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martedì 27 ottobre 2026

Le serie tv del mese (Ottobre 2026)

Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da RaiPlay, Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

Due spicci (Miniserie) - Zerocalcare conferma di essere un piccolo genio: Due Spicci riprende gli elementi cardine delle sue serie precedenti (comicità, malinconia, satira sociale, introspezione) e li porta a una maturità nuova. Il trittico (comprendente Strappare lungo i bordi prima, Questo mondo non mi renderà cattivo dopo) si chiude con un'opera che parla dei millennials con lucidità feroce: paternità vissuta come risucchio, relazioni tossiche, genitori ingestibili, paura dell'amore. Eppure si ride, grazie anche a un Valerio Mastandrea (alias l'armadillo) in stato di grazia. La serie mantiene il fascino dell'immaginario di Zerocalcare, arricchito da citazioni, una colonna sonora ricercata e personaggi che evolvono verso territori più adulti. Qualche riflessione non sempre centrata, ma l'insieme funziona: sincero, credibile, divertente, capace di alternare schiaffi emotivi e trovate geniali. Un ottimo terzo capitolo che consolida definitivamente la sua voce nel panorama dell'animazione italiana. Voto: 8-

Ozark (3a stagione) - La terza stagione di Ozark rappresenta una vera risalita qualitativa dopo una seconda annata più incerta. Segna il punto di non ritorno dei Byrde: non è più solo la lotta di Marty per tenere insieme i pezzi, ma la discesa collettiva della famiglia. Wendy diventa il motore oscuro della stagione, mentre Ben introduce una tensione emotiva che rende la crisi inevitabile. Il plot resta poco originale, ma la scrittura è solida e l'evoluzione dei personaggi rimane la forza della serie. L'ingresso del boss del cartello e la centralità di Ben amplificano intensità e profondità psicologica. Qualche forzatura (Wyatt e Darlene) non incrina una stagione che spinge Wendy sempre più nel nero. Cast in stato di grazia, finale esplosivo. Le basi poste qui preparano una quarta stagione che promette un ulteriore salto in ambizione e oscurità. Voto: 7,5

Eric (Miniserie) - Miniserie ambientata nella New York anni '80 che parte dalla scomparsa di un bambino e intreccia gentrificazione, speculazione edilizia, corruzione, razzismo, omofobia e AIDS, fino a sovraccaricare la trama. L'accumulo di sottostorie crea densità ma anche congestione, soprattutto nel finale, parzialmente riscattata dalla prova di Benedict Cumberbatch, padre fragile e complesso. Tra degrado urbano, tensioni sociali e personaggi spesso antipatici, la narrazione procede faticosamente fino agli ultimi episodi, quando finalmente i fili si ricompongono. Un'opera cupa, ambiziosa, non sempre equilibrata, ma con momenti di forte intensità. Voto: 5,5

Tenebre e ossa (1a stagione) - Un fantasy young adult (basato sugli omonimi romanzi) che unisce magia, guerra e un immaginario ispirato alla Russia zarista. Al centro c'è Alina Starkov, soldatessa che scopre di essere l'Evocaluce, l'unica in grado di distruggere la Faglia d'Ombra che divide Ravka. La sua ascesa nel mondo dei Grisha la porta sotto l'influenza del Generale Kirigan, figura affascinante ma prevedibilmente ambigua. La trama principale è classica e a tratti meccanica, mentre la parte più riuscita è quella dei Corvi, trio di criminali che aggiunge ritmo, ironia e un tono più avventuroso. Visivamente la serie è curata: costumi, ambientazioni e effetti speciali funzionano, e l'atmosfera cupa è resa con coerenza. Pur con qualche ingenuità narrativa, sottotrame dispersive e un ritmo non sempre equilibrato, Tenebre e Ossa resta un prodotto solido e godibile, sostenuto da un buon cast e da un world‑building immediato. Non rivoluziona il genere, ma intrattiene e prepara bene il terreno per ciò che verrà. Voto: 6

