E mi ritrovo nuovamente a distanza di un anno (qui il test secondo e qui il primo esperimento) a tastare il polso alla commedia italiana, anche in questa occasione infatti, ho sfruttato le visioni che Sky ha proposto ai suoi abbonati in ambito commedie nazionali, anche se in verità ho semplicemente preso ad esempio le commedie che non avevo ancora visto e che avevo registrato sul mio MySky, per vedere se qualcosa fosse cambiato. Ebbene proprio no, non c'è due senza tre, anche questa volta difatti, una commedia su 4 riesce nel suo intento (come potrete vedere dalle mie recensioni), solo una commedia riesce a raggiungere la sufficienza piena (di più è alquanto raro), tuttavia le altre tre, a parte una da "rimandare", da bocciare non sono e bruttissime non sono. Ma per sapere di quali commedie sto dicendo vi basta leggere, però prima è utile e necessario analizzare un po' la situazione attuale e quella scaturitasi dopo la visione di queste quattro pellicole, che una cosa hanno in comune, sono tutte di stampo grottesco, ovvero surreali, stravaganti e paradossali, ma che appunto non tutte con lo stesso risultato. Allora, innanzitutto bisogna dire che finalmente qualcosa sta cambiando, le banalità e volgarità sono in diminuzione (seppur in verità tante le ho evitate quest'anno di questo stampo), e sempre più produzioni puntano sull'originalità. Purtroppo non tutte riescono nei loro intenti, ma almeno ci provano ed è già tanto. Poi da dire c'è che nonostante tutta questa mediocrità ancora latente, perché alcune commedie italiane viste quest'anno (e finora) non mi hanno convinto, a parte il pessimo (personalmente parlando, a tal proposito tutto è a "titolo" personale) Addio fottuti musi verdi, piccole delusioni da A casa tutti bene e Beata Ignoranza, grandi da Bentornato Presidente, ci sono state alcune belle sorprese, piccoli cadeau da Metti la nonna in freezer, Tutto quello che vuoi, In guerra per amore e soprattutto Orecchie, grandi da Easy - Un viaggio facile facile e Morto Stalin, se ne fa un altro. Insomma non tutto è da buttare, anche se poi delle commedie che si producono ultimamente ne vedo probabilmente un terzo, forse meno. In ogni caso spero di vederne di buone più spesso. Ma concludendo la mia analisi è giusto anche fare i "nomi" alle cose positive scaturite da queste pellicole, ricordate chi spiccava nei due precedenti test? Uno era Edoardo Leo, equilibrista della risata, l'altro fu sorprendentemente Fabio Rovazzi, la genuinità fatta a persona, e in questo è Pif, già apprezzato nell'originale e bel In guerra per amore (di cui sopra, e in tanti altri), che è sempre in grado nelle sue commedie di far ridere e ben riflettere. Come appunto anche in questo caso, dove egli riesce nella sua semplicità ad emozionare con poco. Non ci credete? Prima leggete e poi vedete. Comunque viva la commedia all'italiana, sempre.
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giovedì 7 novembre 2019
Il livello della commedia italiana moderna (Test terzo)
martedì 30 ottobre 2018
Gli altri film del mese (Ottobre 2018)
E insomma è passato un altro mese, e l'inverno e il periodo natalizio si avvicina sempre più, il freddo come detto ieri, nel post relativo ai peggiori film (che anticipa appunto questo sugli altri film di questo autunnale mese) è già arrivato, mentre non sono arrivate e non ci sono cose belle da segnalare, tutto nella norma, anche se mi è successo comunque qualcosa di positivo, ovvero che si è rafforzato un legame di amicizia nato in questi mesi, e poiché l'amicizia per me è qualcosa di importante (di vitale e di indispensabile), son contentissimo di averla incontrata (di aver incontrato la sua esuberanza). In tal senso vorrei fare (prima di lasciar spazio alle recensioni delle pellicole visionate) un "elogio dell'amicizia" (a tutti i miei amici vicini e lontani, virtuali e non, veri o presunti), con alcune frasi prese dallo scrittore Paolo Crepet dal suo libro omonimo (che comunque non ho letto). "L'amicizia non fa sconti, è un sentimento onesto: restituisce tutto ciò che si è seminato", "L'amicizia è necessità, mai convenienza. Esigenza dettata dall'intelligenza emotiva", "L'essenziale non lo si coglie quando i conti tornano, ma soltanto quando il sipario cala all'improvviso e non resta che una platea vuota e ci si sente immensamente soli", "Che significato potrebbe avere mai la vita se fosse soltanto un gioco con la propria ombra?", "L'amicizia è un lavoro serio, necessita continuità, dedizione, manutenzione attenta, come accade per tutte le cose rare e preziose" e "L'amicizia non serve per sé ma per entrambi, non è visione egocentrica ma relazione svelata". Bene, ed ora buona lettura.
