sabato 30 aprile 2022

I film del mese (Aprile 2022)

"Aprile dolce dormire", ma solo in parte, quest'anno almeno, che tra delusioni calcistiche da smaltire, abbuffate da digerire e sbalzi metereologici da sopportare, non bastasse un lutto negli ultimi giorni e l'incessante spargimento di bombe ad Est, è stato un mese che "puzza di vecchio" (cit.), infatti c'è stato nessun nuovo inizio e nessun rilassamento. Comunque dal Primo Aprile (e non è un pesce tradizionale), la pagina Instagram del blog, se ancora non avete visto o non avete account per saperlo, è stata (così per diletto) riattivata (il widget nella colonna destra). Dopo un periodo diciamo di transizione difatti, ho riiniziato a ripubblicare i post relativi alle pubblicazioni del blog, mettendo in atto per le prime settimane (fin quando non riesco a mettermi in pari) una sorta di azione retroattiva inerente a quest'anno in corso (per esempio questo post sarà immesso verso metà Maggio, perché posto ogni tot giorni). Immagini che comprendono a scopo illustrativo (questo perché insieme scritto ad ogni film o serie vista c'è anche la piattaforma di visione e il voto) la lista delle visioni cinematografiche e televisive, delle canzoni preferite e dei giochi, non dimenticando ovviamente gli altri post di qualunque altro tipo. Spero che a qualcuno servi, ma in ogni caso ecco le mie prime visioni del mese.

Jungle Cruise (Avventura/Commedia 2021) - Prendete un'antica leggenda legata ai conquistadores, metteteci dentro situazioni tipiche di Indiana Jones e Pirati dei Caraibi, shakerate tutto freneticamente ed eccovi servito questo Jungle Cruise (che comunque s'ispira prevalentemente ad una celebre attrazione di Disneyland). La regia solida di Jaume Collet-Serra (abituato già a film d'azione come quelli già girati con Liam Neeson, Run All Night o L'uomo sul treno, ma non dimentichiamo Paradise Beach con Blake Lively) permette di avere un film dal ritmo serrato dall'inizio alla fine e ricco di momenti divertenti. La Disney sforna un prodotto accattivante che è anche politicamente corretto. Per fare questo sfrutta i grandi successi del passato e il carisma di Dwayne Johnson, perfetto per interpretare ruoli di questo genere (è affiancato da Emily Blunt nella ricerca del leggendario albero i cui petali possono curare qualsiasi ferita ed annullare ogni maledizione). Un po' troppa CGI qua e là, che crea un effetto a volte da videogame, ma nell'insieme l'operazione è riuscita. Riesce ad incarnare lo spirito del più classico dei film d'avventura, offrendo un intrattenimento e un interesse più che adeguato che è impossibile classificare come noioso o scialbo. Voto: 6

White Bird in a Blizzard (Dramma/Thriller 2014) - Nulla di memorabile, ma un buon giallo estetizzante. Se dovessi descrivere con due parole questo film sarebbero "totalmente inaspettato". Non tanto per il finale, che può sorprendere, ma fino ad un certo punto, quanto per lo stile e la forma. Molto oscuro, sexy, un film da cui è difficile distogliere lo sguardo. Per quello che è un ipnotico, visionario viaggio di Gregg Araki (maestro di un suo stile magnetico) in una vicenda inquietante, nella quale si incontrano solitudine, abbandono e vuoto esistenziale. Un giallo "non giallo" nel quale una ragazza deve iniziare a fare i conti con l'elaborazione del lutto per la scomparsa di una madre mai amata, la cui sparizione è stata solo un sollievo. Uno sgargiante e quindi seducente coming of age dagli efficaci tocchi gialli che trova il suo punto di forza nell'ammaliante confezione e nel disegno dei personaggi, a doppia faccia anche quando apparentemente rassicuranti (si pensi alla mezza reticenza degli amici del cuore). Bravissimi gli attori, seducente come non mai la bellissima Shailene Woodley, ambiguo Christopher Meloni, la Eva Green imbruttita colpisce, sorprende Shiloh Fernandez, indubbiamente efficaci tutti gli altri. Spesso dispersivo, ma di gran fascino. Voto: 6+
Waiting for the Barbarians (Dramma 2019) - Una piccola zona di frontiera, dove sono certamente pochi i casi di violenza, diventa la valvola di sfogo di alcuni militari che torturano fino alla morte alcuni civili su cui pendono accuse piuttosto veniali. Il perché succeda questo sta dietro all'abuso di potere e al razzismo. Solo un uomo cerca di contrastare il tutto, un sempre bravo Mark Rylance (Johnny Depp e Robert Pattinson non pervenuti), unica oasi in questo deserto...di noia. Un film piuttosto lento che rigira su sé stesso senza mai arrivare ad una conclusione. Si celebra lo sforzo estremo di questo (quasi) martire ma non ho gradito il modo in cui si racconta la storia (adattamento cinematografico del romanzo del 1980 Aspettando i barbari, scritto da J. M. Coetzee, qui sceneggiatore). Non l'ho digerito questo film, pazienza. Ma comunque mi dispiace, perché a dirigerlo era il Ciro Guerra dell'affascinante El abrazo de la serpiente. Voto: 5

