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mercoledì 30 novembre 2022

I film del mese (Novembre 2022)

Altra carrellata (dopo quella soddisfacente di Maggio scorso) di cortometraggi Disney su Disney Plus. L'avevo detto e così ho fatto, a questo giro ben 8 corti, particolari, molto ben riusciti ed ovviamente tanto belli. Cominciando dal leggendario cortometraggio Destino, cominciato da Walt Disney e Salvador Dalì, completato ed infine prodotto nel 2003 dalla Walt Disney Company, meraviglioso e poetico, regala immagini romantiche in un paesaggio surrealista, capaci di far sognare lo spettatore. Proseguendo con il delizioso La luna, cortometraggio del 2011 diretto dall'epoca sconosciuto Enrico Casarosa (che successivamente dirigerà Luca), poetica metafora pedagogica sull'importanza di lasciare i bambini liberi di trovare la propria strada. Concludendo con gli SparkShorts, serie di cortometraggi animati prodotti dalla Pixar, diretti dai suoi dipendenti a cui furono concessi solo sei mesi e budget limitato per svilupparli. Dei dieci cortometraggi (usciti e pubblicati tra il 2020 e 2021) tuttavia, ne ho visti solo (e per adesso) 6, ossia, l'emozionante Float, che mostra quanto è importante la diversità, l'adorabile La tana, un cortometraggio classico, pieno di cuore, il significativo Purlche racconta una storia universale che parla di accoglienza, sia al lavoro sia nella vita, il toccante Wind, una vera e propria metafora della vita, e sulla forza delle nonne, l'educativo Loop, anch'esso dedicato (come Float) alla comprensione del mondo dell'autismo, in cui un ragazzo loquace e una ragazza autistica non verbale imparano a capirsi, ed infine il simpatico Smash and Grab, l'ennesima (ma piacevole) variazione sulla fuga e sul coraggio, con una storia molto semplice. Forse più in là ne vedrò altri, ma intanto ecco invece i lungometraggi visti questo mese.

Scream (Horror/Thriller 2022) - Alla quinta avventura si ragiona opportunamente sui cosiddetti "requel" imbastendo un film che vuole essere quindi sia continuo con i personaggi amati e sia un capitolo nuovo con nuovi eroi. La cosa funziona perché come insegnava Wes Craven (a cui giustamente il film è dedicato) l'importante è non prendersi mai sul serio fino in fondo, lasciando che l'identità del killer aleggi nell'aria instillando sospetti una volta su uno e una volta sull'altro. Dei tre "vecchi" chi se la cava meglio è David Arquette, mentre tra le nuove leve si segnala un dignitoso Quaid Jr. Tanto sangue, pochi veri spaventi ma la saga resta in piedi. Merito anche dei registi Matt Bettinelli-OlpinTyler Gillett, già in coppia in altre occasioni e con buoni risultati (si ricordi di Finché morte non ci separi), che qui oltre ad omaggiare e citare (forse addirittura eccessivamente), portano a termine il loro compito (nonostante alcuni problemini) egregiamente. Voto: 6

Sonic 2 - Il Film (Avventura/Sci-fi/Commedia 2022) - Simpatico, leggero e tutto sommato divertente. Se già il primo non si poteva annoverare tra i capolavori del genere, questa seconda fatica di Jeff Fowler dedicata al riccio blu più famoso dell'universo procede più o meno sulla stessa falsariga. Stavolta le interazioni tra Sonic e gli umani passano in secondo piano: si parla di salvare l'universo ma è qualcosa che compete solo a esseri extraterrestri (a Tails e Knuckles, personaggi del brand). Si aggiungono così due nuovi protagonisti, mentre il cattivone è sempre il solito Jim Carrey, che va a tutta smorfia. A non cambiare sono il ritmo esagitato, gli scoppi a tutto spiano e la solita storiella scritta veloce veloce. Passatempo indolore, forse troppo lungo ma godibile. Voto: 6

lunedì 29 luglio 2019

La truffa dei Logan (2017)

