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lunedì 31 gennaio 2022

I film del mese (Gennaio 2022)

Un mese di gennaio (e d'anno) cinematografico (ricco come non mai) cominciato con una sorpresa, con uno speciale, seppur personalmente visto da occhi di solo spettatore e senza grande trasporto (la saga fantasy che amo di più è un altra, che purtroppo non ha avuto Reunion), abbastanza bello ed interessante. Una retrospettiva sulla magica storia che sta dietro alla realizzazione di una delle saghe più famose al mondo: Harry Potter. Attraverso le dichiarazioni inedite degli attori protagonisti degli otto lungometraggi come Daniel Radcliffe, Rupert Grint ed Emma Watson, dei vari registi come Chris Columbus, Alfonso Cuaròn, Mike Newell e David Yates, e di vari documenti d'archivio provenienti dai set, scopriamo questo mondo fatto di sogni, di amicizie e di problemi interiori, un viaggio tra realtà e finzione. Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts (nato allo scopo di celebrare i vent'anni dall'uscita nelle sale del primo capitolo e disponibile alla visione su Sky nei primi di gennaio in versione originale sottotitolata e successivamente doppiata) è infatti un interessante prodotto documentaristico che fa immergere il pubblico entro il dietro le quinte della saga cinematografica mostrando in maniera interessante il lavoro dei registi nell'intendere la storia e di come abbiano affrontato i tre giovani attori la fama e la loro identità, peccato però che l'emozione è per lunghi tratti fin troppo assente anche a causa di una scena iniziale ben fatta ma priva di ciò che serviva realmente per introdurre lo spettatore entro il magico mondo della magia di Harry Potter. Al contrario di come aveva fatto (e benissimo) la Reunion di Friends, che mi aveva decisamente coinvolto di più, e non solo perché un mio must, ma nonostante questo e il resto, ci si commuove e ci sono alcune scelte piuttosto azzeccate, che fanno di questo film/documentario un bel prodotto televisivo, ma destinato soprattutto, e forse troppo, ai fan.

Love and Monsters (Commedia/Sci-fi 2020) - Un'inaspettata sorpresa. Film distopico di mostroni in superficie e umani ridotti ai bunker (praticamente una versione di "Benvenuti a Zombieland" con creature mutanti e visto che io ho amato quel film non ho potuto che apprezzare questa variante), ma con un enorme cuore in sceneggiatura che fa affezionare ai personaggi e qua e là offre squarci poetici che muovono alla commozione. Dylan O'Brien è qui al ruolo della maturità, come il suo personaggio si scrolla di dosso il passato ed entra nella sfera dei caratteri ben studiati e scritti a tutto tondo, affiancato per un po' da un Michael Rooker particolarmente simpatico. Bene gli effetti, non invadenti e ottima la tenuta del ritmo (diligente la regia di Michael Matthews). Nulla di eccezionale, ma dal punto di vista dell'intrattenimento e del divertimento compie il suo dovere, anche perché il tono è scanzonato. Nel suo genere un buon film. Voto: 6,5
 
Un altro giro (Dramma/Commedia 2020) - Lavoro coraggioso che è al tempo stesso celebrazione e condanna di uno stile di vita alcolico tutto danese (eppure assimilabile anche a tutte le latitudini), i benefici sociali di una tradizione nazionale sono messi in scena con simpatia ma non mancano i momenti di riflessione su cosa stia a monte del consumo d'alcol e sui suoi effetti che non tutti riescono a gestire. "Bevi responsabilmente", come dice un noto slogan, ben incarnato da questa dramedy che gode di chiaroscuri emozionanti e prove attoriali superlative, su tutte un Mads Mikkelsen straordinario. Gran film che affronta un tema scomodo con umanità e senza demonizzare. Un altro giro non ha però la forza di una pellicola come Il sospetto, ma il film di Thomas Vinterberg (vincitore dell'Oscar per il miglior film in lingua straniera) è brillante e piuttosto brioso, allorché decisamente migliore del precedente visto del regista, ovvero La comune. Voto: 7+

giovedì 7 novembre 2019

Il livello della commedia italiana moderna (Test terzo)

E mi ritrovo nuovamente a distanza di un anno (qui il test secondo e qui il primo esperimento) a tastare il polso alla commedia italiana, anche in questa occasione infatti, ho sfruttato le visioni che Sky ha proposto ai suoi abbonati in ambito commedie nazionali, anche se in verità ho semplicemente preso ad esempio le commedie che non avevo ancora visto e che avevo registrato sul mio MySky, per vedere se qualcosa fosse cambiato. Ebbene proprio no, non c'è due senza tre, anche questa volta difatti, una commedia su 4 riesce nel suo intento (come potrete vedere dalle mie recensioni), solo una commedia riesce a raggiungere la sufficienza piena (di più è alquanto raro), tuttavia le altre tre, a parte una da "rimandare", da bocciare non sono e bruttissime non sono. Ma per sapere di quali commedie sto dicendo vi basta leggere, però prima è utile e necessario analizzare un po' la situazione attuale e quella scaturitasi dopo la visione di queste quattro pellicole, che una cosa hanno in comune, sono tutte di stampo grottesco, ovvero surreali, stravaganti e paradossali, ma che appunto non tutte con lo stesso risultato. Allora, innanzitutto bisogna dire che finalmente qualcosa sta cambiando, le banalità e volgarità sono in diminuzione (seppur in verità tante le ho evitate quest'anno di questo stampo), e sempre più produzioni puntano sull'originalità. Purtroppo non tutte riescono nei loro intenti, ma almeno ci provano ed è già tanto. Poi da dire c'è che nonostante tutta questa mediocrità ancora latente, perché alcune commedie italiane viste quest'anno (e finora) non mi hanno convinto, a parte il pessimo (personalmente parlando, a tal proposito tutto è a "titolo" personale) Addio fottuti musi verdi, piccole delusioni da A casa tutti bene e Beata Ignoranza, grandi da Bentornato Presidente, ci sono state alcune belle sorprese, piccoli cadeau da Metti la nonna in freezer, Tutto quello che vuoi, In guerra per amore e soprattutto Orecchie, grandi da Easy - Un viaggio facile facile e Morto Stalin, se ne fa un altro. Insomma non tutto è da buttare, anche se poi delle commedie che si producono ultimamente ne vedo probabilmente un terzo, forse meno. In ogni caso spero di vederne di buone più spesso. Ma concludendo la mia analisi è giusto anche fare i "nomi" alle cose positive scaturite da queste pellicole, ricordate chi spiccava nei due precedenti test? Uno era Edoardo Leo, equilibrista della risata, l'altro fu sorprendentemente Fabio Rovazzi, la genuinità fatta a persona, e in questo è Pif, già apprezzato nell'originale e bel In guerra per amore (di cui sopra, e in tanti altri), che è sempre in grado nelle sue commedie di far ridere e ben riflettere. Come appunto anche in questo caso, dove egli riesce nella sua semplicità ad emozionare con poco. Non ci credete? Prima leggete e poi vedete. Comunque viva la commedia all'italiana, sempre.