giovedì 16 febbraio 2017

Prime Visioni Rai ed Altro

Dopo le Prime visioni Mediaset di due settimane fa e nello stesso periodo ed anche più in la di tutti quei film visti (dal 19 gennaio al 3 febbraio), anche la RAI ha mandato in onda tanti film in prima visione, alcuni però li avevo già visti, è il caso di Pazze di me, delirante e un po' assurda commedia con gli attori de I soliti idioti, della sorprendente commedia Smetto quando voglio, che all'epoca della sua uscita spiazzò molti compreso me per la sua esuberanza goliardica che ha portato ultimamente al suo sequel e anche di un film di fantascienza che si presentava come 'il miglior film sui dinosauri dopo Jurassic Park', ovvero The Lost Dinosaurs, ma invece è forse il più brutto di tutti, altri invece riguardanti il Giorno della Memoria che ho visto ma di cui parlerò settimana prossima. Ma poiché i film erano pochini (tre, di cui uno scriverò tra poche righe, quasi come punizione, poiché mi ha deluso e non farà parte né del cartellone né farà testo a fine anno), ho deciso di aggiungergli alcuni, oltre nuovamente ad altri film Mediaset (4), alcuni di Sky, tre, tra cui due docu-film e una miniserie in due parti. Ma andiamo con ordine e parliamo di un film Cop Car, che partiva con i migliori auspici, ma che per forza di cose è risultato sgradevole. Questo perché i film lenti e inesorabili, semplici e spogli, che si soffermano sui dettagli senza una trama avvolgente e privi di una qualsivoglia sostanza filmica (un po' come certi film anni '80) proprio non fanno per me. Eppure questo thriller del 2015 con protagonista Kevin Bacon (l'unico vero motivo di interesse) è stato elogiato da molti critici. Io non che giudico, però vorrei capire cosa c'hanno visto di così speciale, dato che il film racconta di due bambini di dieci anni, che se ne vanno in giro per campi snocciolando soddisfatti un notevole turpiloquio (ma "fanculo no, non si può dire: è troppo grave"), che rappresentano anche il vertice di scrittura dei dialoghi di questo film immondo, che dopo aver scoperto una macchina (apparentemente) abbandonata della polizia in un campo, così per divertimento i due la avviano e se ne vanno a zonzo per le strade assolate degli States. Quello che non sanno è che lo sceriffo (Bacon) l'aveva inopportunamente lasciata nel posto sbagliato per ultimare un lavoro sporco (che nasconde nel bagagliaio), perciò si mette sulle loro tracce con lo scopo di recuperare la vettura che gli è stata sottratta, ritrovandosi al centro di un pericoloso gioco del gatto col topo. Non male messo così, ma il problema non è la trama e neanche l'ambientazione o i temi, quanto il film stesso, senza nessuna spiegazione (nessun flashback) del motivo per cui due individui sono nel bagaglio dello sceriffo, ipoteticamente per droga o forse Hanno ucciso l'uomo Ragno, i ragazzini poi sono così ingenui e fessi da restare di stucco. Infine, proprio la fine ambigua (la fuga continua), aggiunto al fatto che il film è montato malissimo da la mazzata finale alla pellicola che vorrebbe essere un racconto di formazione in salsa splatter ma riesce soltanto a proporsi come un ridicolo thriller pasticciatissimo, privo di invenzioni e recitato da cani. Avranno visto un altro film quindi, chissà ma non importa, ormai è fatta. Meglio andare avanti.

lunedì 19 dicembre 2016

Westworld (1a stagione)

Sin dalla prime notizie, dalle prime immagini, quando venne annunciata, Westworld attirò la mia attenzione. Sulla carta infatti si presentava benissimo, d'altronde se era prodotto dalla HBO qualcosa di buono ci doveva essere, e poi il creatore era Jonathan Nolan, fratello minore del grande Christopher, insieme a Lisa Joy, moglie dello stesso Nolan e sceneggiatrice meno celebre ma di grande talento, e prodotta anche da J.J. Abrams. Il cast poi comprendeva Evan Rachel Wood, non una qualsiasi, bravissima in Across the Universe e The Wrestler, anche se poi per la relazione con Marylin Manson l'avevo dimenticata, ma ritornata recentemente dopo la separazione e altro in Charlie Countryman deve morire, non un film eccezionale anche se la sua bellezza era graziosa, l'ho rivalutata, in più aveva Ed Harris e Sir Anthony Hopkins (due nomi così diciamo), cos'altro potevo quindi desiderare da questa serie? Un po' di sere fa è andato in onda il finale di stagione (su Sky Atlantic andata dal 3 ottobre 2016 in versione originale sottotitolata, in simulcast con HBO, e dal 10 ottobre 2016 doppiata in italiano), e che dire, una serie straordinaria che fa invidia a molte di quelle uscite in questi ultimi anni. La serie infatti sin dal primo episodio mi ha colpito per tutto l'aspetto tecnico, a dir poco sensazionale, con una cura a dir poco notevole. La regia colpisce con delle inquadrature a dir poco straordinarie e con dei movimenti di macchina che ti lasciano trasportare all'interno della scena. La colonna sonora, la musica di Westworld poi, è pura gioia per le orecchie. E' ad opera di Ramin Djawadi, celebre per la colonna sonora di Game of Thrones, da cui qualcosa prende come movimenti soprattutto nella bellissima sigla, anche se qui leggermente migliore. Una delle pecche invece di questo aspetto tecnico quasi impeccabile è la fotografia. In molte delle scene c'è una fotografia davvero eccezionale, in altre meno, ma comunque di livello. Ovviamente le lodi vanno anche alle scenografie e agli effetti visivi a dir poco straordinari. La CGI è ridotta al minimo e quella poca che c'è è resa benissimo, come la scena del bambino che 'porge l'altra guancia'. Ma per quanto l'aspetto tecnico sia fenomenale è il doppio più stupefacente la sceneggiatura di ogni singolo episodio. Ammetto che nelle prime puntate (a parte il pilot) la trama risulta abbastanza lenta ma rimani incollato allo schermo per tutta la durata dell'ora. In ogni caso non è un prodotto lento e allo stesso tempo noioso, Westworld intrattiene grazie soprattutto ai personaggi caratterizzati in maniera impeccabile e interpretati anche meglio. La serie raggiunge però il suo massimo dalla settima puntata in poi, fino ad arrivare al finale di stagione che ritengo essere uno dei migliori final mai visti fino ad ora (anche se sinceramente non tutto mi è chiaro). Ma prima di andare oltre, di cosa parla Westworld? cos'è e come è giusto catalogarlo?