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mercoledì 13 marzo 2019

Happy Birthday to Me

In queste occasioni non so mai cosa dire, anche perché per me questo giorno è un giorno come un altro, dove al massimo ricevo alcune telefonate (perlopiù tantissimi messaggi, comunque sempre graditi), al massimo ricevo qualche ospite (anche se è comunque abbastanza raro) e festeggio tranquillamente in famiglia e a casa, mangiando al massimo qualcosa in più e qualcosa di diverso dal solito. Niente di cui lamentarsi però, anzi, perché anche se in grande stile ho festeggiato poche volte, a me piace festeggiare, passare questa giornata, senza troppi pensieri, in tranquillità, dopotutto è solo un numero, quest'anno il numero 34. E così, come ho già fatto in altre occasioni, in tutte quelle in cui ho avuto la possibilità di fare un riepilogo o di esporre novità in merito al blog, eccomi qui ad enunciare alcuni cambiamenti. Cambiamenti che tuttavia non riguardano la cifra stilistica o grafica del blog, ma solo un importante ed interessante (spero per tutti) upgrade che vedrà la luce in occasione del quarto anniversario del blog a Luglio. Un upgrade che dovrebbe in teoria essere l'ultimo step, personalmente possibile, per rendere questo blog "definitivo". Un upgrade, meglio un progetto "esternamente interno" che affiancherà il blog stesso, che da dicembre ho cominciato a produrre e che si concluderà esattamente a pochi giorni dall'anniversario. Esatto, ben 8 mesi per fare tutto ciò, dopotutto il tempo non mi manca e mancherà, anche se questo significherà rimandare alcune visioni, soprattutto inerenti alla Promessa cinematografica, a dopo quella data. Comunque a proposito di cambiamenti, anzi notizie, quest'anno mi prenderò una pausa di 2 settimane prima e dopo Pasqua, soprattutto per ricaricare le batterie e mettere fieno in cascina. Detto questo, fino alla Domenica delle palme, sarò sempre presente (e lo sarò anche in quelle due settimane, dopotutto il giro dei blog non interrompo mica) e pubblicherò costantemente. Ma oggi non pensiamo a quello che verrà, io penso solo a godermi (nonostante tutto) questo giorno, un giorno sempre felice. In tal senso grazie già in anticipo a tutti quelli che allieteranno questo mio giorno speciale. Auguri a me.

sabato 13 maggio 2017

Tartarughe Ninja: Fuori dall'ombra (2016)

Dopo il più che sufficiente primo capitolo (di cui ho già parlato, insieme a tante cose, tempo fa qui), che ha di fatto segnato il riavvio della serie cinematografica basata sui celebri fumetti delle Tartarughe Ninja di Kevin Eastman e Peter Laird, i quattro amici verdi sono tornati, con un seguito che si prometteva di essere ancora più fedele al glorioso passato, ed è stato così, almeno in parte. Il pregio più grande di questa nuova saga è, difatti, senza dubbio la volontà di proporre la mitologia originale del franchise in maniera scanzonata, similmente a quanto fatto con quella di Transformers (paragone giustificato dal fatto che il film è nuovamente prodotto da Michael Bay), senza ricercare o inseguire necessariamente lo stile serioso di altri prodotti simili e ben più 'dark'. Per questo Tartarughe Ninja: Fuori dall'ombra (Teenage Mutant Ninja Turtles: Out of the Shadows), film del 2016 diretto da Dave Green, è un film (in live action) sorprendente e di gran lunga superiore al primo. Certo, dopo le critiche discordanti ricevute dal primo capitolo nel 2014, era difficile ipotizzare qualcosa di peggio (sta di fatto che anche quest'ultimo non ha riscosso molto successo), ma sarà stato il cambio di regista (al posto di Jonathan Liebesman, troviamo il regista statunitense Dave Green che, prima di questo aveva diretto un solo film "Earth to echo", però pur non avendo una lunga carriera alle spalle se l'è cavata più che discretamente creando scene notevoli), sarà un po' più di impegno nello stendere la sceneggiatura, il film decolla molto meglio del suo predecessore, da tutti i punti di vista. L'azione è più ricercata, le battute più divertenti e il ritmo è serrato al punto giusto, nonostante la trama sia come sempre un po' scontata.

martedì 11 aprile 2017

Angry Birds: Il film (2016)

