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lunedì 9 novembre 2020

I film del periodo (26 Ottobre - 8 Novembre 2020)

L'anno mio cinematografico volge quasi al termine, altri tre contenitori come questo mi dividono infatti dalla "chiusura" e dalle conseguenti classifiche finali, ed è quasi tempo quindi di preparare il terreno per il prossimo anno (anche se manca praticamente un mese). Un anno che, come sarà per la serie vedrà molte pellicole rimaste in sospeso avere finalmente una visione, che sarà particolarmente corposo come questo che sta per finire. In tal senso, ai fini di stilare La Promessa 2021, ufficializzo il fatto che un posto dei 10 disponibili sarà riservato alle vostre richieste di mesi fa, uno alla Disney (ho live action, ma non solo, in arretrato) e uno alla filmografia di David Lynch (la parte 2 dopo la parte 1 di quest'anno), gli altri posti invece, devo ancora decidere (e accetto suggerimenti). Detto ciò è ovvio che molto deve ancora accadere, molte pellicole hanno da passare da questi miei schermi, esattamente come questi di oggi, perciò calma e cioccolato caldo.

SEMAFORO VERDE PER...
L'ufficiale e la spia (Storico/Dramma 2019) - Se si riesce a passare la prima metà del film, decisamente prolissa, retorica, pomposa (come d'altronde doveva essere l'ambiente militare nella Francia di fine Ottocento), L'ufficiale e la spia (tratto dall'omonimo romanzo del 2013 di Robert Harris, anche co-autore della sceneggiatura assieme al regista) si rivela una visione decisamente godibile (tutta la vicenda si segue con attenzione), che associa l'evidente importanza e attendibilità dei contenuti con una narrazione snella, solida ma scorrevole. Il ritorno di Roman Polanski dietro la macchina da presa dopo Quello che non so di lei è nel segno dell'impegno civile e, ancora una volta, della memoria, è infatti ben chiaro il focus della vicenda (l'affare Dreyfus) sull'antisemitismo che ne diede il via. In un clima europeo enormemente teso e in una montante campagna di odio verso gli ebrei ebbe luogo uno scandalo tanto potente da spaccare l'opinione pubblica in due e causare dimissioni di alti ufficiali e ministri francesi. Tutto questo ne L'ufficiale e la spia c'è, e Polanski restituisce con grande perizia allo spettatore quell'atmosfera confusa e rabbiosa nella quale (attenzione che arriva la strizzatina d'occhio alla contemporaneità) intervennero giornalisti, politici e perfino "liberi pensatori" di vasta influenza come lo scrittore Emile Zola a muovere le acque generando dubbi, sospetti, complotti e controcomplotti (la Storia ha dato ragione agli accusatori, a ogni modo). E' difficile muovere critiche vere a questo film se non fosse che manca di sentimento, è come se il pittore fosse troppo preso dai dettagli da dimenticarsi cosa dipinge. La rappresentazione politica è uno sfondo, lo stesso Dreyfrus lo è, un quasi irriconoscibile (ma pur sempre bravo) Louis Garrel, ed il personaggio di Picquart (comunque impeccabilmente interpretato da Jean Dujardin), sebbene il protagonista della storia, rimane alquanto evanescente (nel buon cast non manca in ogni caso Emmanuelle Seigner e c'è pure una particina anche per Luca Barbareschi, che è del resto fra i produttori). Questo J'accuse manca di qualcosa nella sua perfezione, manca di una vera e propria anima, è tutto concentrato sulla sua storia, anzi, sulla STORIA. Nonostante questo è un film più che dignitoso appunto su un pezzo di storia con molte ombre e pochissime luci della Francia di fine '800. Voto: 7

giovedì 6 settembre 2018

Genius: Picasso (Miniserie)

