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giovedì 30 luglio 2026

Le serie tv del mese (Luglio 2026)

Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da RaiPlay, Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

The Last Kingdom (5a stagione) - La quinta stagione regala un finale maturo ed emozionante, che restituisce piena dignità al percorso di Uhtred dopo una quarta stagione meno brillante. Netflix chiude la saga con un tono più intimo: Uhtred (che invecchia mai) è finalmente un uomo consapevole, segnato dai figli, dal peso della famiglia e da un destino che non è più solo un motto, ma una verità conquistata. Il conflitto politico con Re Edoardo e il fanatismo di Brida alimentano una tensione costante, mentre la serie intreccia storia e dramma personale con la solidità che l'ha sempre contraddistinta. Le battaglie sono ben dirette, il ritmo serrato, e l'arco narrativo del protagonista trova una conclusione coerente e sentita. Qualche nodo secondario viene chiuso in fretta e alcune scelte sui personaggi (anche storici) non convincono fino in fondo. Ma il cuore della stagione (la maturazione di Uhtred e la sua resa dei conti finale) funziona, emoziona e lascia la giusta nostalgia. Un epilogo sobrio, non spettacolare, ma perfettamente in linea con ciò che The Last Kingdom è sempre stato: una saga storica avvincente, solida, e profondamente umana. Voto Stagione: 7+; Voto complessivo: 7

Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo (2a stagione) - La seconda stagione è più matura della prima stagione, con un ritmo più rapido, una CGI più convincente e una dinamica di gruppo meglio definita. Tyson aggiunge cuore e ironia, mentre Percy, Annabeth e Grover mostrano una crescita più evidente. L'azione aumenta e il tono resta leggero, rendendo la serie scorrevole e piacevole. Nonostante ciò, non risulta davvero migliore: la trama rimane semplice, alcuni momenti si ripetono, la tensione è limitata e certe interazioni (soprattutto romantiche) sembrano premature. La serie consolida ciò che aveva iniziato nella prima stagione, ma continua a muoversi con prudenza, senza compiere un vero salto di qualità. In sintesi: più matura, più fluida, ma non più forte. Un passo avanti, sì, ma non un'evoluzione decisiva. Voto: 6+

Daredevil - Rinascita (2a stagione) - La seconda stagione prosegue la rinascita del Diavolo Rosso su Disney+, conservando lo stile grezzo e indipendente dell'era Netflix. È una stagione ambiziosa, potente nei momenti giusti, ma frenata da lungaggini e da una gestione disordinata dei personaggi secondari. Matt e Fisk restano il cuore pulsante: il loro scontro, prima legale e poi fisico, è il vertice dell'annata, così come la rivelazione pubblica dell'identità di Daredevil, un sacrificio che dà peso reale alla vittoria contro Fisk. L'assalto al tribunale introduce un sottotesto politico efficace, mentre il ritorno di Luke Cage è la sorpresa che apre scenari futuri interessanti. Tuttavia Heather Glenn rimane un personaggio mal costruito, Karen Page è ancora sottoutilizzata e la libertà finale concessa a Fisk lascia un retrogusto amaro e poco convincente. Born Again chiude bene il percorso principale, ma non riesce a nascondere i limiti strutturali che l'hanno accompagnata: una stagione buona, mai eccellente, che funziona quando colpisce duro e inciampa quando devia dal suo nucleo narrativo. Ora la vera sfida sarà capire se la terza stagione saprà trasformare queste conseguenze in un nuovo slancio. Voto: 6,5

mercoledì 26 maggio 2021

Le serie tv del mese (Maggio 2021)

Ne hanno, se n'è parlato così tanto, che alla fine non ho resistito ed ho visto anch'io la prima stagione (dico prima perché a quanto pare ci sarà una seconda e chissà quante dopo) di LOL - Chi ride è fuori, il game show distribuito da Prime Video e condotto dal "chiacchierato" Fedez con la partecipazione di Mara "parolaccia facile" Maionchi che ad Aprile ha monopolizzato l'attenzione e l'ilarità generale. E giustamente direi, perché non mi sono proprio sganasciato dalle risate, ma ho riso bene e spesso, difficile infatti resistere al tutto. Dieci comici rinchiusi in una casa-teatro per sei ore consecutive con l'obiettivo di far ridere gli altri concorrenti con qualsiasi mezzo: battute, gag, oggetti. Si può quindi immaginare la baraonda (infatti è successo di tutto e di più come molti avranno visto), se poi tra i partecipanti alcuni dei comici nostrani più famosi e divertenti del momento, allora il gioco è fatto, divertimento assicurato. E così appunto è stato, tra un Elio (delle storie tese) in versione Gioconda-ballerino tip-tap-suonatore flautista e un Lillo (della coppia con Greg) in versione Supereroe-illusionista-mascherato, senza dimenticare Pintus e Matano, la Katia e il Ciro (dei Jackal), una gabbia di matti (non particolarmente spassosi gli altri). Ho riso così tanto che quasi mi faceva male la mandibola, anche perché per evitare di ridere per non essere eliminati, certe smorfie fantastiche facevano, io appresso. Penso che comunque non avrei resistito, come molti credo, neanche 5 minuti se tra loro ci fossi stato. In ogni caso, se qui tante risate, tra le serie di questo mese (le stesse di Aprile, il motivo sapete), questo ed altro.