Tema e genere: Una divertente commedia su una rapina impossibile, con un cast d'eccezione.
Trama: Il colpo grosso dei due fratelli Logan e della loro banda durante la Coca-Cola 600, la leggendaria corsa della Charlotte Motor Speedway.
Recensione: Qualche anno fa Steven Soderbergh un po' a sorpresa aveva annunciato a soli 50 anni il suo addio dal mondo del cinema, promessa non mantenuta fortunatamente, anzi, ha pure raddoppiato un anno dopo a questo film datato 2017 con l'esperimento abbastanza riuscito di Unsane, un thriller alquanto controverso (in positivo). Non è controverso invece, ma onesto e sincero, La truffa dei Logan (Logan Lucky), una sorta di versione basso proletaria della trilogia di Ocean, la famosa e squisita (come cinema d'intrattenimento degli anni 2000) saga di film ladreschi che negava tutte le regole del genere, pur rispettandole. Infatti, dove là tutto era glamour, i ladri erano belli e intelligenti e i luoghi erano cartoline da favola, qui sono brutti, storpi e abbastanza stupidi, anche nella colonna sonora (curata entrambe dallo stesso compositore David Holmes) dove ai concerti alla Frank Sinatra si sostituisce il folk di John Denver. Anche la struttura è diversa e opposta: la genialità della trilogia stava nel sovraccumulo di narrazione, piste vere e false, colpi di scena, situazioni per poi togliere totalmente qualsiasi spessore ai personaggi riducendoli a maschere da feuilleton muto e realizzare così film di azione essenziale. Ne La truffa dei Logan invece la linea narrativa principale è piuttosto semplice, quello che interessano sono proprio le divagazioni dal centro: l'orso nella foresta, la rivolta in prigione, la guardiana extra large, i piloti delle auto, tutti episodi che esulano dal filone principale e che il regista maneggia con l'abilità di illusionista, per sviare l'attenzione, distrarre e poter far avvenire così la magia. Altra differenza strutturale sono i personaggi: non più figure, maschere, ma persone vere (da segnalare Riley Keough, vera nipote di Elvis Presley e perfetta ragazza del Sud), ma soprattutto Jimmy (un eccellente Channing Tatum l'unico membro del cast ad aver già più volte lavorato con il regista), vero motore narrativo e chiave di volta dell'intera struttura, perché il perno di tutto è proprio il suo amore per la figlia e il desiderio di volerle restare ancora accanto, cui fanno da grandiose spalle Adam Driver e un inedito e divertentissimo Daniel Craig. Sullo sfondo poi c'è tutta la povertà (non solo materiale) di certa provincia e dell'America di oggi, come raramente si vede nel cinema di Hollywood. L'America lontana dalle grandi città viene descritta come un luogo misero, abitata da persone o troppo stupide o frustrate dai fallimenti e da un Paese che non sembra voler avere clemenza, il tutto delineato e rappresentato senza però mai perdere di vista la sua natura più squisitamente leggera. Perché l'handicap fisico dei due protagonisti, insieme all'ambientazione profondamente rurale, diventa sì il grandangolo attraverso il quale il regista ci mostra un'America piegata da una crisi profonda, valoriale prima ancora che economica, ma dove il furto non rappresenta più, come in Ocean's Eleven, un lussuoso esercizio di stile, bensì un mero mezzo per garantirsi la sopravvivenza. Il risultato è un cocktail con le giuste parti di realtà e fantasia, in dosi non perfette ma sufficienti per intrattenere e divertire, anche grazie al ritmo mai lento. Perché per quanto però sia piacevole e ben congegnato, La truffa dei Logan contiene alcune imperfezioni.

giovedì 21 giugno 2018

Trust - Il rapimento Getty (1a stagione)

