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venerdì 28 agosto 2026

Le serie tv del mese (Agosto 2026)

Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da RaiPlay, Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

American Primeval (Miniserie) - Serie, anzi miniserie western (in 6 episodi), cupa, livida, lontana da qualsiasi romanticismo della frontiera: preferisce il realismo sporco, la brutalità e un tono quasi documentaristico. La trama non è particolarmente originale, ma la sceneggiatura tiene insieme con cura le diverse linee narrative, evitando lungaggini, minutaggi eccessivi e persino i soliti flashback. L'ambientazione dello Utah del 1857 è splendida e ricostruita con rigore, la fotografia è spettacolare, i costumi convincenti e la colonna sonora aggiunge spessore emotivo. La violenza è copiosa, a tratti ostentata, ma coerente con le tesi che la serie vuole portare avanti e con il contesto storico rappresentato. I personaggi sono ben scritti, credibili, dotati di una rotondità che permette al cast di brillare, con interpretazioni solide e misurate. Qualche episodio rallenta, complice il respiro del genere, ma senza compromettere il ritmo generale. Il finale sembra annunciato, eppure riesce comunque a sorprendere. Nel complesso, una serie (diretta da Peter Berg) robusta, immersiva, tecnicamente eccellente e decisamente meritevole. Voto: 6

Ozark (1a stagione) - La serie di Netflix del 2017 mette al centro il denaro come misura delle scelte e dei compromessi morali. Martin Byrde, consulente finanziario che ricicla soldi per un cartello messicano, trascina subito la famiglia nei suoi traffici: niente doppia vita alla "Breaking Bad", solo una lenta discesa collettiva nell'oscurità del lago di Ozark. La tensione resta alta, alimentata da variabili imprevedibili e da personaggi pieni di zone d'ombra. La serie funziona grazie alla scrittura solida, all'atmosfera cupa e a un cast eccellente: Jason Bateman impeccabile, Laura Linney straordinaria e sottovalutata, Peter Mullan e Lisa Emery memorabili nei panni degli Snell. Non ci sono veri "buoni", solo frammenti di umanità in un contesto marcio. Una prima stagione non spettacolare ma avvincente, ben diretta, a tratti lenta ma sempre efficace. Una crime‑story di qualità che merita la visione e lascia curiosità per l'evoluzione futura. Voto: 7,5

Euphoria (3a stagione) - La terza stagione della serie ideata, scritta e diretta da Sam Levinson è una stagione che cambia pelle in modo radicale: più adulta, più pulp, più estrema, ma anche profondamente sbilanciata. L'immaginario visivo resta potente, con una regia audace, una fotografia splendida e scelte estetiche nette che abbandonano il glamour delle origini per un mondo più sporco, notturno e disilluso. Tuttavia, la narrazione si perde in un eccesso continuo che travolge coerenza e identità dei personaggi: Rue precipita in storyline parossistiche, Cassie e Jules vengono svuotate, Lexi snaturata, Nate ridotto a una caricatura. Alcuni nuovi volti funzionano e regalano momenti vivaci, ma non bastano a sostenere una stagione che appare spesso caotica, sovraccarica e priva di equilibrio. Il finale, intriso di simbolismi religiosi e punizioni moralistiche, chiude il percorso con toni cupi e controversi, lasciando più smarrimento che compiutezza. Euphoria (la seconda stagione qui) si congeda come una serie che ha segnato un'epoca, rivoluzionando il teen drama, ma che nel suo ultimo atto si è persa nella volontà di strafare, sacrificando la complessità che l'aveva resa unica. Voto: 5,5

giovedì 30 luglio 2026

Le serie tv del mese (Luglio 2026)

Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da RaiPlay, Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

The Last Kingdom (5a stagione) - La quinta stagione regala un finale maturo ed emozionante, che restituisce piena dignità al percorso di Uhtred dopo una quarta stagione meno brillante. Netflix chiude la saga con un tono più intimo: Uhtred (che invecchia mai) è finalmente un uomo consapevole, segnato dai figli, dal peso della famiglia e da un destino che non è più solo un motto, ma una verità conquistata. Il conflitto politico con Re Edoardo e il fanatismo di Brida alimentano una tensione costante, mentre la serie intreccia storia e dramma personale con la solidità che l'ha sempre contraddistinta. Le battaglie sono ben dirette, il ritmo serrato, e l'arco narrativo del protagonista trova una conclusione coerente e sentita. Qualche nodo secondario viene chiuso in fretta e alcune scelte sui personaggi (anche storici) non convincono fino in fondo. Ma il cuore della stagione (la maturazione di Uhtred e la sua resa dei conti finale) funziona, emoziona e lascia la giusta nostalgia. Un epilogo sobrio, non spettacolare, ma perfettamente in linea con ciò che The Last Kingdom è sempre stato: una saga storica avvincente, solida, e profondamente umana. Voto Stagione: 7+; Voto complessivo: 7

Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo (2a stagione) - La seconda stagione è più matura della prima stagione, con un ritmo più rapido, una CGI più convincente e una dinamica di gruppo meglio definita. Tyson aggiunge cuore e ironia, mentre Percy, Annabeth e Grover mostrano una crescita più evidente. L'azione aumenta e il tono resta leggero, rendendo la serie scorrevole e piacevole. Nonostante ciò, non risulta davvero migliore: la trama rimane semplice, alcuni momenti si ripetono, la tensione è limitata e certe interazioni (soprattutto romantiche) sembrano premature. La serie consolida ciò che aveva iniziato nella prima stagione, ma continua a muoversi con prudenza, senza compiere un vero salto di qualità. In sintesi: più matura, più fluida, ma non più forte. Un passo avanti, sì, ma non un'evoluzione decisiva. Voto: 6+

