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giovedì 9 febbraio 2023

[Cinema] Speciale Premi Oscar 2021/2022/2023

Erano già tutti film nella lista delle visioni (in buona parte almeno), così non solo si è rivelato facile, ma anche necessario riunirli tutti in un unico post/o. In occasione delle nomination agli Oscar 2023 ho preso subito la palla al balzo per verificare quali film potessi già vedere legalmente tramite piattaforme streaming a cui fossi abbonato, e con mia grande sorpresa una dozzina esatta, ovvero 12 su 34 totali (film candidati) tolti (come da prassi) documentari e cortometraggi. Tuttavia due li avevo già visti, ossia Red, un cartone animato carino ma niente di più, e The Batman, un bel restyling che se tecnicamente funziona (e non per caso le nomination arrivano da lì), narrativamente non tanto, comunque apprezzabile sforzo. Ne rimanevano quindi 10 (il numero "perfetto" era 9), fortuna vuole che dalle scorse (due) edizioni, di cui ne mancavano e ne mancano ancora 2 o 3 da vedere, ne sono usciti due su Sky, ne ho approfittato per accorparli, infatti uno del 2021 e del 2022 ci sono (peraltro non "vincenti"), e gli altri sette di quest'anno. E in questo senso i mancanti tre film, tutti di produzione e/o distribuzione Netflix, vedrò in questi giorni e saranno recensiti per fine mese, per il listone finale mensile. Al momento ecco alti e bassi, ma credo sia normale, poi chissà cosa mi riserveranno.

Quo vadis, Aida? (Guerra/Dramma 2020) - Di fronte a fatti così drammatici è difficile valutare la forma della narrazione indipendentemente da quei terribili contenuti, il cui peso è così vicino nel tempo e difficile da metabolizzare. La regista Jasmila Žbanić riesce in questa dolorosa impresa di ricostruzione del massacro di Srebrenica (e per la prima volta in assoluto) senza indugiare nei particolari più atroci ma affidandosi al calvario della protagonista Aida, nello sforzo terribile e vano di mettere al riparo marito e figli dalla furia del "macellaio serbo" e dalla forzosa impotenza del contingente ONU. Una bravissima Jasna Djuricic dà corpo e anima a una figura coraggiosa e tragica. Un film (candidato all'Oscar al miglior film internazionale nel 2021 poi vinto da Un altro giro) bello e doloroso. Voto: 7

La figlia oscura (Dramma 2021) - Un film che non mi ha lasciato tracce quello della Maggie Gyllenhaal, evanescente nello sviluppo e poco coinvolgente nella narrazione (eppure candidato nel 2022 a tre Premi Oscar, tra cui quello alla migliore sceneggiatura non originale). Il contatto fra una donna sola ed un gruppo di locali villeggianti è l'occasione per mostrare le profonde cicatrici della donna, fra presente e passato della sua esistenza. Sia pure dotato di una elaborata costruzione narrativa (è l'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Elena Ferrante), la messa in scena mi è risultata fredda a livello emotivo e nemmeno la discreta prestazione degli attori (su tutti quella della sempre eccellente Olivia Colman, ma Jessie Buckley non scherza) riesce a lasciare qualche traccia. Eccessivamente verboso e lungo, appesantito da eccessive ripetizioni di situazioni e concetti ed affastellato di sotto-storie francamente inutili e fuori contesto. Errori forse anche plausibili e propri di un esordio, ma di fatto pesanti per riuscire a mantenere salde le valide premesse che la storia si portava appresso. Voto: 5,5

venerdì 29 novembre 2019

Gli altri film del mese (Novembre 2019)