Ammetto che prima di vedere questo film sapevo davvero poco del gioco originale (che ha furoreggiato fino a qualche anno fa, nelle varie versioni, ed era diventato un passatempo simpatico e micidiale), perché anni fa uno smartphone neanche l'avevo, per cui pochissime volte ci avrò giocato, ma quel poco può bastare, dato che Angry Birds: Il film (The Angry Birds Movie), film d'animazione del 2016 diretto da Clay Kaytis e Fergal Reilly, ovviamente basato sull'omonima serie di videogiochi, scritto da Jon Vitti e prodotto da Rovio Entertainment e Sony Pictures Imageworks, degnamente riesce in un impresa non da poco, (nonostante questo sia solo un film di stampo puramente commerciale) quello di dare una vita narrativa autonoma ai personaggi del videogioco, offrendo anche una visione non scontata del sentimento della rabbia. E non era affatto facile riuscirci, poiché per quello che ho visto di rado film e videogiochi hanno un matrimonio felice. In questo caso devo inoltre ammettere che si sarebbe potuto far di peggio. Invece sono riusciti decentemente a riportare i personaggi del gioco nel film, con questi uccellini particolari, i loro nemici maiali e la mitica fionda per distruggere le postazioni nemiche e salvare le uova. Ecco, chi non ci ha mai giocato (ma però qualcosa si è perso) non ci capirà molto, forse non ci capirà una mazza (un po' come me), perché il film è strapieno di riferimenti al gioco, le due cose sono molto legate tra loro (anche se per un videogiocatore come me è stato facilissimo capire i meccanismi). Per questo e pertanto, e nonostante ciò, questo è un filmetto davvero fatto bene, tecnicamente, e che risolve in maniera onesta una difficoltà non da poco, la trasposizione al cinema.

venerdì 24 febbraio 2017

Kung Fu Panda 3 (2016)

Nel terzo capitolo della saga del simpaticissimo e irresistibile Panda Po, Kung Fu Panda 3, film d'animazione action del 2016 prodotto dalla DreamWorks Animation e diretto da Jennifer Yuh e Alessandro Carloni, si continua a raccontare le vicende del simpatico e ed un poco pasticcione protagonista. Il cosiddetto Guerriero Dragone, che questa volta dovrà diventare "Master of Chi" ovvero Maestro della Forza Interiore (quasi come la 'forza' di Star Wars) per sconfiggere Kai, l'ex fratello in armi di Oogway da lui punito e mandato nel Regno degli Spiriti. Non solo, Po avrà modo di incontrare il suo padre naturale e di visitare con lui il villaggio nascosto dei panda. Come fu per i precedenti anche questo Kung Fu Panda 3, sequel del film del 2011 Kung Fu Panda 2 e a sua volta sequel di Kung Fu Panda del 2008, non delude, perché come per gli episodi precedenti il film si sviluppa con un ritmo perfetto ed intercalato da continui spunti comici, ma ben più importante affronta concetti quali la lealtà, il valore di ogni singola individualità, ma anche l'importanza della famiglia e della forza di un gruppo affiatato per superare insieme gli ostacoli della vita, quindi in maniera soft questo film come i precedenti ha un messaggio educativo per gli spettatori più piccoli, collegandosi in maniera armoniosa con i due precedenti. La trama, qui sintetizzata infatti, ma come si intuisce, ha però tanta carne al fuoco, addirittura può sembrare e risultare complicata, ma l'ora e mezza di narrazione filmica riesca a rendere Kung Fu Panda 3 comprensibile anche ai più piccoli attraverso quella reiterazione variegata ma sistematica che sta alla base di ogni insegnamento efficace, come la tematica del ritrovamento del padre naturale e pertanto della ricostruzione dei legami affettivi, che altresì pone in evidenza anche quella molto interessante e delicata della differenza e dell'importanza o meno nella vita di un essere vivente del genitore naturale e di quello che invece si è preso cura e lo ha allevato, facendo intuire allo spettatore l'importanza di entrambi.

lunedì 16 gennaio 2017

Zootropolis (2016)

