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lunedì 15 dicembre 2025

Letture 2025

Torna dopo una pausa di un anno il post sulle letture annuali, e torna perché finalmente dopo un po' di anni, colpa di tempistiche volubili causate da interruzioni forzate, necessarie e volontarie, sono riuscito a completare e a leggere tutte le pubblicazioni della collezione I Classici del Fumetto di Repubblica Serie Oro, degli anni tra il 2004 e 2005. Sessantacinque volumi per un totale di più di 16000 pagine che mi hanno permesso di scoprire e in alcuni casi riscoprire tramite storie famose ed immortali, grandi firme e grandi personaggi del fumetto mondiale ed internazionale. Alcuni ho conosciuto per la prima volta, altri già conoscevo, ma è stato un viaggio lungo e faticoso, per quanto può non sembrare, soddisfacente ed appagante nella sua interezza. Certo, molti volumi in verità mi hanno un po' deluso, colpa forse delle storie, tra tutte forse non le migliori, e vale anche al contrario (sorprese positive ci sono state), ma chi più chi meno hanno tutti fatto il loro dovere. E come potete intravedere dalle mie singole valutazioni, oggettive ma soprattutto soggettive, questi sono stati i risultati di tale impegno e convinzione. Per fare ciò, poiché parlare di ognuno era impossibile, ho stabilito ovviamente dei criteri, quali assegnare da 1 a 5 punti per ogni aspetto, che in questo caso sono: primo iconicità, importanza e  riuscita del personaggio e/o dell'autore, secondo originalità, impatto e godibilità della e/o delle storie inserite/pubblicate, terzo tecnica e stile dei disegni. Ed alla fine è venuta fuori questa classifica di gradimento.

  • R. Crumb - Fritz il gatto, Mr. Natural e altre storie (Volume Numero 57) Valutazione: 5 su 15
  • Altan - Cronache dal Belpaese (Volume Numero 29) Valutazione: 5 su 15
  • Bobo - Bobo Novecento (Volume Numero 22) Valutazione: 5 su 15
  • Doonesbury - America Oggi (Volume Numero 39) Valutazione: 5 su 15
  • Kriminal - Il triangolo isoscele (Volume Numero 32) Valutazione: 6 su 15
  • Satanik - Wurdalak il vampiro (Volume Numero 38) Valutazione: 7 su 15
  • Jacovitti - Diario Vitt (Volume Numero 20) Valutazione: 7 su 15
  • Nick Carter - Le grandi indagini (Volume Numero 17) Valutazione: 7 su 15
  • Alan Ford - Tutto per uno, uno per tutti (Volume Numero 13) Valutazione: 7 su 15
  • Maxmagnus - C'era una volta un re (Volume Numero 51) Valutazione: 7 su 15
  • Torpedo - Sing Sing, Bang Bang (Volume Numero 56) Valutazione: 8 su 15
  • Magico Vento - Lo sciamano bianco dei sioux (Volume Numero 64) Valutazione: 8 su 15
  • Ken Parker - Oltre la frontiera (Volume Numero 50) Valutazione: 8 su 15
  • Valentina - Io Valentina (Volume Numero 15) Valutazione: 8 su 15
  • Sturmtruppen - Kosì va il mondo (Volume Numero 34) Valutazione: 8 su 15
  • Mafalda - Viva la contestazione! (Volume Numero 14) Valutazione: 8 su 15
  • Capitan Miki - Capitan Miki contro Magic Face (Volume Numero 28) Valutazione: 8 su 15
  • Titeuf - La voce dell'innocenza (Volume Numero 55) Valutazione: 8 su 15
  • L'Uomo Mascherato - Il mito dell'Ombra che cammina (Volume Numero 18) Valutazione: 8 su 15
  • Blueberry - Il tesoro dei confederati (Volume Numero 25) Valutazione: 8 su 15
  • Julia - L'investigatrice dell'animo (Volume Numero 41) Valutazione: 8 su 15
  • Il Comandante Mark - Il risveglio della mummia (Volume Numero 24) Valutazione: 8 su 15
  • Cattivik - Il gegno del male (Volume Numero 43) Valutazione: 8 su 15
  • Super Eroica - Storie di cielo, di terra e di mare (Volume Numero 58) Valutazione: 8 su 15

venerdì 30 agosto 2024

I film del mese (Agosto 2024)