Daredevil - Rinascita (2a stagione) - La seconda stagione prosegue la rinascita del Diavolo Rosso su Disney+, conservando lo stile grezzo e indipendente dell'era Netflix. È una stagione ambiziosa, potente nei momenti giusti, ma frenata da lungaggini e da una gestione disordinata dei personaggi secondari. Matt e Fisk restano il cuore pulsante: il loro scontro, prima legale e poi fisico, è il vertice dell'annata, così come la rivelazione pubblica dell'identità di Daredevil, un sacrificio che dà peso reale alla vittoria contro Fisk. L'assalto al tribunale introduce un sottotesto politico efficace, mentre il ritorno di Luke Cage è la sorpresa che apre scenari futuri interessanti. Tuttavia Heather Glenn rimane un personaggio mal costruito, Karen Page è ancora sottoutilizzata e la libertà finale concessa a Fisk lascia un retrogusto amaro e poco convincente. Born Again chiude bene il percorso principale, ma non riesce a nascondere i limiti strutturali che l'hanno accompagnata: una stagione buona, mai eccellente, che funziona quando colpisce duro e inciampa quando devia dal suo nucleo narrativo. Ora la vera sfida sarà capire se la terza stagione saprà trasformare queste conseguenze in un nuovo slancio. Voto: 6,5

giovedì 27 novembre 2025

Le serie tv del mese (Novembre 2025)

Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

The Sandman (2a stagione) - La seconda stagione di The Sandman, ultima della serie, conferma lo stile introspettivo e simbolico già visto nella prima. Meno spettacolare e con un uso più contenuto della CGI, punta sull'approfondimento dei personaggi e sul percorso di Morfeo, interpretato da Tom Sturridge con maggiore consapevolezza e vulnerabilità. La narrazione, divisa in due blocchi con un episodio extra dedicato a Morte, esplora i rapporti con gli Eterni e introduce figure mitologiche come Odino, Delirio e Distruzione. La regia privilegia la contemplazione al ritmo serrato, con fotografia e scenografie di forte impatto visivo che restituiscono un'estetica onirica e perturbante. Alcuni episodi risultano meno incisivi e la lentezza può scoraggiare chi cerca azione, ma la serie rimane un racconto filosofico e mitico che riflette su identità, tempo e cambiamento. Non è pensata per tutti, ma chi ama introspezione, mitologia e atmosfere gotiche troverà un'esperienza intensa e memorabile. Voto: 7,5

1923 (2a stagione) - La seconda stagione segna un passo avanti rispetto alla prima, trasformandosi in un autentico kolossal western. La messa in scena è imponente, con sequenze d'azione spettacolari e una narrazione più compatta e drammatica, capace di intrecciare il destino dei Dutton con riflessioni profonde sul rapporto tra uomo e natura. Harrison Ford e Helen Mirren regalano interpretazioni di grande intensità, confermando il valore del cast. Non mancano alcune forzature nella scrittura di Taylor Sheridan, soprattutto nel viaggio di Spencer e Alexandra, talvolta eccessivamente carico di sventure, ma il finale tragico e commovente restituisce un senso epico e potente. Nel complesso, una stagione più solida e coinvolgente, che supera le incertezze iniziali e consolida 1923 come un tassello importante nell'universo di Yellowstone. Voto: 6,5

Il vostro amichevole Spider-Man di quartiere (1a stagione) - Una serie animata che riesce a catturare l'essenza del personaggio, offrendo una visione pura e immediata di ciò che Spider-Man rappresenta: altruismo, leggerezza e crescita personale. La scelta di collocarlo in una linea temporale slegata dall'MCU è sensata e permette di raccontare un Peter Parker giovane e umano, alle prese con i primi passi da eroe. Il design dei costumi e i richiami al fumetto arricchiscono l'esperienza, mentre l'introduzione di personaggi collaterali amplia il mondo narrativo. Non mancano però difetti: il ritmo iniziale è altalenante, la narrazione appare poco originale e il finale arriva con un po' di affanno. Inoltre, la serie non osa abbastanza, preferendo restare su binari sicuri. Nel complesso, si tratta di una prima stagione piacevole e adatta a un pubblico giovane, capace di intrattenere e di gettare basi promettenti per sviluppi futuri, pur senza raggiungere la forza innovativa delle migliori incarnazioni di Spider-Man. Voto: 6,5

giovedì 30 ottobre 2025

Le serie tv del mese (Ottobre 2025)

Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

The Last of Us (2a stagione) - La seconda stagione di The Last of Us riprende gli eventi del secondo capitolo videoludico, adattandoli in due parti per esigenze narrative. Ambientata cinque anni dopo la prima stagione, la serie segue Ellie in un percorso di vendetta e dolore, mentre la comunità di Jackson offre solo una breve tregua prima che il passato torni a bussare sotto forma di Abby, nuova figura centrale e moralmente ambigua. La serie introduce anche altri nuovi personaggi, e approfondisce il conflitto tra le fazioni WLF e Serafiti, pur mantenendolo spesso sullo sfondo. La qualità visiva e registica rimane elevata, ma la narrazione risulta meno incisiva rispetto alla prima stagione, con un ritmo più lento e diversi momenti diluiti. Il focus sulla relazione tra Ellie e Dina spinge verso toni da teen drama, mentre l'atmosfera post-apocalittica e la presenza degli infetti vengono notevolmente ridotte. Ellie appare meno intensa e determinata, e alcune scelte narrative lasciano dubbi, soprattutto per chi non ha giocato al gioco. Tuttavia gli ultimi episodi riportano in parte la serie sulla giusta rotta. Ottime le interpretazioni di Pascal, Merced, Wright e Dever, ma Ellie appare meno incisiva. Il cliffhanger finale lascia dubbi e attese: non è la perfezione della prima stagione, ma resta un adattamento di alto livello. Voto: 7

