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mercoledì 30 luglio 2025

Le serie tv del mese (Luglio 2025)

Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

The Walking Dead: The Ones Who Live (Miniserie) - Il sesto spin-off, nonché terzo sequel, offre un finale emozionante per Rick e Michonne, soddisfacendo i fan con una storia epica e toccante. Nonostante l'ambizione e l'introduzione di nuovi personaggi, la serie soffre per la struttura condensata in soli sei episodi, che accelera gli eventi e limita lo sviluppo. Il cast eccellente e il comparto tecnico di alto livello riescono comunque a rendere l'esperienza coinvolgente, evocando lo spirito delle prime stagioni. Pur con qualche difetto nella gestione del ritmo e degli antagonisti, la serie dona nuova linfa all'universo TWD e regala un ritorno memorabile a Rick Grimes. Voto: 6,5

Inverso - The Peripheral (1a stagione) - Misteriosa e affascinante come la realtà simulata che descrive, Inverso si presenta come un lungo prologo verso qualcosa di molto più grande. La narrazione si costruisce su frammenti, omissioni e verità parziali, coinvolgendo lo spettatore grazie a un mondo fantascientifico denso e convincente, animato da personaggi inizialmente enigmatici che guadagnano peso col passare degli episodi. Tuttavia, la costante ricerca del confronto verbale rallenta il ritmo, facendo emergere la trama con esitazione e lasciando dietro più interrogativi che risposte. Quando tutto sembra finalmente allineato e pronto ad esplodere, il racconto si trattiene, sospendendo il climax nell'attesa vana della prossima mossa. Essa infatti al termine svanisce per varie ragioni, lasciando lo spettatore interessato tanto deluso. Voto: 5

Daredevil - Rinascita (1a stagione) - Serie che segna il ritorno del vigilante nel MCU con atmosfere cupe e urbane, in continuità con la serie Netflix, pur risultandone nettamente inferiore. Regia solida, buona colonna sonora e CGI convincente creano un forte impatto visivo ed emotivo. Tuttavia, la trama risulta frammentata, con troppe sottotrame e nuovi personaggi che ne penalizzano coerenza e profondità. Meno azione, ma più violenza cruda. Una stagione di transizione promettente, che necessita maggiore equilibrio narrativo per brillare davvero. Ma che per il momento resta solida nel suo passo, nonostante le imperfezioni, perché poteva andare ben peggio. Voto: 7

The Umbrella Academy (1a & 2a stagione) - La serie inizia con un enigmatico evento che conduce una famiglia di supereroi a viaggi nel tempo e tentativi di scongiurare l'apocalisse, spesso provocata da loro stessi. La produzione è curata, con un cast efficace e un'estetica raffinata, ma la narrazione si inceppa in dinamiche disfunzionali e dialoghi evitati. L'azione è debole: combattimenti poco realistici e villain caricaturali, mentre solo N. 5 brilla con il suo mix letale di sarcasmo e strategia. La seconda stagione abbandona i toni cupi per uno stile più leggero e vivace: la trama è più scorrevole, gli episodi più compatti, e i temi sociali ben presenti, sebbene a tratti didascalici. Tuttavia, la serie rischia di perdere mordente (l'ostinazione riluttante nel non voler essere supereroi), riproponendo conflitti già visti e abusando dei paradossi temporali. In sintesi: originale e coinvolgente, ma incerta tra dramma e ironia. Folle al punto giusto, ha bisogno di reinventarsi per non bloccarsi in loop narrativi. Voto complessivo: 6,5

venerdì 31 gennaio 2025

Listone del mese (Gennaio 2025)

Nonostante gli scongiuri e le preghiere il 2025 non è cominciato proprio nei migliori dei modi, con due "guai" successi in pochi giorni, niente di allarmante ma un po' di preoccupazione c'è e rimane. Eppure anche stavolta sono riuscito nell'intento di riproporre il classico listone generale mensile, listone che da questo mese e per tutto l'anno cambia faccia, nuovo stile ma "vecchia" impaginazione. L'altra novità è che la pagina Instagram da adesso in poi non verrà più aggiornata, rimarrà attiva ma non conterrà le pubblicazioni mensili. Infine una parola è d'obbligo sulla Giornata della Memoria, che quest'anno vedrà sia una serie che un film sull'argomento da me visti e recensiti, una Giornata che mai come in questo periodo storico è importante conservare, divulgare, per non dimenticare uno dei periodi bui dell'umanità tutta.