Alla fine per questo mese d'Agosto (finalmente quasi finito) sono riuscito a vedere un altro film dalla piattaforma Apple Tv, e prima della scadenza (avvenuta il 5 Agosto) del mio abbonamento trimestrale gratuito. Cosicché un po' da lì e un po' da là, il mio listone eccolo qua, e in tal senso su due film bisogna fare dei chiarimenti, giacché Il primo giorno della mia vita è andato in scadenza su Prime Video il 10 Agosto e Godzilla e Kong - Il nuovo impero ho visto dalla piattaforma Infinity Plus, tramite settimana premiere, dal 19 al 25 luglio scorso. Tuttavia quest'ultimo è ritornato in anteprima dal 23 Agosto fino ad ieri 29 (ma se mai foste interessati a vederlo, tornerà ancora dal 27 Settembre al 2 Ottobre). Tutti gli altri film invece, disponibili tutti dalle loro rispettive piattaforme di visione. Per un mese cinematografico non esaltante ma solo discreto.

[Infinity Plus] Godzilla e Kong - Il nuovo impero (Azione/Sci-fi 2024) - Migliorato rispetto al suo predecessore, principalmente perché il tempo dedicato agli umani è meno rispetto a quello concesso ai combattimenti tra mostri e all'esplorazione della Terra Cava da Kong, il vero protagonista, mentre Godzilla appare marginalizzato (il villain è comunque assai dimenticabile). Le interazioni fatte di urla e grugniti dei colossali primati sono, in effetti, più coinvolgenti dei dialoghi insulsi e tediosi tra personaggi pallidi e poco sviluppati, rendendo così le scene di distruzione di monumenti e città, selezionati come da catalogo di un tour operator, le uniche veramente apprezzabili. Voto: 5,5

[Sky] Past Lives (Romantico/Dramma 2023) - Non è necessario parlare o spiegare; il "non detto" è al cuore della narrazione di Celine Song nel suo debutto. Un racconto semiautobiografico, ispirato a eventi reali della vita della regista, che esplora l'attesa, la prossemica tra i due talentuosi protagonisti e il comprimario, e il loro modo di comunicare prima di usare le parole. Questo si riflette nella regia, nel montaggio e nelle inquadrature. L'autrice elude le lungaggini, avanza rapidamente dove serve e con una delicata femminilità si focalizza sui momenti chiave, lasciando che l'emozione cresca nello spettatore fino a toccarlo almeno un po'. Nonostante un pizzico di astuzia e una certa mancanza di originalità, rimane un film degno di nota. È un'opera che, sebbene non rivoluzionaria, possiede una solidità che merita attenzione e considerazione. Voto: 7

martedì 27 febbraio 2024

I film del mese (Febbraio 2024)

L'avevo anticipato in occasione dello speciale Premi Oscar 2024 di inizio mese che avrei visto, per questo post cinematografico di fine mese, e in tempo per la premiazione che avverrà l'11 marzo prossimo, altri 2 film che hanno ricevuto almeno una candidatura, tuttavia la quota Oscar ha raggiunto, per pura coincidenza o meno, le 5 unità, però con ulteriori 3 film candidati (2 di questi oltretutto vincitori di 1 o più premi) agli Oscar ma del 2023. Il che riduce la lista di visioni di pellicole candidate agli Academy Awards, rispettivamente a quota 6 e 16 unità, unità che spero di recuperare presto. Ma nel frattempo ne ho recuperati altri, tra questi due film che ho visto nei "limiti" di visione, infatti per dovere e per essere precisi (come sempre d'ora in poi) segnalo che la visione di The Flash è avvenuta nella settimana gratuita, disponibilità di visione (compresa nel pacchetto Infinity) tra il 26 gennaio ed il primo febbraio scorso, e che per vedere Mad Heidi si ha tempo solo altri due giorni, il film infatti è in scadenza dal catalogo Prime Video a fine mese (ovvero il 29). Il resto, un bel mix, ancora visibile dalle rispettive "piattaforme".

