati. Segue un attore americano senza lavoro che, in Giappone, viene ingaggiato per impersonare figure familiari, scoprendo legami autentici nati da ruoli fittizi. Hikari (pseudonimo di Mitsuyo Miyazaki) racconta tutto con delicatezza, evitando il patetico e mantenendo una grazia costante. Tokyo diventa specchio di una società che fatica a comunicare, ma il tema è universale. Brendan Fraser offre un'interpretazione tenera e misurata, perfetta per il suo "gigante buono". Il film riflette sul confine ambiguo tra bugie a fin di bene e verità necessarie, mostrando come anche la finzione possa generare crescita. Semplice, toccante, mai stucchevole: una piccola storia che lascia un velo di malinconia e qualche sorriso. Voto: 7+

Tron: Ares (Sci-fi/Azione 2025) - Il terzo Tron diretto da Joachim Rønning (già regista di Maleficent ed altri) punta tutto su estetica ed effetti speciali: visivamente magnetico, sonoramente travolgente grazie ai Nine Inch Nails, ma povero di sostanza. La trama si affloscia presto in un vortice di inseguimenti ed effetti fini a sé stessi, senza sviluppare davvero il tema delle IA. Jared Leto resta monocorde, Evan Peters intrappolato in un villain stereotipato, mentre spicca solo la perfida Athena di Jodie Turner‑Smith. Greta Lee meriterebbe materiale migliore. Il film (sequel stand-alone del film Tron: Legacy) si regge sul comparto tecnico (luci, design, ritmo) ma i personaggi sono abbozzati, il fan service abbonda e il cameo di Jeff Bridges è puramente decorativo. L'operazione nostalgia funziona a tratti, ma conferma quanto il franchise sia legato agli anni '80 e quanto fatichi a trovare nuova linfa. Piacevole da guardare, mai davvero coinvolgente. Un'esperienza estetica più che narrativa. Voto: 5,5

giovedì 30 luglio 2026

Le serie tv del mese (Luglio 2026)

Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da RaiPlay, Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

The Last Kingdom (5a stagione) - La quinta stagione regala un finale maturo ed emozionante, che restituisce piena dignità al percorso di Uhtred dopo una quarta stagione meno brillante. Netflix chiude la saga con un tono più intimo: Uhtred (che invecchia mai) è finalmente un uomo consapevole, segnato dai figli, dal peso della famiglia e da un destino che non è più solo un motto, ma una verità conquistata. Il conflitto politico con Re Edoardo e il fanatismo di Brida alimentano una tensione costante, mentre la serie intreccia storia e dramma personale con la solidità che l'ha sempre contraddistinta. Le battaglie sono ben dirette, il ritmo serrato, e l'arco narrativo del protagonista trova una conclusione coerente e sentita. Qualche nodo secondario viene chiuso in fretta e alcune scelte sui personaggi (anche storici) non convincono fino in fondo. Ma il cuore della stagione (la maturazione di Uhtred e la sua resa dei conti finale) funziona, emoziona e lascia la giusta nostalgia. Un epilogo sobrio, non spettacolare, ma perfettamente in linea con ciò che The Last Kingdom è sempre stato: una saga storica avvincente, solida, e profondamente umana. Voto Stagione: 7+; Voto complessivo: 7

Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo (2a stagione) - La seconda stagione è più matura della prima stagione, con un ritmo più rapido, una CGI più convincente e una dinamica di gruppo meglio definita. Tyson aggiunge cuore e ironia, mentre Percy, Annabeth e Grover mostrano una crescita più evidente. L'azione aumenta e il tono resta leggero, rendendo la serie scorrevole e piacevole. Nonostante ciò, non risulta davvero migliore: la trama rimane semplice, alcuni momenti si ripetono, la tensione è limitata e certe interazioni (soprattutto romantiche) sembrano premature. La serie consolida ciò che aveva iniziato nella prima stagione, ma continua a muoversi con prudenza, senza compiere un vero salto di qualità. In sintesi: più matura, più fluida, ma non più forte. Un passo avanti, sì, ma non un'evoluzione decisiva. Voto: 6+