Capitolo Musica: Una stagione musicalmente interessante, seppur non del tutto entusiasmante, è appena terminata, lo conferma la classica mia finestra conclusiva inerente al 2024 pubblicata fine mese scorso, ma un'altra è immediatamente ricominciata. Comincia adesso con un carico di aspettative non indifferente, ma con la consapevolezza che la musica mai si fermerà, e che al di là dei gusti musicali di ognuno, compresi i miei, tanta bella roba risuonerà e gli anni d'oro mai ci lasceranno.

Capitolo Games: L'intenzione di quest'anno appena cominciato in campo videoludico è quella di giocare a due giochi al mese per un totale di ventiquattro. Ma se ci riuscirò o meno dipenderà non solo dalla mia capacità di completamento (che man mano per vari motivi viene sempre meno) e/o dallo svicolarsi da giochi "non conformi", esempio lo sparatutto tattico Sniper Ghost Warrior Contracts, tanto semplice quanto complicato, bisognerebbe essere cecchino nella realtà per completare le varie missioni (e questo è troppo per me), ma anche e soprattutto dalla longevità dei giochi stessi. Si vedrà, ma intanto ecco il gioco più longevo e quello meno, terminati e finiti, della mia lista.

Capitolo Serie Tv: Alcune delle serie e/o miniserie che ho visto in questo mese avrei già dovuto vederle per la fine dello scorso anno, ma vicissitudini varie me l'hanno impedito, cosicché eccole ritrovate ora, pronte a fare bella o brutta figura dopo l'attesa. Oltre a ciò anche una interessante novità, non so se sia la prima in assoluto o meno (non credo proprio), ma è comunque la prima Miniserie sull'Olocausto che vedo per la Giornata della Memoria, quindi parecchia carne al fuoco da scoprire.

Capitolo Cinema: A farla da padrone in questo primo mese cinematografico dell'anno due piattaforme, quella di Sky e di Mediaset. Da quest'ultima, tramite l'abbonamento Infinity Plus, ho visto (penso record assoluto) ben 5 film, visti consecutivamente nelle ultime settimane. Cominciando da Twisters, in programma dal 27 dicembre scorso al 2 gennaio, Beetlejuice Beetlejuice, dal 3 al 9 gennaio, Super/Man: The Cristopher Reeve Story, dal 10 al 16 gennaio, Buffalo Kids, dal 17 al 23 gennaio, e Trap, dal 24 al 30 gennaio. Tra l'altro i primi quattro torneranno disponibili a febbraio. Ho visto poi un film anche da RaiPlay, ovvero Lunana, candidato per il miglior film internazionale agli Oscar del 2022, ed a proposito, altri due film candidati agli Oscar rispettivamente nel 2021 e nel 2024 e sempre nella categoria miglior film internazionale ho anche visto. Tra i dodici film di Sky ecco infatti L'uomo che vendette la sua pelle e soprattutto La zona d'interesse. Quest'ultimo non solo è l'unico ad averlo vinto quel premio, è il film scelto di vedere per la Giornata della Memoria, immancabile appuntamento della mia agenda cinematografica. Infine nel primo "Angolo Vintage" di quest'anno troviamo due film del maestro Guillermo Del Toro, non sono riuscito a trovare il suo primo cosicché ho visto i due successivi al suo esordio che ancora mi mancavano. Tra l'altro Mimic tuttora disponibile alla visione su Paramount Plus (La spina del diavolo invece l'ho visto in streaming). Uno speciale che chiude una lista di film sorprendenti, di pellicole interessanti.

venerdì 27 gennaio 2023

Le serie tv del mese (Gennaio 2023)

