Già con La regola del gioco il regista Michael Cuesta aveva mostrato di avere buone doti di narratore di genere, messe a servizio di un cinema muscolare che non bada alle sottigliezze. Qui, tra torture, scazzottate e sparatorie, le quasi ore di film scorrono in un attimo, grazie soprattutto alla fluidità del plot narrativo (tratto dal romanzo di Vince Flynn), all'efficacia del montaggio e alla varietà di location, tra le quali va segnalata quella romana, ripresa sia nel centro storico che al serpentone di Corviale, che si aggiudica la sezione più consistente del film. Un film, appunto American Assassin, dal forte sapore rétro quando delinea le dinamiche che lo costruiscono, ma che mostra anche una marcata componente attuale nella sua "confezione", perfettamente in linea con gli standard dei film action contemporanei, ovvero con concetti forti ma semplici, che appunto sono il cardine attorno a cui ruotano tutti gli elementi del film (la vendetta, il patriottismo, l'amore, il sangue), tutti elementi ovviamente conditi con un bel po' di ignoranza, caratteristica stilistica di questo genere di pellicole. E com'è quindi facile immaginare la struttura narrativa si basa su una sinossi abbastanza semplice e, se vogliamo, un po' banale: Mitch Rapp (Dylan O'Brien) è un giovane innamorato che si vede assassinare la fidanzata sotto gli occhi durante un attentato terroristico a Ibiza. La storia si apre proprio su questa scena che risulta abbastanza d'impatto, con una sovrabbondanza di proiettili, sangue e cadaveri in ogni dove. Ovviamente l'accaduto segna nel profondo Mitch che da quel momento vota la vita completamente alla vendetta, intenzionato a rintracciare la cellula terroristica responsabile dell'attacco in cui ha perso la vita il suo amore ed eliminarla. Da lì all'essere scoperto dalla CIA e reclutato per entrare in un corpo speciale e super segreto di soldati addestrati (da Michael Keaton) per essere dei veri e propri assassini, a quanto pare, il passo è breve. Come breve sarà il passo per entrare subito in azione, quando la squadra speciale se la dovrà vedere con un trafficante d'armi conosciuto col nome in codice di "Ghost" (Taylor Kitsch) e ovviamente le cose si complicheranno.
Pagine
- HOME
- MY WORLD
- IL BLOG
- CINEMA
- TV & SERIES
- MUSICA
- GAMES
- LETTURE
- POST VARI ED ALTRO
- GEEK LEAGUE
- CONTATTI
- CLASSIFICHE
- FILM ANNO PER ANNO DAL 2015 AD OGGI
- TUTTI I FILM
- RUBRICHE CINEMA
- SERIE TV ANNO PER ANNO DAL 2015 AD OGGI
- TUTTE LE SERIE
- IL GIRO DEL MONDO CINEMATOGRAFICO
- TAG
- MCU
- DC
- NOTTE HORROR
- HALLOWEEN
- CHRISTMAS
- STAR WARS
- ALIEN
- ARCHIVI
- ELENCO ALTRI SPECIALI
- LISTE & CLASSIFICHE ANIME
- ANIME-TION MOVIES & SERIES
- AGGIORNAMENTI LIVE VISIONI & GAMES
- HEADER COLLECTION
Visualizzazione post con etichetta Taylor Kitsch. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Taylor Kitsch. Mostra tutti i post
mercoledì 6 febbraio 2019
martedì 29 novembre 2016
Gli altri film del mese (Novembre 2016)
Questo mite novembre è stato un mese abbastanza anonimo, anche un po' triste per me, ma come sempre anche in questo mese oltre ai film di cui ho già scritto, ne ho visti anche molti altri. Film non proprio eccezionali a dir la verità, ma perlomeno passabili (tranne uno). Al contrario di certi film che invece io sconsiglierei, film che proprio in virtù di questo fatto saranno solo accennati. Infatti oltre a 6 che propongo ce ne sono 4 di cui vorrei parlare perché sono davvero pessimi. A partire dalla classica ed ennesima (inutile e deludente) commedia romantica per la tv di produzione canadese, Amore sotto le stelle (Love Under the Stars, 2015), l'inflazionata storia di una ragazza che per caso e senza volerlo (sì vabbé) si innamora del padre di una bambina che ha da poco perso la madre (chissà perché lo sospettavo), e niente, la trama finisce qui, insieme alla mia di pazienza, quella di vedere sempre le solite frivolezze, le solite sciocchezze, con un finale scontato, dei dialoghi assurdi ma soprattutto il doppiaggio della