venerdì 15 gennaio 2016

Big Eyes (2014)

Alla fine della visione di questo film, ossia Big Eyes, ero ancora un po' stordito da quello che avevo appena visto, stentavo a crederci, non mi sembrava vero, così inverosimile e incredibile da non sembrare quello che in realtà era ed è, una storia dannatamente vera. Non ne avevo mai sentito parlare. Perché quello che racconta questo bellissimo film (del 2014) è qualcosa di pazzesco, con un regista Tim Burton, sempre tuffato nel fantastico più sfrenato possibile, che invece, con una originale sceneggiatura, confeziona un'opera veramente molto bella, sia visivamente ed emotivamente coinvolgente. E pensare che all'inizio, nelle prime immagini (del trailer), credevo fosse un'onirico ed orripilante viaggio nell'occulto o fantasy con quella particolare scena di lei al supermercato, perché anche solo dal regista intuivo già che qualcosa di strano parlava, invece poi scopro prima di vederlo che il film è ispirato a fatti realmente accaduti e che si trattava di una biografia, una drammatica commedia. In un'epoca in cui non era possibile lasciare i mariti (anni 50-60), la pittrice Margaret Ulbrich decide di scappare con sua figlia. Senza vere prospettive e senza soldi, dipinge per passione e per necessità quadretti semi-caricaturali di bambini dagli occhi smodatamente e insolitamente grandi (in stile quasi Manga), che trasmettono emozioni contrastanti ma piene del suo sentimentalismo e della sua anima, perché gli occhi sono lo specchio dell'anima. Incredibilmente queste opere raggiungeranno un enorme e inaspettato successo quando a commercializzarle sarà Water Keane, secondo marito di Margaret bramoso di successo e di denaro, artista a tutti i costi. Spacciando i quadri della moglie per propri, per quasi un decennio, Walter costruisce un impero su un'enorme bugia, riuscendo ad abbindolare l'America intera. Finché Margaret non si ribella, perché sotto gli occhioni dei milioni di "figli" dei Keane, si cela una delle più grandi frodi dell'arte contemporanea. Purtroppo in quel periodo l'arte femminile non era presa in seria considerazione e così Walter ha potuto sfruttare le sue abilità di manager plagiando la moglie, relegandola dietro le quinte, facendo da comparsa, continuando a dipingere, dividendo equamente i profitti (si fa per dire..). Ma il femminismo è alle porte e Margaret ne è a suo modo una pioniera, poiché porterà in tribunale il marito riuscendo a smascherare Walter che si arrogava la paternità delle opere, è di fatto solo un truffatore. Non ha mai dipinto alcun quadro, ha falsato la sua vita e quella degli altri.

mercoledì 13 gennaio 2016

Project Almanac (2015) & Il ragazzo invisibile (2014)

Project Almanac: Benvenuti a ieri è un film d'avventura (del 2015) a tema fantascientifico incentrato su una macchina del tempo. David, per ottenere una borsa di studio decide, su suggerimento dei suoi amici, di realizzare un progetto scientifico che possa essere sperimentato. Aiutato dalla sorella, che riprende tutto con una videocamera (l'intero film è girato in stile documentario, con riprese effettuate dalla videocamera o dal cellulare dal gruppo dei protagonisti per riprendere gli "esperimenti temporali", l'effetto però è frammentario, spesso disarticolato e rende la visione a tratti fastidiosa), cerca in soffitta tra i vecchi progetti del padre, scienziato a tempo perso, e trova un progetto riguardante una macchina del tempo. Un po' per scherzo, un po' per gioco, David insieme alla sorella e agli amici si lanciano nella costruzione di quella che potrebbe essere la svolta delle loro vite. Mantenendo segreta la loro incredibile scoperta, e dopo averla costruita, il gruppo, affiatato, inizia a viaggiare indietro nel tempo, portando dei piccoli ritocchi negli avvenimenti del passato, che alla fine vanno a cambiare il corso delle loro vite future. Senza pensare troppo alle conseguenze e agli effetti i 4 adolescenti faranno quello che vogliono, in preda a ormoni e testosterone, come ballare e divertirsi, ma hanno veramente coscienza di cosa vanno incontro? Ad ogni viaggio infatti l'avventura per loro cresce, ma aumentano anche i rischi e la posta in gioco si fa sempre più alta. Nel tentativo di piegare il mondo ai loro voleri, le loro azioni iniziano a creare effetti a livello globale che si ritorcono loro contro, cominciano infatti a scatenarsi indirettamente disastrose conseguenze. Fino a giungere alla parte finale del film, sicuramente la più interessante, nella quale si svela anche l'enigma iniziale (il più importante) con la strana immagine scovata in un filmino amatoriale fatto in casa per il settimo compleanno di David (quello che spingerà il gruppo a risolvere il rebus). I protagonisti quindi si troveranno ad affrontare una corsa contro il tempo, passato e futuro, per poter correggere i propri errori e mettere la propria vita di nuovo in pista.