Ero indeciso se vedere prima il film o la serie, poi quest'ultima è approdata su Sky e non ci sono stati più dubbi, ho visto la serie e ho fatto anche bene, anche se il film prima o poi lo recupero ugualmente, anche solo per vedere le differenze tra i due lavori, tra due mondi, tra due modi simili eppure così differenti di approcciare un racconto, di trarne conclusioni e costruire un universo narrativo partendo da un evento vecchio di quarantacinque anni. Sì perché Trust: Il rapimento Getty, la nuova serie tv antologica della rete via cavo FX (quello di Sons of AnarchyThe Americans e Fargo, per fare qualche nome) andata in onda in Italia (e conclusasi settimane fa) su Sky Atlantic, è incentrata sulla stessa vicenda, la stessa storia portata sul grande schermo pochi mesi fa da Ridley Scott in Tutti i soldi del mondo. Una cosa che certamente potrebbe non piacere a chi si troverebbe davanti, a pochi mesi di distanza, la stessa storia, peraltro vera e quindi dal finale già ben noto. Ma se non si conosce (neppure parzialmente) la suddetta storia o non si è vista la pellicola (come nel mio caso) ci si potrebbe trovarsi di fronte ad una serie sorprendente e appassionante, una serie che meriterebbe molta più attenzione (basta infatti guardare il primo episodio di Trust per capire che la serie merita, e parecchio), non solo perché questa nuova serie ideata, scritta e diretta, almeno nei primi episodi, da Simon Beaufoy e Danny Boyle, già coppia da Oscar per The Millionaire, è una serie che eccelle in tutti i campi, ma perché essa offre l'incredibile possibilità (già avvenuta in passato ma non a così pochi mesi di distanza) di vedere come due diversi approcci affrontano lo stesso episodio. La serie difatti, offre la perfetta opportunità per capire quali possano essere oggi le differenze tra cinema e serie tv (anche se in questo suddetto caso non posso fare ancora nessun confronto). Una differenza che sta principalmente nella sua durata (non a caso in Trust le cose sono molto differenti e i tempi molto più dilatati), e il dubbio in questo caso è, soprattutto dopo averla vista, può riuscire un film ad approfondire una vicenda così controversa, complessa e ricca di sfumature come questa?

martedì 20 dicembre 2016

Gli altri film del mese (Dicembre 2016)

In questo mese nonostante il poco tempo a disposizione, dato che questo mio classico post è stato anticipato per permettere ai Saba Awards di essere pubblicati ininterrottamente dal 27 all'11 gennaio, come già accennato pochi giorni fa, qui, ho visto ugualmente tanti film oltre a quelli già pubblicati, alcuni interessanti, altri meno, come alcuni che per forza di cose e come ormai divenuta abitudine all'inizio di questo post, adesso vi parlerò brevemente. Partendo da un horror che partiva coi migliori auspici, un inedito horror in cui i migliori amici dell'uomo diventano mostri assetati di sangue, Night of the Wild (2015), fino a quando ci si rende conto che è prodotto dalla Asylum e tutte le buone intenzioni fanno a farsi benedire. Eppure era diretto da Eric Red, il creatore di "The Hitcher", e il cast comprendeva la bellissima Tristin Mays, invece brutto come la peste. Disgustoso e verdastro come il meteorite che cade nei pressi di una tranquilla cittadina, alterando il comportamento di tutti i cani del posto che si trasformano in belve feroci, che ovviamente attaccano e uccidono tutti, tranne la classica famiglia 'fortunata'. Ma se l'idea (che prendeva esempio dai classici eco-vengeance anni '70 e '80) risultava interessante il risultato è pessimo. Un non film con una trama sterile che annoia, con degli effetti speciali assurdi e situazioni imbarazzanti e tragicomiche da far ribollire il sangue, con un finale deludente e per niente appagante, praticamente una schifezza. Una mezza boiata è invece Swept Under, thriller del 2015 di produzione canadese che parte come un improbabile poliziesco figlio delle inflazionatissime serie tv che ormai portano agli onori della cronaca ogni figura professionale possa avere a che fare con un fatto delittuoso (lei infatti è solo esperta delle scene del crimine perché le pulisce e lui il giovane detective in completo perfetto, tipico del principiante), e finisce per essere una crime-love-story assurda e inconcludente, dato che i due, dopo il ritrovamento di un indizio sfuggito agli investigatori, che innesca un dialogo, formeranno una strana collaborazione che li porterà (forse) ad individuare il serial killer (un killer per niente credibile). In più la regia è piatta e inconsistente, e gli attori, conosciuti e affascinanti, la bella Devin Kelley e l'inossidabile Shawn Ashmore (The Following), non fanno scintille, anzi, il film scivola senza sussulti, nonostante la svolta nel finale, quando la vicenda cambia pelle e si discosta almeno un po' dalla banalità. Insomma guardabile ma non da consigliare. Si salva invece ma solo perché i primi due capitoli mi erano discretamente piaciuti (li trovate qui), Antboy e l'alba di un nuovo eroe (2016), terzo, probabilmente inutile, di cui non si sentiva il bisogno, lungometraggio del piccolo supereroe danese, dai poteri di formica che lotta contro il crimine. In questo capitolo per affrontare un super criminale farà ricorso all'aiuto dei suoi amici (e di un nemico) senza i quali difficilmente potrebbe uscirne vincitore. Perché come ovvio lui vince, perde interesse invece la trama banale e superficiale come tutta la storia, stavolta non credibile anche se bella. Insomma un film per ragazzi comunque discreto che però perde brio e sostanza dai precedenti capitoli, facendo così perdere lucidità e creatività. Troppo poco per consigliarlo. Consiglio invece di leggere le prossime recensioni poiché alcuni di essi meritano di essere visti.