The Bondsman (1a stagione) - Una serie horror-action dal tono B-movie, con Kevin Bacon nei panni di un cacciatore di demoni risorto per una missione infernale. Composta da otto episodi da mezz'ora, la serie mescola ironia, splatter e atmosfere dark, puntando tutto sul carisma del protagonista e su una discreta resa visiva, tra effetti speciali artigianali e CGI. La trama è semplice: Bacon, morto e riportato in vita, deve dare la caccia a demoni fuggiti dall'inferno, con l'aiuto di una manager infernale e della madre, personaggi secondari ben riusciti. Gli scontri con i demoni sono però poco incisivi e ripetitivi, mentre la sottotrama sentimentale risulta debole. L'umorismo funziona a tratti, e il ritmo cala negli episodi finali. Pur non brillando per originalità, la serie offre un intrattenimento leggero e visionabile senza troppe pretese. Cancellata da Amazon il 16 maggio 2025 dopo una sola stagione, resta un prodotto curioso per gli amanti dell'horror pop e delle interpretazioni sopra le righe. Voto: 6

American Horror Story: Delicate (12a stagione)La dodicesima stagione di American Horror Story, ispirata al romanzo Delicate Condition, si presenta come un omaggio postmoderno a Rosemary’s Baby, ma finisce per risultare prevedibile, frammentaria e deludente. Nonostante una buona prova di Emma Roberts, la serie manca di tensione, atmosfera horror e coerenza narrativa. Il finale è affrettato e caotico, con evidenti tagli e scelte discutibili, forse influenzate dalla censura. La regia è poco ispirata, la sceneggiatura piena di buchi, e l'inserimento di Kim Kardashian appare più come una trovata pubblicitaria che un valore aggiunto. L'estetica è piatta, gli effetti speciali scadenti e la colonna sonora anonima. Alcuni spunti interessanti emergono nella prima parte, ma vengono rapidamente abbandonati. Delicate è la stagione peggiore della serie (peggiore persino della pessima undicesima), un'occasione sprecata che conferma il declino creativo di AHS (spin-off compreso). Solo per completisti. Voto: 4

mercoledì 30 luglio 2025

Le serie tv del mese (Luglio 2025)

Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

The Walking Dead: The Ones Who Live (Miniserie) - Il sesto spin-off, nonché terzo sequel, offre un finale emozionante per Rick e Michonne, soddisfacendo i fan con una storia epica e toccante. Nonostante l'ambizione e l'introduzione di nuovi personaggi, la serie soffre per la struttura condensata in soli sei episodi, che accelera gli eventi e limita lo sviluppo. Il cast eccellente e il comparto tecnico di alto livello riescono comunque a rendere l'esperienza coinvolgente, evocando lo spirito delle prime stagioni. Pur con qualche difetto nella gestione del ritmo e degli antagonisti, la serie dona nuova linfa all'universo TWD e regala un ritorno memorabile a Rick Grimes. Voto: 6,5

Inverso - The Peripheral (1a stagione) - Misteriosa e affascinante come la realtà simulata che descrive, Inverso si presenta come un lungo prologo verso qualcosa di molto più grande. La narrazione si costruisce su frammenti, omissioni e verità parziali, coinvolgendo lo spettatore grazie a un mondo fantascientifico denso e convincente, animato da personaggi inizialmente enigmatici che guadagnano peso col passare degli episodi. Tuttavia, la costante ricerca del confronto verbale rallenta il ritmo, facendo emergere la trama con esitazione e lasciando dietro più interrogativi che risposte. Quando tutto sembra finalmente allineato e pronto ad esplodere, il racconto si trattiene, sospendendo il climax nell'attesa vana della prossima mossa. Essa infatti al termine svanisce per varie ragioni, lasciando lo spettatore interessato tanto deluso. Voto: 5

Daredevil - Rinascita (1a stagione) - Serie che segna il ritorno del vigilante nel MCU con atmosfere cupe e urbane, in continuità con la serie Netflix, pur risultandone nettamente inferiore. Regia solida, buona colonna sonora e CGI convincente creano un forte impatto visivo ed emotivo. Tuttavia, la trama risulta frammentata, con troppe sottotrame e nuovi personaggi che ne penalizzano coerenza e profondità. Meno azione, ma più violenza cruda. Una stagione di transizione promettente, che necessita maggiore equilibrio narrativo per brillare davvero. Ma che per il momento resta solida nel suo passo, nonostante le imperfezioni, perché poteva andare ben peggio. Voto: 7

The Umbrella Academy (1a & 2a stagione) - La serie inizia con un enigmatico evento che conduce una famiglia di supereroi a viaggi nel tempo e tentativi di scongiurare l'apocalisse, spesso provocata da loro stessi. La produzione è curata, con un cast efficace e un'estetica raffinata, ma la narrazione si inceppa in dinamiche disfunzionali e dialoghi evitati. L'azione è debole: combattimenti poco realistici e villain caricaturali, mentre solo N. 5 brilla con il suo mix letale di sarcasmo e strategia. La seconda stagione abbandona i toni cupi per uno stile più leggero e vivace: la trama è più scorrevole, gli episodi più compatti, e i temi sociali ben presenti, sebbene a tratti didascalici. Tuttavia, la serie rischia di perdere mordente (l'ostinazione riluttante nel non voler essere supereroi), riproponendo conflitti già visti e abusando dei paradossi temporali. In sintesi: originale e coinvolgente, ma incerta tra dramma e ironia. Folle al punto giusto, ha bisogno di reinventarsi per non bloccarsi in loop narrativi. Voto complessivo: 6,5

mercoledì 17 luglio 2024

Le serie tv del mese (Luglio 2024)

Peccato non riuscire, più di quanto possibile, a sfruttare ancora di più l'abbonamento (temporaneo) ad Apple Tv Plus, perché piattaforma di gran qualità che spesso cose buone produce e/o trasmette. Ma in tre mesi e visto che molto c'è da vedere anche altrove, più di così era difficile fare. E' già da un mese, ma mi ricordo solo ora di comunicare (maledette troppe cose per la testa), che anche quest'anno (e più o meno nello stesso periodo dello scorso) ho ricevuto 3 mesi abbonamento gratis ad Apple Tv Plus (ma stavolta grazie a Dazn), che ho cominciato a Giugno con le visioni (con una serie ed un film), e finirò ad Agosto, con altre due serie (una qui presente e l'altra più corposa nel prossimo listone) ed altri 3 film (e tutti saranno presenti nel listone cinematografico di fine mese, perché nel prossimo è tardi e c'è poco spazio). Insomma, quello che più mi solletica sto recuperando, e non mi posso lamentare di come va, anche perché il resto non è stato da meno delle mie aspettative in questo (infernale) mese.