bambina è da manicomio. Questa è l'ultima volta che ci casco. Un po' meglio invece accade per La giustizia di una madre (A Mother's Instinct, 2015), anch'esso per la tv di produzione canadese ma di genere thriller e molto più interessante (ma sempre brutto), anche se il finale della storia è addirittura molto più prevedibile. La storia (leggermente assurda anche se basata su fatti realmente accaduti, anche se non ci crede nessuno) di una madre che dopo il rapimento del figlio si convince della colpevolezza del vicino e siccome non ci sono prove, lo rapisce e lo fa confessare, poi lui (incredibilmente) fugge e cerca di ammazzare tutti, ma all'ultimo secondo lo stordiscono e si salvano tutti, non il film che ancora una volta come tanti thriller non suscita neanche un sussulto, un'emozione. Film davvero vuoto e insensato. Anche se mi ero ripromesso di non vedere più un film con Steven Seagal purtroppo ho visto Sniper: Forze speciali, film (del 2016) che come ovvio non esprime nulla di nuovo alle sue solite baggianate, perché anche qui fa il solito ruolo da cecchino infallibile che ammazza tutti. Un film che racconta in modo assurdo, la storia di una squadra di soccorso che si ritrova per magia coinvolto in un agguato uscendone però vittorioso, poi ovviamente succedono altre cose ma niente di così importante. Insomma, davvero pessimo, questo è definitivamente il capolinea. Ancora più brutto e deficiente è l'ennesimo disaster movie della Asylum, stavolta il film in questione ha a che fare con due aerei (uno è l'Air Force One, con a bordo il presidente, la moglie e la figlia 'Milani'?!) che non si sa perché (ah sì una tempesta elettromagnetica) stanno per scontrarsi in volo, il film si chiama infatti Air Collision, ed è uno dei film più assurdi di sempre, con effetti speciali di serie C, dialoghi di serie D, e scene da manicomio, infatti ho riso così tanto che mi serviva la camicia di forza per non spaccare tutto. Un film (del 2012) davvero senza un senso alcuno, stupido e inutile. Ma veniamo al momento che tutti aspettavate, ecco perciò le recensioni dei 6 film visti in questo mese, tra cui tre commedie, un drama, un thriller e un film d'animazione.
lunedì 31 agosto 2015
True Detective (2a stagione)
Nic Pizzolatto dopo la prima stagione di True Detective, da molti, è passato da essere lo scrittore più amato del piccolo schermo al più controverso, questo nel giro di un anno. Colpa o merito di questa seconda stagione, criticata negativamente, probabilmente perché molto diversa rispetto alla prima, ha perso in parte l'effetto sorpresa iniziale. La prima stagione, con due inediti e bravissimi Matthew McConaughey e Woody Harrelson, aveva preso tutti in contropiede. Nessuna sapeva cosa aspettarsi, una novità assoluta, e la regia è stata una sorpresa, lo stile era di un vero giallo. Con la seconda stagione, Pizzolatto ha cambiato totalmente registro: puntando sui personaggi (interpretati da Colin Farrell, Vince Vaughn, Rachel McAdams e da Taylor Kitsch), preferendoli alla trama e alla storia, cambiando anche il regista. Il giallo ha fatto spazio ad un vero e proprio crime poliziesco, la lotta contro un sistema corrotto in una città dominata da loschi individui, la vendetta di due fratelli su un fatto accaduto vent'anni prima ma che non ha niente a che vedere con l'intreccio della storia e dei tre detective che non hanno esitato a sporcarsi le mani. Il mondo che ci meritiamo, secondo Pizzolatto, è un mondo terribile, un inferno in terra, in cui giustizia e vendetta hanno la stessa faccia, e in cui le persone non vivono ma sopravvivono. Il finale è stato il riassunto della stagione, con alti e bassi, momenti di tensione miscelati e momenti troppo lenti e pensosi. Certo nessuno, compreso io, si aspettava un finale da fiaba, ma non uno così dove la trama (la soluzione completa del caso) è passata in secondo piano. La serie così ha innegabilmente annoiato, regalando più di qualche perplessità nonostante l'apprezzamento a Pizzolato.
Iscriviti a:
Post (Atom)


