Ecco la classifica generale di tutti i film "Vintage" visti quest'anno, film antecedenti agli anni 2000 che ho visto in occasione di speciali cinematografici e/o di specifiche circostanze, tra i quali la Notte Horror. Tutte situazioni che mi hanno permesso di scoprire e in alcuni casi riscoprire film che hanno fatto storia e/o che sono diventati dei cult, ma anche pellicole dimenticate. Sarà la curiosità o la nostalgia di certi periodi e generi, però mai mi stancherò di vedere e/o rivedere questo Cinema immortale.
- 34. Voto: 5 - La casa di Cristina (2000): Un film pieno di incongruenze e scelte grottesche, salvato solo in parte da un'idea finale mal gestita e dal carisma della protagonista.
- 33. Voto: 5,5 - Manitù, lo spirito del male (1978): Un horror bizzarro e memorabile, che mescola rituali antichi, tecnologia e momenti grotteschi fino a un finale imprevedibile e irresistibilmente eccentrico.
- 32. Voto: 6- - Call Me Tonight (1986): Un OAV leggero e più comico che horror‑erotico, con stile anni '80, buoni design dei demoni e una storia semplice ma piacevole.
- 31. Voto: 6 - WXIII: Patlabor the Movie 3 (2002): Un capitolo tecnicamente curato ma senza identità, che imita Oshii senza raggiungerne la profondità e si salva solo grazie a un finale amaro riuscito.
- 30. Voto: 6 - Dragon's Heaven (1988): Un OAV breve e visivamente affascinante, semplice nella trama ma ricco di stile e curiosità, perfetto per gli appassionati dell'animazione anni '80 più sperimentale.
- 29. Voto: 6 - Morte a 33 giri (1986): Un horror metal anni '80 più nostalgico che valido, divertente nel suo trash ma sorretto soprattutto dall’atmosfera d’epoca più che dal reale valore cinematografico.
- 28. Voto: 6 - Cabal (1990): Un horror‑fantasy appassionato e imperfetto, che ribalta i ruoli tra mostri e umani offrendo un'esperienza godibile ma lontana dal capolavoro.
- 27. Voto: 6 - Lo squartatore di New York (1982): Un giallo imperfetto ma dignitoso, sostenuto più dall'estro visivo di Fulci che da una trama prevedibile e da una tensione spesso incostante.
- 26. Voto: 6+ - Roujin Z (1991): Un anime delicato e ben curato che riflette sull'anzianità e sui limiti dell'empatia artificiale, efficace nonostante qualche ingenuità di tono.
- 25. Voto: 6+ - Patlabor 2: The Movie (1993): Un film tecnicamente eccellente ma narrativamente più freddo e pesante, che sacrifica coinvolgimento e tensione in favore di riflessioni politico‑militari meno incisive.
- 24. Voto: 6+ - Mimic (1997): Un horror solido e godibile, derivativo ma efficace, valorizzato da ottime creature e da un'atmosfera tesa che sopperisce alla scarsa originalità.
- 23. Voto: 6+ - La cosa da un altro mondo (1951): Un cult più storico che coinvolgente, interessante per capire l'evoluzione del genere ma oggi poco incisivo rispetto al remake di Carpenter.
- 22. Voto: 6+ - Hardware - Metallo letale (1990): Un cult cyberpunk grezzo ma magnetico, che sopperisce alla semplicità narrativa con un'estetica potente fatta di atmosfera, ritmo e visioni post‑apocalittiche.
- 21. Voto: 6+ - Demon City Shinjuku, la città dei mostri (1988): Un anime oscuro e stilizzato, derivativo ma affascinante, che punta tutto su estetica e atmosfera più che su originalità narrativa.
- 20. Voto: 6+ - Quella villa accanto al cimitero (1981): Un horror sporco e visionario ma poco incisivo, che punta sull'atmosfera marcescente più che su una narrazione solida, risultando il capitolo meno ispirato della trilogia.
- 19. Voto: 6+ - Patlabor: The Movie (1989): Un film solido e accessibile, più introspettivo che action, valorizzato dalla regia elegante di Oshii e da un tono leggero che lo rende piacevole anche senza essere memorabile.
- 18. Voto: 6,5 - Mobile Suit Gundam II: Soldati del dolore (1981): Un secondo capitolo più maturo ed emotivamente devastante, che approfondisce la crescita dei personaggi e alza la posta della trilogia nonostante qualche eccesso nelle battaglie.
- 17. Voto: 6,5 - Midori - La ragazza delle camelie (1992): Un'opera d'animazione estrema e disturbante, dominata dall'Ero Guro e da un'estetica malsana che colpisce più per l'impatto artistico che per il conforto emotivo.