[Prime Video] Fallout (1a stagione) - Sembra davvero un periodo entusiasmante per i fan dei videogiochi e delle serie TV. Dopo il successo di The Last of Us di HBO, anche Prime Video ha colto nel segno con l'adattamento di "Fallout" (gioco a cui ho giocato al contrario dell'altro). La serie riesce a sfruttare al meglio l'ambientazione, l'atmosfera e la vena di follia del gioco, rendendola accessibile anche a chi non ha mai giocato alla serie videoludica. Tuttavia, i fan del gioco possono apprezzare le piccole citazioni sparse qua e là. Ambientata in una Los Angeles pre e post apocalisse atomica, la serie ruota attorno a tre personaggi chiave, tra cui spicca il carismatico cowboy mutante interpretato da Walton Goggins (però quanto è fantastica Ella Purnell). La caratterizzazione dei personaggi, la cura nella messa in scena, gli effetti speciali di qualità e la miscela ben dosata di azione e ironia, sostenuta da una colonna sonora accattivante, rendono questa serie una delle migliori del genere. L'idea di distribuire la narrazione su più protagonisti è perfetta per rappresentare un open world, soprattutto uno così ricco di direzioni possibili. I personaggi funzionano bene sia individualmente che nelle interazioni, grazie alle loro differenze e esperienze formative. Anche se il ritmo della prima stagione può sembrare introduttivo, c'è comunque molta sostanza, e il finale è davvero sorprendente. La serie riesce a immergere gli spettatori nel mondo di "Fallout", offrendo intrattenimento e critica sociale tipica del franchise. L'unico problema? Finisce troppo presto, lasciandoti con la voglia di vedere di più. Speriamo (che gli autori di Westworld) realizzino la seconda stagione al più presto. Voto: 8

[Sky] Call My Agent - Italia (2a stagione) - Nella prima stagione, i quattro agenti erano alle prese con la crisi dell'agenzia e le esigenze delle star che rappresentano. Anche questa nuova stagione inizia con difficoltà: il flop del film "Bastianazzo", un grande investimento per la CMA, e la ricerca di un nuovo socio per salvarla. Le storyline dei personaggi intanto, continuano in parallelo, tra lavoro e vita privata. La stagione 2 è godibile, ma presenta alti e bassi. La sceneggiatura prende infatti una piega negativa come molte produzioni italiane, esplorando le bassezze del panorama cinematografico italiano, ma resta solida. La brillante scrittura di Lisa Nur Sultan colpisce difatti ancora e, come nel primo ciclo di episodi, anche qui un regista ruba la scena: Gabriele Muccino, che raccoglie il testimone di Paolo Sorrentino, offre una prova magnetica. Alcuni episodi brillano per originalità e approfondimento, in particolare quello con Elodie e Dario Argento, altre no, ma la stagione nel complesso risulta godibile, grazie appunto alle boutade di queste e altre (ma non tutte) guest star. Il risultato è una serie (ancora) divertente, fresca e coinvolgente, con attori di grande talento e un team produttivo capace di esaltare le qualità del prodotto. Un prodotto che merita (nuovamente) di essere visto (ed apprezzato) perché intelligente e capace di far ridere di gusto. Voto: 7

giovedì 23 maggio 2024

Le serie tv del mese (Maggio 2024)

Avrei dovuto anche vedere la quarta stagione di LOL, il programma comico di punta di Amazon, ma non mi è stato possibile fare ciò, anche perché è stato un mese così pieno di cose da vedere che tempo per vedere altro non c'è stato. Infatti per questo mese il mio programma di visione prevedeva di vedere quattro serie complete (e finite), ben più di 100 episodi dalla durata variabile di circa 50 minuti, un dispendio di tempo considerevole, cosicché, vedrò il prossimo mese, molto probabilmente (ma non del tutto certamente) quel programma di cui accennato pocanzi. Non è detto difatti che riesca col mio programma accuratamente selezionato ed inevitabilmente compresso (la lista, costantemente in aggiornamento, è sempre lunga), a vedere tutto ciò che man mano mi prometto di recuperare e/o guardare. Ma per questo mese ci son riuscito, con contenuti di valore e di particolare immersività.