A Quiet Place II (Thriller/Sci-fi 2020) - Tornano i mostri feroci ma ipovedenti di John Krasinski chiamato alla direzione del sequel dopo il (sorprendente) successo del primo (sorprendente) capitolo. Reiterando lo spunto del precedente manca ovviamente l'effetto sorpresa (comunque molto buono tutto il prologo del giorno dell'invasione) ma il film può contare sul talento del regista che riesce, grazie al buon uso delle location (l'area industriale e l'isola) e alla bontà degli effetti speciali (i mostri si vedono molto di più e fanno davvero paura) a mantenere alta la tensione, complice anche una durata contenuta. Positivo l'ingresso nel cast di Cillan Murphy, che quasi oscura Emily Blunt (ma certamente tutti gli altri). Ha la pecca di essere in linea teorica il secondo capitolo di un'ipotetica trilogia, quindi la trama è alquanto scarna e in fondo non ha un vero inizio e tantomeno una vera fine, ma buon film (possiede comunque i difetti del primo con una sceneggiatura che propone situazioni in alcuni casi forzate). Nel complesso vale la pena vederlo ma indubbiamente è inferiore al primo capitolo. Sufficienza piena. Voto: 6,5
 
Bright (Azione/Sci-fi/Poliziesco 2017) - Coniugare il poliziesco con il fantasy, operando una variante alla Alien Nation e Men in Black con qualche riferimento Carpenteriano. Portare tematiche come la corruzione degli apparati e la ghettizzazione di una grande metropoli come Los Angeles. E' un film difficile da gestire perché parte già sovraccarico sulla carta. Se dal punto di vista visivo la resa è abbastanza soddisfacente ed in fondo la coppia Will Smith/Joel Edgerton se la cava bene, a livello narrativo e di tematiche rimane troppo in superficie (la storia è un po' ingarbugliata e il messaggio arriva in modo confuso). Un film poco riuscito rispetto alle premesse, ma come detto non facile da gestire. Non l'ha gestito bene David Ayer, che già deludeva prima di dirigere The Tax Collector. Voto: 5,5
 
