martedì 27 ottobre 2020

I film del periodo (12-25 Ottobre 2020)

In anticipo questo mese rispetto alla programmazione standard, ma dovreste saperlo dopotutto che arrivati a questo periodo dell'anno riservare gli ultimi giorni di Ottobre ad una particolare festività è diventato un piacere dopo che quasi un obbligo. Anche quest'anno infatti, come in tutti gli scorsi, il 31 ci sarà il classico "Movie for Halloween", la recensione di un film a tema, di un film del giorno di Halloween. Un piccolo evento questa volta anche collettivo spero, ma da solo od in compagnia, la mia "partecipazione" è certa. Però prima di arrivare a ciò ovviamente, ci sono giorni e soprattutto le pellicole del periodo (delle ultime due settimane) viste da farvi "conoscere". Alcune sorprendenti, altre molto interessanti ed altre com'è ovvio deludenti. C'è un po' di tutto, buona lettura.

SEMAFORO VERDE PER...
Jojo Rabbit (Guerra/Commedia 2019) - L'orrore della guerra visto con gli occhi di un bambino era un'idea già vista ne "La vita è bella", a Taika Waititi (ormai non solo più regista di talento ma di livello) va comunque il merito di saper rendere questa storia surreale con la sua personale versione grottesca e buffa di Hitler. Attraverso il protagonista tira fuori le ideologie folli del nazismo, lo fa in un modo paradossalmente divertente. Il film (difficile da accettare nelle prime scene ma toccante e lirico nel finale) sa essere infatti ironico ma sa commuovere allo stesso tempo. I personaggi sebbene rappresentati in maniera caricaturali in una bella fotografia dai colori caldi e avvolgenti a voler sottolineare il tono quasi fiabesco sono comunque sempre spietati nazisti. Noi seguiamo il nostro JoJo muoversi in questo mondo con il ridicolo grillo parlante Adolf nel percorso di crescita per scoprire a come reagirà alla ferocia nazista. Questa è infatti e soprattutto la storia di un drammatico percorso di crescita di un bambino, il bisogno di essere accettato, la mancanza del padre e la necessaria ricerca di un modello. Tutto questo e di più raccontato con leggerezza ma fuggendo dalla banalità (di questo bisogna ringraziare doverosamente la sceneggiatura che, liberamente tratta dal romanzo del 2004 Il cielo in gabbia di Christine Leunens, ha pure vinto un Premio Oscar). Ottimi tutti gli interpreti (dall'esordiente Roman Griffin Davis bravo ad interpretare il piccolo protagonista come Thomasin McKenzie quello della ragazza ebrea fino ai più navigati Sam Rockwell e Scarlett Johansson) e bravo il regista a dirigerli. Bella scelta musicale con i Beatles e David Bowie in tedesco. E insomma gran film, un film bello ed emozionante. Voto: 7,5

SEMAFORO GIALLO PER...
Sorry We Missed You (Dramma 2019) - Ennesimo film di Ken Loach (dopo Io, Daniel Blake e tanti altri prima) sulla mid class inglese. Anche questa volta il regista (che come Woody Allen sembra non cambiare mai) ci racconta uno spaccato di vita vissuta, tra precariato, soprusi lavorativi e problemi famigliari (questa volta mette sotto l'occhio della macchina da presa i lavoratori finti autonomi, in realtà dipendenti sfruttati che vengono fatti passare per tali per privarli dei diritti sociali ed addossargli ogni responsabilità aziendale), messi in evidenza con una certa forza emozionale che di certo suscita riflessioni e critiche. Egli infatti, ricalcando per l'ennesima volta una formula collaudata, riesce a far parteggiare per le difficoltà della famiglia Turner, in una pellicola ben fatta che però non rappresenta nulla di particolarmente innovativo od appassionante. A questo film difatti gli preferisco il precedente, ma migliore o meno, questo è un bel film, un film pure ben interpretato da un cast prevalentemente sconosciuto. Voto: 6,5