[Netflix] Lost in Space (Serie Completa) - Rifacimento dell'omonima serie TV del 1965, Lost in Space narra le avventure della famiglia Robinson che, diretti verso un nuovo pianeta abitabile, sono costretti a un atterraggio di emergenza su un mondo ignoto a seguito del guasto della loro nave spaziale, dove un Robot alieno stringe amicizia con il più giovane del gruppo. La serie si focalizza sulla ricerca di Alpha Centauri, nonostante il percorso sia arduo, turbolento e pericoloso fin dall'inizio. Sotto costante pressione e impegnati in una scalata senza fine verso un obiettivo che sembra allontanarsi ad ogni passo, i Robinson (un cognome che evoca avventura) scoprono nelle avversità una soluzione ai loro problemi personali e familiari. Con tre stagioni e 28 episodi, la serie è ricca di azione e suspense. Gli effetti speciali sono più che adeguati e l'intrattenimento è assicurato. Lost in Space esibisce il suo valore produttivo con una messa in scena accattivante e, a momenti, esaltante, anche se in parte derivativa. Nonostante ciò, è un esempio eccellente di fantascienza per tutta la famiglia, dimostrando che non sono necessarie volgarità o violenza grafica per rappresentare il male. Nonostante non sia perfetta e alcuni aspetti della trama siano rivedibili, nel complesso è più che valida. I personaggi maturano, si sviluppano e non sono superficiali. Il legame uomo-macchina è ben esplorato, così come il tema dell'amicizia. Anche se è una serie destinata alle famiglie, non mancano momenti di malinconia e il finale è toccante, anche se giunge a una conclusione troppo affrettata (con un ritmo rapidamente eccessivo). Tuttavia, nel complesso è soddisfacente e questa serie di fantascienza ben realizzata, sebbene a volte forzata, è comunque sorprendente. Voto complessivo: 7

venerdì 22 marzo 2024

Le serie tv del mese (Marzo 2024)

Ogni mese nuove stagioni e nuove serie, anche di 4 o 5 anni fa ma che per la prima volta io vedo, serie tra l'altro tutte diverse ogni volta, tanto che per ognuno ci vuole un'altrettanto mood diverso di visione, ma come ti può andare bene come ti può andare male se il giusto mood riesci o non riesci a trovare. E in questo senso, come sarà andato questo strano mese di marzo, un mese di Pasqua e compleanni (soprattutto il mio, ma anche quello di mio padre tra pochi giorni), un mese di feste di donne e di papà, tra neve e tempo mite primaverile? Altalenante, come al solito, anzi più del solito, una montagna russa di emozioni contrastanti, tra orrori veri e immaginati, tra commedie spensierate e folli, tra l'azione brutale e quella non troppo delicata. Vero che me le sono cercate, ma se da un lato delusioni d'aspettative e di premesse, dall'altro sorprese senza aspettative e promesse. Comunque un altro mese se n'è andato e nuove visioni arriveranno, accontentandosi però ed ogni qualvolta di quel che c'è e di come va, perché sapere prima non si può e fidarsi degli altri a volte non basta, che giudicare il libro dalla copertina non si fa.

[Paramount Plus] Bargain - Trattativa mortale (1a stagione) - Un inizio scioccante, una scoperta inquietante, una visione del mondo così cinica che Squid Game pareva una favola della notte. Questo è Bargain, la serie thriller sudcoreana che non lascia un attimo di tregua, e i momenti di comicità, immancabili, rendono tutto molto grottesco perciò, in un certo senso, assolutamente realistico. Serie che, dopo un inizio spiazzante, procede con un accumulo di situazioni rese ancora più assurde dai comportamenti sopra le righe di tutti i personaggi, impegnati in continui cambi di fronte, scontri fisici e verbali, il tutto immerso in un bagno di sangue e follia. Una scheggia impazzita senza remore né vergogna nell'attaccare tutto e tutti: tra trafficanti d'organi e terremoto, una miscela esplosiva. Una scrittura cruda (diegetica, che ricalca in modo palese l'esperienza videoludica) e una regia in piano sequenza contribuiscono inoltre ad acuire l'atmosfera thriller-horror della storia raccontata insieme ad un effetto claustrofobico dato dalle scenografie polverose e chiuse. Un albergo qualunque diventa una giungla di paura e orrori, ed è così che, mentre il mondo ci ricorda che non siamo noi a comandare, la lotta contro il tempo per uscire vivi da un mix fra un film di Tarantino e una commedia a base di humour macabro è già iniziata. Difficile non divorare tutti gli episodi (sei, ma girati in continuità, come un unico lungo film) di fila per scoprire come finisce. Bargain è sorprendente, non ci sono altri termini. Coinvolgente, allucinante e disturbante. In certi momenti sembra di assistere a un incubo dentro il quale c'è di tutto. Anche la profezia, si spera non auto-avverante, che il mondo sia destinato a crollare su se stesso, come l'hotel crolla sul microcosmo al suo interno. Ed è sul confine fra genio e follia che perciò Bargain fa centro, meritandosi ogni minuto dell'attenzione possibile. In attesa della seconda stagione. Voto: 7+

martedì 20 febbraio 2024

Le serie tv del mese (Febbraio 2024)

Dopo la scorpacciata di gennaio con le serie di Sky, è tempo di tornare alla normalità, è tempo nuovamente di affiancare a serie e/o miniserie recenti, pacchetti completi di serie finite o cancellate di qualche annetto fa. Ma questo è solo un assaggio, ci saranno infatti altri 10 mesi per vedere le tantissime serie che la mia programmazione ha deciso di inserire mese per mese, però in questo periodo sono già usciti alcuni prodotti ed altri nel corso dell'anno usciranno, e cercherò di non perdermi anche quest'ultimi, anche se tutto dipende, e come sempre, dal tempo, lo spazio e le possibilità di visione. Ma intanto intenso è stato questo febbraio.