Daredevil - Rinascita (2a stagione) - La seconda stagione prosegue la rinascita del Diavolo Rosso su Disney+, conservando lo stile grezzo e indipendente dell'era Netflix. È una stagione ambiziosa, potente nei momenti giusti, ma frenata da lungaggini e da una gestione disordinata dei personaggi secondari. Matt e Fisk restano il cuore pulsante: il loro scontro, prima legale e poi fisico, è il vertice dell'annata, così come la rivelazione pubblica dell'identità di Daredevil, un sacrificio che dà peso reale alla vittoria contro Fisk. L'assalto al tribunale introduce un sottotesto politico efficace, mentre il ritorno di Luke Cage è la sorpresa che apre scenari futuri interessanti. Tuttavia Heather Glenn rimane un personaggio mal costruito, Karen Page è ancora sottoutilizzata e la libertà finale concessa a Fisk lascia un retrogusto amaro e poco convincente. Born Again chiude bene il percorso principale, ma non riesce a nascondere i limiti strutturali che l'hanno accompagnata: una stagione buona, mai eccellente, che funziona quando colpisce duro e inciampa quando devia dal suo nucleo narrativo. Ora la vera sfida sarà capire se la terza stagione saprà trasformare queste conseguenze in un nuovo slancio. Voto: 6,5

mercoledì 29 luglio 2026

Videogiochi del mese di Luglio 2026: Stray & Final Fantasy VII Remake Intergrade

Ecco la lista dei titoli giocati e terminati questo mese, a scelta tra le numerose librerie videoludiche digitali in mio possesso. Da Steam all'Epic Games Store, da GOG Galaxy a Ubisoft Connect, da Amazon Games e Luna all'App EA, fino a Microsoft e Legacy Games. In casi eccezionali tuttavia, a scelta tra titoli preventivamente scaricati da siti esterni.

Stray - Un gioco che conquista per la sua coerenza interna: ogni scelta, anche la più insolita, sembra fatta per restituire davvero la sensazione di essere un gatto. Il salto guidato non è una limitazione, ma un modo per mantenere eleganza e credibilità nei movimenti, evitando quelle goffaggini che avrebbero spezzato l'immersione. È un design che non cerca la sfida, ma la naturalezza. Il mondo sotterraneo è la parte più riuscita: una distopia compressa, luminosa di neon e malinconia, che mescola Kowloon, Tokyo e un pizzico di spiritualità inattesa. Non è vasto, ma è costruito con cura, pieno di dettagli che raccontano più della trama stessa. I robot non brillano come personaggi, ma funzionano come tessuto vivo dell'ambientazione, rendendo ogni vicolo un piccolo racconto. Il gameplay rimane semplice e rilassante: esplorare, curiosare, graffiare tappeti, far cadere oggetti, infilarsi dove non si dovrebbe. Le aree più aperte sono piacevoli, anche se gli enigmi sono elementari e alcune missioni secondarie non lasciano il segno. Ma Stray non punta a essere profondo: punta a essere armonioso. Il finale, pur non essendo memorabile, non rovina l'esperienza. È rapido, forse troppo, ma conserva una sua dolcezza e chiude il viaggio con un tono che non stona. Non sorprende, ma non delude. In definitiva, Stray non vuole essere un capolavoro: vuole essere una piccola avventura cyberpunk vista attraverso occhi felini. E ci riesce. È breve, sincero, immersivo, capace di regalare qualche ora di quieta meraviglia. Un gioco che rimane per l'atmosfera, per il mondo, per il protagonista. E per quel modo tutto suo di camminare piano. Voto: 7+

Final Fantasy VII Remake Intergrade - Questo è stato il mio primo contatto con la saga, e proprio per questo l'esperienza mi ha colpito ancora di più. Pur non avendo alcun riferimento al gioco del 1997, l'avventura mi ha trascinato subito grazie a una direzione artistica splendida, personaggi caratterizzati con cura e un ritmo narrativo che alterna momenti cinematografici a sezioni più intime senza annoiare mai. Il combat system è uno dei punti più riusciti: un ibrido perfetto tra azione e strategia, dove la "pausa tattica" rende ogni scontro ragionato e appagante, soprattutto contro i boss. Midgar è ricostruita con una cura impressionante, e anche se il gioco rimane lineare dietro la facciata di un open world ristretto, questa scelta funziona benissimo. Tecnicamente il titolo sorprende per essere nato su old gen, anche se alcune texture e qualche artefatto tradiscono l'età del progetto. Ma in ogni caso la versione PC offre ottimizzazione convincente e fluidità elevata. Le missioni secondarie sono altalenanti, e certe sezioni in cui si deve passare attraverso cunicoli o spazi stretti rallentano inutilmente il ritmo. Il finale è l'unico vero passo falso: troppo slegato dal resto, frettoloso e confuso. Non conoscendo l'originale, alcune scelte narrative mi hanno lasciato più domande che risposte, ma l'impatto emotivo del viaggio resta forte e la voglia di proseguire è tanta. Il DLC "Episode INTERmission" aggiunge un tassello importante: breve ma divertente, introduce Yuffie con un sistema di combattimento tutto suo e prepara bene il terreno per il sequel. In definitiva, come primo approccio alla saga, è stato fantastico. Un gioco che intrattiene, emoziona e convince, pur con qualche imperfezione. Un capitolo moderno, rispettoso e coraggioso, che rende facile capire perché Final Fantasy VII sia considerato una pietra miliare. Voto: 8