Ride (Azione/Thriller 2018) - Jacopo Rondinelli con la produzione, supervisione e sceneggiatura di Fabio&Fabio (i registi di Mine) riesce a metà a creare un survival thriller italiano che strizza l'occhio all'implacabile. L'idea vincente è l'angolo di ripresa, tenuto conto che ci sono una ventina di telecamere GoPro che danno un notevole senso di dinamicità e stile found footage. Purtroppo il budget comunque ridotto e la natura stessa della storia alla lunga mostra un po' la corda, e soprattutto diventa prevedibile. Se Lorenzo Richelmy (qui meglio che ne Il talento del calabrone) e Ludovic Hughes, i due rider rappresentano l'anima muscolare e spettacolare del film, lo stesso non si può dire tanto dei cattivi. Fino a quando i due protagonisti pedalano o si arrampicano il coinvolgimento mantiene viva l'attenzione, anche riguardo la messa in scena alquanto scarna, ma funzionale (anche la protagonista femminile dimostra di essere un personaggio non semplicemente di contorno). Forzature di sceneggiatura non mancano (il finale poi non mi ha convinto), ma non bisogna sottovalutare eccessivamente questo film o buttargli la croce addosso, perché se non altro, si è cercato di fare qualcosa con un minimo di originalità. Non perfetta, ma nemmeno (tanto) scontata. Voto: 6
Io sono nessuno (Azione/Thriller 2021) - Sulla scia di John Wick ma prendendosi molto meno sul serio. Il film intrattiene come deve e fa divertire, con una regia (quella dell'energico Il'ja Najšuller già regista dell'adrenalinico Hardcore Henry) semplice ma allo stesso tempo attenta allo stile e alle inquadrature, soprattutto nelle scene action. Il film non a caso è un concentrato d'azione senza sosta, in cui gustoso è vedere Christopher Lloyd padre ottuagenario imbracciare e massacrare russi con il fucile a pompa come se non ci fosse un domani. Magari il deus ex machina che smuove il personaggio interpretato benissimamente da Bob Odenkirk (che si si rivela adatto a questo tipo di ruoli, capace di donare sfumature al personaggio ma anche di menar bene le mani) è un po' forzato ma, tuttavia, si comprende come sia solo una goccia che faccia traboccare un vaso ormai colmo. I colpi di scena non sono realmente tali in quanto ci si aspetta più o meno tutto ciò che accade. Comunque niente male, mezzo punto in meno proprio per la somiglianza con la serie di film con Keanu Reeves. Voto: 6,5

Freaks Out (Fantastico/Dramma/Avventura 2021) - Personalmente a me è piaciuto molto come il film precedente di Gabriele Mainetti (quella perla che era Lo chiamavano Jeeg Robot), da premiare soprattutto il tentativo di ridare linfa alla cinematografia italiana con opere ad alto effetto scenico da non invidiare nulla ai Kolossal d'oltreoceano. La magia del circo contrapposta all'orrore della guerra, quattro fenomeni da baraccone che loro malgrado diventano degli eroi durante la seconda guerra mondiale nel periodo più buio, in una Roma invasa dai nazisti. Il film di Mainetti ha una narrazione coinvolgente, non ha cedimenti di sorta ed offre una galleria di personaggi variegata ma che non rimane ancorata alla didascalia, anche se a volte eccessiva. Personaggi che ti entrano subito in simpatia, azzeccatissimi tutti gli attori compreso un Claudio Santamaria irriconoscibile e menzione speciale alla giovane e bellissima Aurora Giovinazzo ed il gobbo partigiano Max Mazzotta (anche se sono proprio coloro a non essere narrativamente ben esposti). Il villain interpretato benissimo da Franz Rogowski, il talentuoso pianista a sei dita che vede il futuro ed è ossessionato a far vincere la guerra alla sua Germania. Ci sono sequenze comiche, drammatiche, fantastiche, c'è un po' tutto. Freaks Out (pur con i suoi piccoli grandi difetti) è un film incredibilmente vivo, pulsante, divertente, crudo, che riesce a mischiare assieme Tarantino, western, Ferreri, Browning, Mad Max, Chaplin ed un sacco di altre cose creando una miscela nuovissima e unica nel panorama italiano. E il regista torna così a deliziare nuovamente lo spettatore, sperando che continui a stupire in futuro con film come questo che sanno appassionare, stupire ed emozionare. Voto: 8

