Non è cominciata proprio con i migliori auspici o aspirazioni e non è finita (anzi, un po' lo si intuiva prima) come ci si aspettava The Blacklist: Redemption, lo spin-off della più celebre The Blacklist, dove il padrone incontrastato della dimora risponde al nome di Raymond Reddington, perché la serie della NBC ha deluso le mie aspettative. Colpa di un impianto narrativo non proprio originale, di un finale che lascia tutto in sospeso (perché speravano in una seconda stagione che invece non ci sarà) e che forse mai troverà soluzione ultima (anche se spero che questa trama venga chiusa nella serie principale), ma soprattutto il puntare sull'elemento meno personalmente interessante e simpatico (ovvero la ex spia Keen) è stato l'errore più grave. The Blacklist: Redemption difatti veleggia certamente su argomentazioni e stili simili, ma comunque molto (troppo) distanti da quelli della serie madre. Mentre The Blacklist può essere accostato decisamente ad un poliziesco, Redemption si dipana in una vera e propria spy story dove il ruolo di primi ballerini è affidato a Ryan Eggold (Tom Keen) e a Famke Janssen (Susan Scott "Scottie" Hargrave, nonché madre di Tom come rivelato da Red), non propriamente due personaggi iconici della serie. Io infatti la vedo perché c'è James Spader, qui senza è tutt'altra cosa, qualcosa di mediocre, prevedibile e addirittura dannoso. Perché Redemption, che come dalle parole del suo produttore John Eisendrath, va considerato un racconto a se stante, dedicato alla figura di Tom Keen e della sua disgraziata (si fa per dire) famiglia, per la sua inutilità ai fine del racconto principale ha rischiato di far perdere proseliti, e sicuramente per alcuni sarà così, comunque non io, come ben sapete non lascio spesso cose a metà, e considerando poi che la 4a stagione è quasi finita e ho tutta registrata, ugualmente vedrò. Ma questo è un altro discorso, anche se Redemption viaggia più o meno sulla stessa linea temporale di The Blacklist, dato che si lega in particolare agli eventi della fine della terza stagione (qui la mia recensione), quando la temibile stratega Susan "Scottie" Hargrave entra in scena.
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martedì 11 luglio 2017
martedì 20 giugno 2017
Focus: Niente è come sembra (2015)
Avrebbe dovuto nuovamente rilanciare Will Smith soprattutto in seguito allo smacco cosmico di After Earth, ma un copione incommestibile affossa qualsiasi possibilità di salvataggio per il terzo lavoro di John Requa e Glenn Ficarra, registi (ma non autori) del piacevole Crazy, Stupid, Love e del non del tutto sufficiente Whiskey Tango Foxtrot. Il divo, dopo 2 camei in altrettanti mediocri film prima di questo, in Focus: Niente è come sembra (Focus), film del 2015 scritto e diretto dai due registi, ce la mette anche tutta, (per fortuna che dopo arriverà il bel Zona d'ombra anche se per sfortuna arriverà il deludente Suicide Squad e dopo ancora, secondo molti, il non eccezionale Collateral Beauty), ma quasi niente funziona, poi purtroppo si ha anche la netta sensazione che Margot Robbie non è un'adeguata partner per lui (come anche visto nel fantasy DC), e ciò è intuibile sin dai primi momenti. La storia raccontata infatti, quella di Nicky Spurgeon, un incallito truffatore, che prende sotto la sua ala protettiva la giovane e attraente Jess, facendole da mentore ma che costretti a separarsi (dato che quando i due si innamorano le cose si complicano) si incontreranno nuovamente dopo tre anni a Buenos Aires per un colpo sullo sfondo dei circuiti da corsa, è un fritto misto con scopiazzature e copia-incolla rivisitate, riprese a dritta e a manca, che quasi non vale neanche la pena citare. La sceneggiatura difatti (degli stessi Ficarra e Requa) è incapace di operare una sintesi tra i generi (serio e faceto sembrano quasi fare a pugni), banalizza l'elemento potenzialmente più interessante (cioè il confondersi continuo di realtà e finzione), inserisce in chiusura un inconsulto squarcio splatter e scinde la trama in due tronconi narrativi che girano a vuoto e suscitano solo sbadigli, tra colpi di scena irrealistici, ammiccamenti ad Ocean's Eleven e trovate trite.
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