Per avviare la missione recupero serie tv (in partenza a febbraio) è stato necessario calendarizzare il tutto nel tempo (in buona parte nell'arco di quest'anno), ma non solo, togliere un po' di "zavorra" era altrettanto utile, cosicché ho riunito, in questo primo post dell'anno sulle serie tv, alcune di quelle di "marca" Sky per una necessaria quanto utile "pulizia". E in questo senso, poiché tutte da Sky sono (ancora) disponibili, l'occasione di vedere la diciottesima stagione di NCIS non mi sono fatto sfuggire. Ed a tal proposito, la diciottesima stagione non si è rivelata come una delle migliori: i misteri sembravano più facili da risolvere del solito, gli archi narrativi primari non hanno fornito conclusioni molto soddisfacenti, nessuna storia o scelta che sia riuscita ad avere l'impatto emotivo di altre stagioni precedenti. Ma nonostante una stagione ridotta a causa della pandemia, non mancano certamente i drammi, anzi, ne succedono più in questa stagione che nelle ultime 3-4 stagioni, tra un giro di droga, COVID-19, Gibbs sospeso e un killer che prende di mira proprio Gibbs. Quest'ultimo che sembra fuori gioco ma difficilmente lo sarà nella prossima, dove al contrario potrebbero non far più parte Maria Bello che interpreta il dottor Sloane ed Emily Wickersham che interpreta Ellie Bishop, entrambe figure partenti chissà per quanto. Si vedrà, intanto nuove aggiunte allo show in questa stagione (mi è piaciuta l'aggiunta del personaggio di Pam Dawber e spero che resti nei paraggi), un'altra stagione sorprendente ma non troppo, dopotutto è come la storiella di quella vecchia coppia sposata che mangia ogni settimana nel loro ristorante preferito e che sa esattamente cosa aspettarsi dal menu. Nonostante ciò continuerò ad andarci, anche se solo una volta tanto.

Yellowstone (4a stagione) - Il dualismo tra il vecchio e il nuovo e la difesa dei valori della tradizione avverso l'imminenza della modernità: Taylor Sheridan fa centro anche alla quarta stagione di Yellowstone (dove tra l'altro lo si vede nuovamente con le vesti d'attore), la gemma di Paramount Network che continua a conquistare tra tensione, colpi di scena, cupezza e misteri (terza qui). Una quarta stagione che punta tutto su alcuni dei protagonisti, finendo però per appiattirne altri e soprattutto proponendo alcune storie secondarie non sempre convincenti. Nonostante questo, la straripante Beth e alcuni colpi di scena ben gestiti riescono a tenere alto il valore della serie, che anche a dispetto di alcuni limiti riesce sempre ad essere coinvolgente e ben strutturata. In questo caso una stagione (quasi di transizione) che sembra anche il preludio (volente o nolente) per uno scontro su larga scala che potrebbe dominare le prossime stagioni. Voto: 6,5

Raised by Wolves - Una nuova umanità (2a stagione) - Mi accorgo solo ora di essere stato (tra i pochi che l'hanno vista) uno dei pochi a non aver apprezzato la prima stagione, di conseguenza questa seconda, di cui avrei sinceramente fatto a meno, almeno nel vederla, forse speravo che calibrasse il tiro, e invece non succede. Non ho odiato apertamente questa stagione (purtroppo già assicurata nonostante la mia reticenza), ma sono deluso ed amareggiato. La prima stagione ha creato un bel carico di misteri, che qui nella seconda più che vedersi sbrogliare si accumulano ancora di più, facendo perdere alla stagione completamente la bussola. La trama s'infittisce (già un dannato serpente volante era troppo stavolta) e ne succedono un sacco di stranezze (ed amenità varie), che invece di essere semplici pezzi di un puzzle da ricomporre, diventano invece semi per ulteriori misteri che mai probabilmente verranno svelati (cancellata a questo giro la serie potrebbe non avere futuro). Il problema più grande della seconda stagione è che non è all'altezza della premessa e promessa che anche la sigla d'apertura (evocativa di un incombente senso di fine dei tempi) proponeva. Una ripartenza umana era possibile o è inutile provarci? Gli umani saranno sempre umani e sempre li stessi errori faranno. Il senso di tutto si perde, rimane la banale definizione degli androidi esseri più umani degli umani stessi. Una stagione inconcludente e mediocre. Voto: 5

giovedì 20 ottobre 2022

Le serie tv del mese (Ottobre 2022)