[Netflix] After Life (Serie Completa) - Pur mantenendo l'essenzialità delle serie britanniche, che non eccedono nel numero degli episodi, After Life riesce a renderci parte di un mondo intero. Un microcosmo di personaggi ispirati e memorabili esposti tanto nelle loro fragilità che nelle piccole grandi sfide quotidiane. Tra humor e dolore, follie e disperazioni, partecipiamo empaticamente a una grande storia di amore e umanità, qualcosa che lascia il cuore più aperto. Tra la commedia nera e il dramma, After Life è infatti una serie ben riuscita, scritta e interpretata da un Ricky Gervais al meglio di sé. Certo non c'è granché approfondimento dei personaggi, ma è poca cosa considerato che contribuiscono tutti, con le loro azioni, alla morale della storia: vivere un lutto è terribile ma le persone attorno, in un modo o nell'altro, possono aiutare in qualche modo. La forza e l'originalità di After Life stanno nel mostrare per quello che è, senza tanti fronzoli, una realtà nella quale tutti noi possiamo riconoscerci: la tristezza, l'insoddisfazione, la depressione fanno parte di chiunque, magari non sono una costante ma tutti prima o poi possono imbattersi in queste condizioni mentali. Ricky Gervais non voleva raccontare una favola di rinascita, di una nuova vita e di un nuovo amore. Perché, dopo un'esperienza come la sua, non è scontato, non tutti sono uguali reagendo allo stesso modo. Lui rifiuta la possibilità di un'altra relazione, ma nell'arco narrativo di tre stagioni conquista una nuova consapevolezza: raggiunge quella serenità che gli permette comunque di andare avanti. E chi lo dice che la serenità non sia meglio di una felicità che va e viene? After Life tuttavia, pur rivelandosi, nella sua totale interezza, una serie tv imperdibile, talvolta, scade in alcune cadute di gusto vistose e imperdonabili, smarrendosi in numerosi sketch, se non del tutto inutili, perlomeno non necessari, pecca inoltre di tanto in tanto di qualche buonismo retorico un po' fasullo, eppure nonostante ciò, ed ugualmente, rifulge di vita propria e assai eccelle lodabilmente, toccando financo alte vette d'alta poesia struggente. Dosa perfettamente cinismo e momenti agrodolci: si ride, ci si commuove e soprattutto si riflette parecchio, cosa desiderare di più?. Voto complessivo: 8

sabato 16 dicembre 2023

Le serie tv del mese (Dicembre 2023)

Per vedere le serie programmate di quest'ultimo mese ho avuto a disposizione più tempo di quello prefissato, cosicché ne ho approfittato (complice alcune serie natalizie e prodotti di breve durata) per vederne ulteriormente altre, raggiungendo un numero considerevole di serie (16) che mai avevo raggiunto (e in questo senso poiché difficile era mantenere lo "stile classico" del post, il suddetto prende spunto dal "Cinema" mensile e ne copia schema di "visualizzazione"). Tuttavia e paradossalmente non c'è stato tempo per vedere le seconde stagioni di Nuovo Santa Clause cercasiOdio il Natale che in concomitanza sono state distribuite, un dispiacere soprattutto per la seconda (chi ha visto sa). Ma in ogni caso posso ritenermi soddisfatto, dalla visione di serie che hanno finito il loro ciclo, da miniserie che da tempo volevo vedere, da serie a ragion veduta o ingiustamente cancellate ed infine da nuove serie di cui spero presto potrò vedere ulteriori stagioni.

Rabbit Hole (1a stagione) - Un buonissimo prodotto, capace di avere momenti incredibilmente drammatici alternati ad altri incredibilmente stupidi e per questo divertenti, ironici, ma mai sopra le righe, mai fastidiosi. Non è un capolavoro, certamente, ma nemmeno un compitino a casa fatto per accontentare il pubblico. Rispetto a certe ultime uscite, con budget incredibilmente più alti, sa il fatto suo e non si limita a essere un semplice passatempo. Sotto la patina dell'azione (comunque poca rispetto ad altre serie) e dell'adrenalina c'è molto di più. Ed è proprio guardando a questo di più che la serie diventa interessante e nemmeno scontata (Kiefer Sutherland è una garanzia, Charles Dance idem). I continui capovolgimenti di fronte, con le dovute spiegazioni annesse, sono costruiti bene e risultano credibili e il finale, risolutivo, chiude la faccenda lasciando però uno spiraglio per una seconda, si spera altrettanto intrigante, stagione. Voto: 7,5

His Dark Materials - Queste oscure materie (3a stagione) - L'epico viaggio di His Dark Materials arriva alla sua conclusione portandoci a vivere un epico scontro che chiude ogni questione rimasta irrisolta. L'esaltante finale di stagione riesce ad emozionare concretizzando tutto ciò che era stato (in verità non benissimo) costruito nelle stagioni passate, anche se non manca (anche questa volta) qualche scivolone in fase di scrittura (la contrazione degli eventi va a minare il coinvolgimento emotivo, quanto la linearità del racconto, scomposto in micro storie alcune volte scollegate). Ma non solo, uno dei difetti principali si riscontra nella regia delle scene d'azione, con la battaglia finale degli angeli tanto attesa che risulta essere sì spettacolare, ma caratterizzata da un minutaggio ridotto e lasciata in background per motivi di budget, che non può non lasciare perplessi. Alla fine, e per la fine però va bene anche così (non è stata tutta inutile la visione). Voto: 6

venerdì 21 aprile 2023

Le serie tv del mese (Aprile 2023)

Un mese seriale abbastanza tranquillo è stato, anche se il tempo di vedere la terza stagione di LOL non c'è stato, ma provvederò presto, penso proprio per il mese prossimo. Avrei anche dovuto vedere la docuserie (nascita, morte e miracoli) sui videogiochi intitolata High Score (disponibile su Netflix) ma ovviamente rimandata è la sua visione (al mese successivo probabilmente), come rimandata, ma di mesi invece (o di anni chissà, anche perché al momento non è più disponibile gratuitamente su Prime Video) è la serie animata Paranoia Agent, del compianto Satoshi Kon, creata e diretta da lui nel lontano 2004. Di appendici insomma, da inserire all'inizio ad ogni post come questo, ce ne sarebbero, ma l'agenda è già piena anche senza, però come per tutte le altre cose, tempo certamente troverò.