lunedì 29 agosto 2016

Gli altri film del mese (Agosto 2016)

Il mese di agosto è stato un mese di pace e relax almeno negli intenti, perché nonostante un mio piccolo rallentamento nella pubblicazione dei post ho comunque visto tante serie ma anche tanti film, ed ecco quindi il classico, cinematograficamente parlando, post di fine mese, con i 12 film visti. Partendo da Natale col boss, una esilarante e demenziale commedia Natalizia (anche se il Natale è solo un'espediente, solo una mera questione di marketing, infatti nel film si intuisce che il periodo sia natalizio solo per una ghirlanda appesa alla porta di una protagonista) del 2015 diretta da Volfango De Biasi (Un Natale stupefacente, Iago, Come tu mi vuoi). Il film perciò è il classico cinepanettone annuale ma si differenzia molto da altre produzioni del genere, ciò nonostante questo mezzuccio è stata davvero una cavolata, tanto che non serviva, anzi, proprio per l'originalità e diversità sarebbe stato meglio non usarlo. Comunque la storia della pellicola narra di questo boss napoletano costretto a cambiare faccia per sfuggire alla polizia. Fa rapire due chirurghi e li costringe a fargli la plastica, ma il boss non viene trasformato in Leonardo Di Caprio, bensì in Peppino Di Capri. Inevitabilmente partirà la caccia ai due medici, che tenteranno di salvare la pelle tra mille disavventure, mentre due sconclusionati poliziotti indagano. Come detto in precedenza questo cinepanettone è molto diverso dal cinepanettone tradizionale, questo perché il regista come anche ultimamente il produttore hanno finalmente capito, non serve ambientare la storia in una località esotica, basta virare in qualcosa di diverso per intrattenere. Ovvero rifacendosi ai film di genere anni 70, vien fuori una commedia un po', ma molto poco, poliziesco, molto, ma molto, anche perché ambientato a Napoli, comico, sempre però nella tradizione della commedia italiana basata sul gioco degli equivoci, con appresso il tema di corna/sesso/amore e citazioni cinefile (Gomorra per esempio viene vivisezionato e deriso alla grande). Il risultato è perciò una serie continua di gag basata, come detto, sugli equivoci, ma, c'è un ma, il risultato finale non è quello sperato all'inizio.