Old (Horror/Thriller 2021) - Grande ambientazione e movimenti di macchina ispirati, entrambi al servizio di un soggetto narrativo interessante ed avvincente (che si presta a molteplici sviluppi e interpretazioni): in questo sunto nasce il nuovo lungometraggio di M. Night Shyamalan, capace di acuire l'inesorabile potenza del tempo in un'impostazione a scatola chiusa. Qualche espediente goffo non pregiudica la suggestione di alcuni passaggi, nonché la tensione costante per quasi tutto l'arco narrativo (tutto il film è un crescendo di ansia per le sorti dei protagonisti, che poco alla volta mostrano le loro debolezze). Il cast è ben assortito (Gael García Bernal, Vicky Krieps, Rufus Sewell, lo stesso regista con un cameo tuttavia decisamente autoreferenziale) e il colpo di scena finale garantito. Alcune scene sono molto forti e visivamente raccapriccianti. Old, tratto da una graphic novel, sembra un episodio di Twilight Zone, più che richiamare il thriller o l'horror, elementi sia pure in minima parte presenti, siamo più dalle parti del fantastico, non è sicuramente un film perfetto, ma girato bene, con mestiere e azzeccate scelte tecniche. Non è lo Shyamalan dei tempi migliori, ma nemmeno di quelli peggiori. Diciamo che è un film particolare che ha saputo intrattenermi. Voto: 6+
La vita che verrà - Herself (Dramma 2020) - Sembra di vedere un remake di un qualsiasi Ken Loach, anzi se non sapessi il regista direi proprio che è lui, con questi personaggi al limite della società incastrati tra drammi familiari e voglia di rivalsa. Ben fatto, un po' eccessivamente drammatico nel finale ma comunque onesto, sincero ed apprezzabile. Un bel film, emozionalmente valido. A dirigerlo Phyllida Lloyd, che io ricordo soprattutto per The Iron Lady e non per Mamma mia!, che affronta il tema della violenza domestica e del riscatto personale in modo sobrio (con delicatezza e senza troppi eccessi), privilegiando il percorso interiore della protagonista, interpretata da una convincente Clare Dunn, autrice peraltro del soggetto e della sceneggiatura. Sebbene alcuni passaggi sembrino forzati, il film ha il merito di non cercare il lieto fine a tutti i costi preferendo una conclusione più amara ma realistica. Vale una visione. Voto: 6,5

Shiraz - La città delle rose (Dramma/Thriller 2015) - Nonostante l'impegno profuso da Adrien Brody e Salma Hayek, il fatto che in Septembers of Shiraz il personaggio più interessante risulti quello secondario di Shohreh Aghdashloo è un dato allarmante. Infatti, l'ossessione con cui la sceneggiatura si concentra sui due principali protagonisti, marito e moglie divisi dalla Rivoluzione Iraniana, è eccessiva, impedendo al complesso contesto storico e politico di emergere con la dovuta forza. La vicenda privata scavalca tutto il resto e la scialba messa in scena non aiuta il carico emozionale, davvero troppo anonimo per poter coinvolgere pienamente lo spettatore. Pensato come un film di denuncia, fallisce miseramente il suo obiettivo. La pellicola di Wayne Blair (il cui punto più alto della carriera da regista è stato l'adattamento per la TV di Dirty Dancing...il che la dice lunga) dimenticherò presto, il pessimo doppiaggio anche. Voto: 5

La terra dei figli (Dramma/Sci-fi 2021) - Quasi non sembra "italiano", questo film drammatico post-apocalittico dall'immaginario vivido e intenso (tratto dall'omonimo fumetto di Gipi), con un cast peraltro assortito in maniera chirurgica ed estremamente solido. Un film minimalista i cui pregi non vanno ricercati nei contenuti già proposti da altre pellicole simili ma nell'ambientazione inconsueta del delta del Po, rarefatta ed inquietante pur nella sua riconoscibilità, e nella buona caratterizzazione dei pochi personaggi in campo, affidati (come detto) a bravi attori (tra cui l'esordiente Leon Faun e l'esperto Paolo Pierobon). La regia e la sceneggiatura (quest'ultima firmata insieme a Filippo Gravino e Guido Iuculano) sono d'altronde di Claudio Cupellini, cineasta che ha già dimostrato di saper fare molto bene, per esempio con Alaska nel 2015 (nel frattempo la parentesi televisiva della serie Gomorra). Un film che vive di alcuni tempi morti non si può negare. La parte a casa dei fratelli è quella più pesante sicuramente, forse andava dato più spazio al villain che arriva subito dopo, ma nel complesso buon film. Voto: 6+