[Infinity Plus] The Flash (Azione/Fantascienza 2023) - Tutto sommato uno dei film di supereroi più interessanti degli ultimi anni, e anche uno dei migliori DC, non che sia un'impresa in realtà. Il primo film dedicato a Flash (interpretato da un simpatico ed ironico Ezra Miller che si sdoppia in due con la sua controparte più giovane) non delude le attese e tiene lo spettatore incollato (o quasi) allo schermo. Andy Muschietti (dopo le fatiche di It) crea infatti un film imperfetto ma divertente, che ha il gusto della bizzarria che contraddistingue questa ondata di storie sul multiverso (che in questo caso vede il supereroe dalla velocità straordinaria ritornare nel passato per cercare di salvare i suoi genitori da drammatici eventi). La sceneggiatura regge (senza evidenti buchi e senza scadere in ingarbugliamenti eccessivi per fortuna) e l'azione diverte. C'è una CGI spesso plasticosa ma c'è anche tanta anima e può scappare la lacrimuccia. The Flash ha inoltre il piacere di ri-annoverare un grande e autoironico Michael Keaton (con annessa colonna sonora) che riprende i panni di Batman dopo 31 anni (apprezzato anche il cameo del compianto Christopher Reeves e a dir poco grottesco quello di Nicolas Cage, ma voluto). Non meritava il flop che ha avuto, una visione merita. Voto: 6,5

[Disney Plus] Empire of Light (Romantico/Dramma 2022) - Un film in cui Sam Mendes pare credere molto, dato che ha firmato anche la sceneggiatura, di sicuro ha momenti evocativi, così come la ricostruzione d'epoca (siamo in Inghilterra anni '80 ) e delle agitazioni sociali in corso è ben fatta, però il regista (del bellissimo 1917 di qualche anno fa) pare voler mettere troppa carne al fuoco e a tratti il film si perde per strada. Malattie mentali, traumi infantili, razzismo, abusi, relazioni impossibili, il vecchio cinema come teatro della vita, tanti temi importanti non sempre sintetizzati con il giusto equilibrio, a dipingere bozzetti struggenti ma nell'insieme poco coesi. Un film in cui si salva l'interpretazione della sempre perfetta Olivia Colman e la solita azzeccata fotografia di quel genio di Roger Deakins (che non a caso ha ricevuto l'ennesima candidatura agli Oscar, nell'edizione del 2023 che vide trionfare Niente di nuovo sul fronte occidentale). Per il resto Empire of Light, in mancanza di riflessione del suo regista, finisce per essere l'ennesima storia infarcita di una retorica che non serve a nessuno. Voto: 5,5

giovedì 26 ottobre 2023

I film del mese (Ottobre 2023)

Se pubblico in anticipo rispetto alla normale programmazione ci sarà un perché, e il motivo, abbastanza intuibile, è che martedì 31 ci sarà lo speciale Halloween, che tuttavia quest'anno, al contrario dello scorso, in cui ho presentato (in collaborazione con la Geek League) il volumetto de Le più belle storie (a fumetti Disney) di Halloween, sarà totalmente cinematografico. Saranno 6 i film a tema che recensirò, come 16 sono come sempre i film del listone mensile recensiti. Un listone tra l'altro, mai come in questo caso, da Oscar, in quanto sono presenti ben 4 film candidati agli ultimi Premi dell'Academy Awards di Los Angeles (ed ora me ne mancano solo 10 da vedere). E tra questi 4 ecco il film più atteso, l'unico dei 4 peraltro uscito anche vincitore dall'ultima cerimonia, trionfatore infatti di molti premi. Facile in tal senso capire quale sia, e se così non fosse, sufficiente sarebbe scorrere il post e leggere, possibilmente per intero. Buona presa visione.

John Wick 4 (Azione/Thriller 2023) - E' difficile al giorno d'oggi nel cinema commerciale e d'azione mantenere la qualità costante in una saga (di cui di buonissima era pregno il terzo capitolo), ma grazie al talento del reparto audio visivo ed alla discreta regia di Chad Stahelski questo film completa degnamente un'epopea storica di un personaggio che ha di fatto contribuito all'espansione e allo sviluppo del genere action. Keanu Reeves sembra quasi stanco, il suo personaggio ne ha viste fin troppe e si appresta a una prova quasi impossibile da superare. L'unico difetto è la poca incisività e il carattere debole del cattivo, troppo macchiettistico. Resta comunque un buon film, anche e nonostante duri davvero troppo, anche e nonostante sia probabilmente il meno riuscito della saga. Voto: 6

