Innanzitutto è bene dire che questo film storico va assolutamente visto, poiché la pellicola ripercorre un pezzo importante della nostra Storia, anche italiana e non solo inglese, perché se Winston Churchill non si fosse schierato contro tutto e tutti adesso il Mondo, forse, sarebbe diverso, e quindi non si può che consigliarlo. Perché certo, quest'opera impegnativa (comunque robusta e di sana costituzione) non è di certo un film di intrattenimento, ma il suddetto è utile e necessario per comprendere e conoscere qualcosa in più su un fatto, anzi, su di un uomo che ha salvato il suo paese e l'Europa intera. Questo però non è un film biografico, è piuttosto un lungometraggio politico che ci porta nei cunicoli spaventosi di un horror in carne ed ossa: la seconda guerra mondiale. Ma a differenza di Dunkirk, il lavoro di Christopher Nolan, L'ora più buia (Darkest Hour), film del 2017 diretto da Joe Wright, non è un'opera corale, non si spinge sui campi di battaglia, bensì ripercorre le stanze della politica britannica mostrandoci senza veli come quest'ultima reagì alle invasioni di Hitler in Olanda, Belgio e Francia tracciando una radiografia, piuttosto inedita devo dire, di un Churchill burbero ma lungimirante che era stato emarginato e denigrato proprio per la disfatta di Gallipoli, durante la Grande Guerra. Infatti dopo meno di un anno di guerra, nel maggio 1940, Hitler sembrava aver già vinto. Il Terzo Reich avanzava nell'Europa occidentale e la Francia stava per soccombere. Mentre l'esercito britannico era vicino a essere sbaragliato sulle coste di Dunkerque, a Londra il governo Chamberlain è sotto accusa e si impone la scelta: chiedere la resa alla Germania nazista, anche prendendo atto dell'imminente capitolazione francese, e contrattare condizioni favorevoli, oppure combattere fino alla fine, mentre l'ipotesi di un'invasione del territorio britannico si faceva sempre più probabile. Non amato dal suo partito, quello conservatore, Churchill viene invocato come figura credibile dai laburisti per un governo unitario di emergenza. E così, proprio nei giorni che precedono la disfatta di Dunkerque (ma anche la pagina eroica del recupero dei soldati, pagina benissimo esposta nel film di Nolan), Churchill viene chiamato a sostituire come primo ministro Chamberlain, fautore della disastrosa strategia degli accordi con la Germania. E a disinnescare le trame di chi, come il rampante e ambizioso ministro Lord Halifax, spingeva per arrivare a patti con i nazisti.
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venerdì 8 febbraio 2019
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