martedì 28 luglio 2026

Le mie canzoni preferite (Luglio 2026)

Ecco la lista dei brani che più ho ascoltato ed apprezzato questo mese. Canzoni che ho udito da varie stazioni radiofoniche via Web, da siti specializzati in ambito musicale e/o da classifiche di gradimento professionali e non. Pezzi e componimenti di ultima uscita di generi musicali di mia preferenza.

Martin Garrix & Ed Sheeran - Repeat It: Due esperti musicisti si incontrano, il risultato è notevole, ritmo ed orecchiabilità, passione e dinamicità.
The Lemon Twigs - 2 or 3: Direttamente dagli anni '60 o su di lì, un gruppo recente che di musica certamente se ne intende.
Noah Kahan - Doors: Il suo genere è il l'indie pop folk, e questa bella canzone dimostra la sua estrema conoscenza nell'ambito. 
Stella Lefty - Boston: Sarà forse nata una Stella? Sì, è la Lefty, emergente americana che si spera non sia però l'ennesima meteora.
Olivia Rodrigo - The Cure: Due volte in due mesi, è record, ma dopotutto era ora che il suo talento esplodesse definitivamente.
Gracie Abrams - Hit the Wall: L'avevo selezionata nel gennaio 2025, ed ora ecco la conferma che c'avevo visto, anzi ascoltato, giusto, continua così!

venerdì 24 luglio 2026

Undici

No, non è l'omaggio alla protagonista di una famosa serie televisiva, perché 11 sono gli anni trascorsi dall'apertura di questo blog. Un blog ormai divenuto, come penso, credo e spero, storico, e che continuerà a tenermi/vi compagnia fin quando sarà possibile. L'anniversario ricade tuttavia in un momento non proprio idilliaco, non che sia sempre rose e fiori, anzi, soprattutto conoscendo la mia condizione, ma ultimamente i problemi si accumulano esponenzialmente, non bastasse la situazione climatica estrema, che rende tutto più difficile. Comunque festeggiare questo traguardo è non solo un dovere, ma anche un piacere. Festeggiare il fatto che dopo tanti miglioramenti e aggiustamenti, anche degli ultimissimi mesi, il blog ha finalmente trovato la sua dimensione definitiva, sia contenutistica che stilistica, sia concettuale che organizzativa. La principale novità è che, a seguito del completamento delle sezioni riguardanti il genere animazione in generale (sia Orientale che Occidentale, sia televisiva che filmica), ci saranno quattro classifiche finali in più, raggruppate in due post (capirete meglio quando arriverà il momento). Poi chissà cosa potrà succedere in futuro, ma per adesso sono contento di tutto il lavoro svolto. Per concludere è giusto snocciolare le statistiche del blog, in 11 anni, mettendo in conto i 1548 post complessivi, 1904184 le visualizzazioni, 17755 i commenti. Al computo della visualizzazioni andrebbero tuttavia aggiunte quelle dei quattro archivi, ed anche se quest'ultimi sono stati negli ultimi mesi riorganizzati tali da renderli vere e proprio costole del blog e non esseri a sé, con l'evidente calo che ciò comporta, è giusto menzionare. Le 651447 dell'archivio del Cinema, le 268260 delle Serie Tv, le 37519 della Musica e le 34190 dei Games (e di tutte le pubblicazioni a tema Nerd). Numeri non esaltanti ma comunque dignitosi. Infine, i doverosi ringraziamenti finali, ai miei 113 follower ufficiali e a tutti gli altri (amici, conoscenti ed appassionati) che mi seguono, perché senza di voi non avrebbe senso, GRAZIE.