Everything Everywhere All at Once (Sci-fi/Commedia/Dramma 2022) - Premessa, non conoscevo i Daniels, e sarà mia premura andarmi a recuperare il loro precedente lavoro, ovvero Swiss Army Man, anche se EEAAO (titolo che userò abbreviato) non che mi abbia davvero convinto, anzi, non sono ancora sicuro se mi sia piaciuto oppure no. Un film, che ha vinto non si sa come e perché sette Oscar su 11 nomination, tra cui alcuni tra i più importanti, film di fantascienza migliori non hanno ricevuto niente, decisamente eclettico, con continui cambi di registro e un mix che va dal comico, al cringe, al drammatico, al sentimentale, per l'appunto "all at once" tutto insieme. Genio e sregolatezza, sono vari i momenti in cui mi sia chiesto "ma che caspita sto guardando" mentre scorrevano un numero abbondante di scene surreali, sequenze una più roboante della precedente. Uno dei film più folli che abbia mai visto ma che alla fine risulta un po' troppo prolisso e ripetitivo nei concetti e nelle immagini (un delirio tutto sommato ben fatto, ma non il miglior film dell'anno). Le prove degli attori meritano senza dubbio ma anche loro verso la fine sembrano stanchi dei loro ruoli, insomma poteva finire mezz'ora senza togliere nulla alla storia. Ad una storia semplice, quasi banale, ma raccontata in un modo, seppur audace, caotico. In questo senso mi aspettavo forse si chiudesse un po' meglio, però resta una visione inusuale e che lascia qualcosa. Perché ad ogni modo una ventata di novità, non lo rivedrei nemmeno se mi pagassero, ma non mi pento affatto di averlo visto. Merita assolutamente una visione. Voto: 7

lunedì 12 dicembre 2022

Le serie tv del mese (Dicembre 2022)

Stop, con le serie stop, una stagione serialtelevisiva oggi finisce, dopo un percorso lungo un anno e che ha girato (contando ovviamente quelle di quest'ultimo mese) a quota (se non ho sbagliato i conti) 76 serie per un totale di 93 stagioni, non male direi. Ma neanche il tempo di constatare il tutto (ricordando che le classifiche non mancheranno ed arriveranno entro la fine d'anno) che una nuova già si affaccia, e che già porta in dote importanti premesse e belle promesse. Riuscirò a vedere alcune serie complete adocchiate da tempo e a vedere finalmente le serie Marvel di Netflix ma ora disponibili su Disney Plus? Lo dirà il tempo, se potrò o meno, contando tutte le serie o miniserie che verranno e quelle rimandate di anno in anno, la lista dopotutto è sempre piena, però per adesso concentrato su questo 2022 ancora sono, che nel suo ultimo giro ha regalato in gran parte buone cose, che nel complesso, e nonostante gli alti e bassi canonici, mi ha soddisfatto.

Big Hero 6 - La serie (3a stagione) - Sono rimasto un po' deluso da tutta questa (terza ed ultima) stagione, mi ero davvero divertito con le prime due, ma soprattutto con la prima. Non che il divertimento o l'intrattenimento manchi, però alcune scelte proprio non mi sono andate giù. Speravo che la seconda metà della seconda stagione fosse solo una crisi del secondo anno e che la terza stagione sarebbe stata scritta meglio, ma le mie speranze sono andate in fumo non appena ho scoperto che gli episodi erano stati divisi. Perché l'improvviso cambiamento di dividere gli episodi (in numero dimezzato rispetto agli altri capitoli) in 2 segmenti per la stagione finale? Così tante storie concentrate e non tutte allo stesso livello. In più, durante tutti gli ultimi due episodi, nessuno di questi ha davvero evocato una sensazione di "gran finale". Infine alcune sotto-trame rimangono irrisolte, penso insomma che di più si sarebbe potuto fare, e tuttavia bello il messaggio finale sulla famiglia, che in parte aggiustano il tiro maldestramente impostato per chiudere il cerchio, la storia, che spettacolo ha sempre e comunque regalato. Voto: 6-

Cobra Kai (5a stagione) - Una quinta stagione che presenta una caratteristica molto più corale, a volte dispersiva in personaggi e trame, a volta ripetitiva sempre negli stessi elementi nella fascinazione verso quel male incarnato da Silver il nuovo padrone del Cobra Kai, villain indovinato, cattivo fino al midollo senza se e senza ma. Indubbiamente è una serie che ha perso l'appeal iniziale delle prime due stagioni (quarta qui). L'approccio di dare a Johnny Lawrence il ruolo da protagonista si è perso. Vero anche il fatto che Johnny rimanga uno dei punti cardine della serie, ma di acqua passata sotto i ponti ne è passata tanta ed i momenti migliori della stagione portano molte volte il marchio del suo personaggio. Se mi si vuole passare il termine è una serie che, persa la novità dello spunto, si è "normalizzata", tuttavia non vuol dire che sia brutta. Mi è piaciuta molto la puntata finale: un tutti contro tutti dove il tasso di violenza si alza moltissimo. Un massacro su tutti i fronti dove il sangue non viene risparmiato ed è piuttosto inusuale per una serie del genere. Si aspetta la sesta e forse ultima stagione, per ora ripreso bene. Voto: 7

mercoledì 31 marzo 2021

I film del periodo (15-31 Marzo 2021)

