Dopo parecchio tempo dalla messa in onda (un anno più o meno, e ad un anno dalla recensione della stagione precedente, qui), ma oramai dovreste sapere che vado senza cronologia, ho concluso anch'io la sesta stagione di Arrow, non una delle migliori per la serie di punta di casa CW in tema supereroi. Una sesta stagione che fino alla sua metà era stata abbastanza godibile (insomma) quanto la quinta (quest'ultima sicuramente migliore della quarta), ma che si è persa proprio negli episodi dove si affermava l'ascesa di Ricardo Diaz a villain assoluto di questa stagione. Il problema è stato proprio lui, Ricardo Diaz. Un cattivo troppo cattivo, che opera il male per rivalsa e vendetta e niente più. L'unica cosa atipica del suo personaggio è che paradossalmente alla fine non muore e sarà sicuramente un pericolo anche nella prossima stagione. Sarebbe stato molto più interessante proseguire l'arco narrativo che riguardava il gruppo di nemici assoldati da Cayden James (Michael Emerson ancora alle prese con i computer), che quanto meno è stato un antagonista particolare e con una serie di skill uniche nel suo genere che poteva dare molto più filo da torcere. Se non fosse stato che qualcuno degli sceneggiatori, a metà stagione circa, ha deciso che no, meglio tornare su un filone narrativo standard, facendo emergere un super-cattivo banalissimo. Cayden James e il suo gruppo era stato capace di seminare discordia e dividere il Team Arrow, dando linfa ad una sceneggiatura che si è concentrata molto sui problemi personali di ogni membro della squadra, originando situazioni spiacevoli e tutto sommato interessanti da seguire. Quando poi si è voluto creare l'effetto sorpresa, eliminando il villain a metà stagione per farne emergere un secondo molto più potente, qualcosa si è guastato. E si è giunti ad una serie di episodi scialbi che hanno rovinato il giudizio dell'intera stagione. L'ultimo episodio è stato atipico. Dopo un'intera annata dove tutto quello che aveva un costo a Star City era stato pagato da Diaz, l'FBI entra in scena e si ricorda di avere un certo peso e prende posizione contro il criminale.
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lunedì 28 ottobre 2019
martedì 29 maggio 2018
Le altre serie tv (Marzo/Aprile/Maggio 2018)
Esattamente come successo in occasione della prima parte dell'ottava stagione (qui), anche la seconda parte si è chiusa tra l'indifferenza generale, perché ormai The Walking Dead sembra non avere più l'appeal dei tempi che furono. L'attesissimo finale di stagione infatti, attesissimo sia dai fan della prima ora sia da tutti gli spettatori che non ne possono più della serie ma per qualche motivo continuano a guardarla (anche solo per parlarne male), ha alternato, come tutta l'annata, momenti convincenti ad altri in cui si è toccato il ridicolo. Questo season finale dell'ottava stagione, che avrebbe potuto tranquillamente, tramite l'ultima puntata, terminare l'intera serie e che invece sembrerebbe procedere su binari non propriamente interessanti (anche se si intravede un nuovo barlume di speranza, con la possibilità di reinventare la serie e tornare, forse, ai fasti delle prime annate), se sotto certi punti di vista accontenta entrambe le fette di pubblico, mostrando momenti fatti apposta per appassionare quelli che ancora oggi si definiscono fan della serie (in particolare per quanto riguarda i momenti introspettivi e le scene di battaglia), ma anche diverse situazioni che sembrano fatte apposta per far mettere le mani nei capelli a tutti coloro della serie ne hanno piene le scatole, procedendo a singhiozzo e alternando momenti spettacolari e interessanti però a scelte narrative che confermano le debolezze della gestione di Scott M. Gimple, giunta ora al termine, lascia un po' l'amaro in bocca. Tuttavia bisogna ammettere che, dopo una stagione poco convincente, The Walking Dead ci ha sorpresi (nuovamente e in modo certamente meno banale della precedente seppur in modo sicuramente ridicolo) con un finale imprevedibile. Tutti infatti attendevano la battaglia finale, tutti si aspettavano uno spargimento di sangue, una decimazione dei protagonisti e, invece, lo showrunner sceglie una strada praticamente opposta, chiudendo la guerra contro i Salvatori con un atto di pietà nei confronti degli avversari che hanno tormentato le comunità guidate da Rick, per onorare la memoria di Carl (che nel frattempo dopo il cliffhanger della scorsa prima parte di episodi è definitivamente morto) e la sua ultima richiesta. Il problema però non è tanto il fatto che ciò avviene, dopotutto la serie è sempre stata parecchio ottimista (e la speranza finale, l'inaspettata redenzione, ne è la prova), quanto è il modo con cui succede.
sabato 5 settembre 2015
Le serie TV di Sky Atlantic, AXN, Dmax e Sci-fi
Il nuovo canale di Sky (credo da due anni) denominato Atlantic sta invadendo il mondo delle serie tv con nuove e grandi produzioni, non ultima la seconda stagione di True Detective, c'è un mio post al suo riguardo. Dopo una sola stagione si è conclusa Gang Related, la serie racconta la storia della Gang Task Force, guidata da Sam Chapel (Terry O'Quinn), che si occupa di tenere sotto controllo le tre gang più pericolose di San Francisco. Un giorno al team si aggiunge Ryan Lopez (Ramon Rodriguez) il membro di una banda che viene infiltrato nella polizia di San Francisco per contrastare i gruppi rivali e tutelare il proprio. Ryan dovrà mediare tra gli obblighi verso la sua famiglia criminale e la lealtà che inizia ad avere nei confronti della sua nuova famiglia, quella del SFPD. Lo show ha suscitato molte critiche tra cui quelle della comunità latinoamericana per la sua rappresentazione nella serie, tutto sommato però non è stata male, peccato. E' stata accolta positivamente da critica e pubblico la miniserie tv da otto puntate, The Honourable Woman, con una bravissima Maggie Gyllenhaal, è un thriller che incrocia un dramma politico (la questione israelo-palestinese) e una saga familiare. Nessa Stein, filantropa israeliana, tenta di espiare i peccati del padre industriale delle armi, usando i soldi di famiglia per creare una rete in fibra ottica in Cisgiordania. Il suo vero scopo è promuovere la pace fra israeliani e palestinesi. Un'iniziativa la sua che attrae potenti nemici su tutti i fronti, tradimenti inaspettati, e lo zampino dei servizi segreti (su entrambe le sponde dell'Atlantico).
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