La serie antologica americana che racconta la storia di personaggi che, con il loro genio, sono riusciti ad influenzare la storia, è tornata. Dopo aver portato sugli schermi di tutto il mondo la vita di Albert Einstein, ci si sofferma su Picasso, il prescelto per essere trasposto e raccontato tramite il mezzo televisivo. Complice un nome altisonante quale quello di Antonio BanderasGenius: Picasso si presenta da subito quindi come un prodotto accattivante e intrigante, pronto a trasportare lo spettatore nell'Europa del XX secolo e alla riscoperta del massimo esponente del cubismo. Purtroppo però, complice la burrascosa vita privata dell'artista, molto più burrascosa, egoistica e frivola di Einstein, che giustifica ancor di più il termine "genio e sregolatezza", ho avuto qualche problema durante l'intera serie di puntate ad affezionarmi ad un personaggio moralmente meschino come lui, senza contare poi che, seppur conoscendo poco in generale l'arte, la sua vena artistica surrealista non mi è mai andata a genio, e anche se fresca è l'esperienza vissuta con Loving Vincent, preferisco proprio quest'ultimo, anche perché il quadro con i girasoli a casa mia c'è da trent'anni non è lì così per caso, io infatti l'arte la riconduco ai quadri di Van Gogh e ai grandi maestri di un tempo ben più lontano. E tuttavia non mi sono fatto influenzare troppo da ciò, perché indubbiamente la serie poi così brutta non è, anzi, qualcosa di buono c'è ed è riconducibile alla qualità tecnica di un prodotto che in ogni caso, in 10 puntate, sviscera in modo completo ed esauriente (descrivendone genio artistico e risvolto umano) la vita (dall'infanzia, fino all'età adulta, in un ritratto a tutto tondo dove grandi opere, luci, ombre e amori travolgenti diventano l'essenza stessa della sua lunga parabola esistenziale) del pittore spagnolo, considerato forse l'artista più influente del XX secolo, per la creatività, la quantità e qualità della sua produzione. Ha attraversato le avanguardie e influenzato generazioni di pittori, vissuto una vita romanzesca, al centro di amori e passioni, liti e polemiche. Egli infatti ha vissuto una vita particolarmente intensa, una vita che tuttavia ha lasciato parecchi segni, e non del tutto positivi, almeno umanamente parlando.

martedì 3 luglio 2018

Knight of Cups (2015)

Ho apprezzato, seppur non tantissimo, Terrence Malick nei suoi quattro film prima del suddetto, ma questo Knight of Cups, film del 2015 scritto e diretto dal regista statunitense, l'ho trovato molto difficile da portare a termine. Egli punta sempre in alto, e il più delle volte ci riesce bene e con discreti risultati, ma stavolta gli è sfuggita di mano la situazione. La linea è quella di The Tree of Life e To the Wonder, ma portata all'estremo in una sfida allo spettatore in cui la bellezza di certe immagini della natura solo a tratti compensa la fatica di aderire a un percorso esistenziale enigmatico, dove la voice over commenta ma non chiarisce. Se infatti in To the Wonder, il viaggio tormentato nei meandri della psiche del protagonista Ben Affleck, risultava tutto sommato efficace e abbastanza convincente, qui finisce per essere una stancante sequela di sequenze quasi tutte uguali in cui l'originalità e il fascino del mistero delle pellicole di Malick lasciano spazio ad una spiacevole sensazione di noia e di già visto/percepito. Se infatti in The Tree of Life, la ricostruzione di una vicenda umana si incastrava alla perfezione con quel flusso stordente visivo capace di evocare il conflitto tra umanesimo e spiritualità, qui questo raccordo appare molto più sfilacciato, talvolta pretestuoso, e la voce over ostentata e solenne che predica lungo tutto il film crea un maggiore distacco verso l'immagine che non una riflessione di completamento. Tanto che, peggio che in altre occasioni, la parte più difficile diventa tentare di estrapolare una trama comprensibile ai più. Nel film difatti, si susseguono confusamente le relazioni più o meno durature del protagonista, i personaggi entrano ed escono dalla scena secondo una logica non sempre comprensibile e di tanto in tanto il flusso di parole e immagini è illuminato sì da momenti di sfolgorante bellezza, ma di cui si fa fatica a capirne il senso. Tra la sinossi del film e il suo effettivo risultato c'è infatti una discrepanza enorme, perché impegnato com'è a raccontarci ancora una volta di un maschio bianco in crisi esistenziale che cerca la terra promessa nelle proprie amanti senza trovare risposta, Malick conversa più con se stesso che con lo spettatore.