Gangs of London (2a stagione) - Il ritorno (non tanto atteso in verità) della più brutale fra le serie tv, dove si muore molto spesso e molto male. Ma questo destino vale solo per gli sgherri, mentre i protagonisti rimangono in gioco (i morti al contrario non muoiono in questo caso) in un rimestare di carte stantio e prevedibile. Ecco, questo il difetto principale, la seconda stagione di Gangs of London mantiene vivo infatti l'animo adrenalinico e violento della serie, ma lascia andare il resto. Proprio come accaduto per la prima stagione, ma molto più marcatamente, Gangs of London 2 si divide tra una scrittura approssimativa (che cede a risvolti banali, già visti e rivisti) e sequenze action adrenaliniche di elevata fattura, anche se il livello delle coreografie e delle riprese non è al passo con Corin Hardy, il fenomenale Gareth Evans (quello di The Raid per intenderci, oltretutto omaggiato) lascia al suo braccio destro il compito alquanto ingrato (ma ci sono comunque alcune sequenze impressionanti di brutalità). Una seconda stagione che parte piano per poi esplodere fragorosamente, peccato che lo scontro finale sia uno dei (momenti) meno memorabili, alla fine bene ma non benissimo, della classica minestra riscaldata, che si mangia anche se manca il sale. Voto: 6+

I May Destroy You - Trauma e rinascita (Miniserie) - In una (mini)serie fortemente personale e autoriale, Michaela Coel tematizza l'esperienza dello stupro e utilizza l'auto-narrazione come strumento psicanalitico di catarsi ed emancipazione. Ella scrive, dirige e interpreta questa (sicuramente interessante ma non del tutto convincente) miniserie drammatica che getta uno sguardo sorprendente sulla nozione di consenso e sulle relazioni moderne a seguito di un attacco sessuale. Uno sguardo che, lungi da me giudicare negativamente o non necessario (anzi), non resta (personalmente) impresso. Incapace data la sua complessità, di temi e nozioni, data la sua nevrosi narrativa ed ambiguità psicologica, di rendermi pienamente partecipe. Ma a parte questa mia opinione soggettiva, resta il fatto che I May Destroy You riesca, con intelligenza, genialità (in certi frangenti) ed imprevedibilità, ad eseguire egregiamente il compito d'aprir gli occhi. Voto: 6

mercoledì 16 novembre 2022

Le (mini)serie tv del mese (Novembre 2022)

La casualità a volte, forse l'intenzionalità chissà, sta di fatto che lo speciale miniserie, ormai quasi annuale, capiti proprio nello stesso mese che l'ha visto protagonista anche lo scorso di anno (se volete eccolo Qui), con una lista dedicata di stagioni uniche di serie televisive nate apposta (nel 90% dei casi) per essere viste in un solo slot. Pescando un po' dappertutto, mi sono così trovato a vedere queste robe qui, per fortuna tutte decenti. Non è stato un caso invece che dopo aver recuperato un'opera eccellente anime, ne abbia recuperata (spinto da molti baldi giovini) un'altra, e con lo stesso risultato, ascrivibile appunto al capolavoro. Da Conan, il ragazzo del futuro a Cowboy Bebop il passo è stato breve, ed anche in questo caso, cosa aggiungere che non sia già stato detto? Vabbè dai lo dico lo stesso, Cowboy Bebop è forse il miglior esempio dello stile anni '90: una storia che si sviluppa a tratti, con un'attenzione molto ampia verso i personaggi e con la presenza di storie intermedie utili all'approfondimento del contesto. Un mosaico di episodi che tuttavia possono, per la maggior parte, essere assaporati in ordine sparso. Ecco, questo l'unico difetto, non c'è infatti una progressione proporzionata della storia, e forse ci poteva stare un po' più di spazio per qualche storia sul passato dei protagonisti, ma comunque non sono elementi tali da far pensare che ci siano stati errori grossolani. Anche perché dal punto di vista tecnico decisamente ottimo: specialmente il comparto sonoro (comprendente le spettacolari musiche) è tra i punti di forza di quest'anime. Pervaso da una vena malinconica, conosce tuttavia momenti esilaranti. Originale nei contenuti (almeno per l'epoca, a me ha ricordato un po' Mass Effect e un po' Borderlands, giochi abbastanza recenti), nelle pensate, nell'ambientazione. Praticamente un capolavoro, che consiglio vivamente a tutti, specialmente a chi non l'ha mai visto, che possono ora vederla da più piattaforme, su Netflix in primis, da cui tra l'altro è possibile vedere (ma io difficilmente adesso potrei) la serie live action, da molti considerata però pessima, ma anche su VVVVID, che merita certamente considerazione nonostante la pubblicità, io infatti anche per "supporto" l'ho vista da lì. Fine, See You Space Cowboy...

Landscapers - Un crimine quasi perfetto (Miniserie) - Miniserie HBO/Sky basata sulla storia vera di coniugi criminali britannici che nel 1998 realizzano e occultano l'omicidio dei genitori di lei, fuggendo poi in Francia finché non vengono, dopo un decennio, sgamati, processati e condannati. Il fatto di cronaca in se stesso è quasi banale, ma non lo è affatto il modo con cui viene raccontato utilizzando un ventaglio di tecniche di ripresa e stili differenti e variando i toni dal grottesco al tenero. Il risultato è  originale, spiazzante, ricco di sequenze visivamente affascinanti (il tema meta-cinematografico, introdotto dalla cinefilia variamente declinata dei due protagonisti, viene infatti usato con perizia e originalità dal regista), illuminato dalle eccezionali prove di Olivia Colman e David Thewlis. Una storia vera reimmaginata con grandissima abilità, che non entusiasma ma che resta discretamente impressa. Voto: 7

