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lunedì 19 gennaio 2026

I film del mese (Gennaio 2026) - Prima Parte

Ecco la prima parte della lista dei film visti questo mese. Scelte o meno, pellicole visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Mediaset Infinity (compreso Plus), Paramount Plus e RaiPlay, a infine Disney Plus, TimVision e occasionalmente YouTube. Sporadicamente anche da Apple Tv Plus, Pluto TV e siti vari (anche non legali). Il primo speciale cinematografico del mese è incentrato su Lupin III, con sei film animati della filmografia recente (a me mancanti) sul ladro gentiluomo.

La trama fenicia (Commedia/Avventura 2025) - Wes Anderson conferma il suo stile inconfondibile: impeccabile nella forma, maniacale nei dettagli, visivamente irresistibile. Ma La trama fenicia mostra anche i limiti di un autore che sembra ripetere all'infinito gli stessi schemi. L'estetica è splendida, le geometrie perfette, i capitoli ben costruiti, e la coppia Del Toro–Threapleton funziona; tuttavia la narrazione è altalenante, a tratti confusa, e la sensazione di déjà-vu domina ogni fotogramma. Il film tenta di rinnovarsi con una storia tra spy‑story e satira sul capitalismo, oltre al tema familiare caro al regista, ma il risultato è freddo, poco emotivo e privo di quel calore che caratterizzava i suoi lavori migliori. I personaggi restano rigidi, la trama c'è e non c'è, e l'insieme appare più come un esercizio di stile che come un racconto coinvolgente. Un'opera minore (come Asteroid City), consigliata soprattutto a chi trova conforto nell'estetica Andersoniana e nei suoi rituali visivi, più che a chi cerca qualcosa di davvero nuovo. Voto: 6

Companion (Thriller/Sci-fi 2025) - Uno di quei film che funziona solo se visto senza sapere nulla. Il twist dopo mezz'ora cambia completamente direzione e conoscere la premessa lo indebolisce. È una black comedy fantascientifica che gioca sulla mascolinità tossica e sul controllo nelle relazioni, con toni più leggeri rispetto ai classici del genere. L'idea dei robot‑partner è attuale e credibile, anche se alcuni elementi (come l'assurda opzione "violenza al 100%") rivelano buchi di sceneggiatura e portano a derive action meno riuscite. Nonostante ciò, ritmo e cast funzionano: Sophie Thatcher e Jack Quaid (alias Mr. Morfina) reggono bene il mix di thriller, commedia e sci‑fi. Non è originale come Ex Machina o Westworld, ma intrattiene, diverte e scorre senza pretese. Da vedere senza informazioni e senza aspettative. Voto: 6,5

Dumb Money (Commedia/Dramma 2023) - Film, diretto dal regista di Crudelia e soprattutto Tonya, piacevole e accessibile anche a chi non conosce la vicenda reale, raccontata con quello stile frizzante tipico dei biopic post The Wolf of Wall Street. La storia, pur complessa, scorre bene grazie a personaggi simpatici e ben caratterizzati, anche se il ritmo cala un po' nel finale. Rientra nel filone degli "instant movie" sull'attualità e sfrutta con efficacia il classico schema dello sfigato che si riscatta. Non punta al capolavoro, ma è confezionato con cura e si lascia seguire senza fatica. Il racconto del caso GameStop diventa una versione moderna di Davide contro Golia: piccoli investitori contro i giganti di Wall Street, con i social come arma inaspettata. Qualche tecnicismo può risultare ostico, ma nel complesso è una storia interessante e ben resa. Voto: 6,5

Paternal Leave (Dramma 2025) - Il film segue una quindicenne tedesca che arriva in Italia per conoscere il padre mai incontrato. Ne nasce un dramma intimo fatto di silenzi, goffi tentativi di comunicazione e ferite mai elaborate. La regia di Alissa Jung adotta uno stile sobrio e osservativo, a volte efficace, a volte appesantito da lentezze, simbolismi ripetuti e un'eccessiva ricerca di "autorialità". Il film vive soprattutto sulle spalle dei due protagonisti: Juli Grabenhenrich e Luca Marinelli, entrambi credibili e naturali. La storia procede tra momenti toccanti e passaggi più sbrigativi, senza offrire facili riconciliazioni né ottimismo di comodo. Ritratto agrodolce di un rapporto impossibile da ricucire del tutto, è un'opera curata ma altalenante, che convince più per le interpretazioni che per la costruzione narrativa. Voto: 6

venerdì 28 giugno 2024

I film del mese (Giugno 2024)