Jumanji: The Next Level (Avventura/Commedia 2019) - Il precedente di qualche anno fa era un filmetto da poco, ma piacevole e con ritmo, un ottimo intrattenimento senza ambizioni. Filmetto che comunque aveva incassato un patrimonio. In Jumanji: The Next Level, tra action e commedia, ritroviamo gli stessi elementi che hanno caratterizzato Jumanji: Benvenuti nella giungla. Rivediamo una struttura rodata che non aggiunge particolari novità, che tende a non rischiare, rimanendo salda a determinate linee narrative se non per qualche scena. Una decisione che potrebbe ritorcersi contro se si decidesse di produrre un nuovo capitolo, come potrebbe far pensare la clip nei titoli di coda. Jake Kasdan torna alla regia di questo sequel dirigendo lo stesso cast del capitolo precedente con qualche new entry. Ed è proprio il cast ad essere uno degli elementi vincenti del film, complice anche l'aggiunta di attori quali Danny De Vito e Danny Glover che interpretano il nonno di Spencer, che con il suo amico Milo creano divertenti siparietti stile "La strana coppia". Se nel film precedente le tematiche erano legate esclusivamente ai ragazzi e ai vari problemi adolescenziali riflessi nei loro avatar, in questo episodio si affrontano anche tematiche più adulte. Non sempre convincono gli effetti speciali che esagerano in alcune scene, cercando di strappare qualche risata in più allo spettatore. In conclusione però, sequel godibile, porta sullo schermo una narrazione che a tratti risulta un déjà-vu del precedente capitolo, ma riesce comunque ad intrattenere e divertire. Voto: 6

Un piccolo favore (Commedia/Thriller 2017) - Ha le vaghe sembianze del thriller, in fondo la storia (comunque non del tutto inedita) effettivamente è un thriller, ma è solo una patina per rappresentare una commedia nera che si svilupperà specialmente nella seconda parte fino ad una parte finale vicina al farsesco. Potrebbe sembrare un film poco riuscito, eppure riesce a giocarsi bene le sue carte in primo luogo nella costruzione dei personaggi e negli attori che li interpretano, adeguati al ruolo e giocando molto sui loro stereotipi che permette di scoprire le loro ambiguità e lati nascosti (a tenere in piedi il film sono infatti e soprattutto la bravura di Anna Kendrick ed il fascino fatale di Blake Lively). La filosofia di questo film (diretto dall'esperto Paul Feig) è proprio quella di creare un'apparenza per poi andare in direzioni diverse. Non è un capolavoro, questo è certo, tuttavia da apprezzare. Voto: 6

City of Crime (Azione/Thriller 2019) - Onesto poliziesco che sfrutta le suggestive location di Manhattan, girato tutto di notte (come accadeva in Run All Night) ed illuminato solo dalle luci della city e dalla polvere da sparo esplosa dalle canne di fucili e berette, City of crime racconta per l'ennesima volta il marcio all'interno del dipartimento di polizia. Lo fa con buon ritmo e strutturandolo in maniera tale da seguire la visione sino alla fine senza momenti di disinteresse (ne succedono di ogni ed è molto coinvolgente). Il complotto dietro alla rapina è facilmente intuibile sin dall'inizio quindi nessuna sorpresa, il finale mi ha colpito particolarmente, epica la sparatoria all'interno della casa dallo sfondo western. Chadwick Boseman (che qui interpreta un integerrimo detective che non si fa problemi a lasciare stecchiti i criminali) si conferma adatto per ruoli action (un dispiacere sapere della sua prematura dipartita, perché poteva regalare al cinema e al mondo ancora tanto), J. K. Simmons anche se si vede poco è sempre un piacere (vale lo stesso per Sienna Miller). Ed anche se il canovaccio è risaputo (la pellicola poi sembra ricalcare le orme del terzo Batman di Nolan, vengono chiusi tutti i ponti che collegano Manhattan alla terra ferma, da cui il titolo originale 21 Bridges, per cercare in tutti i modi di prendere i due fuggitivi responsabili della morte di sette poliziotti), resta un prodotto godibile. Voto: 6+