E un'altra stagione/anno serialtelevisiva volge al termine, non prima di sparare però le ultime cartucce, alcune presenti già da oggi, ma ecco che a Novembre ci sarà lo speciale Miniserie e a Dicembre quasi la crème de la crème, con serie attese, importanti e tra le più chiacchierate dell'anno. C'è tanto ancora insomma, e tanto ci sarà sicuramente e certamente dal prossimo, che si prospetta come già anticipato alcuni mesi fa addietro, ricco e corposo, tra recuperi programmati e tanto altro, ma tutto probabilmente dipenderà dalle aperte e soprattutto nuove produzioni che arriveranno. E consapevole che difficilmente concluderò le mie liste di visione (accadrà probabilmente mai), mi accingo e mi accingerò ugualmente a vedere le serie e/o miniserie che più m'interesseranno e che tra le mie corde saranno.

L'assistente di volo - The Flight Attendant (2a stagione) - Come nei migliori prodotti, L'assistente di volo sfrutta la seconda occasione offerta da questa nuova stagione, che parte da premesse ancora più iperboliche, ma stranamente convincenti, che si conferma un nuovo thriller frenetico e spensierato in cui, ancora una volta, il mistero da risolvere è Cassie (una Kaley Cuoco ancora più a fuoco e sicura del ruolo), per prendere il meglio dei primi otto episodi e costruirci attorno una storia che indaga, in tono comedy, i temi della dipendenza, della salute mentale e dei traumi, con ironia e intelligenza. L'assistente di volo 2 è infatti una versione più elaborata, complessa e matura rispetto al proprio debutto, pur conservandone tutti quei punti di forza che hanno reso la serie sempre coinvolgente: la regia, il montaggio, la dimensione surreale, i colpi di scena e, soprattutto, lo spessore emotivo. Essa affronta la bellezza dei primi capitoli a testa alta, non deludendo le aspettative e, anzi, donando una storia altrettanto avvincente e appassionante. Il problema è la ridondanza, che gli fa perdere dei punti, ma non troppi. Voto: 6,5

Halo (1a stagione) - Tratta da un noto videogioco (anche chi non è particolarmente attento o appassionato dell'universo videoludico conosce Halo, un franchise che di quel mondo ha fatto la storia, a cui tuttavia non ho mai giocato a nessun gioco della saga), la serie (di cui storia tra l'altro cambia abbastanza radicalmente) riesce se non altro a disegnare alcuni personaggi in maniera abbastanza interessante, su tutti la scienziata disgustata dalla lentezza evolutiva della sua specie e la ragazza prelevata e "adottata" dai Covenant. Meno sopportabile, invece, è la ribelle sul pianeta simil Dune. Oltre agli alieni, anche colui che si occupa dei ribelli, seppur tendente al caricaturale, non è male. Nel complesso sufficiente (perché se il lavoro estetico generale è riuscito, la resa dei personaggi e dell'intreccio non tanto), certamente ci si aspettava di più da una produzione la cui scommessa era da far tremare i polsi fin dalla sua ideazione, e per adesso non si può certo dire vinta: neanche persa, però, solo sospesa (eppure Arcane c'è riuscita alla grandissima), ma potrebbe risultare letale portarlo troppo avanti. Voto: 6

mercoledì 7 agosto 2019

Billions (4a stagione)