BoJack Horseman (2a stagione) - Continuano le disavventure del cavallo più umano che ci sia. E no, non sto parlando di Pippo Baudo, ma di BoJack Horseman, l'ex attore televisivo con aspirazioni drammatiche che non riesce a farne una giusta: dal presentarsi a casa di una vecchia amica, senza considerare che lei nel frattempo ha messo su famiglia, fino a sputtanare suo malgrado il film sul suo mito di sempre, Secretariat. Seconda stagione sempre su alti livelli, ma un pelo sotto la prima. Non so esattamente il perché: sarà l'inevitabile scomparsa dell'effetto sorpresa, e del tratto e dell'ambientazione, sarà la convenzionale esplorazione dei personaggi secondari che da un lato amplia il respiro della messa in scena e dall'altro dà una sensazione di riempitivo, o forse sarò strano io. Quasi tutti hanno detto che dalla seconda stagione BoJack Horseman sarebbe esponenzialmente migliorato rispetto alla prima, io invece trovo che pur mantenendosi su eccellenti livelli non aggiunga moltissimo alla prima tornata di puntate, nelle quali avevo già trovato molte cose buone che questa serie ha da dire. Certo, si avverte una migliore "messa a fuoco" dei temi, una raggiunta maturità nella scrittura degli episodi ed in quella dei personaggi (che diventano ancora più sfaccettati, sempre più analizzati, sempre più destabilizzati, sempre migliori), anche in questa seconda stagione poi la carne sulla brace (carne di cavallo, ovviamente) è molta, ma si perde un po' del brio ammirato nella prima, risultando più riflessiva sui problemi della vita, visto che la depressione del protagonista è crescente. Non mancano tuttavia le gag che la rendono (nuovamente) ottima ed imperdibile, visto che la serie mantiene forte il proprio cavallo di battaglia: ironia e riflessione unite per un unico obiettivo, raccontare qualcosa in più sulla vita. Niente male, per una serie su un cavallo antropomorfo. Voto: 8

venerdì 23 aprile 2021

Le serie tv del mese (Aprile 2021)

Accennato l'anno scorso della mia "missione recupero serie tv top", o è stato all'inizio del nuovo anno? Comunque sia, ribadito il fatto, finalmente è giunto il momento, da questo mese e per i prossimi 5 infatti, recupererò 7 serie della mia lunga lista (ma tra quelle più recenti), più altre 9 miniserie entro dicembre, quasi tutte di piattaforme streaming che (ancora) non ho e quasi tutte tra le più apprezzate degli ultimi anni. Per la scelta mi sono basato da un semplice criterio, serie già concluse e con più di una stagione sul groppone. Cosicché se BoJack sarà sempre presente con le sue 6 stagioni, le altre (3 più altre 3 che poi scoprirete) si alterneranno. In tal senso ai fini della classifica finale verranno tutte le stagioni (perché farò appunto di stagione in stagione) giudicate come un unicum (raggruppare 6 o 4 stagioni di una serie in un unico post mi sembrava infatti troppo complicato per me), anche se di eccezioni potrebbero comunque essercene alla fine. Comunque metodi e criteri, e probabilmente non ci avrete capito una mazza (ed anch'io), ecco qui (sotto) il punto di partenza.

BoJack Horseman (1a stagione) - Irriverente. Scandaloso. Politicamente scorretto. In sole due parole? BoJack Horseman, serie tv originale di Netflix creata da Ralphael Bob-Waksberg, di cui ingredienti alla base sono un cavallo alcolizzato, un coinquilino con idee strampalate, un vicino di casa facilmente entusiasmabile e un mondo dove animali e umani convivono. Uno spaccato reale sulla vita delle star hollywoodiane in chiave ironica, originale nel raccontare direttamente, con le stesse voci dei protagonisti (è immensa la fitta rete di star, dal mondo della televisione a quello del cinema fino ad arrivare al campo musicale, che questa serie riesce a riunire sotto di sé, e non sono solo i doppiatori), il lato più oscuro dell'altra medaglia di Hollywood. Con una scrittura brillante ed intelligente che esalta la natura profonda e riflessiva della serie (è infatti una comedy fondamentalmente triste: affronta col sorriso amaro temi delicati che toccano la vita di ogni essere umano), con un assortimento di personaggi interessanti e peculiari (che sono paradossalmente quasi tutti animali, BoJack è chiaramente l'MVP indiscusso), con un umorismo nonsense originale, Bojack Horseman si presenta, già alla prima stagione, come la migliore serie animata e (in virtù di veri e propri momenti drammatici) la migliore "dramedy" animata vista da me negli ultimi anni. Una stagione che parte subito col botto e non ci vuole molto a capire il motivo che ha portato questa serie ad entusiasmare il pubblico ed ora me, dato che quello humour scorretto, a volte pure ingiurioso e che non fa sconti a nessuno in nessun momento, è proprio quello che diverte e di cui non si riesce a fare a meno. A livello grafico, tutti i personaggi sono disegnati in maniera assolutamente intrigante, gli episodi sono brevi il giusto (circa 25 minuti), diretti e da vedere in qualsiasi momento, mentre alcune scene sono a dir poco spettacolari (su tutte quella delle droghe assunte per l'incredibile tentativo di scrivere un libro in 2 giorni, veramente una sequenza da star male dal ridere). La scelta di partire con dei cliché (persona famosa entrata in depressione, donna in carriera che non riesce ad avere famiglia, uomo famoso sempre gentile e allegro) si rivela essere un trucco, visto che niente è come sembra: tutti i personaggi hanno sfaccettature contraddittorie e, per questo, interessanti. Insomma, non voglio dilungarmi oltre, BoJack Horseman è una serie che, una volta iniziata, non si riesce più ad abbandonare, e non per caso ho deciso di vederla tutta. La prima stagione è infatti promossa a pieni voti ma ha quell'aria di stagione introduttiva che in alcuni casi tende a tirare il freno: aspetti che senza dubbio verranno superati nelle stagioni successive. Voto: 8