Judy (Dramma/Biografico 2019) - La faccia più oscura dello star system della vecchia Hollywood. C'è lo splendore degli studios, la cosiddetta fabbrica dei sogni, ma c'è il rovescio della medaglia. Judy Garland ha fatto parte di quella fabbrica. Ha fatto sognare milioni di persone, appena adolescente, nel Mago di Oz, ma quando la gallina dalle uova d'oro non produceva più tante uova arriva la marginalizzazione. Ciò che si vede nel film è una Garland ormai spezzata nell'anima, spremuta totalmente da quel meccanismo da cui non più riuscita a riprendersi. La narrazione su piani paralleli differenti mostra quello stesso perverso meccanismo sia agli albori della carriera che al suo crepuscolo, ormai preda di alcool e dosi massicce di barbiturici, quest'ultimi fatali a soli 47 anni. Sia pure sostenuta dalla discreta interpretazione della Renée Zellweger, questo biopic fatica ad essere più di un biopic. La cura tecnica e l'allestimento della scenografia sono ineccepibili, ma manca quell'ulteriore approfondimento, allargare il contesto oltre la stessa protagonista, che esuli dal solito schematismo e la solita convenzionalità. Nel complesso il film biografico diretto da Rupert Goold (quello del non del tutto disprezzabile True Story), resta un film biografico. Ben costruito e dosato nelle emozioni, intrattiene e coinvolge fin dove può, e lascia alla Zellweger un Oscar non propriamente meritato. Voto: 6+

Ritratto della giovane in fiamme (Romantico/Dramma 2019) - Raffinata ed elegante pellicola che tratta anche l'amore saffico senza scivolare nel becero o in facilonerie ruffiane come spesso accade in trame del genere (il rapporto tra le due giovani protagoniste è dipinto in modo semplice e realistico, mai morboso). Lesinando nei costumi, negli arredi e nei paesaggi (con un minimalismo voluto e ricercato che quindi non distrae dall'accuratezza dei silenzi, dei dialoghi e degli sguardi), dilatando il tempo e lo spazio, si viene accompagnati dolcemente verso un epilogo passionale e commovente, di rara sensibilità. Merito della regia, certo (che è di Céline Sciamma), ma anche delle brave protagoniste (brava la Noémie Merlant di Un momento di follia, brava la Adèle Haenel di Pallottole in libertà e brava pure Valeria Golino). Un po' sforbiciato sarebbe stato notevole, e comunque la sceneggiatura mi è sembrata troppo scarna da potere nonostante ciò vincere il Prix du scénario al Festival di Cannes 2019, ma si sa, i premi sono prevalentemente opinabili. Voto: 6,5

18 regali (Dramma 2020) - Lo stratagemma del titolo serve più che altro a confezionare un trailer che mette un po' di curiosità ma in realtà poi non è cosi importante. Il film (diretto da Francesco Amato di Lasciati andare) parla di un rapporto genitori/figli che è difficile da risolvere soprattutto se da una parte c'è un adolescente e dall'altra parte una giovane madre morta. Ma un semplice tunnel permette un salto temporale che rende la pellicola molto interessante (di certo non originale). Peccato che nel finale gli sceneggiatori commettano qualche errore che porta il film su livelli appena sufficienti pur avendo portato con sé buone speranze. Peccato anche perché il rapporto madre e figlia che si costruisce durante il film è molto empatico e coerente, merito delle lacrime ora trattenute ora rilasciate dalla Vittoria Puccini e dalla nevrosi giovanile di una buona Benedetta Porcaroli non ancora a livelli eccelsi ma che si sta costruendo una carriera (vista bene nel mediocre Tutte le mie notti). Nel complesso comunque, buon dramma familiare, oltretutto tratto da una storia vera. Voto: 6

