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mercoledì 6 novembre 2019

Stranger Things (3a stagione)

Tema e genere: Terza stagione della serie fantascientifica creata dai fratelli Duffer e uno dei prodotti di punta di Netflix.
Trama: Ci ritroviamo a Hawkins nel 1985. Qui, poco prima dei festeggiamenti per il 4 luglio, c'è fervore: il mall Starcourt ha stravolto le dinamiche cittadine, e l'assetto sociale e commerciale muta in una forma definitiva. I ragazzi che hanno salvato per ben due volte il mondo dalla minaccia del Sottosopra si ritrovano però ad affrontare un nuovo pericolo.
Recensione: Dopo una prima stagione andata al di sopra delle più rosee aspettative (qui la recensione) e un secondo ciclo di episodio leggermente deludente (colpa soprattutto di una puntata proprio evitabile, qui comunque la recensione), Stranger Things era chiamata a una prova di definitiva maturità, che dimostrasse la capacità dello show di reggersi sulle proprie gambe e di andare oltre al marcato citazionismo e alla genuina e nostalgica passione per le atmosfere anni '80. Al termine degli 8 episodi che compongono la terza stagione, si può affermare che i Duffer Brothers hanno superato brillantemente questa prova, riuscendo nella non facile impresa di riprendere in mano le redini della propria creatura e di assecondarla in maniera limpida e naturale, sfruttando il rapido cambiamento fisionomico e caratteriale dei giovanissimi protagonisti per una profonda e a tratti struggente riflessione sulle gioie e sui dolori dell'adolescenza. La provvidenziale pausa di quasi due anni dal precedente ciclo di episodi ha dato ai Duffer il tempo necessario per rimettere al centro di tutto i propri personaggi e la loro evoluzione, senza però rinunciare alla componente più prettamente orrorifica. Il risultato è una serie che, a un passo dall'implosione, ritrova tutta la propria vitalità, riuscendo a fare nuovamente innamorare il pubblico di Eleven e soci e a unire spettatori di diverse età sotto la bandiera comune della nostalgia anni '80, sfruttata con molteplici citazioni e omaggi al periodo, quasi sempre funzionali al racconto. La terza stagione di Stranger Things ci mostra i ragazzi di Hawkins alle prese con i cambiamenti dovuti alla loro crescita e ai primi amori. Eleven e Mike fanno ormai coppia fissa, scambiandosi dozzine di goffi baci a pochi metri di distanza dal sempre più severo Hopper, Dustin torna dalle vacanze rinvigorito dalla sua nuova ragazza Suzie, che non l'ha seguito ma che lui assicura essere più sexy di Phoebe Cates, mentre Nancy e Jonathan e Lucas e Max rinsaldano i loro rapporti. Con Hawkins scossa dall'apertura di un nuovo modernissimo centro commerciale, presso cui Steve trova un lavoretto come gelataio, il Sottosopra incrocia nuovamente le strade dei protagonisti, a causa di alcuni misteriosi esperimenti condotti in una segretissima base russa. La minaccia soprannaturale è pressoché inalterata rispetto a quella che ha contraddistinto le prime due stagioni della serie, con l'eccezione di un gustoso retrogusto da L'invasione degli ultracorpi (o La cosa, citata esplicitamente dai protagonisti con un dotto paragone fra l'originale e il remake), che porta i personaggi a sospettare di chi li circonda, tutti possibili ospiti del temibile Mind Flayer. I nemici più minacciosi del periodo, ovvero i russi, sono invece volutamente rappresentati con gli stessi stereotipi che li caratterizzavano nel cinema statunitense degli anni '80, da Alba rossa in giù: responsabili dei più disparati complotti governativi, privi di qualsiasi tentennamento o sentimento e talmente malvagi da diventare quasi ridicoli. Questi aspetti avrebbero potuto trasformare una qualsiasi serie contemporanea in un boomerang per i propri creatori, ma non la creatura dei fratelli Duffer, in particolare in questa sua terza ispirata stagione.

venerdì 5 gennaio 2018

Le migliori sigle e colonne sonore delle serie viste nel 2017

Me ne ero accorto l'anno scorso (qui) della difficoltà di reperire e quindi trovare le sigle (però non tutte) e soprattutto le colonne sonore o canzoni delle serie che ho visto (al contrario delle pellicole), anzi, per il 2016 feci addirittura io alcune di queste sigle, mentre per colonne o musiche solo la/le più importanti/e, ma nonostante ciò cercherò di fare del mio meglio e presentarvi in modo giusto le suddette introduzioni e stacchi musicali.