Eiffel (Romantico/Dramma 2021) - La genesi del progetto che condusse alla realizzazione dell'arcinota torre, il progetto del geniale ingegnere Gustave Eiffel e la sua lotta per un amore perduto ed effimeramente riconquistato. Una valida narrazione che mostra il periodo dell'epoca e si avvale di discrete ricostruzioni. Romain Duris è convincente nella parte del protagonista ed Emma Mackey evidenzia un fascino non indifferente. Biopic tuttavia riuscito a metà: interessante e ben fatto quando mostra le fasi di costruzione della Torre, illustrandone anche le innovazioni necessarie dal punto di vista tecnico/cantieristico, più convenzionalmente romanzato e banale nella parte relativa alle vicende sentimentali del protagonista. Nel complesso il film, diretto da Martin Bourboulon, prevalentemente noto per aver diretto Papa ou Maman (nel 2017 il remake italiano con Antonio Albanese e Paola Cortellesi), seppur convinca poco, è piacevole a vedersi. Voto: 6
Sono la bella creatura che vive in questa casa (Dramma/Thriller 2016) - Il talentuoso Oz Perkins gioca più sulla costruzione di un horror di suggestioni, distanziandosi dalla classica pellicola piena di Jumpscare. Un merito quello di girare un film in cui regia e sceneggiatura puntano su ambientazioni ed atmosfera (anche se non è questa la prima volta). Un'altra freccia all'arco del film è che non mancano le suggestioni: i brividi invece meno. La pellicola si prende i suoi tempi: poco male se si tratta di una ghost-story. Il vero problema stavolta (successivamente il regista dirigerà infatti il suggestivo e certamente più riuscito Gretel e Hansel) è la mancanza di presa sullo spettatore. Colpa di una sceneggiatura un po' ripetitiva che non coinvolge pienamente e che giunge ad un finale poco incisivo. Ben girato, paga infatti una mancanza di sviluppo della trama che, alla fine, pesa in maniera significativa sulla riuscita del film. Un film penalizzato da un ritmo inutilmente lento e appesantito dai continui monologhi della protagonista (una comunque brava e convincente Ruth Wilson). Una specie di horror d'autore, sfortunatamente non particolarmente coinvolgente e per niente memorabile, al contrario del ben più affascinante A Ghost Story, simile ma più efficace. Voto: 5

1922 (Dramma/Thriller 2017) - L'antico dibattito tra città e campagna viene risolto in modo drastico (e definitivo) dal protagonista di questa pellicola tratta da un racconto di Stephen King. Ed in questo senso Netflix, dopo Il gioco di Gerald, si riconferma una buona produttrice di adattamenti di King, che risultano piuttosto fedeli e pertinenti (per quello che posso sapere). Rimane quella sensazione di "televisivo" che affliggeva pure il precedente, ma, in questo caso, la performance di primo piano del protagonista (un insolitamente scavato e pertinentemente oscuro Thomas Jane, valido interprete già tempo addietro impegnato in adattamenti e trasposizioni da King), oscura in molte situazioni quella impressione e si rivela uno dei punti di forza della trasposizione. Sebbene non faccia infatti gridare al miracolo (ma in definitiva nemmeno la storia è così travolgente) il film si lascia guardare per l'abilità del regista (l'australiano Zak Hilditch, che qualche tempo fa sorprendeva positivamente col catastrofico These final hours) di sfruttare la location rurale, il senso di tensione che riesce a creare (specie nella seconda parte) e la buona prova dei protagonisti (tra cui Molly Parker). In generale 1922 è un buon film, che poteva essere però molto migliore. Voto: 6+