martedì 7 agosto 2018
[Cinema] Il livello della commedia italiana moderna
Negli ultimi mesi Sky ha proposto ai suoi spettatori, tramite la dicitura "a pochi mesi dalle sale", alcune commedie italiane in prima visione, in questo caso specifico quattro pellicole, e quindi quale migliore occasione come questa, tastando così il polso alla commedia di genere, per capire, dopo l'ovvia visione, quale sia il livello della commedia italiana moderna?. Ebbene, le mie perplessità e i miei dubbi, siccome ultimamente mi trovo spesso a valutare mediocremente tante commedie soprattutto italiane, hanno avuto conferma. Perché in Italia solo una commedia su 4 riesce nel suo intento (come potrete vedere dalle mie recensioni), riesce a raggiungere la sufficienza piena (di più è alquanto raro), mentre la metà sono da bocciare (probabilmente era meglio non produrre nemmeno) e l'ultima da "rimandare". Certo direte voi, questo è soprattutto un giudizio più soggettivo che oggettivo, tuttavia è innegabile non accorgersi di questa crisi comica, di come molte commedie ricamano sempre intorno agli stereotipi, alla banalità ed alla volgarità, insieme ad una prevedibilità e una superficialità di fondo, e che solo pochissimi prodotti grazie a sprazzi di originalità, genialità ed imprevedibilità riescono ad alzare la qualità del Made in Italy (non è un caso che film come Perfetti sconosciuti o alcuni della cinematografia di Checco Zalone, Quo vado?, l'abbiano fatto). L'arte della nobile commedia all'italiana infatti (assente oramai dagli anni '70 e '80) ultimamente latita. Questo perché un tipo di commedia fece capolino vent'anni fa (il cinepanettone, con l'idea che per far ridere bisognava essere volgari), e da allora tutte, cercando di realizzare il successo di un "franchise tematico" che a parte nei primi film fece furore fino a diventare però successivamente un vizio (un qualcosa di ormai abusato e di basso livello), finiscono nel vortice della mediocrità. Per fortuna però alcuni nuovi soggettisti e sceneggiatori, seguendo l'insegnamento dei grandi maestri che ci facevano ridere o sorridere, e slegandosi in gran parte da quel tipo di commedia, brillantemente provano a rialzare il tiro, anche se tutti non ci riescono. Tuttavia quei pochi lo fanno e anche bene, seppur non eccezionalmente (Piuma e L'ora legale gli esempi ultimi da me constatati in positivo). Ed è paradossale tuttavia che al centro di questa nuova linfa ci sia un solo attore. Difatti in questi anni di profonda crisi della commedia all'italiana, l'unica autentica certezza sembra esser diventata Edoardo Leo. Con lui, infatti, la commedia all'italiana sembra aver trovato quel giusto equilibrio tra innovazione e tradizione. Che si tratti di un film da lui diretto e interpretato o come nel caso dell'ultimo film della mia selezione solamente interpretato (anche se in Io c'è il suo contributo sembra esserci pure nel soggetto e nella sceneggiatura), il cinema di e con Edoardo Leo presenta sempre delle caratteristiche ben precise che lasciano immaginare che l'attore romano, negli ultimi anni, scelga con molta attenzione le sceneggiatura da sposare senza lasciarsi "corrompere" dal vil denaro (fulgidi esempi il brillante Loro chi? e la spassosa trilogia di Smetto quando voglio). Massimo rispetto per Leo, dunque, che in poco più di cinque anni ha saputo donare nuova linfa al genere italiano per eccellenza imponendosi come miglior commediante del momento, sperando che di attori, registi e sceneggiatori così nel futuro ci siano ancora, perché comunque adesso il livello della commedia italiana è intorno alla mediocrità.