LE SIGLE
13. Mai menzionata, merita un omaggio quella di House of Cards, uguale per tutte le stagioni
12. L'unica cosa che ho davvero apprezzato oltre a Eva Green nella saga di Penny Dreadful
11. Se delude la stagione non delude certamente la sigla di American Horror Story: Roanoke
10. Davvero interessante il bianco e nero d'introduzione alla prima stagione di The Exorcist
9. E' cambiata spesso nelle stagioni ma quella della terza di The Strain è graficamente migliore
8. E' probabilmente la migliore di sempre, quella de Il trono di Spade, ma per adesso basta una menzione
7. Non sarà memorabile, ma la firma di Marilyn Manson in Salem 3 c'è e si vede

mercoledì 3 gennaio 2018

I migliori attori delle serie viste nel 2017

Quest'anno al contrario del precedente, qui gli scorsi vincitori e vincitrici del premio come miglior attore e miglior attrice in una serie tv, ho preferito dividere la classifica in due, anche se in alcuni casi è proprio tutto il cast (sia femminile che maschile e molto spesso insieme) a farsi maggiormente carico al successo di una qualunque serie e a dare insieme, in una specie di amalgama indissolubile, prova di grande bravura interpretativa, ma siccome io sono abbastanza puntiglioso e preciso, farò appunto così. Ma quindi vediamo chi sono stati per me, e sempre personalmente parlando, i migliori attori delle serie viste nel 2017, partendo da alcune menzioni e la "coda" della classifica.

18. L'ennesimo esuberante Filippo Timi nella grottesca quarta stagione de I delitti del BarLume - 17. L'affiatata coppia di pirati nell'ultima stagione di Black Sails, il bravissimo Luke Arnold e la conferma Toby Stephens - 16. Il vichingo pazzo e gagliardo Gustaf Skarsgård delle prime quattro stagioni di Vikings - 15. A parte le vicende personali Kevin Spacey rimane sempre un grande attore, come dimostrato (dopo la quarta) anche nella quinta stagione di House of Cards
14. Quel "buontempone" di Jeffrey Dean Morgan della seconda parte della settima stagione di TWD - 13. L'enigmatico Ben Daniels nell'intrigante prima stagione di The Exorcist - 12. Hanno saputo rendere benissimo il genio di Albert Einstein nella serie Genius, Geoffrey Rush e Johnny Flynn - 11. Io Jamie Dornan preferisco "ricordarlo" nella stagione conclusiva di The Fall, dove il suo talento è ben espresso che in altri prodotti

lunedì 4 dicembre 2017

Stranger Things (2a stagione)