Due settimane fa le candidature agli Oscar di quest'anno, Premi che seppur ridimensionati regaleranno come sempre sorprese, sorprese che personalmente già le nomination hanno riservato. Già perché sorprendentemente (giacché le altre volte uno o nessuno avevo già visto) due film che ho visto nella lunga lista di film ci sono (lista di 37 film esclusi i cortometraggi, ho provveduto in tal senso ad aggiornare il post della Promessa). E sono Pinocchio, che mi era piaciuto e l'avevo parzialmente promosso, ed anche se all'epoca non avevo dato peso ai costumi ed al trucco tutto sommato mi sembra giusta la candidatura (ma oltre tuttavia non credo andrà), e l'altro è Shaun, vita da pecora: Farmageddon - Il film, carino sì ma non da Oscar a parer mio, però fa piacere sapere che la stop motion venga ancora presa in considerazione, perché è una tecnica stupenda. Gli altri com'è ovvio quando mi sarà possibile vedrò, e in tal senso se uno dei 37 è già in questa lista periodica cinematografica, altri ce ne saranno nella prossima, e più precisamente i tre Amazon Original candidati. Infatti da inizio marzo fino a Pasqua sto usufruendo del mese gratis a disposizione in seguito ad un acquisto di compleanno, e quindi ne sto approfittando per recuperi e visioni speciali. Ed a proposito di visioni speciali, anch'io non ho resistito e nonostante una certa titubanza ho visto Zack Snyder's Justice League. Ma ho visto anche altri film.

Zack Snyder's Justice League (Fantastico/Azione/Avventura 2021) - Un film di cui si è parlato abbastanza, ma la mia versione devo dare lo stesso. Quello che posso dire è che rispetto alla versione "originale", che tra l'altro mi risultò un pochino indigesta (qui), è migliore, ma non per questo più bella. Che poi migliore non tanto tecnicamente (e quel formato 4:3 io non l'ho capito) quanto per l'attenzione al dettaglio, miglioramenti che effettivamente migliorano l'esperienza di visione, di una pellicola che tuttavia non risulta più impattante di quello che era, non bastano minuti in più, suddivisioni di capitoli e migliaia di rallenty ad aggiustare un prodotto di base già difettato e squilibrato di suo. Al massimo mezzo voto in più (aggiunto a 5) a questo sopravvalutato lavoro, un lavoro che meritava sì d'esser concluso ma pure d'esser dimenticato. La DC deve assolutamente cambiare passo, perché così (personalmente parlando) non va bene. Voto: 5,5

La casa del terrore (Horror/Thriller 2019) - La struttura della storia richiama (abbastanza palesemente) Il tunnel dell'orrore di Tobe Hooper, anche se in fondo è sempre la solita medesima storia già narrata in altri millemila horror. L'originalità bisogna cercarla da un'altra parte. Gli do la sufficienza, anche se minima, principalmente per due motivi. Il primo è che la carne da macello, che rimane comunque tale, ha un tasso di idiozia collettivo molto contenuto rispetto alla media, di conseguenza non ti metti nei panni degli assassini per ammazzarli nel modo più doloroso possibile. Il secondo motivo è la location, scenograficamente efficace (tipo Hell Fest, per intenderci) e con trappole ben congegnate. Positivo anche il fatto che non ci sono (almeno in questo specifico caso) inutili spiegoni sui villain, ammazzano, punto. Il fattore gore è discreto, la regia se la cava dignitosamente, così come il cast che fa il suo senza grosse incertezze. La coppia di registi Scott Beck/Bryan Woods (sceneggiatori del sorprendente A quiet place) omaggia con successo e umiltà certo horror retrò, senza pensare di realizzare qualcosa di innovativo. Il non voler strafare ma limitarsi a regalare uno spettacolo degno del puro intrattenimento si rivela carta vincente. Non resterà negli annali ma diverte, nonostante un finale non proprio memorabile e una tormentata love story che poco si amalgama con il racconto principale. Vedibile senza sforzi. Voto: 6