giovedì 14 dicembre 2017

Tutti gli altri film visti durante il 2017: Biografico (L'Odissea, The 33, L'uomo che vide l'infinito & La vita immortale di Henrietta Lacks)

Sesto appuntamento con il cinema biografico, che ci fa sempre conoscere storie importanti e personaggi di grande caratura che hanno cambiato la storia. Ho sempre saputo chi fosse Jacques Cousteau, il suo lavoro e i suoi traguardi raggiunti, qualcosa di lui scoprì anche nel film Le avventure acquatiche di Steve Zissou di Wes Anderson, poiché il personaggio dell'oceanografo e documentarista Steve Zissou, interpretato da Bill Murray era al tempo stesso una parodia del grande oceanografico e un omaggio alla sua memoria (il berretto rosso era il richiamo più evidente), ma di tutt'altro proprio non sapevo, ovvero che da regista di documentari vinse anche un Oscar e la Palma d'Oro, ma soprattutto non sapevo fosse un uomo "particolare", giacché con il film biografico L'Odissea (The Odyssey), film del 2016 di Jérôme Salle, il suo lato umano, ricco di pregi ma anche di molti difetti, viene a galla. La pellicola infatti racconta non solo la sua vita del comandante, i suoi successi, i suoi sogni ma anche le sue contraddizioni, le sue ossessioni, e, poi, il difficile rapporto con la moglie e i figli, in particolare con l'amato Philippe, morto nel 1979 in un incidente aereo alle Azzorre. Perché anche se grazie ai suoi filmati (e alle sue rivoluzionarie invenzioni) egli divenne un mito mediatico, un protagonista, una star internazionale, non era proprio un uomo perfetto, anzi, era pieno di debiti, in crisi esistenziale con la sua famiglia, con la moglie, che vendette tutto per costruire la sua Calypso, famigerata nave che lo affiancò in tutte le sue strabilianti avventure. Avventure che dal 1946 impegnarono la sua vita, tanto che, finiti sul lastrico, lui e sua moglie (i bambini mandati in collegio, cosa che rovinò il rapporto con i figli) furono costretti a vivere sulla nave. L'Odissea ritrae infatti il periodo storico che lo vede nascere come regista, come esploratore e accompagna la vita di Cousteau per un arco lungo 40 anni. Anni in cui, come detto, la sua natura irascibile lo portò a distaccarsi totalmente dal figlio Philippe, dapprima i due si affiancarono per realizzare i lungometraggi, ma per divergenze lavorative e visioni del mondo totalmente opposte si divisero per anni.

lunedì 11 aprile 2016

Automata (2014) & Humandroid (2015)