martedì 12 gennaio 2016

Show me a hero (Miniserie) & Strike Back (5a stagione)

Show Me a Hero, che letteralmente significa "mostratemi un eroe", è una miniserie televisiva statunitense di casa Hbo. Sei puntate trasmesse da Sky Atlantic dal 17 novembre al 15 dicembre 2015. La miniserie è incentrata sulla storia (veramente accaduta, a cavallo tra gli anni 80 e 90) di Nick Wasicsko, giovanissimo sindaco di Yonkers, che si trovò a dover applicare una sentenza federale per l'integrazione razziale. Ovvero: c'erano delle case popolari da costruire e andavano distribuite per la città, anche (anzi soprattutto) nei quartieri bianchi. Dal 1987 al 1994, si racconta l'infelice esperienza politica del democratico Nick Wasicsko, poco più che 28enne quando fu eletto, dovette fare i conti con la cittadinanza (che lo scelse solo perché non era il sindaco uscente, favorito da un clima di contestazione e malcontento popolare) e con la politica del compromesso, sullo sfondo di una pesante e sofferto dibattito sulla realizzazione di alloggi popolari nella città di Yonkers. Nell'immobilità degli amministratori, che non adempiono a quanto prescritto dalla legge, interviene il giudice Sand, che obbliga i politici a darsi da fare a meno che la città non voglia incorrere in pesanti multe e andare verso il default. Wasicsko quindi realizza il proprio sogno diventando primo cittadino e sobbarcandosi il carico della poltrona più importante nel momento più drammatico. La vicenda si dipana attraverso sette anni e sei episodi densi di avvenimenti e tematiche. Mentre seguiamo la storia di Nick, entriamo nei quartieri più poveri, facciamo la conoscenza con altri protagonisti, non minori ma ugualmente importanti. Una lezione di storia, sociologia, politica, umanità, dalla scrittura e realizzazione impeccabili che conferma Oscar Isaac come grandissimo interprete, protagonista assoluto della serie (affiancato da un camaleontico Jim Belushi). È perfetto nel ruolo di Nick Wasicsko: il suo sguardo cambia con il passare del tempo: da sognatore a realista, da insicuro a responsabile, ogni espressione è studiata, attenta e ponderata.

lunedì 11 gennaio 2016

David Bowie (1947-2016)