Animali feroci e prede possono convivere pacificamente o è pura (Zoo)topia? A quanto sembra nella metropoli di Zootropolis (film d'animazione del 2016 prodotto dai Walt Disney Animation Studios e diretto da Byron Howard e Rich Moore, vincitore pochi giorni fa del Golden Globe 2017) tutto è possibile anche perché, come ci spiega nella introduzione a teatro la protagonista, non esistono più le belve e le vittime di un tempo nel mondo animale. O forse no? Cosa sta succedendo al 10% della popolazione, composta da predatori, che improvvisamente sentono risvegliarsi dentro di loro l'antico e sopito spirito selvaggio? Come nella migliore tradizione dei Cartoon Disney anche questa volta non tutto è ciò che sembra, i pregiudizi e i preconcetti sono sbagliati, e tutti abbiamo diritto ad una possibilità di cambiare noi stessi e soprattutto quello che il mondo crede di noi. Così una tenera coniglietta potrà realizzare il sogno della sua vita e diventare poliziotta attorniata da colleghi mastodontici come rinoceronti, elefanti, bufali, e più grande sei, più il poliziotto fai. Una furba volpe ingannatrice, rivelarsi un animale onesto e sensibile, solo vittima dei pregiudizi che gli altri hanno su di lei. Una impaurita e timida pecorella essere tutto il contrario di ciò che sembra. Tutti più o meno logorati però da un orribile pregiudizio, soprattutto i predatori. Perché alla fine è questo il problema di fondo affrontato da questo meraviglioso film della Disney, l'utopia, che è pur sempre un sogno difficile da realizzare, ancora più difficile è far sì che gli elementi che la caratterizzano risultino stabili. Il pregiudizio è quel seme cattivo che purtroppo giace all'interno delle persone (in questo caso degli animali) che non sanno apprezzare la bellezza della diversità, che non riescono ad accettare il fatto che, nonostante l'esistenza delle specie, il genere rimane pur sempre lo stesso. E inaspettatamente toccherà proprio a loro, la coniglietta e la volpe, nemici per natura ma amici nel cuore, risolvere il mistero dei 14 animali scomparsi che tutta la città sta cercando e sventare i piani di chi vuole impossessarsi del potere locale, secondo l'atavico principio divide et impera. E infine dimostrare che l'amicizia non ha colore né taglie e che tutti possiamo essere e fare ciò che nessuno si aspetterebbe da noi.

sabato 7 maggio 2016

I giochi/giocattoli con cui sono cresciuto

Dopo i telefilm, i programmi tv e i cartoni animati, continua il viaggio tra i ricordi d'infanzia e adolescenza con i giochi/giocattoli con cui sono cresciuto. In questa lista saranno presenti giochi che sono diventati leggendari, che hanno contribuito alla crescita di noi giovani nati tra gli anni 80 e 90, giochi che se ritornassero adesso farebbero felici milioni di bambini, ragazzi e genitori, ormai alle prese con una generazione di viziati fanciulli che già a 6 anni possiedono uno smartphone, non giocano più all'aperto e sono schiavi di internet e televisione. I bambini di adesso sanno ancora giocare a nascondino? Mi sto dilungando già troppo, comunque io come tanti quand'ero piccolo per divertirmi e giocare allegramente bastava veramente poco, d'altronde i soldi non sono mai cresciuti sugli alberi e quindi bisognava accontentarsi, ma non per questo ne risentivamo, anzi, era più bello. A partire da quei coloratissimi mattoncini, i Regoli (prima foto), che si usavano e si usano ancora adesso da qualche parte nelle scuole elementari, per studiare certo ma anche come gioco e proprio come i lego (mai avuti) io li usavo per creare oggetti, piramidi, case e tanto altro, purtroppo come tanti altri miei giochi sono andati perduti, alcuni regalati ed altri inscatolati. Ah, le casette del mulino bianco, quanti ricordi, ma soprattutto quanti bambini li avevano nelle proprie abitazioni, tantissimi, erano famosissime in quel periodo. Tutti ne hanno avuta almeno una nella propria vita, poiché tutti mangiavano biscotti a colazione. I genitori erano anche contenti perché erano carine da vedere, anche come soprammobili e poi dopotutto erano gratis, si raccoglievano i punti se non erro e si ricevevano. Noi, io, ero contento, ricordo anche di averne avuto tre in tutto, oltre a quella in foto e ad un'altra simile ma con giochi diversi all'interno, anche quella con la radio incorporata. Quant'erano belle, ma soprattutto divertenti, ci passavo giornate intere a giocarci. E poi in fin dei conti erano educative.