Un mese di grandi firme, come probabilmente mai era successo prima, tra candidati (passati e presenti) e vincitori (recenti) dei Premi Oscar, tra vincitori (di oggi) dei David di Donatello e mostri leggendari, tra film acclamati e film diretti da acclamatissimi registi, un mese, questo di giugno che pare agosto, quindi parecchio impegnativo ma per di più positivo. In ogni caso, e mai come questa volta, così tante informazioni sulle disponibilità di visione dei film coinvolti. Ecco infatti, che cominciando dai due film visti su RaiPlay, bisogna sottolineare che Speak No Evil, andato in onda il primo maggio sui canali Rai e reso disponibile presumibilmente per una settimana dalla stessa piattaforma, non è più disponibile, al contrario The Quiet Girl, disponibile in esclusiva da 4 maggio, lo è ancora. Sono scaduti invece due film visti su Prime Video, il 30 maggio L'ultimo yakuza e il 9 giugno Saw X. Infine ho visto Aftersun su Cielo, poiché esso lì è andato in onda il 3 giugno scorso, e non so se in qualche modo è recuperabile su Sky, mentre presumibilmente tornerà disponibile per la settimana di visione premium di Infinity Plus il film Il colore viola, che io ho visto nella settimana utile tra il 7 e il 13 giugno scorso. Tutti gli altri, e chiudo, disponibili ancora ed agevolmente dalle loro rispettive piattaforme.

[Sky] Oppenheimer (Storico/Dramma/Thriller 2023) - Si può dire molto su Christopher Nolan, ma oggettivamente parlando, è un regista che ha una grande maestria tecnica, a prescindere dal gradimento dei suoi film. Affidandogli un intreccio politico ancora intrigante nonostante gli anni trascorsi, attori di calibro (con Cillian Murphy in prima linea) e le eccellenti musiche di Ludwig Göransson, il film si presenta praticamente su un piatto d'argento. Nolan, abile nel gestire diversi piani temporali, offre una sceneggiatura quasi impeccabile. Personalmente, trovo il tema del comunismo poco coinvolgente e avrei ridotto la presenza del Maccartismo, beneficiando anche la durata del film. La ricerca della perfezione può portare a dettagli eccessivi, che io chiamerei "scorie". A parte questo, è difficile trovare altri difetti. Tre ore di cinema denso e ricco di informazioni, trasformato dal montaggio in un complesso gioco di cronologie e prospettive che genera una tensione crescente e tangibile. Per chi si aspettava un film esclusivamente sulla fisica atomica, Oppenheimer si focalizza sulla figura e sull'impatto del suo lavoro, includendo il prima, il durante e le conseguenze della creazione. In sostanza, Oppenheimer conferma che il cinema di Nolan è un "prestigio" che invita alla riflessione sulle scelte morali e rappresenta un'industria in cui ogni creativo si spinge oltre i propri limiti (meritati i 7 Oscar vinti). Nolan continua a stupire: dopo l'eccesso di Tenet, ora è tornato sulla giusta via, rendendo ogni suo film un evento imperdibile, grazie a un talento che è ancora molto presente. Voto: 8-

[Prime Video] L'ultimo yakuza (Thriller/Azione 2019) - "First Love" narra la storia romantica e tragica di due protagonisti: un pugile con un tumore incurabile e una giovane tossicodipendente costretta a prostituirsi. È un racconto con uno sfondo oscuro, arricchito dagli elementi distintivi del cinema di Takashi Miike: poliziotti corrotti, il mondo degli yakuza, la mafia cinese, tradimenti e piani complessi che si frantumano. In questo contesto, Miike si esprime e diverte, coinvolgendo lo spettatore con la sua violenza esagerata e grottesca, mescolando e scomponendo i generi, e concludendo con un finale romantico e dolce, insolito per i suoi film. La sceneggiatura è ben curata, ma la presenza di numerosi personaggi, non tutti adeguatamente sviluppati, genera confusione, specialmente nella prima parte. Nella seconda, le cose migliorano notevolmente, al punto che una scena diventa un cartone animato per ragioni di budget, eppure ciò passa inosservato e risulta perfetto. Un'opera minore del celebre regista giapponese, ma comunque piacevole e divertente. Voto: 6,5

giovedì 30 giugno 2022

I film del mese (Giugno 2022)