Uno dei più grandi artisti contemporanei è scomparso a 69 anni, compiuti solo pochi giorni fa. Sempre poco tempo fa dell'artista inglese era uscito 'Blackstar', il 27esimo album di una carriera musicale che mosse i primi passi 49 anni fa. La notizia è stata diffusa sulla sua pagina Facebook e il suo account Twitter: "Se ne è andato circondato dalla sua famiglia dopo 18 mesi di coraggiosa battaglia contro il cancro". Da Sky Tg24: Una carriera durata oltre cinque decenniil musicista, vera leggenda della musica britannica, ha attraversato tre decenni di musica, vestendo prima i panni di Ziggy Stardust, poi quelli di Alladin Sane e del Duca Bianco. Qualche settimana fa Bowie aveva annunciato il ritiro 'definitivo e irrevocabile' dalla scena live che non lo vedeva protagonista dal 2006. Attivo dalla metà degli anni Sessanta, Bowie ha attraversato cinque decenni di musica rock, reinventando nel tempo il suo stile e la sua immagine e creando diversi alter ego. Dal folk acustico all'elettronica, passando attraverso il glam rock, il soul e il krautrock, David Bowie ha lasciato tracce che hanno influenzato tantissimi artisti. Artista prolifico come pochi, con uscite discografiche al ritmo di un disco all'anno, Bowie non si è mai adagiato sugli allori del successo raggiunto già a metà degli anni '60. Ha attraversato e inventato generi anche molto diversi tra loro: dal beat al R&B bianco, dal glam rock all'electro pop intellettuale, fino al rock colto e raffinato.

domenica 10 gennaio 2016

Il ritorno di Rocky

Il 14 gennaio tornerà al cinema Sylvester Stallone nei panni del pugile più amato del cinema, Rocky. Settimo capitolo della saga, che avrà come protagonista principale però il figlio di Apollo, il film si intitola infatti Creed: nato per combattere. Ma prima di parlare di questo, essendo Rocky uno dei personaggi cinematografici più apprezzati del cinema e di una delle mie saghe preferite, non potevo esimermi e cogliere l'occasione di approfondire il mio rapporto con questa saga, quasi leggendaria. Ogni qualvolta passa in televisione (qualunque capitolo, tranne il quinto..) cerco di non perderlo, e rivederlo per la centesima volta non mi pesa, anzi, ogni volta riscopro qualcosa che avevo dimenticato o perso, anche se ormai conosco tutti i film come le mie tasche, non c'è niente che non so o ricordo. Ovviamente ci sono cose che un'amante di questa saga apprezza o disprezza di più di altri, pregi e difetti, per me più pregi. La prima cosa pregevole e apprezzabile di tutto è la stupenda musica, con canzoni entrate nel cuore e molte indimenticabili, una colonna sonora da pelle d'oca, una delle migliori della storia. Tante le bellissime scene difficili da dimenticare. Scene e situazioni che non avevano solo lo scopo di rendere migliore un film, ma anche insegnare e far capire tante cose, avevano sempre un fondo di verità e uno scopo preciso, infondere nella società dell'epoca, ottusa in piena crisi culturale, dal razzismo alla guerra fredda, la speranza di un futuro migliore. Uno scopo educativo anche, la forza di volontà, di non mollare mai, a partire dal primo capitolo, il migliore di tutti probabilmente, dove un pugile dilettante e che si diletta a riscuotere crediti sfrutta un'opportunità d'oro per diventare qualcuno nonostante la vita non gli ha regalato nessuna chance, nessuna opportunità di riscatto che arriva quando tutto sembra perso. Sfrutta in pieno questa chance e nonostante la sconfitta sa che una possibilità c'è stata. Con grande sorpresa il film vincerà ben tre Oscar. Tanti temi e tematiche emergono dai film di Rocky, la tenacia, la voglia, il riscattarsi, il non farsi mai abbattere, di non smettere di lottare, non arrendersi mai e tanto altro ancora. Prima di continuare nel viaggio nella saga, un difetto importante della stessa, i combattimenti, epici ed emozionanti ma palesemente non veritieri.

sabato 9 gennaio 2016

The Following (3a stagione)

