Il miglior prodotto Star Wars degli ultimi anni, migliore anche di Rogue One e dell'intera nuova trilogia (anche se di questa mi manca ancora l'ultimo tassello), questo è The Mandalorian (nota anche come Star Wars: The Mandalorian), la prima serie televisiva live action ambientata nell'universo di Guerre Stellari. La serie infatti, distribuita sulla piattaforma streaming Disney Plus dal 12 novembre 2019, data di lancio del servizio negli Stati Uniti, e da marzo scorso in Italia (lanciata da Italia 1 con la sola prima puntata ma disponibile interamente in esclusiva dalla suddetta piattaforma), lascia senza fiato. The Mandalorian, ambientato dopo le vicende de Il Ritorno dello Jedi e 25 anni prima de Il Risveglio della Forza e del suo sequel ovviamente, Gli ultimi Jedi, è un western futuristico dove tutti sono brutti, sporchi e cattivi, dove il deserto (sia fisico che metaforico) la fa da padrone, dove i saloon sono pieni di feccia proveniente da ogni parte della galassia, dove rischi la vita ogni giorno e dove sparatorie e tradimenti sono il pane quotidiano. È un futuro già vecchio in cui la più moderna delle tecnologie è già polverosa, dove si parla poco e si agisce molto, in cui nonostante le disavventure, l'Impero, i tradimenti, tutto è bellissimo. Se The Mandalorian funziona molto, si deve alla buona sceneggiatura scritta a otto mani da Jon Favreau (anche ideatore), Dave Filoni, Christopher Yost e Rick Famuyiwa, capaci di portare sul piccolo schermo tutti gli elementi che hanno decretato il successo di Star Wars, aggiungendo una storia avvincente (fatta di tanti piccoli step talmente banali e didascalici da fare il giro e risultare, nonostante tutto, incredibilmente affascinanti) e un protagonista accattivante. A cui si somma la brevità degli episodi, condensando così in poco più di mezz'ora l'azione che non perde (quasi) mai di intensità. La serie ha una linearità d'altri tempi, un crescendo emozionante e una regia cristallina, affidata a sei filmmaker diversi (tra cui spicca Taika Waititi, regista del finale di stagione) per gli otto Capitoli complessivi.
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venerdì 11 settembre 2020
venerdì 17 aprile 2020
[Geek League] Viaggio in 11 domande nel Disney Universe
E' il fenomeno del momento l'arrivo in Italia della piattaforma in streaming della Disney (denominata Disney + o Plus che dir si voglia), ormai se ne parla continuamente, in tv soprattutto (tramite le pubblicità) ma non solo, perciò mi sembrava giusto che anch'io dovessi dire qualcosa, però prima di dire cosa ne penso, sulla sua utilità ed etc, dovrei ringraziare chi ha sostenuto questa mia proposta di farne un post e conseguentemente (collaborando altresì) una specie di rassegna (Moz) e chi ha deciso di aderire, della combriccola della Geek League (quasi tutti, ed alcuni nuovi adepti), a tutto ciò, a questo viaggio (nel modo che leggerete) nel Disney Universe, quindi grazie a tutti voi. Bene, detto questo il viaggio può finalmente cominciare, allacciate le cinture che si va.
mercoledì 20 febbraio 2019
Solo: A Star Wars Story (2018)
Circa due anni e mezzo fa ne Il Risveglio della Forza, abbiamo visto morire Han Solo, interpretato da Harrison Ford, trapassato dalla spada laser cruciforme del figlio Ben (Kylo Ren). Se nel film diretto da J.J. Abrams il sipario della vita si chiudeva su questo personaggio, con Ron Howard torniamo invece alla scoperta delle sue origini. Solo: A Star Wars Story, film di fantascienza del 2018 diretto appunto da Ron Howard, è infatti una origin story, una di quelle storie che raccontano al pubblico come un personaggio noto è diventato quello che conosciamo (in pratica, il Ritratto dell'Eroe da Giovane), ma è soprattutto parte di un piano commerciale di espansione, iniziato un anno e mezzo fa con il più riuscito Rogue One (che aveva il coraggio di un finale tragico ed eroico), difatti da quando la Disney, dopo il vasto universo Marvel, ha inglobato anche il franchise di Guerre Stellari alias Star Wars, nel dichiarato intento di monetizzare il costosissimo acquisto, ha inaugurato, accanto alla terza trilogia legata alla saga degli Skywalker e ai Jedi, una serie di progetti "collaterali". Progetti in cui se allora i personaggi, a parte qualche cameo, erano sconosciuti, solo tangenzialmente coinvolti nelle vicende principali della saga, qui l'eroe titolare è Han Solo, uno dei tre personaggi principali della trilogia originale, indissolubilmente legato per la prima generazione di spettatori alla faccia da schiaffi di Harrison Ford. In tal senso era un po' giocoforza che del terzetto si andasse ad esplorare il contrabbandiere stellare, quello che nonostante la giovane età poteva dare l'idea di avere un "passato". Peccato che il difficile compito di non far rimpiangere il precedente interprete si posi sulle spalle di Alden Ehernreich (in Ave Cesare! dei fratelli Coen era l'amabile/irritante cowboy che storpiava ripetutamente le battute di una commedia sofisticata), che non riesce proprio a convincere sia per mimica facciale che per movenze. Peccato soprattutto che, la storia scritta dagli sceneggiatori, ma anche gli altri personaggi di contorno (compresa la prima "fidanzatina" di Han, Qi'ra), si accontentino di sfruttare onesti stereotipi di un genere avventuroso su cui, superata la meraviglia per le belle sequenze di azione e qualche invenzione visiva, pesa un po' la tendenza al didascalico e la vocazione commerciale dell'operazione.
