L'intenzione era proseguire già dallo scorso mese la visione di alcune serie (abbastanza lunghe e finite) stagione per stagione, ma come potete notare niente di tutto ciò. Questo perché ho deciso di vederle per completo, ma dall'anno prossimo. Infatti ho già un calendario abbastanza fitto tra recuperi e ultime novità per cominciare adesso, non bastasse che ho già troppe serie "aperte" (e ancora da finire, colpa anche di produzioni lunghe) per cominciarne di nuove ed ingolfare il ritmo. In questo senso porterò già a termine da quest'anno alcune di queste serie, anche se alcune di esse proseguiranno ulteriormente. Ad alcune non riesco a rinunciare (anche se a certe probabilmente dovrei), e il tempo di vedere altro non c'è, ma so districarmi bene e così continuerò, cominciando/continuando da oggi.
Christian (1a stagione) - Nel cuore di Corviale, noto quartiere periferico di Roma, tra malavita e
pestaggi accade qualcosa di soprannaturale che coinvolgerà anche un
messo del Vaticano. Sei episodi di discreta fattura che spaziano in
maniera apprezzabile tra miracoli, violenza e piccoli ma importanti
sentimentalismi. La prima stagione (probabile infatti un seguito, nonostante il liberatorio finale)
l'ho trovata interessante, coinvolgente e ben girata. Interessante per i
temi che tratta e soprattutto per come li tratta, per nulla scontato il
finale, coinvolgente per il ritmo incalzante della trama senza
esagerazioni balistiche o scazzottate improbabili, non affatto un
capolavoro ma sicuramente un prodotto ben fatto e con attori
all'altezza (Claudio Santamaria forse in un ruolo non suo ma efficace). Un prodotto molto trasversale e
non prigioniero di un solo genere, capace sia d'intrigare ma anche
riflettere proprio grazie all'argomento
toccato. Un prodotto che non strizza l'occhiolino a nessuno (non
volontariamente almeno), va per la sua strada a volte con qualche buca,
proprio come le strade di Roma. Voto: 6,5
City on a Hill (2a stagione) - Un piccolo ritardo dovuto al Covid, ma non solo c'è stato un raddoppio,
anche una triplicazione prevista prossimamente, perché questo serial Showtime, nonostante se ne parli davvero poco, con questa seconda stagione ne conferma il valore.
Perché a volte un grande classico, se fatto bene, può regalare emozioni,
trasporto emotivo e tensione, è il caso di questa serie ambientata a
Boston nei primissimi anni '90, che anche in questa nuova stagione, pur
non discostandosi dalla precedente (con i suoi difetti e i suoi pregi),
tanto nei temi quanto nei risvolti, dopotutto la corruzione non è facile
estirpare, così come il razzismo e il pregiudizio, a soffrire
socialmente i più deboli, costretti a tutto per sopravvivere e far
vivere gli altri, riesce ad essere efficace ed a restituire uno
spaccato, brutto, sporco e cattivo, di grande impatto. In questo senso
la seconda stagione tira alcuni fili, approfondendo anche aspetti del
background dei personaggi. Personaggi corrotti sì, ambiziosi sì, o forse
semplicemente umani (Kevin Bacon quando è così non gli si può dir niente). Un classico poliziesco insomma, ben scritto, ben girato, ben recitato
che non stupisce ma che in fondo ancora discretamente piace. E scusate se questo è
poco. Voto: 6,5