Automata (Autómata) è un thriller fantascientifico del 2014, ambientato in un futuro apocalittico distopico. Il film è diretto da Gabe Ibáñez, con Antonio Banderas protagonista principale della pellicola. In un futuro prossimo (2044), il pianeta Terra e la sua superficie, è al centro di una progressiva desertificazione a causa dell'uomo. La razza umana, rintanata in malsani agglomerati urbani, è in piena lotta per la sopravvivenza, e vive in un ambiente divenuto ostile, in una terra regredita tecnologicamente e resa inabitabile da eccezionali tempeste solari, vaste lande desolate e inabitabili a causa proprio delle radiazioni, che prima hanno decimato gli uomini e poi li hanno costretti ad arroccarsi in megalopoli. Per combattere l'incertezza e la paura, e per supportare la condizione di una società in declino, la tecnologia ha creato il primo androide quantistico, l'Automata Pilgrim 7000. Ciò ha portato alla crescita esponenziale della ROC, la società leader nel campo dell'intelligenza robotica che ha stabilito protocolli di sicurezza utili a garantire sempre il controllo dell'uomo sulle macchine. Hanno due direttive inalterabili: non possono mettere a rischio nessuna forma di vita e non possono alterare se stessi in nessuna maniera. Ma disobbedendo alle leggi fondamentali che ne regolano l'attività (riferimento ad Asimov), e contravvenendo al rigido di protocollo di sicurezza integrato nella propria intelligenza positronica, i robot iniziano ad automodificarsi per poter sopravvivere indipendentemente dall'uomo. Come agente assicurativo per conto della ROC, Jacq Vaucan (Antonio Banderas), che ha il compito di indagare sui modelli difettosi di androide, sarà al centro di una specie di cospirazione. Durante una delle sue indagini infatti, scopre che alcuni robot si sono evoluti. Scopre che da qualche parte esiste qualcuno che sta modificando i robot per dargli una vita migliore. Ma il detective ben presto scoprirà i segreti e le vere intenzioni che si celano dietro l'Automata Pilgrim 7000 con profonde conseguenze sul futuro dell'umanità. Combattuto tra le responsabilità per la moglie incinta ed il desiderio di fuga verso l'Eden incerto di un Oceano sconosciuto e lontano, dovrà risolvere il suo caso in una lotta per la sopravvivenza contro gli spietati emissari della sua stessa compagnia decisi a celare le sconvolgenti ricadute di una verità scomoda e inquietante, diventando lui stesso oltre ai robot, una possibile minaccia per l'umanità.

giovedì 17 marzo 2016

I mercenari 3 (2014)

I mercenari 3 (The Expendables 3) è un film del 2014, sequel del film I mercenari 2, la terza pellicola della saga degli Expendables, iniziata nel 2010 e creata da Sylvester Stallone, protagonista dei film e regista del primo capitolo. Andato in onda su canale5 il 7 marzo scorso, è stato l'ultimo dei film première cinema di mediaset. In questo nuovo capitolo dei Mercenari, Barney (Sylvester Stallone), Christmas (Jason Statham) e il resto della squadra si ritrovano faccia a faccia con Conrad Stonebanks (Mel Gibson), che anni prima aveva co-fondato Gli Expendables con Barney, ma che in seguito è diventato un trafficante di armi senza scrupoli, uno che Barney era stato costretto a uccidere...o almeno così pensava. Ma nella squadra di Barney Ross si materializza il più prevedibile eppure il più clamoroso degli eventi, un incidente che mette a serio repentaglio la vita di uno dei membri. L'evento spinge Ross a trovarsi un'altra squadra, fatta di giovani, più veloci ed esperti di alta tecnologia, a cui non sia legato da una profonda amicizia, per portare a termine una nuova missione, quella infatti di eliminare Stonebanks che lui vorrebbe morto ma che deve catturare, non solo a causa del ferimento del suo amico ma anche perché Stonebanks, sfuggito alla morte, ha ora come principale missione quella di eliminare Gli Expendables. Liberarsi degli amici di una vita e tenerli lontani da un bel complesso di esplosioni però è più difficile del previsto. Inutile sottolineare che questo film d'azione è una pellicola dove si sprecano proiettili, bombe, granate, mezzi corazzati, elicotteri, arti marziali in una formula chiassosa dove gli eroi vincono ed i cattivi perdono, accumulando cataste di cadaveri senza alcuna drammaticità, e ci si diverte. Inutile dire poi che questo film non si discosta dal suo vero obbiettivo, intrattenere, facendolo in modo eccelso anche e nonostante parecchi difetti e buchi nella sceneggiatura.