Seberg - Nel mirino (Dramma/Biografico 2019) - Biopic che si concentra sulla parte politica della vita dell'attrice Jean Seberg (interpretata e bene da Kristen Stewart), sulle sue battaglie per sostenere i diritti dei neri nell'America di fine '60 e sulla persecuzione da parte dell'FBI, un film "alla Eastwood" nel raccontare una storia americana in cui il governo martirizza esponenti e sostenitori politici con ogni mezzo. Ben tratteggiata (anche se il disagio emotivo dell'attrice è poco enfatizzato, si intuisce che ha dei cambi d'umore e dei momenti di depressione ma il problema è poco approfondito) la protagonista (con anche alcuni riferimenti alla sua carriera d'attrice), buono tutto il (valido e conosciuto) cast (anche se paiono sprecati sia Anthony Mackie che l'altro protagonista Jack O'Connell), ben fatta la messinscena, un modo per riscoprire un personaggio che molti forse hanno dimenticato e che tanti non conoscono. Certo, manca l'intrigo, manca la nota scura, è fin troppo lineare, ma è realizzato bene, non demerita, ha dei bei costumi anni '70 e la Stewart (oramai lontana fortunatamente dalla "Bella" che l'ha resa celebre, qui poi sensuale come non mai) che è molto in parte, offre una valida performance. Voto: 6

One Piece: Stampede - Il film (Avventura/Animazione 2019) - Un film chiaramente celebrativo (si ritrovano, infatti, molti personaggi tra i più amati della saga, tutti concentrati nella stessa avventura), un film dove il fan service la fa da padrone (ben più che in One Piece Gold: Il film), ma un film avvincente e divertente, che appunto riesce a proporre su schermo una sfilza di personaggi che probabilmente mai si avrebbe pensato di vedere tutti insieme, riuscendo anche a mettere un po' da parte risentimenti e rivalità varie per riuscire a raggiungere un obiettivo comune: abbattere il potentissimo Bullet, un avversario formidabile e capace di tener testa anche alla nuova generazione di pirati. Un film che regala enfasi spesso e volentieri, anche se non sempre, ma si lascia comunque guardare senza problema alcuno. Le botte da orbi chiaramente volano per la maggior parte del film e sono molto divertenti, così come gli intermezzi comici. Sorprendenti e spesso spettacolari sono i colpi di scena e le trionfali entrate a sorpresa di alcuni personaggi. Le animazioni, pur non trattandosi certo della Pixar, sono per lo più d'ottima fattura, soprattutto per quanto riguarda i combattimenti (lo stesso fu con il tredicesimo film dedicato alla ciurma di Cappello di Paglia, questo è il quattordicesimo). A una "grande" pellicola è affiancato un grande doppiaggio, in One Piece: Stampede ritroviamo infatti il cast vocale che si è potuto apprezzare anche nella serie animata con qualche new entry. Inoltre l'adattamento sfrutta i nomi originali dei protagonisti, ed è una cosa alquanto apprezzabile. Stampede è la festa di compleanno (il ventesimo) di One Piece voluta da Eiichiro Oda e quindi, nonostante qualche difetto, tutti all'arrembaggio. Voto: 6,5

SEMAFORO ROSSO PER...
47 metri - Uncaged (Avventura/Thriller 2019) - Dopo il buon successo dell'ansiogeno 47 Metri era inevitabile un sequel, anche se più che un sequel del film del 2016, questo rappresenta una variazione sul tema, con la trovata della città Maya sotterranea e degli squali "non vedenti" (che è praticamente Man in the Dark in versione "squalesca"), il risultato è quello di una scenografia che se all'inizio si fa apprezzare per l'originalità, nel prosieguo diventa limitata per le poche idee portate allo sviluppo della trama. In effetti la storia suonava un filino esagerata: delle ragazze intrappolate in un labirinto maya sott'acqua in mezzo a degli squali (bianchi per giunta, formato XXL) ciechi ma affamati al punto giusto. Non è sulla carta un filmetto proprio facile da realizzare, e infatti Johannes Roberts, che aveva diretto anche il precedente lungometraggio, non ci riesce quasi per niente, e non solo per la realizzazione oggettivamente scadente della grafica dei "pescioni", ma anche per alcune trovate che sfociano nel ridicolo (e non parliamo del cast scelto). I momenti migliori di tensione sono quelli centrali (comunque niente in confronto al claustrofobico "fratello"), poi sprecati in un finale incredibilmente irrealistico (si è voluto esagerare quando probabilmente non serviva più). Decisamente meno riuscito rispetto al primo capitolo, ma pure meno riuscito rispetto alla media di film simili, peccato. Voto: 5