Recensire una serie come Stranger Things 2 non è compito facile, data l'intricata trama ricca di colpi di scena e di situazioni incredibili e spiazzanti, principalmente per la paura di incappare in spoiler importanti sparsi qua e la tra i vari episodi. Ciò che funzionava nella prima stagione (QUI la mia altrettanta intensa e complicata recensione) però è rimasto invariato, ciò che il pubblico ha amato è stato ampliato, le domande hanno avuto le loro risposte e il tutto fila (abbastanza) via liscio nei 9 episodi di questa seconda stagione a ritmo di pezzi storici anni '80, di horror ben dosato, di fantascienza, situazione al limite del meta-fumetto e un piacevole effetto nostalgia. Stranger Things 2 infatti, pur non riuscendo a riservare l'effetto sorpresa avuto con la prima serie (anche perché la scelta di rispolverare i meravigliosi anni '80 e i temi nerd tipici di quegli anni portarono l'anno scorso al concepimento di una delle serie TV migliori mai realizzate) e nonostante la stessa a tratti abbia dei cali, a volte anche bruschi, e non sempre le vicende narrate siano di così grande impatto, si pone come uno dei migliori prodotti televisivi e curati dell'anno che sta per concludersi. Un prodotto che aveva sulle spalle una grossa responsabilità, giacché la prima stagione, hit indiscussa del 2016, alzò parecchio l'asticella qualitativa di molte serie (e di questa ovviamente). Lungo tutto il 2016 infatti altre serie ebbero un esordio esplosivo, Westworld tanto per citarne una, tutti prodotti che hanno introdotto nel mondo televisivo un livello, e di conseguenza un'aspettativa, davvero difficile da eguagliare o migliorare. Non facile, quindi, riuscire a portare avanti e bissare, da parte dei The Duffer Brothers, il successo del loro piccolo capolavoro, ma la seconda stagione dell'horror sci-fi targato Netflix ha fatto clamorosamente centro ancora una volta. Stranger Things 2 infatti, mantiene (almeno per buona parte) inalterato il livello di originalità, freschezza e bellezza generale della prima stagione, anzi, sotto certi aspetti, si è addirittura superata, anche se non del tutto.

mercoledì 4 gennaio 2017

Le migliori sigle e colonne sonore delle serie viste nel 2016

Come lo è stato pochi giorni fa per le colonne sonore dei film, anche per le serie, l'abbellimento acustico e sonoro, è elemento imprescindibile, se poi a questo ci aggiungiamo le classiche sigle, che comunque non sono presenti in tutte le serie, ecco che non potevo non farvele vedere e ascoltare, perché alcune sono davvero belle. In ogni caso comincerò la mia classifica prima con le sigle, che comunque si distinguono dalla serie stessa in alcuni casi, anche per quanto riguarda le colonne sonore, colonne sonore che ovviamente ci saranno nella seconda parte, perciò buona visione e buon ascolto.





LE SIGLE

1. Vince il Saba Serial Awards 2016 per la migliore sigla, quella stilossima e bellissima di Westworld, dallo stesso creatore di quella de Il trono di spade, che comunque non ci sarà, ha già fatto il suo tempo, ma questa in ogni caso merita davvero

martedì 3 gennaio 2017

La Top 15 delle serie viste nel 2016

Come lo è stato con le pellicole, qui se ve lo siete perso, ecco la mia personale classifica finale delle serie tv viste nel 2016 (immagine con annesso link recensione), anche se c'è una differenzia sostanziale, ovvero che tantissime di queste serie le ho viste in tempo, nell'anno in cui sono andate in onda. In ogni caso alcune di esse le devo ancora recuperare, su tutti Black Mirror e quelle di Netflix, una di Sci-fi e quelle appena concluse che sono in procinto di cominciare, è il caso The Night of, The Walking Dead e The Exorcist. Insomma tante ancora, ma intanto per iniziare un elenco di serie (oltre alle Top 15 c'è ancora) che meriterebbero comunque visione, e nonostante alcune di esse abbiano deluso, sono e restano grandi serie, che comunque raggiungono e hanno raggiunto (ampliamente in alcuni casi) la sufficienza e più.
 
22. La spiazzante sesta stagione di The Walking Dead (6,5)
21. La leggermente deludente seconda stagione di The Leflovers
(6,5)
20.
La prima parte della prima stagione dell'affascinante serie Marte (7)
19. La spettacolare miniserie Barbarians
(7)
18. La seppur eccezionale quarta stagione di House of cards
(7)
17. L'esuberante terza stagione di Black Sails
(7)
16.
L'interessante serie Deutschland 83 (7)
 
15. Una stagione, la sesta, sorprendente e accattivante, non tantissimo però, ma buona. (7+)

mercoledì 21 dicembre 2016

Stranger Things (1a stagione)