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venerdì 21 settembre 2018
Star Wars: Gli ultimi Jedi (2017)
Parlare di Star Wars non è mai facile, tra il pericolo di spoilerare troppo e l'inevitabile soggettività di giudizio a cui si presta ogni capitolo di una saga di tale calibro, si finisce quasi per camminare a tentoni in un campo minato da fanbase, fanservice, aspettative. Proprio nel caso di quest'ultime erano molte attorno a Star Wars: Gli ultimi Jedi (Star Wars: The Last Jedi), noto anche come Star Wars: Episodio VIII - Gli ultimi Jedi, film del 2017 scritto e diretto da Rian Johnson, ma il regista (sebbene solo in parte) non le ha deluse, lasciando lo spettatore a bocca aperta per gran parte della pellicola. Una pellicola che è un kolossal in tutto e per tutto, durata importante (si sfondano i 140 minuti), macchina cinematografica a pieno regime, comparto tecnico strabiliante, cura del dettaglio che sfiora la perfezione. Tuttavia l'arduo compito di dare sostanza alle premesse de Il Risveglio della Forza riesce solo in parte: la storia subisce infatti una brusca accelerazione, proiettandosi prepotentemente in avanti e mettendo moltissima carne al fuoco. C'è molto da raccontare e il sovraffollamento narrativo è tangibile, con sequenze meno azzeccate di altre e alcuni passaggi dialogati poco riusciti. Star Wars: Gli ultimi Jedi difatti, ottava pellicola della saga di Guerre stellari e il secondo della cosiddetta Trilogia sequel, non è un film perfetto, sicuramente più confuso e caotico rispetto al precedente di J.J. Abrams, il quale aveva diretto un sequel a metà tra nostalgia e innovazione senza allontanarsi troppo dalla scia narrativa che aveva caratterizzato la prima trilogia, costruendo un prodotto (forse fin troppo) equilibrato che strizzando l'occhio ad "Una nuova speranza" cercava di accontentare tutti i fan della saga. Rian Johnson al contrario (regista conosciuto soprattutto per Looper, un film fantascientifico intrigante ed affascinante ma non proprio solidissimo), partendo appunto dalla base di fondo lasciata dal Risveglio della Forza, stravolge tutte le carte, in un continuo alternarsi di plot twist e colpi di scena disseminati nelle 2 ore e mezza della pellicola, che ribaltano completamente l'universo dei Jedi così come lo avevamo conosciuto. E sorprendentemente tutto, anche se parzialmente, funziona.
lunedì 8 gennaio 2018
La Top 30 dei migliori film visti quest'anno (2017)
Dopo aver visto i peggiori film in assoluto, per genere e le delusioni, e dopo la scorsa settimana dedicata alle migliori serie, attori e attrici, sigle e colonne sonore (che trovate facilmente nell'archivio post), è finalmente arrivato il momento di presentare la top più importante dell'anno, quella dei migliori film visti quest'anno (il 2017, che saranno ben 30 a fronte dei ben 340 film visti, compresi un centinaio di quelli peggiori), in una classifica (come sapete o dovreste già immaginare se avete visto quelle dell'anno precedente) però abbastanza diversa per ovvie ragioni da molte altre. Ovvero che, siccome li ho solamente visti durante l'anno appena trascorso, non sono tutti film usciti quest'anno, anzi, in alcuni casi anche di due anni fa. Comunque a parte ciò, il livello di film e la loro qualità (solo pellicole che hanno ricevuto i voti più alti, quelli che vanno dal 7,5 al 10, tuttavia in questa classifica fino al 9) è indubbiamente alta. Quindi mettetevi comodi e allacciate le cinture, perché il viaggio che porterà il vincitore del Saba Cine Awards per il miglior film visto da me del 2017 sta per cominciare. E come già fatto l'anno scorso per leggere le recensioni basta cliccare sulla foto.