sabato 30 luglio 2016
Gli altri film del mese (Luglio 2016)
Luglio è stato un mese intenso non solo per il caldo opprimente che ancora continuerà per tutto il mese di agosto, ma anche cinematograficamente con tanti titoli visti, di nuovi e di diversi generi. Ecco quindi i 12 film visti. Questione di tempo (About Time) è una delicata, raffinata ed emozionante commedia romantica del 2013 scritta e diretta da Richard Curtis, regista tra gli altri di Love Actually e I Love Radio Rock, e soprattutto sceneggiatore di Quattro matrimoni e un funerale, Notting Hill e Il diario di Bridget Jones, insomma una grande firma per un bellissimo film (andato in onda in prima visione su Italia Uno il 7 luglio). Film che narra di Tim, giovane e impacciato ventunenne interpretato da Domhnall Gleeson, che scopre dal padre di avere la possibilità di viaggiare a ritroso nella sua vita. Tim però non può cambiare la sua intera storia, ma può modificare i singoli avvenimenti per correggere il proprio futuro. Il ragazzo decide così di far tesoro di questo potere per incontrare l'amore, anche se non tutti i tentativi andranno a buon fine, specialmente i primi. Nel corso del film il ragazzo si troverà infatti a rivivere spesso gli stessi momenti assumendosi importanti responsabilità sui risvolti positivi o negativi delle vicende, cancellando spesso la linea temporale della propria vita e quando a un certo punto l'obiettivo diventa Mary, conosciuta in un ristorante al buio, e quando i giochi sembrano fatti, un errore nel passaggio temporale sembra rimettere tutto in discussione. Questa storia (un po') bizzarra ma gradevole ruota quindi intorno a Tim, il giovane protagonista della pellicola, che può fare qualcosa di straordinario, qualcosa che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo sognato di poter fare (non ci stancheremo mai di fantasticare su questa possibilità), ovvero come il protagonista chiudendosi in un luogo buio e stringendo forte i pugni, Tim può tornare indietro nel tempo e rimediare ai propri errori o a quelli commessi da altri. Questo dono, tramandato da generazioni tra gli uomini della sua famiglia, consente all'esitante e impacciato ragazzo di conquistare nel migliore dei modi la sua futura moglie Mary e di realizzare che rivivere dei momenti passati come vorremmo non sempre conduce ad una vita perfetta. Nel bene o nel male dovrà però decidere cosa è meglio per lui e per la sua famiglia, spinto dal succedersi di avvenimenti imprevisti e che non riservano sorprese. I viaggi nel tempo, i paradossi temporali, la macchina per tornare indietro nella notte dei tempi o magari per vedere il futuro della nostra irrequieta umanità, sono tematiche che hanno sempre affascinato l'uomo e attratto la fantasia di autori e narratori di molta letteratura fantastica. Da parte sua il cinema non è mai stato indifferente a questi stimolanti argomenti, trovando anche il modo di affrontare la materia in generi non strettamente e naturalmente indicati per queste tematiche, come per esempio questa bella commedia. Richard Curtis ovviamente, non scopre certo nulla di nuovo, ma se la trama non brilla per originalità, stupisce invece la rapidità e il modo con cui evolve, Curtis decide infatti di muoversi su un piano differente, Tim non è l'utilizzatore di una macchina del tempo alla Wells e neppure un americano alla corte di re Artù nato dalla penna di Mark Twain, i suoi sono piuttosto dei 'ritorni al futuro' il cui arco temporale ristretto consente al protagonista di tentare di sistemarsi la vita grazie alla consapevolezza acquisita in precedenza.
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mercoledì 28 ottobre 2015
Soap Opera (2014), Walking on Sunshine (2014) & Strange Magic (2015)
Oggi presento tre film che ho visto e che mi hanno colpito per la loro apparente originalità nei contenuti e non, anche se tutto è stato già visto o rivisitato in altre pellicole. Soap Opera è una commedia brillante che racconta gli odi, gli amori, gli
equivoci, gli intrecci e le complicate traiettorie emotive che
collegano tra di loro i bizzarri abitanti dello stesso palazzo, a poche
ore dal capodanno, in una Milano innevata e solo 'accennata'. Francesco (De Luigi) ancora innamorato della ex Anna (Cristiana Capotondi), che
scopre essere incinta di un altro uomo, Paolo (Ricky Memphis) che aspetta un
figlio dalla moglie ma viene assalito da dubbi in merito alla propria
sessualità, la bellissima Francesca (Sednaoui) il cui ex fidanzato si è
appena suicidato, Alice (Chiara Francini) star di una nota soap opera
televisiva e con la passione per gli uomini in divisa, Gianni e Mario
(Ale e Franz), gli esilaranti fratelli legati strettamente da un
incidente che costringe uno dei due su una sedia a rotelle e l’altro ad
accudirlo, vivranno una notte piena di colpi di scena, alla fine della
quale la vita di tutti si ritroverà irrimediabilmente cambiata.
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