Notti in bianco, baci a colazione (Commedia 2021) - Una sorta di autobiografia, quella di Matteo Bussola, prima scrittore per diletto su Facebook e poi scrittore di successo, anche del libro che porta il titolo del film. Al centro della storia una famiglia come tante, a cui ci si affeziona in fretta. Merito dei toni scanzonati del film, che riescono a delineare fatti e personaggi in modo leggero. Notti in bianco, baci a colazione di Francesco Mandelli (che dopo alcune prove modeste finalmente si fa valere, anche se inutile è la scena in cui egli è protagonista) è infatti una commedia gradevole e leggera, che racconta cosa significa essere padre, marito e lavoratore autonomo oggi. Un'opera deliziosa e divertente che parla quindi in modo semplice di famiglia, lavoro precario, rapporti di coppia, ma anche di ciò che si aspira a diventare e di ciò che si diventa semplicemente perché la vita sceglie per noi. Alessio Vassallo e Ilaria Spada sono amabili ed efficaci nei loro personaggi, così come lo sono nei ruoli di contorno tutti gli altri. Gli manca forse la capacità di andare oltre, di essere più che una semplice e banale commedia, non peraltro esente da difetti, tuttavia commedia ben costruita e vivida, decisamente piacevole a vedersi, soprattutto per la sua onestà e sincerità. Voto: 6,5

ANGOLO VINTAGE
Vampires (Horror/Azione 1998) - Sulla scia del revival vampiresco anni '90, caratterizzato più da melodrammi che da horror veri e propri (dal Dracula di Coppola ad Intervista col vampiro), John Carpenter decide di cambiare rotta mostrando creature decisamente meno eleganti, ovvero nella sua peggiore eccezione, e cioè brutti, sporchi e cattivi. I personaggi sono sempre quelli, quindi irresistibili (il duro dall'etica inossidabile, comprimari buoni per la mattanza, nemici spietati), la violenza è ben dosata e l'azione è gestita come ai tempi di Fuga da NY. Già vedere James Woods pestare il giovane prete ad ogni occasione, per poi affidare a quest'ultimo il grilletto decisivo da premere al momento giusto, è una licenza poetica che rende irrinunciabile la visione, così come lo è l'onnipresente messa in discussione del cristianesimo. L'unica vera sbavatura è il rapporto fra Daniel Baldwin e Sheryl Lee (sensuale come non mai per l'occasione): al di là dei risvolti finali alla Sam Peckinpah, viene costruito troppo frettolosamente e non è molto credibile. E resta forse un po' di delusione per la seconda parte, molto lineare e priva di quei guizzi di cui il film inizialmente è ricco, ma l'ennesimo omaggio di Carpenter al western, ovviamente contaminato con altri generi, si lascia apprezzare. Perché è indubbio che il Carpenter migliore sia da ricercarsi altrove (non si può mantenere sempre alta la qualità delle proprie opere, vedasi Escape to LA), ma è altrettanto indubbio che il film, il quale non si vergogna nel mostrarsi fin dall'inizio un B-movie senza nessuna pretesa, sappia offrire un buon intrattenimento. Voto: 6,5

La chiesa (Horror 1989) - Esempio ideale dei pregi e difetti del cinema horror italiano di quel periodo che nel bene o nel male era legato al nome di Dario Argento come regista e produttore. I pregi senza dubbio è la regia di Michele Soavi che conferma il talento, seppur solo in parte espresso, nel comunque non memorabile Deliria. Oltre a delle buone riprese, mette a frutto le atmosfere suggestive dalla chiesa e il livello degli attori pur non essendo nulla di trascendentale, è meno scarso del solito (anche il prologo, ambientato nel Medioevo, non è malaccio). I difetti stanno in una sceneggiatura che regge bene nella prima parte, apportando anche qualche piccolo elemento fantasy ben amalgamato, ma che mostra la corda nella seconda in cui tende a creare le premesse simili a Dèmoni di Lamberto Bava, senza peraltro svilupparle appieno. In poche parole tutto diventa più confuso e c'è un impantanamento generale in situazioni e personaggi al quale il finale cerca di mettere una pezza. Il film conserva comunque un grande fascino, grazie all'estetica, agli ottimi effetti speciali e alle varie citazioni artistiche e letterarie che ne rendono molto gradevole la visione. In conclusione, un buon film horror con qualche punto debole e qualche buco temporale qua e là. Voto: 6+