Dai cortometraggi ai documentari il passo è breve, e se questi di Cinema parlano/descrivono, "manco la bocca devi aprire". Ho infatti atteso di avere Netflix e dell'occasione per vedere la docuserie I film della nostra infanzia, spin off della serie I giocattoli della nostra infanzia (che anch'esso forse recupererò), ed è stato un gran divertimento. Certo, ho visto delle 3 solo la prima di stagione, ovvero delle 16 puntate solo quattro, ma sicuramente non mi perderò le altre, non mi perderò le storie dietro alcuni dei film che hanno influenzato intere generazioni, comprese le interviste con gli attori, i registi e gli addetti ai lavori che si sono impegnati nella realizzazione di questi classici. Eppure l'inizio non è stato dei più eccezionali, difatti si comincia con Dirty Dancing - Balli proibiti, che, qui lo dico e qui lo nego, non ho mai sopportato, ma i retroscena davvero interessanti, alla fine più del film penso d'aver più apprezzato tutto quello che nel documentario (durata variabile 50 minuti) viene svelato. Fortunatamente dal secondo si comincia a ragionare, ecco infatti Mamma, ho perso l'aereo, che nonostante alcuni retroscena già sapevo e/o conoscevo ho apprezzato moltissimo. Sapevo quasi tutto invece del terzo, di Ghostbusters - Acchiappafantasmi, ma anche più del secondo ho ammirato il tutto, perché i Ghostbusters sono i Ghostbusters. Ultimo, un gran bel botto, quelli tantissimi che c'erano in Trappola di cristallo, uno degli action più belli di sempre. A tal proposito, grazie al nostro Cassidy di quartiere (conoscete tutti il blog La Bara Volante vero?) che di cinema se ne intende, alcune chicche erano già state svelate (ed anni addietro), ma tra sorprese che non sapevo ed espedienti che non conoscevo, un piacevole e godibilissimo intrattenimento. Come quello che ahimè solo in pochi hanno offerto i lungometraggi visti in questo mese, nessuno diventerà un classico (a parte uno che già lo è), ma almeno alcuni di certo vedibili sono, scoprite quali.

Lady Macbeth (Dramma 2016) - L'origine shakespeariana mutuata dal romanzo breve di Nikolaj Leskov rendono questa Lady Macbeth un oggetto particolare, lo rendono un film strano ed affascinante. Una protagonista eccellente (una già brava e fulgida Florence Pugh, che da qui migliora progressivamente) per un film che convince non tanto per la trama quanto per le atmosfere e il gusto ricercato delle inquadrature oltre che per la tensione che permea progressivamente la vicenda. Una vicenda dai tratti gelidi sullo sfondo di una campagna spoglia e isolata dal mondo, scenario perfetto per un dramma che sale lentamente fino all'exploit finale. Un'impostazione molto teatrale ma certamente efficace nel trasmettere un senso di crudeltà ai limiti del gratuito. Il risultato è un film intrigante ma che non avvince del tutto. Tragica ma priva di pathos nel senso più classico, la pellicola dell'esordiente William Oldroyd, interessa e convince, però solo a metà. Voto: 6

Youtopia (Dramma 2018) - Delicato nelle premesse, angosciante nello sviluppo, troppa iella, però, sembra disorientare e il finale non giunge molto catartico. Occasione non del tutto persa ma sostanzialmente mancata di scandagliare con giusto coraggio e volontà una virtualità nella quale le carte della disumanità, dell'anomia e di una nuova idealità di socializzazione si mescolano con più complessità di quanto si vorrebbe credere (la vera "profonda rete" su cui indagare). Berardo Carboni e i suoi invece passano per troppe scorciatoie di scrittura, asciugando dove sarebbe stato utile soffermarsi e viceversa. Non è da bocciare ma nemmeno da elogiare tanto, diciamo che si può guardare e alla fine non c'è rimpianto però ci sono recitazioni scadenti dove si salva solo la ragazzina, e che ragazzina, Matilda De Angelis, non più una brava esordiente di belle speranze, ma sempre più una conferma che dimostra tutta la sua maturità di attrice. Voto: 5,5

giovedì 19 dicembre 2019

Le migliori attrici e i migliori attori, più altri premi, dei film visti nel 2019