Sono già passati tre anni da quando il "Gigante Buono" ci ha lasciati, parlo ovviamente di Bud Spencer, nostro compagno di gioco e scazzottate, che insieme al suo fidato scudiero Terence Hill, ha allietato la nostra infanzia e continua tuttora a regalarci momenti di svago assolutamente riconoscibile. Ebbene, a 90 anni dalla nascita dell'attore, dalla nascita di Carlo Pedersoli, History l'ha celebrato tramite un documentario (che ovviamente ho visto), intitolato Le mille vite di Bud Spencer. Un documentario che attraverso filmati di famiglia inediti, backstage esclusivi dei suoi film e interviste ai familiari ne ha raccontato la sua incredibile storia, passando attraverso curiosità poco note come il suo passato da imprenditore e pilota d'aerei. Lui che ha vissuto davvero mille vite diverse, anche se con il suo vero nome probabilmente ne ha vissuta solo una, quella più intima e familiare. Ed è quella di cui tratta, oltre a quella prettamente cinematografica, la suddetta emozionante finestra di approfondimento. E insomma è stato davvero bello conoscere certi aspetti che non conoscevo. Tuttavia, ancor più bello è stato, a distanza di un po' di anni dall'ultima volta, rivedere, grazie ad Italia Uno, che ne ha mandato in onda la Extended Version, Shining. A proposito di versioni e quant'altro (di director's cut per esempio), molti non gradiscono che si faccia ciò, ma io penso che se un film sia un capolavoro o un film cult, lo sia a prescindere dalla versione proposta, che questa poi sia nuova o vecchia agli occhi degli spettatori. Infatti, l'aura di film mitico, come è questa pellicola diretta dal maestro Stanley Kubrick ed interpretata magnificamente da Jack Nicholson, è rimasta intatta. Una pellicola certamente non perfetta come 2001: Odissea nello spazio, anche perché molti dubbi ancora lascia, soprattutto sul finale, ma è indubbio non dare a questo film d'atmosfera, musicalmente accattivante e dannatamente inquietante, i propri meriti. E infatti anche se non ha avuto il giusto spazio tra le mie recensioni (mancanza di posto nel calendario già prestabilito) l'avrà (insieme a tutti gli altri film antecedenti gli anni 2000 visti quest'anno) nelle classifiche finali. Perché appunto quest'ottimo film, che ha avuto un sequel in queste settimane (un'anteprima ho avuto grazie sempre ad Italia Uno, andata in onda alla fine del film), iconico come pochi, è fantastico.

giovedì 12 settembre 2019

Tutti lo sanno (2018)

Tema e genere: Thriller drammatico diretto dal due volte Premio Oscar Asghar Farhadi che racconta di un rapimento ed ha come tema le tensioni e i segreti.
Trama: Il matrimonio della sorella riporta una donna in Spagna. Ma un evento drammatico scoperchierà segreti e rinnoverà dolorosi rancori.
Recensione: Film d'apertura al Festival di Cannes 2018, Tutti lo sanno riporta in Europa il regista iraniano Asghar Farhadi (due volte premio Oscar, per Una separazione e per Il cliente) dopo l'esperienza francese con Il passato. Il tema delle tensioni e dei segreti che possono squassare una famiglia si era visto in tutti i suoi film precedenti, ma qui si cala in un contesto differente, molto spagnolo e latino, tra fede religiosa vissuta (o meno) in modi diversi, dicerie e maldicenze che guastano i rapporti, contrasti su beni e soldi che portano a dissidi, in famiglia e con i vicini. Il contesto è scenograficamente suggestivo, tra la villa della festa in cui si svolge il dramma, il campanile della chiesa, che a qualcuno potrebbe ricordare La donna che visse due volte, i campi e le vigne arse dal sole. Qui Farhadi può contare su grandi attori, come le star iberiche (e coniugi nella vita) Penelope Cruz e Javier Bardem (già in coppia nel mediocre Escobar - Il fascino del male), cui si aggiunge il grande attore argentino Ricardo Darín nei panni del marito che si precipita da Buenos Aires appena scompare la figlia, e che si porta dietro fallimenti personali e un atteggiamento mistico-religioso che suona stravagante ai parenti acquisiti (e pure un po' alla moglie). Il regista conferma tutta la sua capacità di suscitare tensione, in un giallo che però via via si smorza nonostante segreti sempre più dirompenti, fino a un epilogo che delude in parte le attese anche se mantiene, come da programma, il compito di spargere amarezza sui personaggi e sulle loro vicende. Compito appunto un po' troppo programmatico, intuibile fin dall'inizio, mentre nei suoi film migliori c'è molta più sottigliezza e una reale suspense di pericoli incombenti e catastrofi in agguato, oltre tutto sempre spia di rapporti malati, ambiguità, falsità o verità parziali. Non che non ci siano questi elementi, in Tutti lo sanno, ma come puro frutto di tecnica più che per sapiente rappresentazione dei personaggi. Che forse, proprio perché lontani dall'ambito che conosce di più, sono figure anche cinematograficamente interessanti, ma difficilmente possono sembrare persone reali le cui azioni siano sostenute da motivazioni credibili. E la vicenda, pur molto forte, rischia di non incidere nello spettatore, più ammirato dall'abilità di regista e interpreti che conquistato dalla narrazione e dalle sue drammatiche verità. Una narrazione che appunto gira troppo spesso a vuoto, una storia che stenta a decollare, con degli sviluppi simili a quelli di una soap opera latino americana. I colpi di scena arrivano sempre tardi e sono "telefonati", in un territorio, di cui l'iraniano Farhadi dà l'impressione di conoscere poco, a reggere il racconto è una dinamica narrativa, che si avvita su se stessa. Il melodramma tracima, degenerando in telenovela (troppi isterismi), nell'accezione più riduttiva, mancando una messinscena efficace. Il film procede a sbalzi, tra tempi morti e sequenze prolisse, con uno pseudo intreccio da sciogliere, per giungere alla composizione di un disperato quadro complessivo, in cui ciascuno, esce sconfitto. Ma nonostante questo la struttura del film è abbastanza solida, a parte la prevedibilità mascherata con colpi di scena e delle preoccupazioni del film fini a se stesse, che in verità sono i due elementi che funzionano meno e che fanno perdere al film parecchi punti, punti vitali per raggiungere una sufficienza che decisamente non merita. Da Farhadi proprio non me l'aspettavo.