mercoledì 9 marzo 2016

Shaun, vita da pecora: il film (2015)

Shaun, vita da pecora: il film è un divertente e simpatico lungometraggio d'animazione britannico. Il film (del 2015) è ispirato all'omonima e popolare serie televisiva animata di successo planetario, nata come spin off dei due cortometraggi di Wallace e GromitShaun: Vita da pecora, classico prodotto dallo studio di animazione Aardman,  realizzato in claymation, cioè con creature di plastilina filmate in stop-motion. Ma ciò che caratterizza le produzioni Aardman, oltre la tecnica, è lo humour britannico che si esprime senza parole, attraverso azione, espressioni, situazioni comiche. L'elemento più interessante è proprio questo, eliminare le parole a discapito di una vera comicità. La vita della fattoria sta iniziando a diventare noiosa. Giorno dopo giorno, il Fattore dice a Shaun quel che deve fare, così, Shaun architetta, elabora un piano, un'idea geniale, per prendersi un giorno libero. Fanno addormentare il fattore (un gioco, per delle pecore), dopodiché, muovendosi silenziosamente, lo portano in una vecchia roulotte parcheggiata in un angolo del campo ricreando tutte le condizioni tipiche della notte. Ma quando Bitzer le scopre, ormai la frittata è fatta. Nel tentativo maldestro di riportare il Fattore fuori dalla roulotte però la stessa roulotte si avvia da sola sulla strada che porta alla città. Shaun e il gregge rimangono alla fattoria, ma il caos prende il sopravvento: Bitzer e il Fattore non si vedono più. A quel punto, decidono di lanciarsi alla ricerca dei due per porre rimedio al problema che hanno creato. Arrivati in città, poiché il fattore è prima ricoverato in ospedale (in seguito a una contusione l'uomo subisce un trauma che gli fa perdere completamente la memoria), poi diventa parrucchiere di grido (grazie alla sua abilità di tosatore), le pecore faticano a trovarlo. Riusciranno a riportare il loro amico alla fattoria e a riprendere la loro routine? Shaun, interviene immediatamente dando il là ad un susseguirsi di accadimenti divertenti, imprevedibili e pericolosi, che alla fine si concluderanno con un bel lieto fine: il ritorno alla routine agreste e rassicurante della fattoria di campagna.

venerdì 4 marzo 2016

The Lego Movie (2014)

The LEGO Movie è uno strabiliante film d'animazione del 2014, realizzato attraverso l'utilizzo di tre tecniche cinematografiche: CGI, stop motion e live action. Ovviamente la pellicola è un viaggio attraverso lo straordinario ed immenso, nonché longevo universo dei famosi mattoncini della LEGO, che ha anche prodotto un set di giochi e un videogioco su questo primo lungometraggio perché il secondo è già in cantiere, ma dovremo aspettare almeno 2 anni. E' innegabile che questo film, riporti alla luce vecchi ricordi di gioventù e fanciullezza di tutti noi, bambini ed anche bambine, anche se a me personalmente non mi ha fatto questo effetto, non ho avuto mai a che fare con i Lego, se non raramente in altri posti che ricordi non sia casa mia. Non sono un fervido appassionato di questi set di giochi, ma conosco la sua fama mondiale, perché i Lego, erano, rimangono e rimarranno uno dei giochi più giocati al mondo. Un mondo vasto e colorato che ritorna magnificamente in auge con questo immaginifico film d'animazione, dove la fantasia prende il sopravvento. E così, i Lego (che deriva dall'unione delle parole danesi "leg godt" che significa "gioca bene") diventano i veri e unici protagonisti di questa frizzante avventura, la prima su grande schermo. Il film comunque ha investito molto, troppo, nel trailer, mostrando forse alcuni dei punti migliori: se è stato a vantaggio del marketing, non lo è stato verso la sorpresa dello spettatore. Marketing che mediaset ha sfruttato 2 giorni prima della messa in onda (sabato scorso, quando ho saputo della sua mandata), con una puntata speciale dei Simpons su questi famosissimi mattoncini gialli. Divertente e bello, la stessa cosa del film che però mi è sembrato troppo caotico visivamente, la differenza tra cinema e tv è in qualche caso abnorme. Tant'è che mi è piaciuto, non tantissimo però. Un aspetto importante della riuscita, la trama, o le trame, che potevano essere migliaia e migliaia, di quelle sognate e immaginate da tutti, grandi e piccini, e quella di questa pellicola non si discosta da questo meraviglioso, fantasioso input, la fantasia. Gli sceneggiatori lo sapevano: la trama non poteva essere uno dei pilastri del proprio film, per questo hanno deciso di non prenderla sul serio, ad esempio (auto)ridilicolizzando la profezia e molti altri cliché sparsi qua e là. Phil Lord e Christopher Miller (i due registi) come già in Piovono polpette, girano quindi un film sul valore del caos, enfatizzando ancora di più la componente anarchica del loro pensiero grazie a un protagonista che vive una vita spensierata, senza accorgersi di essere in realtà disperato e distratto dai media di un regime autocratico capace di tarpare ogni gioia attraverso le "regole".