Tema e genere: Quarta stagione della serie sul mondo della finanza di produzione Showtime con protagonisti Damian Lewis e Paul Giamatti.
Trama: La storia riprende precisamente da dove si era interrotta, ovvero il momento più buio dei due protagonisti: Chuck è stato sconfitto dal suo rivale, il procuratore generale Jock Jeffcoat (un biblico Clancy Brown), e ha perso il suo lavoro e importanza politica, mentre Bobby è costretto ad affrontare il tradimento di Taylor (Asia Kate Dillon), fuggito trionfante dalla Axe Capital e nuovo CEO di un suo fondo speculativo. Nasce allora una sorta di perversa alleanza tra i vecchi rivali, pronti a darsi sostegno reciproco pur di placare la loro sete di vendetta. Da questa premessa la trama si biforca in due estesi archi narrativi, che all'occasione si intersecano, e che daranno vita ad una lotta senza esclusioni di colpi dei due per fermarli e riprendersi la propria posizione.
Recensione: Arrivato alla quarta stagione e con una quinta già assicurata, Billions non ha bisogno di presentazioni (ormai non più), se ti siedi su una poltrona, accendi Sky (metti su Sky Atlantic) e scegli di vedere Billions sai già cosa ti aspetta (l'hai già visto nelle precedenti stagioni, qui la recensione della terza). Sei pronto a una lotta esagerata a colpi di inganni, sotterfugi, corruzione, una sfida costante a dimostrare la superiorità sull'altro su un nemico da identificare di volta in volta. Un po' come la politica italiana in cui c'è sempre la gara a chi la spara più grossa, a chi attacca un nemico diverso per difendere le proprie mancanze e mantenere il potere. Cadenzata dal ritmo incessante della parola, Billions è infatti una serie ricca di movimento pur non essendo un action, ricca di suspense pur non essendo un thriller, è un drama potente e elitario, una serie non destinata a tutti a cui non interessa parlare a tutti, a cui non interessa far capire tutto e a tutti del suo mondo "complicato". Anche perché non è importante capire ogni parola finanziaria, ogni risvolto tecnico che viene elencato nella serie, tanto il senso è abbastanza chiaro: fregare (termine più gentile possibile ma si capisce quello più "giusto") il proprio nemico. Ma attenzione non ci sono nemici fissi, tutto cambia alla velocità della luce nel mondo di Billions. Una serie esagerata, piena di frasi e scene ad effetto, sopra le righe ma proprio questa sua esagerazione che la rende quasi un "fantasy finanziario" come se rappresentasse un mondo che non esiste, è proprio la sua forza. Una serie che continua a mostrarci il lato peggiore di quello che viene definito l'1%, quella parte della popolazione ricca e potente che controlla il mondo e passa il tempo giocando tra loro, sfidandosi costantemente, ignorando il restante 99% spesso più un fastidio per loro. Ma andiamo con ordine. Dopo essersi combattuti Bobby e Chuck capiscono che è arrivato il momento di unire le forze, che non sono l'uno il nemico dell'altro ma che il nemico è fuori e spesso se lo sono coltivato in casa. Taylor erano i pupilli di Bobby (il personaggio è di genere non binario quindi non ha un'identificazione di genere) ma si rivelano il suo peggior nemico, Brian era il delfino di Chuck, l'ha pugnalato in nome della giustizia ma la sete di potere sconfigge la presunzione di onestà. Li sconfiggeranno? Presumibilmente, ma non ne siamo sicuri. La quarta stagione (che è comunque il perfetto proseguimento del racconto iniziato 4 anni fa) elimina definitivamente il personaggio dell'ex moglie di Bobby (e i relativi figli) diventati inutili nell'economia globale della serie, e trova al suo personaggio una compagna più simile a lui con cui può non solo avere una relazione ma anche sfidarla negli affari. In parallelo il rapporto tra Chuck e Wendy si complica e la loro intima relazione dalle venature sadomaso avrà una svolta completamente inaspettata, evolvendosi da semplice elemento di colore a componente psicologica importante dei personaggi e soprattutto per Chuck, capiremo meglio quanto la ricerca del dolore sia fondamentale per il suo successo.

giovedì 5 luglio 2018

Billions (3a stagione)