Da quando ho saputo di questa serie attendevo da tanto di vederla, e finalmente dopo un'attesa incessantemente piena di notizie, alcuni spoiler (fortunatamente evitati) e tantissimi giudizi positivi ci sono riuscito anche se purtroppo per alcune circostanze (ho già Sky e pure Premium) l'ho recuperata in streaming, ma tant'è che non potevo prima di quest'anno, prima delle classifiche annuali, perdermela. Ovviamente sto parlando di Stranger Things, serie televisiva statunitense di fantascienza ideata da Matt e Ross Duffer (due sconosciuti registi ora 'conosciuti' che però fino a quel momento avevano solo scritto e diretto un solo thriller Hidden, tra l'altro mai sentito, e avevano lavorato come sceneggiatori e co-produttori esecutivi di quattro episodi della, leggermente deludente, prima stagione della serie televisiva Wayward Pines, comunque migliore della seconda, qui), e prodotta per la piattaforma di Netflix (ormai famosa a tutti). Serie composta in tutto da otto episodi, dalla durata dai 42 ai 55 minuti. Serie che mi aveva incuriosito per la caratterizzazione dei personaggi, il cast e l'atmosfera che voleva omaggiare il (meraviglioso) cinema di fantascienza degli anni ottanta, divenuto cult. Ebbene, nonostante ella non partiva con i migliori auspici, registi inediti, cast abbastanza inedito e davvero poco 'marketing', ha davvero sorpreso. Sorprendente è infatti il risultato, anche se è il contesto quello che più ha contribuito al suo straordinario successo, tant'è che ultimamente la serie e alcuni membri sono entrati in lizza per tanti premi, tra cui il Golden Globe. Stranger Things (letteralmente strane cose) infatti ricorda molto da vicino, davvero molto, alcuni capolavori sia per la formula abbastanza simile, sia per tutto il resto, che hanno fatto epoca, I Goonies, La casa, Poltergeist, I Gremlins, Stand by Me, E.T., La cosa e molti, molti altri, anche se a me ha fatto subito pensare ad una specie di X-Files (anche se 10 anni dopo), d'altronde la serie, ambientata negli anni ottanta in una fittizia piccola città dell'Indiana (Hawkins nel novembre del 1983), è incentrata sugli eventi legati alla misteriosa sparizione di un bambino e all'apparizione di una ragazza dotata di poteri telecinetici fuggita da un laboratorio segreto, praticamente quello che quotidianamente succedeva a Mulder e Scully. Ma lasciando perdere l'atmosfera e l'incipit, fortunatamente per il pubblico e per la serie stessa, i pregi del prodotto vanno ben al di là dell'accattivante contesto in cui le indagini sulla scomparsa del piccolo Will Byers (Noah Schnapp) hanno luogo. Come spesso avveniva nei sopracitati esempi presi come spunto dai creatori, Stranger Things articola la propria storia lungo tre linee narrative distinte, ciascuna ascrivibile a una precisa fase anagrafica, abbiamo quindi Mike (Finn Wolfhard), Dustin (Gaten Matarazzo) e Lucas (Caleb McLaughlin), i tre amichetti del bambino scomparso, che s'imbattono nella misteriosa e silente coetanea Eleven (Millie Brown) arrivata da chissà dove con un carico di poteri sovrannaturali. Abbiamo poi Jonathan (Charlie Heaton), fratello adolescente di Will, e la studiosa Nancy (Natalia Dyer), sorella di Mike, che si troveranno a collaborare per svelare il mistero dietro le sparizioni in atto nella cittadina, e abbiamo, infine, gli adulti, su cui svettano Joyce (Winona Ryder), madre di Will e Jonathan, e lo sceriffo Hopper (David Harbour), mentre sugli oscuri fatti che si susseguono a Hawkins si allunga l'ombra minacciosa del Dottor Brenner (Matthew Modine), che deve soprattutto fronteggiare la fuga da un laboratorio segreto del governo statunitense di una misteriosa creatura, che nel frattempo è libera di fare ciò che vuole.