Se un film è finito nella Top 15 e nella lista dei migliori film del genere ci sarà stato un perché, e la mia risposta a questi perché (almeno per una buona parte di questi perché) ve la do io oggi tramite questo post. Infatti, e in tal senso, non cambia il metodo (e il modo, invariato dallo scorso anno, potete vedere qui) di suddivisione dei premi, le colonne sonore ci saranno domani, e vengono qui e oggi (virtualmente) premiati gli attori e le attrici, con loro (a fine post) tutti i premi tecnici più importanti, che più mi hanno convinto durante l'anno. E siccome sono tanti non perdo tempo e ve li presento. Tuttavia una piccola nota, i link alle recensioni ci saranno in ordine di apparizione.

I MIGLIORI ATTORI
8. Ex aequo in ottava posizione per il trio "violento", a Chris Pine e Ben Foster ci si aggiunga Jeff Bridges che in foto non c'è, di Hell or High Water,
per il figlio di Denzel, John David Washington, strano suprematista bianco in BlacKkKlansman, per il bravo Timothée Chalamet,
Chiamami col tuo nome non mi è piaciuto ma innegabile è il suo talento, per il sensibile Steve Carell di Benvenuti a Marwen,
per l'Adam Driver sobrio di Paterson e quello frizzante di BlacKkKlansman, per l'allunato Ryan Gosling di First Man,
per la coppia Hugh Jackman/Zac Efron di The Greatest Showman, per il sardonico James Franco di The Disaster Artist,
e infine per il virulento Michael Shannon de La forma dell'acqua
7. Denzel Washington è sempre sul pezzo, sia che si tratti di un film drammatico (End of Justice) che un action (The Equalizer 2)

venerdì 17 maggio 2019

L'isola dei cani (2018)

Il texano Wes Anderson alla fine degli anni '90 si è imposto al mondo con Rushmore come uno degli alfieri del cinema indipendente americano. Poi con il passare degli anni è diventato molto di più di un regista "indie", è diventato uno dei maggiori registi mondiali, arrivando ad ottenere importanti riconoscimenti e ampi consensi di critica e pubblico. Nel corso degli anni 2000 ha sfornato una serie di gioielli che hanno abituato il pubblico di tutto il mondo a una narrazione di simmetrie, colori pastello, musica vintage, personaggi borderline e grandi sentimenti. Con il suo stile particolare, estremamente riconoscibile, preciso fino ad essere maniacale si dimostra continuamente come uno degli autori contemporanei più coraggiosi e attenti alla forma. In tal senso, poiché chiunque conosca Anderson e la sua poetica sa benissimo che si troverà di fronte a delle scene curate al dettaglio, in cui la simmetria la fa da padrona e i dialoghi sono sempre brillanti, si ha sempre la paura di una costante ripetizione dei temi trattati, ma Wes Anderson, che ha alle spalle forti sostenitori come altrettanti detrattori (io dalla parte dei primi), riesce a reinventare con sapienza sempre la stessa storia, più o meno la stessa storia. Perché L'isola dei cani (Isle of Dogs), film del 2018 scritto, diretto e co-prodotto da Wes Anderson, film molto atteso (sicuramente da me) che ha vinto l'Orso d'argento per la regia al Festival di Berlino 2018 (di cui era anche film d'apertura), che arriva dopo il successo mondiale di critica e pubblico di Grand Budapest Hotel e che segna un coraggioso ritorno all'animazione in stop motion dopo Fantastic Mr. Fox, è comunque un film d'animazione d'autore ricco d'intelligenza e di inventiva che, con toni favolistici e metaforici, affronta temi assolutamente attuali: l'inquinamento, l'ipocrisia e l'avidità dei potenti che schiacciano i più deboli ed indifesi (i cani potrebbero essere una metafora degli immigrati, dei poveri o fate voi), il potere che distrugge con la violenza il dissenso, la televisione che obnubila le menti delle persone ecc. Il tutto narrato come fosse un cartone animato per bambini, in cui i protagonisti sono i cani, pur non essendolo, o meglio: molto adatto ai bambini, ma anche adatto agli adulti, perché ha una narrazione parecchio più complessa di quella di un normale film d'animazione.