Se c'è una serie di cui praticamente quasi nessuno (a parte me) ha parlato è Billions, se c'è una serie che praticamente quasi nessuno (a parte me) ha visto è Billions, se c'è una serie che meriterebbe certamente più attenzione (a parte quella che ho dato io anche nelle stagioni precedenti) è Billions, se c'è una serie che ha mantenuto alto il livello e ad ogni stagione ha migliorato sempre più (per ulteriori rimandi leggere la recensione della prima qui e della seconda qui), quella serie è Billions, la serie della Showtime infatti, andata in onda dal 13 aprile su Sky Atlantic e conclusasi settimane fa, anche in questa terza stagione (che riconferma la qualità di una serie che purtroppo come detto viene seguita fin troppo poco) sorprende gli spettatori raccontando (nuovamente) delle storie tremendamente attuali, usando i personaggi come specchio della società. Una società quella Americana che sta cadendo (nuovamente) sotto la stessa immagine che si è creata, quella di liberatrice e ispiratrice di giustizia e libertà. Qui i soldi e la politica contano e Billions ce lo fa vedere nel modo più crudo possibile con innocenti che finiscono (nuovamente) nel fuoco incrociato. Non a caso forse, lo scoglio principale da superare in questa serie non è solo quel senso di ripetizione continuo dei suoi schemi di base che potrebbe stancare il pubblico considerando anche la difficoltà di seguire le dinamiche finanziarie e certi termini ostici usati, ma anche perché incentrare lo show sul mondo dell'alta finanza e sottigliezze giudiziarie poteva essere per forza di cose un'idea folle, malsana e destinata ad affondare, fin troppo complessa da digerire per lo spettatore avulso da nozioni di economia. Eppure anche questa stagione ha trasformato il suo potenziale tallone d'Achille in un punto di forza. Questo perché la trama, i personaggi e lo stesso andamento di Billions sono studiati, calcolati e scritti così minuziosamente da rendere comprensibile il suo universo mutevole e incerto, senza che ciò comporti una semplificazione eccessiva del complesso mondo che la serie ritrae. Rimane sempre un telefilm imperniato sulla sua originale complessità e ricercatezza, stilistica e non, ma costantemente decifrabile con un piccolo sforzo, che spalanca (nuovamente) le porte ad uno dei migliori drama/thriller in circolazione, anche grazie ad un solido, eccezionale e bravissimo cast, che in questa terza può contare nelle sue fila del grande John Malkovich, un perfetto boss mafioso russo.

mercoledì 3 gennaio 2018

I migliori attori delle serie viste nel 2017

Quest'anno al contrario del precedente, qui gli scorsi vincitori e vincitrici del premio come miglior attore e miglior attrice in una serie tv, ho preferito dividere la classifica in due, anche se in alcuni casi è proprio tutto il cast (sia femminile che maschile e molto spesso insieme) a farsi maggiormente carico al successo di una qualunque serie e a dare insieme, in una specie di amalgama indissolubile, prova di grande bravura interpretativa, ma siccome io sono abbastanza puntiglioso e preciso, farò appunto così. Ma quindi vediamo chi sono stati per me, e sempre personalmente parlando, i migliori attori delle serie viste nel 2017, partendo da alcune menzioni e la "coda" della classifica.

18. L'ennesimo esuberante Filippo Timi nella grottesca quarta stagione de I delitti del BarLume - 17. L'affiatata coppia di pirati nell'ultima stagione di Black Sails, il bravissimo Luke Arnold e la conferma Toby Stephens - 16. Il vichingo pazzo e gagliardo Gustaf Skarsgård delle prime quattro stagioni di Vikings - 15. A parte le vicende personali Kevin Spacey rimane sempre un grande attore, come dimostrato (dopo la quarta) anche nella quinta stagione di House of Cards
14. Quel "buontempone" di Jeffrey Dean Morgan della seconda parte della settima stagione di TWD - 13. L'enigmatico Ben Daniels nell'intrigante prima stagione di The Exorcist - 12. Hanno saputo rendere benissimo il genio di Albert Einstein nella serie Genius, Geoffrey Rush e Johnny Flynn - 11. Io Jamie Dornan preferisco "ricordarlo" nella stagione conclusiva di The Fall, dove il suo talento è ben espresso che in altri prodotti

lunedì 4 settembre 2017

Straight Outta Compton (2015)