lunedì 25 giugno 2018

Recuperi Sky on demand (Maggio/Giugno 2018)

Sembra strano a dirsi, ma per la prima volta ho davvero concluso una lista di film da vedere, anche se in verità la suddetta, come accennato nella prima parte di quasi due mesi fa, a tal proposito qui potete trovare la prima tranche (con film quali: Il prezzo della gloria, Ma Ma: Tutto andrà bene, Fiore, Che Dio ci perdoni, Zeta e Noi siamo Francesco), essa conteneva solo 12 titoli. Quindi niente di così impegnativo, eppure questa lista di film, di film che non potendo o non riuscendo a registrare, ho dovuto scaricare e vedere tramite Sky Go, mi ha comunque impegnato parecchio. Ma soprattutto alcuni hanno reso meno delle mie aspettative, come in parte successe anche nella prima parte (e quindi alcune piccole delusioni avrei fatto meglio ad evitare, dopotutto a parte 3-4, tutti gli altri hanno risicato la sufficienza), tuttavia dopo aver concluso questo piccolo "progetto", sono comunque contento di averli visti tutti.

giovedì 7 dicembre 2017

Tutti gli altri film visti durante il 2017: Thriller (Il caso Freddy Heineken, Premonitions, Möbius & Il Segreto del settimo piano)

Secondo appuntamento oggi con il genere thriller, che quest'anno ha regalato sia alcune perle ma altrettanto delusioni, a cui sembrerebbe porvi rimedio questo post. La Heineken è un marchio consolidato, in molti abbiamo bevuto, almeno una volta, una birra prodotta dall'azienda olandese. Quel che non tutti sanno, è che il fondatore della casa, Freddy Heineken, nel 1983, venne sequestrato per chiedere un ingente riscatto, e che riscatto, è tutt'oggi la più alta mai versata per una persona di pubblico interesse, 50 mln di dollari (circa 35 mln di corone danesi). Il film Il caso Freddy Heineken (Kidnapping Mr. Heineken) infatti, film del 2015 diretto da Daniel Alfredson (regista scandinavo, che abbiamo conosciuto grazie ai due ultimi capitoli della trilogia Millenium da lui firmati) ci informa di questa incredibile vicenda (di cui è stato scritto un libro e ne è stato tratto questo lungometraggio), un fatto di cronaca molto conosciuto, in cui un gruppo di insospettabili ragazzi precari di Amsterdam (con a capo Jim Sturgess), decidono di mettere a segno (giacché il loro obbiettivo, interpretato da Anthony Hopkins, è uno degli uomini più ricchi al mondo) quello che in seguito sarebbe stato definito il crimine del secolo. Peccato che come spesso capita, anche se il finale apre a scenari diversi, così da distinguersi da molti altri (e far sì che sia più originale, perché è successo davvero), non tutto andrà come previsto. Anche perché narrativamente parlando, il film si perde a metà apparendo a tratti incerto e a tratti scialbo, non sapendo se voler seguire lo stile narrativo di un vero e proprio (thriller) poliziesco in perfetto stile anni '70-'80 o se osare di essere un action movie misto ad un docu-film che percorre fedelmente le tappe del rapimento e le relative conseguenze.