ANGOLO VINTAGE
Dark City (Sci-fi/Noir 1998) - Alex Proyas dopo aver diretto l'ottimo Il Corvo dirige questo noir fantascientifico a tinte dark con buonissimi risultati (e i terrapiattisti sempre ringrazieranno). Infatti, pur essendo una storia con varie forzature di trama (ma con una sceneggiatura così complessa ed intrigante da meritare certamente una visione o più), è un film di fantascienza che ha molte qualità: un'ambientazione cupa ed un'estetica suggestiva (con effetti speciali a mio parere molto buoni, seppur con dei limiti), ritmo incalzante: cosa chiedere di più? Forse un po' di finezza in più e chissà come sarebbe stato. Perché sì, come detto, non mancano le ingenuità (o i difetti) in Dark City, ma a compensarle ci pensa però il resto. A tal proposito, collegandosi ai pregi, il regista dimostra che le atmosfere dark sono senza dubbio il suo forte, e così a livello visivo abbiamo un grandissimo lavoro, fotografia perfettamente malsana e gotica così come le location (che sono la cosa più riuscita del film) anch'esse mistura tra il gotico ed il futuristico. Alla fine ne esce un noir futuristico e visionario non indimenticabile ma comunque riuscito. Il protagonista Rufus Sewell se la cava più che degnamente così come tutto il resto del cast, per mia felicità (ormai la ritrovo ovunque in questi ultimi mesi) ecco Jennifer Connelly (in quel periodo poi era di una bellezza da togliere il fiato), e pure un nudo della bella Melissa George al suo esordio nei panni di una prostituta. E' solo intrattenimento, ma ben fatto e che non rinuncia comunque ad offrire anche qualche spunto di riflessione, senza fortunatamente indulgere in tanti dialoghi e spiegazioni e pedanti filosofie. Un buon film, cui Matrix e simili devono parecchio. Voto: 6,5

Ecco infine i film scartati ed evitati del periodo: Un figlio di nome ErasmusChiara Ferragni - Unposted, Avengement - Missione vendetta, Gamberetti per tutti, 5 Days of War, The Operative - Sotto copertura, Grandi bugie tra amici.

32 commenti:

  1. La storia da cui è tratto 18 regali è terribile e commovente..il film mi ispira molto, però ho paura dell'effetto fazzoletti..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, però se dovessi stilare il grado da 1 e 5, direi 2.

      Elimina
    2. Io solo a vedere il trailer mi commuovo, meglio di no in questo periodo :D

      Elimina
    3. Aspetta il momento giusto allora, e se puoi vedilo ;)

      Elimina
  2. Dark City è un vero cult! Si perde un po' nella seconda parte, ma quasi lo preferisco a Matrix...

    E Jojo Rabbit lo devo vedere! Divertente questa connessione che abbiamo avuto tu scrivendo del film di Waititi ed io de La vita è bella! :--)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quasi quasi anch'io...
      Per questo motivo penso ti piacerà, per le similitudini dei due film, inoltre Waititi è fantastico :)

      Elimina
  3. Non li ho visti, ma sicuramente guarderei "18 regali" (anche se non è un film da 10) perché sono molto sensibile al tema della genitorialità e, soprattutto, alla mancanza di un genitore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi sembra giusto, e poi è un film da fazzoletti, il tuo genere ;)

      Elimina
  4. Di questi ho visto solo 18 regali e 47 Metri - Uncaged e concordo alla grande su entrambi.