E' riuscito a catturare un killer psicopatico capace di orrendi crimini e il suo mentore 'spirituale', come possono pensare di farla franca altri pazzi assassini se a darti la caccia è l'agente dell'Fbi Ryan Hardy? Perché non c'è nascondiglio, non c'è via di fuga, non c'è posto al mondo in cui lui non ti possa trovare, ne sa qualcosa anche il cattivo della terza stagione di The Following, "la serie dei serial killer". Riuscirà l'agente Ryan Hardy (magistralmente interpretato da Kevin Bacon) a lasciarsi alle spalle il recente passato e a chiudere i ponti con il serial killer più efferato della storia per riprendere in mano la propria vita, magari intraprendendo una nuova relazione? Come finirà la lotta tra l’ombroso eroe e la sua affascinante nemesi? Domande che finalmente troveranno una risposta, ma la battaglia contro Joe Carroll (un fenomenale James Purefoy) raggiunge un nuovo livello perché Joe non sarà l’unico ostacolo che il detective Hardy troverà sulla sua strada verso l'agognata "normalità". Nel finale della seconda stagione infatti, abbiamo visto Ryan Hardy riuscire finalmente a catturare Joe Carroll, diabolico assassino seriale, evaso per ben due volte, e il suo mentore Strauss, colui che ha insegnato a Joe, come e perché uccidere. Tutti e due si servivano dei loro followers per raggiungere i loro scopi. Followers diametralmente opposti a quelli che noi blogger cerchiamo di aggiungere per far crescere il nostro blog, sono invece dei killer psicopatici pronti a tutto per servire al meglio i loro guru, una lega di assassini. Ma dopo l'intervento di pulizia effettuato dall'Fbi sono ormai pochi rimasti al loro servizio o almeno così sembrerebbe e dovrebbe essere. Sembrerebbe perché nonostante all'inizio di questa terza stagione troviamo i nostri protagonisti finalmente liberi, tante, troppe cose, sono rimaste in sospeso e tutto è ancora in gioco. Mark che aveva ucciso il padre di Mike è ancora a piede libero, Ryan trova un nuovo amore, dopo la separazione definitiva con il suo grande amore Claire Matthews. idem Max, sua nipote, giovane e promettente, mentre Mike, che ha abbandonato man mano il suo ottimismo per divenire sempre più cinico e più simile al suo mentore Ryan, è ancora alla caccia proprio di Mark. Intanto, mentre per Joe la situazione è ormai compromessa, essendo nel braccio della morte, per Strauss i giochi sono ancora aperti in quanto ancora in attesa del processo.

venerdì 8 gennaio 2016

Tutti gli altri film visti durante le feste - 2a parte

#ScrivimiAncora è una commedia romantica basata sul romanzo bestseller rosa di Cecelia Ahern. Rosie e Alex sono legati da una forte amicizia sin dall'infanzia, si sono sempre raccontati tutto, compresi i sogni bizzarri di Alex (solo 2 a dir la verità e pure stupidi). La loro amicizia è già amore ma nessuno dei due riesce ad ammetterlo, e a partire da un bacio scambiato durante la festa ad alto tasso alcolico per i 18 anni di Rosie si innesca una catena di equivoci e rimandi che durerà per 12 anni. Rosie e Alex infatti fanno delle scelte sbagliate e rischiano di separarsi, ma grazie ad una fitta corrispondenza, fatta di lettere, e-mail, bigliettini, sms e cartoline riescono a preservare negli anni la loro 'amicizia'. Il regista segue tutti i canoni del genere, la storia di #ScrivimiAncora procede come una catena di fraintendimenti ed occasioni mancate, per tutto il film Rosie ed Alex si "quasibaciano", in diretto contrasto con le "scopate facili" delle recenti commedie americane che, ricorda con realismo europeo, nella realtà possono avere conseguenze assai spinose. Dialoghi freschi e divertenti, al contrario degli snodi, spesso meccanici, improbabili e gestiti facendo scomparire il personaggio di cui, in quel momento, non si vuole (o può) approfondire l'arco narrativo.