36 commenti:

  1. Noooooooo!!
    Hai visto "Notti in bianco, baci a colazione", film tratto dal primo best seller del mio idolo e amico Matteo Bussola.
    Io non son riuscita a trovarlo.
    Dove l'hai visto?
    Speravo arrivasse al cinema qui da me, ma niente. 😭😭

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    1. Sapevo che l'avresti subito individuato :D
      Comunque su Sky!

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    2. Ma che peccato. Io non ho Sky.
      Speravo tanto che fosse distribuito in più sale. O che almeno arrivasse su Netflix, visto che lo usa mio fratello. 😭😭

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    3. Non saprei proprio se, dove e quando arriverà, forse Matteo può saperlo ;)

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  2. Ah beh, Freaks Out grande film, hai proprio ragione. Se ne è parlato poco però. Il solito snobbismo italico?

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    1. Penso proprio di sì, io l'avrei selezionato al posto del film di Sorrentino agli Oscar, l'usato sicuro diciamo...ma non ha funzionato...

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  3. Freaks out decisamente in lista. Mi incuriosisce 1922 e anche Io sono nessuno. Grossa delusione Old.
    p.s. non so se può piacerti, ma mi sono davvero divertito tanto con Salemme e il suo Con tutto il cuore ;)

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    1. Non credo potrà no, non lo posso più digerire...

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    2. p.s. ho dato un'occhiata a Io sono nessuno..brrr.. anche John Wick diventa accettabile in confronto.. ahah

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    3. E che ti devo dire? Che ci può stare e non aggiungo altro..

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  4. Vampires e La Chiesa sono per me dei cult.
    Ancora non vedo Freaks Out e me ne pento... devo assolutamente recuperare.
    Scopro invece qui una cosa che potrei amare: Io sono nessuno! :D

    Moz-

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    1. Fai bene a pentirti, trova un momento e vedilo perché vale tantissimo ;)
      Soprattutto la chicca finale con Doc è adorabile!

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  5. Che bello Freaks Out. Questo pomeriggio l'ho rivisto. Ci sono dei momenti di pura poesia.

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  6. D'accordissimo come sai per Freaks Out! :D Jungle Cruise è divertente ma niente di che, l'idea alla base di Bright poteva essere sfruttata decisamente meglio

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    1. Beh, difficile non essere d'accordo, basta vederlo per capire ;)
      Poteva e doveva essere sfruttata meglio, mentre non è stato almeno uno spreco di soldi da parte di Disney l'altro..

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  7. Concordo con AQP2, anzi, io fui addirittura più severo.
    E se possibile, mi sa che Freaks out mi è pure piaciuto di più 🤪

    Tra l'altro, nelle scene finali di Ridere c'è un mio vecchio gym-pal, perché fu girato al Casinò di Arco.

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    1. Ma Freaks out è comunque e indubbiamente meglio, di un film che molto deve al capitolo precedente, sperando che il terzo sia l'ultimo...
      Ah ok, una scena che poi non mi ha convinto...

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    2. Fosse l'unica che non convince 😅😅

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    3. Beh sì, ma almeno è originale e si segue con adrenalinico piacere.

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  8. Buongiorno Pietro.
    Di tutti quelli da te trattati ho visto il premiatissimo film al David di Donatello, Freaks Out. Straordinaria pellicola che ho gradito tantissimo. Concordo con il tuo voto.
    Inoltre ho visto Eiffel che non mi ha molto catturata, nonostante scene davvero interessanti. Secondo me, sono proprio esse la pecca del film. Esse non legano tra loro e lasciano alla fine un senso di perdita d'interesse, come degli stalli nello scorrere delle immagini, non so...
    Gli altri spero di guardarli a breve, non tutti però, solo ciò che gradisco di più. Grazie e ti abbraccio.