30. Emozionante ed educativo
29. Avvincente e spettacolare
venerdì 27 ottobre 2017
Rogue One: A Star Wars Story (2016)
Il primo dei cosiddetti "film antologici", che usciranno in alternanza con i film della saga principale (l'ottavo è già pronto e il secondo spin-off ha già il titolo), in modo da non lasciare mai a bocca asciutta i fan, Rogue One: A Star Wars Story, noto semplicemente come Rogue One, film del 2016 diretto da Gareth Edwards, si rivela, inaspettatamente, un film più riuscito de Il risveglio della Forza, e questo è dovuto ad una serie di fattori. Innanzitutto, non s'impone con il ricatto emotivo derivante dall'inevitabile effetto nostalgia scatenato da quel film per poi proporre un remake sotto mentite spoglie dell'originale del '77 (come sottolineato nella mia recensione di un anno fa, anche se era comunque uno dei pregi), ed anzi si concentra su una storia collaterale e su personaggi quasi del tutto sconosciuti al grande pubblico (in quanto, per la gran parte, inventati appositamente per il film). Anche perché Rogue One si propone di dare una spiegazione accettabile (cercando di rendere giustizia ad un "personaggio" che fino ad ora era rimasto sullo sfondo, nonostante 7 film), al come l'Alleanza Ribelle sia entrata in possesso dei piani della Morte Nera, che sarà poi il punto di partenza della trilogia originale. Dopotutto l'alleanza ribelle era il presupposto che permetteva l'azione dei personaggi principali, ma la storia è sempre stata guidata da pochi. Qui invece puntando sui ribelli il film riesce e permette di confrontare le diverse origini e motivazioni dei personaggi che compongono questa ribellione. Non un gruppo monolitico ma un insieme di storie personali diverse e opinioni anche distanti su come agire che trovano il loro senso e il loro scopo comune nella rivolta contro la dittatura dell'impero.
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mercoledì 14 settembre 2016
Star Wars: Il risveglio della Forza (2015)
Chissà perché ma neanche a farlo apposta questo è il mio 300esimo post, niente di incredibile ma in questa occasione è capitato di recensire il film più atteso, poiché dopo un'attesa di 9 mesi (no non è nato nessuno), e dopo aver assistito a due mesi di pubblicità, trailer e cose varie (dribblando anche gli spoiler), finalmente grazie a Sky sono riuscito a vedere l'ultimo capitolo di una delle saghe di fantascienza più longeve, famose e conosciute di sempre, Star Wars. Perché io, nonostante non sono un fan accanito (ma solo amante del cinema e della fantascienza) ero impaziente di vedere, conoscere e capire le dinamiche, le situazioni e i nuovi personaggi di questo settimo capitolo. Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens) è infatti il settimo episodio della saga di Guerre stellari, il sequel della trilogia originale, così simile nei contenuti a quella straordinaria che dopo aver visto questo, mi è venuto il dubbio che questo fosse un remake sotto mentite spoglie. E difatti è proprio per ciò che il film mi è piaciuto tanto, per le sensazioni (e non solo) simili provate a distanza di anni. Eccezionali le sequenze d'azione, i personaggi e i momenti più drammatici, anche se le emozioni non sono più le stesse, ma era scontato, d'altronde son passati quasi 40 anni. Il film poi come è ovvio riprende la storia, il film (del 2015 diretto, co-scritto e co-prodotto dal bravissimo J. J. Abrams) è infatti ambientato all'incirca trent'anni dopo gli eventi de Il ritorno dello Jedi, e racconta della ricerca di Luke Skywalker (scomparso ormai da tempo) da parte dell'indipendente e solitaria Riley (Daisy Ridley), il soldato pentito Finn (John Boyega) e il pilota di caccia Poe (Oscar Isaac), grazie ad una traccia nascosta nel droide BB-8 e della loro lotta al fianco della Resistenza, guidata da veterani dell'Alleanza Ribelle come la principessa Leila (Carrie Fisher), divenuta un generale, che insieme a nuovi amici, nemici e volti noti, come quello di Ian Solo (Harrison Ford) e del fidato Chewbecca, lotteranno contro il minaccioso Kylo Ren (Adam Driver) e il Primo Ordine, successore dell'Impero Galattico, sotto il comando del leader supremo Snoke (Andy Serkis).
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