giovedì 7 gennaio 2016

Tutti gli altri film visti durante le feste - 1a parte

La piramide è un horror claustrofobico del 2014, girato come un falso documentario secondo la tecnica del found footage. Un team di archeologi americani cerca di svelare i segreti di un'antica piramide sepolta sotto il deserto egiziano. Mentre lavorano nelle profondità, si perdono nelle oscure catacombe. In cerca di una via d'uscita si rendono conto non solo di essere in trappola ma di essere prede di una creatura misteriosa e antica, oltre che famelica. Il cinema horror ha utilizzato i misteri dell'antico Egitto molte volte e non ha ancora smesso. Un film adatto ad una serata di divertimento, prima parte solita routine, poi migliora con un terzo atto piuttosto interessante.
La tensione è ben sorretta da qualche irruzione violenta e truce anche se in alcuni momenti la vicenda cade vittima di una certa monotonia, con il consueto gioco al massacro e all'eliminazione progressiva dei personaggi. Accettabile la prova di un cast senza nomi particolarmente illustri (tranne Denis O'Hare). Nell'insieme, un film che si lascia vedere, un horror di buona qualità considerando gli ottimi effetti visivi e sonori, vero punto di forza del film appartenenti ad un B-movie. Purtroppo finale troppo classico, ma era abbastanza plausibile che succedesse. Da segnalare il robottino mandato in avanscoperta, un mix tra Wall E e Corto Circuito. Voto: 6

martedì 5 gennaio 2016

L'Epifania tutte le feste porta via

Come diceva un vecchio detto, quando arriva l'Epifania tutte le feste porta via, non solo l'atmosfera e l'aria delle feste, l'albero torna in soffitta, i panettoni finiscono ma i chili rimangono, sarà difficile smaltirli. Tutto normale certo, ma sembra strano che già domani arriva la Befana. Strano perché neanche pochi giorni fa è cominciato un nuovo anno, ma è sempre così ogni benedetto anno, neanche il tempo di godersi il Natale che in in quattro e quattr'otto siamo già all'Epifania. Il capodanno però non lo passato benissimo e il nuovo anno non è partito nel miglior modo possibile, il 31 avevo mal di gola, la sera, dopo mangiato, avevo un gran mal di testa, ho praticamente passato la mezzanotte a letto. Per fortuna ho evitato Gigi D'Alessio, peccato però che mi son perso Grignani ubriaco ma non mi sono perso la gaffe monumentale della Rai, che ha fatto partire il countdown un minuto prima, veramente imbarazzante come Amadeus. Io ne ho approfittato vedendomi il divertentissimo film di italia1, Paul. Il primo di gennaio ero ancora febbricitante, non bastasse anche i miei si sono influenzati, forse a causa mia. Ma poco importa, anche quest'anno le feste son 'quasi' passate, il 2016 è appena cominciato. Arriva la Befana, questo è certo, ma non bisogna però mai dimenticare che la vera essenza dell'Epifania è l'arrivo dei Re Magi alla stalla del bambinello, ed è questa la cosa bella e importante da sottolineare, una cosa che da bambino facevo era proprio spostare i magi per farli arrivare a destinazione (nel presepe di mia nonna).

domenica 3 gennaio 2016

I film di Natale visti su Sky

Un amico molto speciale è un fantastico viaggio tra i tetti di una luccicante Parigi, una meravigliosa e divertente favola moderna. Un bambino curioso e sognatore, che poi diventerà un peperino, intravede dalla finestra Babbo Natale...ma è solo un ladruncolo! Credendo di essere difronte a quello vero, decide di seguirlo perché vuole conoscerlo, fare un viaggio sulla sua slitta e con il suo aiuto ritrovare suo padre, che però non c'è più. Il ladro prendendo a 'simpatia' il bambino decide di portarlo con sé in giro per le case a rubare, facendogli credere che l'oro che troveranno serva a far volare la slitta. Il bambino non soffre di vertigini ma è molto astuto e intelligente ma ovviamente ingenuo, l'aiuterà e tra gag e risate ruberà tutto l'oro che può prendere (tralasciando i soldi...). Tra le strade di Parigi e una tappa al Moulin Rouge passeranno una notte indimenticabile.
Il piccolo Antoine però dopo aver scoperto la verità ci rimane male ma il ladro riesce a tranquillizzarlo, scoprendo che forse è meglio cambiare definitivamente 'lavoro'. Infatti i due saranno inseguiti da dei criminali e si troveranno in pericolo ma con un astuto stratagemma si aiuteranno a vicenda, il ladro (un bravissimo Tahar Rahim) a lasciarsi tutto alle spalle e ricominciare, il bambino a tornare a casa da sua madre, ignara di tutto. Quando i due si rincontreranno sarà un felice incontro. Un film (del 2014) emozionante, toccante, ma non troppo, intriso di spirito natalizio e non solo per il periodo proprio della festività in cui è svolta, ma soprattutto per i buoni sentimenti e gli insegnamenti morali che essa dà. Quella che può sembrare una storia banale e superficiale nel suo complesso risulta invece piacevole e delicata, per bambini e adulti. Un film tutto da gustare. Voto: 6+