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    1. Ed è un peccato sì, perché era interessante sapere qualcosa in più su un monumento di straordinaria realizzazione, che rimane invece in superficie.

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  9. Ciao! Condivido la tua analisi di Bright, parte da una bella ambientazione ricca di spunti ma finisce per raccontare una storia molto convenzionale senza guizzi di originalità; anche Jungle Cruise si inserisce nel filone dei film d'avventura potabili ma non memorabili, anche se la coppia di protagonisti vale la visione (peccato, come dici tu, per l'onnipresente CGI). Anche io come te ho amato Lo chiamavano Jeeg Robot e ancora di più Freaks Out, tecnicamente ineccepibile, coraggioso soprattuto per il panorama italiano e con un cast davvero perfetto.

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    1. C'è chi l'idea la sfrutta bene e chi solo in parte, semplicemente questo.

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  10. Tra questi film ho visto solo Vampires, così tanti anni fa (andavo ancora al liceo), che me lo ricordo solo vagamente.
    Mi è tornato in mente un film horror che all'epoca mi era piaciuto parecchio e qualche anno fa mi sono rivisto con piacere: Warlock. Se non l'hai mai visto, prova a recuperarlo.

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  11. Hai fatto bene per Instagram anche se io non ci entro quasi più.
    Ma magati il politicamente corretto venisse inserito sempre così, come in Jungle Cruise, dove non sembra forzato. Devo dire che a me la CGI non ha dato fastidio e sai che io la tollero poco.
    Bright ce l'ho in lista da mesi (volevo già guardarlo quando è uscito ma poco dopo ho interrotto l'abbonamento Netflix), A Quiet Place II prima o poi lo guarderò ma al momento no non avendo Prime, Io Sono Nessuno e Old non ci sono da nessuna parte e non mi va di scaricarli.

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    1. Sì, tanto non ci perdo tanto tempo con i social.
      Magari sì, senza neanche darla a vedere.
      Gli ultimi due su Sky...e soprattutto Quiet merita d'esser visto..

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    2. Ah! Quei rincoglioniti di JustWatch li davano solo a noleggio 🤦‍♂️

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    3. Valli a capire...li trovi on demand.

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    4. Arieccomi, per A Quiet Place. È piaciuto anche a me il giorno uno all'inizio, almeno abbiamo rivisto Jim di The Office. E concordo totalmente su Murphy, che mi ha regalato l'altro momento salvabile (assieme all'inizio) del film, quello coi cattivi umani sul pontile. Per il resto: 👎
      Della terza parte non ne so nulla, so solo di uno spin-off ma con un altro regista e mi interessa più.

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    5. Ne avevo sentito all'epoca, ma ad oggi il terzo capitolo non c'è...non ancora almeno...

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    6. Stasera torno per La Terra dei Figli.
      Non sembra italiano... fino a che gli attori non cominciano a parlare 😝
      Non l'ho scritto da me, devo aggiungere questo aspetto, sulla pessima dizione.

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    7. Non intendevo quello, ma l'atmosfera e l'ambientazione...però in effetti ci sta anche per quello :D

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  12. Di questi ho visto A Quiet Place II che anche a me è piaciuto molto, anche se non è ai livelli del primo (attendo spasmodicamente il terzo capitolo a questo punto); Old sul quale concordo molto, non è sicuramente tra i migliori del regista, ma nemmeno tra i peggiori (gli ho preferito di gran lunga The Visit tra quelli più recenti, ma anche qui ci sono delle suggestioni niente male); Sono La Bella Creatura Che Vive In Questa casa, che invece a me ha colpito molto ed è piaciuto anche di più del successivo; 1922 che devo dire ho gradito particolarmente (soprattutto grazie a cast e messa in scena davvero molto ben curati).

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    1. E' più che normale che il secondo non sia migliore, dopotutto è successo rare volte che lo sia.
      Delle suggestioni anche migliori direi, diciamo che comunque ci sa davvero fare.
      Degli ultimi due credo di aver già espresso tutto il mio pensiero, in negativo e positivo ;)

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