Un bellissimo e se vogliamo anche ferocissimo affresco dell'America "del ghetto" e dei suoi ragazzi che crescono tra sparatorie, droga, scontri con la polizia e numerose gravidanze è Straight Outta Compton, film del 2015 diretto da F. Gary Gray. Il film infatti, che prende il nome dell'omonimo album del 1988, con il quale gli N.W.A. hanno fatto il loro debutto, ripercorre la rapida ascesa e l'altrettanto rapida caduta di uno dei gruppi simbolo dell'hip-hop, tra i più importanti esponenti del cosiddetto "gangsta rap", che parla della quotidianità nel ghetto, dello stile di vita delle bande di strada, di sesso, droga e violenza, e della brutalità delle forze dell'ordine. A Compton difatti, città-ghetto della Contea di Los Angeles, si incontrano i destini di tre ragazzi: Eric, detto Eazy-E, uno spacciatore che vuole uscire dal giro, Andre, detto Dr. Dre, un dj dal talento prodigioso che ha fretta di emergere ed O'Shea, detto Ice Cube, un rimatore straordinario. Tre ragazzi che quindi, ispirati dalla sofferenza a cui assistono quotidianamente nel ghetto, tra droga, delinquenza e abusi della polizia, formano il gruppo rap più estremo (e più importante negli anni anni a venire) in circolazione. D'altronde la musica (usata per dare voce a una generazione ancora in silenzio che vorrebbe ribellarsi allo strapotere abusivo della malavita) è l'unica valvola di sfogo per loro, il loro successo travolgente sarà perciò assicurato. Ma tutta la strada e la via di cotanto successo sconvolgerà però gli equilibri del gruppo, tra un manager che se ne approfitta e crescenti conflitti di ego, i problemi non mancheranno.

giovedì 8 giugno 2017

Billions (2a stagione)

Ci eravamo lasciati con un finale di prima stagione in cui il procuratore distrettuale Chuck Rhoades (Paul Giamatti) rimasto con le pive nel sacco dinanzi all'impunito ed impenitente miliardario Bobby Axelrod (Damian Lewis), vedeva sgretolarsi tutto il mondo sotto i piedi, il suo matrimonio veniva messo a dura prova da un nemico che non lesinava nulla per portare dalla propria parte la contesa. Un finale che lasciava quindi presagire un seguito nel quale la lotta sarebbe passata ad un livello successivo, senza fare ostaggi e non lesinando colpi bassi ed inganni. E così è stato, poiché se la prima stagione di Billions (serie televisiva del 2016 creata da Brian KoppelmanDavid Levien e Andrew Ross Sorkin di cui avevo già ampiamente scritto in occasione della prima eccezionale stagione, che trovate qui), l'ennesimo successo della casa produttiva Showtime, mi aveva convinto a far entrare questa serie tra le migliori serie del 2016, questa seconda stagione (andata in onda qui in Italia su Sky Atlantic) non fa altro che confermarsi un ottimo seguito, addirittura superiore in scrittura e complessità alla prima stagione della serie. Gli showrunner hanno infatti utilizzato sapientemente tutta la prima annata dello show per preparare lo spettatore a quello che avrebbe visto in questa seconda stagione, che è un vero e proprio scontro aperto tra due titani, Bobby Axelroad e Chuck Rhoades, interpretati magistralmente da Lewis e Giamatti, rispettivamente. Quei due, sono mostri di recitazione e questo era già assodato da un anno ormai, ma in questo secondo anno questa impressione non fa altro che solidificarsi nella mente dello spettatore e confermare che sia stato una scelta giusta affidare questi ruoli a questi due grandi interpreti. Gli sguardi, le sottigliezze, gli attacchi personali e legali, tutto riesce a trasparire come reale e vibrante sulle facce di questi due attori, che se l'anno scorso hanno avuto l'arduo compito di reggere buona parte del concept da soli quest'anno sono stati aiutati da un cast di supporto che ha finalmente affilato le unghie e si è affiatato sempre di più.

lunedì 10 aprile 2017

San Andreas (2015)

Ammetto di avere una certa predilezione per Dwayne Johnson alias The Rock, credo anche di non aver mai nascosto questo, in ogni caso le aspettative per San Andreas, film catastrofico del 2015 diretto dal quasi sconosciuto Brad Peyton, autore non proprio eccelso, anzi, a stento si salva solo Viaggio nell'isola misteriosa (con lo stesso protagonista principale), erano abbastanza elevate, anche se ovviamente non m'aspettavo un capolavoro. Attese che purtroppo sono state, almeno in parte, disattese, anche se inaspettatamente questo film in ottica di genere è un film catastrofico onesto e ben fatto, certo, come opera filmica vale poco, resta il "divertimento". D'altronde il film dà quanto promette, perché nonostante una sceneggiatura come ovvio prevedibile, e nonostante si capisce che rimane un B-movie, dove le scemenze vanno anche loro fuori scala come le scosse, sia scemenze dette, che scemenze fatte, che scemenze scientifiche di vario tipo, San Andreas (che ovviamente si riferisce alla faglia di Sant'Andrea, ed essendo un catastrofico, si capisce che per Los Angeles ma soprattutto per San Francisco saranno cavoli amari) è un catastrofico più che sufficiente e fatto anche abbastanza bene. Difatti senza soffermarsi troppo sul comunque pessimo script di Carlton Cuse (Lost), se no non si capisce nulla, in questo film infatti ci si "godono" le catastrofi e le sfighe varie e si passano un paio d'ore, finita lì. Certo, per la qualità, se fossi andato al cinema sarebbero stati soldi sprecati, era consigliabile perciò (come ho fatto io) aspettare il passaggio tv, ed è così che l'ho visto.