sabato 2 gennaio 2016

Aquarius (1a stagione)

Aquarius è un serie televisiva statunitense della NBC. In Italia, la prima stagione è andata in onda in prima visione sul canale satellitare Sky Atlantic dal 14 ottobre al 25 novembre 2015. Io, come sempre, in 'leggero' ritardo. Come si evince dal titolo, la serie tratta come in un 'acquario' le storie e le dinamiche dell'America e della Los Angeles degli anni '70, quelli della guerra in Vietnam (una macchia indelebile della storia americana), delle discriminazioni alle donne in ambito lavorativo, dell'integrazione tra bianchi e neri e la piaga del razzismo ma soprattutto dal fenomeno hippie, un movimento pacifico ma che ha svelato al mondo uno dei personaggi più oscuri di quegli anni, ossia il 'famoso' Charles Manson, uno psicopatico che creò una strana 'comune' e che entrò nella storia americana per dei brutali omicidi compiuti. Ovviamente non è un documentario ma un serie che si basa su fatti realmente accaduti ma che si prende molte libertà su storie, fatti e personaggi, spaziando un po' da tutto e tutti, ma che invece di puntare solo su Manson (e menomale) si concentra sul periodo storico e sulle situazioni dell'epoca e sui personaggi (inventati o basati su cose vere) della storia. Dopo buoni ascolti, la NBC ha rinnovato la serie per una seconda stagione. Nel 1967 un sergente di polizia tutto d'un pezzo, Sam Hodiak (interpretato da David Duchovny [X-Files]), viene suo malgrado coinvolto in una serie di intricati casi, dalla sparizione della figlia (Emma) di una sua ex-fiamma, ai suoi difficili rapporti con la ex-moglie e il figlio che scappato dalla guerra in Vietnam senza permesso, per far sapere al mondo le bugie del governo, si caccerà nei guai, ai problemi dell'epoca con l'avanzare del braccio armato nero dei Black Panthers, ai movimenti pacifisti in subbuglio. Nel frattempo aiuta una giovane poliziotta (Claire Holt) a trovare una sua dimensione, presa in giro dai colleghi perché non è un lavoro per donne. Si ritroverà anche coinvolto in spinosi questioni riguardante il mondo omosessuale. Tutto però gira intorno a Manson (Gethin Anthony) e ai suoi loschi traffici di droga insieme ad una banda di bikers e ai suoi segreti di gioventù, infatti copre un omicidio di una ragazza (una delle 'sue' di quando faceva il 'pappone') avvenuta da due influenti personaggi politici che dopo 8 anni faranno campagna per Nixon. Le indagini sotto copertura del suo partner Shafe (Grey Damon, di bell'aspetto con ciuffo ribelle) infatti li conducono proprio a Charles Manson, Il partner si infiltra per sgominare una banda di trafficanti (in combutta con i bikers) e per tenere d'occhio soprattutto Manson (questo musicista, leader di un piccolo culto in cerca di ragazze vulnerabili) che continua imperterrito a reclutare ragazzine, soprattutto per il suo piacere. Inizia così un gioco al gatto e al topo tra la polizia e Manson.