Two Weeks to Live (Miniserie) - Sulla stessa falsariga di The End of the F***ing World, Two Weeks to Live è una black comedy breve e originale, con Maisie Williams come protagonista. Ed è proprio lei, con la sua presenza a rendere piacevole il tutto. Una (mini)serie tv ben fatta, ma che a tratti sembra avere poca anima, più attenta a creare le giuste situazioni divertenti che a sviluppare realmente la trama. La sensazione è infatti quella di trovarsi davanti a un esercizio creativo, né la parte comica, né quella thriller vengono portate avanti fino in fondo. In Two Weeks to Live difatti, tutto si muove su equilibri precari: non ci sono reali momenti tensivi, così come, mancano reali istanti comici tipici delle sit-com. Ci si diverte, ma dura il giusto per non "stroppiare". Però il cast, alcune felici scelte ironiche nei momenti topici degli action, lo stile inglese, rendono Two Weeks To Live un piacevole intrattenimento per chi apprezza questo mix, e questo basta. Voto: 6+

venerdì 23 settembre 2022

Le serie tv del mese (Settembre 2022)

La terza ed ultima stagione de I giocattoli della nostra infanzia racconta la storia delle Tartarughe Ninja, di due fumettisti relativamente sconosciuti che s'imbattono in un'idea che farà esplodere la Tartamania, mettendo sottosopra l'industria del giocattolo, di quella dei Mighty Morphin Power Rangers, ispirata alle serie giapponesi Super Sentai, l'innovativa visione del compositore Haim Saban è diventata una dinastia che regna da decenni in TV e nel mondo dei giochi, dei My Little Pony, di questi piccoli quadrupedi che hanno reinventato la bambola moderna in un'epoca dominata da Barbie e Fragolina, regalando un'immensa gioia ai bambini, ma anche ai fan adulti, e infine del Wrestling agonistico, da WrestleMania alla mania dei giocattoli: i fautori dell'invasione del wrestling sugli scaffali dei negozi riflettono su trionfi e battute d'arresto, personalmente anche a questo giro ho apprezzato, nonostante nessuno di questi giocattoli neanche sfiorati, ma dalla televisione tante belle e grandi cose ho visto. Rispetto alle stagioni precedenti (e quindi anche alla seconda, qui) ci sono meno ricostruzioni di aneddoti e retroscena, alcuni episodi sono meno riusciti (o interessanti, indovina quale) di altri, e a volte si esagera con la ripetizione della stessa gag, ma nel complesso abbastanza buono, e soprattutto ancora e sempre godibile, anche perché il mood fortunatamente non cambia. Alla fine una serie documentaristica davvero piacevole, da amante della cultura pop imperdibile, per tutti i nostalgici e per gli amanti della cultura nerd se non l'avete ancora vista, vedetela.

American Horror Story (10a stagione) - Dopo dieci stagioni la stanchezza inizia a farsi sentire tra i fotogrammi di questa serie e, credetemi, mi dispiace dirlo (passi la nona stagione solo per gli anni '80). Stavolta si divide in due e stante le trame è una scelta tanto saggia quanto forzata: entrambe le storie non ce la avrebbero fatta a reggere una intera serie (forse inserirle nelle Stories, diluendole, sarebbe stato meglio), ma procediamo per ordine. Red Tide, ancora si parla di vampiri? Ma davvero? Ok, in questo caso si tenta di far vedere i succhiasangue sotto una luce nuova ed alcune idee originali ci sono, ma non bastano per svecchiare un argomento trito e ritrito. Fa piacere rivedere l'ex bambino terribile Macaulay Culkin, ma se ci pensa un attimo ci si accorge che la storia sarebbe andata avanti lo stesso senza il suo personaggio e quello interpretato da Sarah Paulson. Death Valley, per la prima volta in AHS si affronta apertamente il tema degli alieni ed è spassoso vedere come gli sceneggiatori si siano divertiti a giocare con la storia americana dagli anni '50 ad oggi e non mancano momenti inquietanti, ma la tutta la parte ambientata in tempi odierni è a dir poco scialba, con quei quattro ragazzetti davvero odiosi ed un finale banalissimo. Insomma al netto del sangue che scorre a fiumi anche questa serie si rivela molto meno politicamente scorretta di quello che vorrebbe far credere. Non la peggiore, ma la inserisco tra le stagioni no. Voto: 5,5

DuckTales (3a stagione) - Così finisce, dopo 4-5 anni di scivoli sull'ottovolante, di avventure in ogni angolo del globo alla ricerca dei tesori più incredibili e dopo aver affrontato, fra le altre, le insidie di streghe, alieni e terroristi globali, DuckTales, la strepitosa serie Disney re-immaginata da Francisco Angones e Matt Youngberg nel 2017. Le prime due stagioni avevano stabilito il riavvio dell'amata serie animata ed avevano introdotto la versione moderna di Paperon de Paperoni e la famiglia dei paperi, ma la terza stagione è davvero il punto in cui la nuova visione della serie (preferita dai fan) decolla. In un continuo gioco di citazioni all'opera di Carl Barks e all'atto d'amore del suo fan più eccellente, Don Rosa, gli sviluppatori mettono al bando ogni remora e riscrivono "La Storia" (fantastici i cameo di Pippo o Paperina per dirne alcuni). Dewey, Huey e Louie hanno finalmente delle personalità completamente differenti (anche se si scherza sul fatto che tutti li distinguono solo per il colore della maglietta), e si scopre una volta per tutte chi sia la loro mamma, la strepitosa Della Duck. In DuckTales gli autori hanno risposto a tantissime delle domande che ci eravamo sempre tutti chiesti, ma soprattutto sono riusciti a trasmettere allo spettatore la dimensione eroico-avventurosa di Scrooge McDuck e di Donald Duck. Il finale di serie prende davvero tutto (il meglio) dalla serie e lo lega in un bel fiocco, chiudendo la sua corsa con il botto, con un finale epico (ma non ci si aspettava di meno, visti i precedenti), della durata di oltre un'ora. E' un peccato vederlo andare definitivamente, è stato un po' uno shock infatti sentire che la terza stagione sarebbe stata l'ultima avventura, ma sono grato per la corsa sfrenata ottenuta. Voto: 7