martedì 9 febbraio 2016

Spongebob (2015) & L'ape Maia (2014)

SpongeBob: Fuori dall'acqua (The SpongeBob Movie Sponge Out of Water) è un film d'animazione statunitense del 2015, è il secondo film d'animazione basato sull'omonima serie televisiva, che con il più alto successo di ascolti nella storia del network (Nickelodeon) è ancora un fenomeno internazionale che continua da oltre un decennio. SpongeBob infatti, torna sul grande schermo dopo dieci anni dalla sua prima apparizione non molto fortunata, almeno in Italia e io addirittura non ricordo di averlo visto, ma poco importa. Il film è stato realizzato a tecnica mista: tradizionale, grafica computerizzata e con sequenze dal vivo. Nel film, SpongeBob, la spugna di mare più amata al mondo, sale in superficie per intraprendere l'avventura più "supereroica" di sempre. La storia è semplice ma efficace, la vita a Bikini Bottom non potrebbe essere migliore per l'eterno ottimista SpongeBob ed i suoi amici: la fedele stella marina Patrick, il sardonico Squiddi, la scoiattola scienziata Sandy ed il crostaceo capitalista, Mr. Krabs, ma quando la fantastica formula segreta dei Krabby Patty di SpongeBob (speciali e miracolosi hamburger) è scomparsa dalla cassaforte dov'era custodita gelosamente, gli eterni nemici, SpongeBob e Plankton, separati dallo spelling della parola "team" (anche se la gag funziona meglio in inglese) con una concezione del mondo radicalmente opposta, dovranno unire le proprie forze ed affrontare un viaggio attraverso lo spazio ed il tempo per poter sfruttare i loro superpoteri ed affrontare il diabolico pirata Barba Burger (Antonio Banderas, una sbiadita e grottesca copia dal grande Jack Sparrow), che ha i propri piani per le squisite prelibatezze, perché senza quella formula l'ordine sociale della comunità sottomarina di Bikini Bottom sarà totalmente sovvertito.

giovedì 28 gennaio 2016

Doraemon: il film (2014) & Minuscule: la valle delle formiche perdute (2013)

Doraemon: il film è il trentacinquesimo film d'animazione di Doraemon, il primo al cinema. Il film (del 2014) prende spunto dal primo capitolo del manga e da due delle storie più famose. Dal 1969 è uno dei personaggi manga preferiti in Giappone e in Italia rappresenta il cartone animato TV più seguito di sempre, lo vedevo anch'io. Il simpatico e protettivo gatto robot approda per la prima volta sul grande schermo con una nuova avventura, in uno spettacolare 3D stereoscopico, peccato però che non ho un televisore adatto. Protagonista è sempre Nobita, un bambino di 10 anni destinato ad un futuro di insuccessi a causa della sua natura pigra a indolente. Inetto, perdigiorno, lamentoso e vittimista Nobita riceve la visita di un suo pronipote che tramite una macchina del tempo gli consegna Doraemon, un gatto robot proveniente dalla sua epoca che ha il compito di aiutarlo a diventare una persona migliore, un adulto responsabile, a difendersi dai bulli, un ragazzino assennato, per evitare che diventi un vero e proprio perdente. Per riuscire nell'intento, Doraemon utilizza una serie di incredibili e magici gadget, i "chiusky". Dopo una prima fase in cui grazie a Doraemon e ai suoi strumenti tecnologici Nobita mette una pezza ad ogni guaio combinato (e si vendica delle angherie di amici e compagni che lo prendono in giro), arriverà un'avventura così importante da non necessitare aiuti esterni, provando a modificare una sorte che si preannuncia non proprio felice soprattutto sul lato sentimentale, riuscire a conquistare finalmente Shizuka, la dolce amica che ama da sempre.