giovedì 18 agosto 2016

Billions (1a stagione)

Billions è la nuova ed eccezionale serie televisiva statunitense della Showtime, in Italia andata in onda sul canale satellitare Sky Atlantic dal 21 giugno 2016 al 26 luglio, sul mondo dell'alta finanza, quella di Wall Street. Fortunatamente però nonostante l'argomento abbastanza noioso e su cui non molto conosco se non a parte qualche altro film del genere, come Margin Call o The Wolf of Wall Street, su cui qualcosa credo di aver capito, la serie ha il pregio di saper raccontare gli intrighi della finanza in modo davvero intrigante ed impeccabile, affidandosi a dialoghi brillanti e recitazioni perfette, su tutti ovviamente i due protagonisti principali, Paul Giamatti e Daniel Lewis. Rinnovata già per una seconda stagione, Billions, ideata da Brian Koppelman (è anche il produttore di Vinyl), David Levien (co-sceneggiatore di Ocean's Thirteen) e Andrew Ross Sorkin, editorialista economico del New York Times e autore del libro Too Big to Fail, ci trattiene nel mondo del denaro virtuale e del commercio azionario usando due personaggi come come catalizzatori dei conflitti morali (come successo per certi aspetti anche in The Night Manager, col fantastico duo Laurie-Hiddleston), un uomo d'affari che manovra miliardi di dollari in fondi speculativi, e un procuratore distrettuale che vuole incastrarlo per insider trading (ovvero sfruttare informazioni riservate prima del tempo per guadagnarci che per chi non sa o conosce, è illegale). Ma Billions anche se è una serie sul denaro (che poi a volte parlare di milioni come se fossero spiccioli non è piacevole per noi poveri mortali), è sul potere, sul senso di giustizia, sull'ambizione personale. Di conseguenza, è una serie che contrappone due visioni opposte del mondo, due percorsi di vita antitetici, inconciliabili e quindi destinati a scontrarsi. Ma non è neanche una serie sul bene e sul male, non esistono infatti scale di valori, nella scrittura perfetta degli autori, ma svariate sfumature di grigio (non 50 ma qualcuna c'è), in cui lo spettatore è libero di scegliere quale visione del mondo che gli è più congeniale. Ma al netto di tutte le questioni tecniche, a cui comunque lo show dedica grande attenzione (ma senza appesantire troppo), vale la pena non stancarsi a rincorrere i tecnicismi e concentrarsi invece sui caratteri. Ci sono Bobby Axelrod, interpretato da Damien Lewis (quello di Homeland), businessman che ha creato da solo il proprio impero e che opera serenamente oltre i margini della legalità, che è in grado di comprare qualsiasi cosa desideri, da un viaggio privato con gli amici di infanzia per il concerto dei Metallica (con tanto di accesso ai camerini, cameo davvero notevole) al proprio nome su un edificio pubblico a cui ha donato qualche centinaio di milioni, e Chuck Rhoades (che ha i tratti costantemente imbronciati di uno strepitoso Paul Giamatti), di famiglia ricchissima, uomo di legge integerrimo in cui però il rigore è figlio di nevrosi private (la rivalsa nei confronti del proprio padre, del proprio fisico e della propria compagna) più che di idealismo. Il laccio che li lega è la passione condivisa per una donna, Wendy, psicologa aziendale per il primo e moglie del secondo (una sensuale e strepitosa Maggie Siff) che si espone costantemente a un imbarazzante conflitto di interessi.