- 16. Voto: 6,5 - La spina del diavolo (2001): Un film affascinante e già maturo, una fiaba nera che anticipa il Del Toro migliore grazie a atmosfera, regia e un'ambientazione di grande forza emotiva.
- 15. Voto: 6,5 - Memories (1995): Un'antologia visivamente potente e varia, con un capolavoro ("Magnetic Rose"), due esperimenti riusciti a metà e un valore complessivo che la rende imprescindibile per chi ama l'animazione d'autore.
- 14. Voto: 6,5 - Vampire Hunter D: Bloodlust (2000): Un adattamento visivamente superiore ma più romantico che horror, discreto e godibile, capace di eguagliare il film del 1985 pur senza reali picchi di originalità.
- 13. Voto: 6,5 - Sette note in nero (1977): Un thriller onirico e coinvolgente, discreto ma imperfetto, che affascina più per atmosfera e tensione che per un finale davvero convincente.
- 12. Voto: 6,5 - Non si deve profanare il sonno dei morti (1974): Un piccolo cult italo‑spagnolo cupo e incisivo, che unisce critica eco‑sociale e zombi classici in un horror atmosferico e sorprendentemente efficace nonostante i limiti produttivi.
- 11. Voto: 6,5 - Ballata macabra (1976): Un film d'atmosfera che, pur nella sua classicità, brilla per ambiguità, grandi interpretazioni e un finale davvero memorabile.
- 10. Voto: 7- - Paura nella città dei morti viventi (1980): Un horror cupo e crudele, ricco di immagini potenti e suggestioni gotiche, più memorabile nelle singole scene che nella sua coesione narrativa.
- 9. Voto: 7 - Macross - Il film (1984): Un film d'animazione armonioso e memorabile, che unisce fantascienza, sentimento e un finale poetico grazie a musica e design di altissimo livello.
- 8. Voto: 7 - Crepuscolo di Tokyo (1957): Un ritratto familiare cupo e disilluso, dove Ozu trasforma il dolore quotidiano in un cinema essenziale e incisivo.
- 7. Voto: 7 - Mobile Suit Gundam III: Incontro nello spazio (1982): Un finale epico e perfettamente calibrato che rielabora la storia con nuova forza, chiudendo la trilogia con eleganza e grande impatto emotivo.
- 6. Voto: 7+ - Tetsuo: The Iron Man (1989): Un incubo cyberpunk estremo e sperimentale, disturbante ma irresistibilmente creativo, che trasforma la fusione uomo‑macchina in un'esperienza visiva e sonora indimenticabile.
- 5. Voto: 7+ - Fiori d'equinozio (1958): Una commedia luminosa e malinconica in cui Ozu, al suo primo colore, racconta con ironia il conflitto tra tradizione e modernità attraverso un padre conservatore e una figlia pronta al futuro.
- 4. Voto: 7+ - Angel's Egg (1985): Un'esperienza animata ermetica e ipnotica, più contemplativa che narrativa, ricca di simbolismi e atmosfera ma volutamente ostica per chi non ama l'animazione sperimentale.
- 3. Voto: 7,5 - Inizio d'estate (1951): Un ritratto intimo del cambiamento, osservato attraverso la grazia silenziosa di Noriko. Ozu trasforma i gesti quotidiani in pura emozione, con la luminosità radiosa di Setsuko Hara.
- 2. Voto: 8 - Viaggio a Tokyo (1953): Un ritratto sobrio e universale del distacco generazionale, raccontato con la delicatezza senza tempo di Ozu, dove i gesti minimi diventano una meditazione profonda sul cambiamento.
- 1. Voto: 9 - Lo squalo (1975): Un capolavoro senza tempo, una lezione di suspense in cui Spielberg trasforma il "non visto" in pura tensione, dando vita a un'icona pop che ancora oggi resta impeccabile e irresistibile.

Fulci lives, senza dubbio, bravo ad aver recuperato Sette note in nero. Io mi piglio il consiglio su demon city shinjuku, anche se non amo l'estetica degli anime di quel periodo (ma ho la bocca troppo buona...ahah)
RispondiEliminaBeh, molto meglio di alcune estetiche anche troppo moderne e tecnologiche di adesso...
EliminaFulci merita sempre, maestro vero ;)
Wow! Tantissimi recuperi. Credo di aver visto solo Mimic (ne ho un ricordo vago) e Lo Squalo con un primo posto tutto meritato, a prescindere.
RispondiEliminaSì, recuperi di Anime soprattutto ;)
EliminaLo squalo già prima di (ri)vedere era sicuro del primo posto!