    RispondiElimina
  5. Per fortuna mi hai salvato Jojo Rabbit, una delle pellicole più entusiasmanti degli ultimi due anni... ma anche 18 regali non mi è dispiaciuto, perlomeno si discosta dal convenzionale e tenta un cinema originale.. ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Originale proprio non tanto, si discosta dal convenzionale solo in parte, comunque non male ;)
      Sì, bellissimo film, e pensa che mi sono trattenuto..

      Elimina
  6. Io sui titoli di coda di JOJO ho pianto senza ritegno, lo riconosco. E poi la colonna sonora eh...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non senza ritegno ma pianto anch'io, proprio grazie alle musiche ;)

      Elimina
  7. Si sarà capito dal mio header quanto mi è piaciuto Jojo Rabbit? Finito di vederlo lo avrei voluto rivedere subito, e lo rivedrei pure adesso!

    Quel 18 regali è lì che mi tenta da mesi, ma ho paura di trovarlo troppo melenso.
    Uguale per Ken Loach, ma in questo caso ho paura di trovarci troppa rabbia, e non è questo il momento.

    L'angolo vintage non lo avevo mai sentito nominare!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'avevo capito benissimo, io non credevo ma invece proprio bello ;)
      Cerca il momento giusto e vedili perché meritano :)
      Il regista però conosci, un'occhiata la si può dare.

      Elimina
  8. Dark City molto bello, visto la prima volta alcuni anni fa in una serata a tema noir in un pub torinese, subito dopo la proiezione dello stranissimo Alphaville di Godard.

    RispondiElimina
  9. Dark city è un classicone a cui non si può non voler bene ❤
    La giovane ustionata mi è piaciuto. La poi 🤩🥰

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Già, eppure si perde nei meandri, poco conosciuto ai più, ma Dark City resta bello ed importante ;)

      Elimina
  10. Quante info interessanti! Grazie! Jumanji lo avrei visto comunque (c'è The Rock) ma sono lieta di sentire che non è proprio da buttare. E anche il film su Judy Garland, che poveretta ha subito delle pressioni inimmaginabili dagli studios quando era appena una ragazzina, doveva stare a dieta stretta e altre cose simili... sono curiosa di vedere come se la cava la Zellweger, che a me piace molto. 47 metri mi è piaciuto tantissimo, l'unico film recente con squali che mi ha davvero fatto sobbalzare. Questo sembra non c'entrare proprio nulla, ma naturalmente lo vedrò lo stesso :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No infatti, e poi c'è sicuramente di peggio...
      La Zellweger se la cava, è il film che fa un po' fatica...
      Gli squali ci sono ugualmente, ma ansiogeno zero, credibile sotto zero...

      Elimina
  11. Ho visto Jojo Rabbit un poì di tempo fa su Sky e mi era piaciuto. Bravi gli attori e bellissima la direzione del film. Ottimo lavoro per il regista e favolosa musica. Concordo con te su Jumanji, io l'ho visto diverse volte perché comunque diverte e intrattiene, e su City of Crime. Mi domando solo se faranno un sequel, una volta finita la pandemia...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una bella sorpresa, anche se da Waititi ci si può aspettare di tutto, come in questo caso, Jojo adorabile ;)
      Di Jumanji un altro sequel? Io spero che non lo faranno a prescindere...

      Elimina
  12. Tra questi film mi incuriosiscono soprattutto Jojo Rabbit, Jumanji: The Next Level e 18 regali. Quando li guarderò ti farò sapere la mia opinione! 🙂

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tre film diversi ma con un loro perché, soprattutto il primo, vai sicura ;)

      Elimina
  13. Ho visto solo Jumanji al cinema .
    Il ricordo migliore è il cinema -:)
    L’ho trovato meno potente del capitolo precedente che invece mi è piaciuto molto.
    Concordo con il tuo giudizio.
    Tra gli altri ho grandi aspettative per Jojo Rabbit e spero di trovarlo al più presto su qualche piattaforma di streaming.
    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, il cinema fa sempre un grande effetto, comunque spero non ti sia pentito nonostante tutto ;)
      Non saprei, se l'ho visto su Sky dovrebbe esserci su Now Tv, comunque non aspettarti un capolavoro :)

      Elimina