lunedì 25 gennaio 2016

I pinguini di Madagascar (2014)

Ci sono pinguini che si accontentano di un'esistenza da carini e coccolosi e ci sono pinguini che, al contrario, hanno fatto dell'avventura mozzafiato il loro pesce quotidiano. Come Skipper, Kowalski, Rico e Soldato, i quattro protagonisti del divertentissimo film d'animazione del 2014, I pinguini di Madagascar. La pellicola, spin-off della serie di Madagascar, è un prequel iniziativo e poi un successivo sequel di Madagascar 3 - Ricercati in Europa. I pinguini nati come comparse nella saga di Madagascar, erano troppo articolati, geniali e divertenti per essere relegati al semplice ruolo di spalla. Dopo una serie tv (che ho visto assiduamente), un film tutto loro. Così come spesso accade, la Major ha sentito la necessità anche commerciale di raccontare l’origine di questi buffi personaggi (come i Minions), affidandogli il ruolo che gli spetta, quello di protagonisti. Scopriamo quindi come i nostri cari Skipper, Kowalski e Rico erano, fin da giovani, desiderosi di distinguersi dagli altri pinguini e soprattutto quanto amassero l'avventura e di come, salvano e reclutano, l'ingenuo e carino Soldato, formando così un team affiatato e spericolato.

lunedì 26 ottobre 2015

Cattivissimo me 2 (2013) & Minions (2015)!

Dopo aver visto Cattivissimo me ho adorato i Minions che hanno preso in tutto e per il tutto il posto dei fantastici Pinguini di Madagascar. I simpatici mostri gialli hanno subito catturato la mia attenzione e il film di "contorno" non è stato male. Nel primo film Gru è il cattivo di turno, ma dopo tante peripezie è passato a essere un padre quasi modello, in questo secondo la vita gli è cambiata radicalmente, ora nel suo orizzonte ci sono solo le tre dolci bambine che ha adottato e la conversione del laboratorio segreto dei Minion e del dottor Nefario in un'impresa legale di produzione di marmellate e gelatine. Per Nefario, però, la rinuncia alla cattiveria è un sacrificio troppo grande e, cuore e valigia in mano, se ne va al soldo di un altro padrone. Gru, invece, viene reclutato dalla vulcanica agente Lucy Wilde, della Lega Anti Cattivi, per fingersi il gestore di un negozio di dolciumi in un centro commerciale e smascherare così il criminale che sta per assoggettare il mondo ai suoi terribili scopi. C'è tanto dentro Cattivissimo Me 2 (film del 2013 della Illumination Entertainment), c'è la spy-story, la love-story, ci sono gli zombie, il vaudeville, c'è la bimba che vuole una mamma e il papà che non vuole che la piccola cresca.

mercoledì 5 agosto 2015

Babysitting (2014)

Babysitting è una commedia francese del 2014. Franck, impiegato modello, all'apparenza molto serio lavora come centralinista in una casa editrice, ma ha il grande sogno di vedere pubblicate le sue strisce animate. A corto di babysitter per il fine settimana, il suo capo Marc Schaudel gli affida per una notte il figlio, il capriccioso Rémi. L’unico problema? Franck compie 30 anni proprio quel giorno, ed i suoi amici sono decisi a festeggiarlo, tra gli invitati anche la sua ex, la bella Sonia (Alice David), di cui Franck è ancora innamorato. Il mattino dopo, i genitori di Rémi sono svegliati da una telefonata della polizia: il loro pargolo, Franck ed i suoi amici sono spariti nel nulla dopo aver messo a soqquadro la casa, lasciando come unico indizio una videocamera che contiene il filmato della pazza serata appena trascorsa. Dove saranno finiti? La polizia, Marc e la moglie Claire hanno un solo modo per scoprirlo: vedere il filmato. Da qui inizia il film nel film. A metà fra Una notte da leoni e Project X - Una festa che spacca, Babysitting è un tentativo francese di inserirsi nel filone delle commedie americane dell'eccesso raccontate a ritroso e utilizza il meccanismo narrativo del found footage costruendo il racconto come se fosse stato "girato" da uno dei protagonisti.