Le verità (Dramma 2019) - La famiglia continua ad essere il fulcro pulsante del cinema di Hirokazu Kore'eda, anche se in questo caso (nel caso di un film che sviscera temi quali appunto rapporto genitori-figli, allorché discorso metafilmico sull'arte, riflessioni sul potere della parola e sulla natura ingannevole della memoria) il regista emoziona e coinvolge infinitamente meno che in altre occasioni (non c'è confronto per esempio con il bellissimo Un affare di famiglia). Forse "paga" l'ambientazione europea o il fatto di aver battuto sentieri già noti. Anche le parti metacinematografiche non restano nella memoria. Si ha una sensazione di freddezza ed eccessivo controllo del tutto che non giova sul piano emozionale. La Catherine Deneuve e la Juliette Binoche sono brave (Manon Clavel "bella" sorpresa), il personaggio di Ethan Hawke non si capisce bene che funzione abbia. Buon film ma, visto il nome del regista, un po' deludente. Voto: 6

martedì 24 novembre 2020

Joker (2019)

Prediligere un certo cinema non vuol dire non apprezzare il resto, come nel caso dei cinecomic, preferisco la spettacolarità, l'azione e tutto, però impossibile non restare ammaliato da questa sorprendente opera di brutale cinismo e violenza del buon Todd Philips, che ci aveva abituati solo a commedie o innocui film d'azione. Per far ciò affida la parte del protagonista, un reietto della società con disturbi mentali, a uno splendido Joaquin Phoenix (che raramente sbaglia un colpo), non solo a suo agio, ma "immerso" totalmente nel ruolo, sia a livello fisico, che comportamentale, con quella risata isterica che riecheggia nelle nostre orecchie sin dalla prima volta che la possiamo ascoltare. È una prova monumentale, giustamente e meritatamente premiata con l'Oscar. Joker infatti, pellicola basata sull'omonimo personaggio dei fumetti DC Comics ma scollegata dal DC Extended Universe (e per fortuna direi), dipinge un ritratto disperato e irrecuperabile dell'eroe, anzi, in questo caso del cattivo per eccellenza, e in un modo mai sperimentato prima. Un modo che colpisce, convince, destinato a fare storia. Non si tratta, per fortuna, soltanto della discussa legittimazione artistica di un personaggio "da fumetto" che sganciandosi dai cinecomic (anche se le allusioni alla saga di Batman ci sono, qua e là) entra prepotentemente nel cinema d'autore, quanto piuttosto della potenza metaforica di cui la vicenda del clown triste riesce a farsi portatrice: attraverso la sua versione della storia, Todd Philips tira fuori il Joker dal ruolo limitante di antagonista, e scortandoci oltre la sottile linea che divide il bene dal male, ci rende partecipi di una tragedia umana di fronte alla quale è difficile restare indifferenti. Accompagnata da una risata strozzata e da una costruzione drammatica potentissima, la parabola di Arthur Fleck sa infatti essere in contemporanea una storia intensamente personale e tragicamente politica.

venerdì 14 agosto 2020

I film del periodo (1-13 Agosto 2020)

In anticipo questo mese, di due-tre giorni, non solo perché domani è Festa, e in tal senso buon Ferragosto a tutti, ma soprattutto perché settimana prossima, e più precisamente giovedì, ci sarà lo speciale su H. P. Lovecraft, che sarà poi l'unico post ad essere pubblicato nelle prossime settimane, tornerò infatti a pubblicare il 27. Ho pubblicato 4 post negli ultimi 10 giorni, compreso quello della Notte Horror, mi sembra giusto allentare leggermente, anche perché in questo lasso di tempo molti saranno in vacanza. Comunque, in un periodo (d'inizio agosto) in cui sono tornato al catalogo di Sky dopo l'ennesima incursione del cinema "televisivo" (quello precedente), mi sono ritrovato a vedere soprattutto film di fantascienza ed azione, e con un film in meno rispetto al solito, ecco sorprese e alcuni inciampi, spettacolo e vivacità. In ogni caso vi ricordo che avete tempo fino al 30 Agosto (qui il post) per votare l'header e richiedermi un film.

SEMAFORO VERDE PER...
Soldado (Thriller 2018) - Il grande salto in terra americana non scompone Stefano Sollima, capace di estrarre dal suo background (soprattutto) televisivo (Suburra era comunque gran cinema italiano) una serie di accorgimenti mirati a rendere Soldado, sequel ufficiale del Sicario di Denis Villeneuve, un film intricato il giusto e soprattutto efficace nell'equilibrare gli aspetti più adrenalinici con gli indispensabili intermezzi votati alla definizione dei protagonisti. Orfano delle incertezze morali di Emily Blunt, splendida protagonista del precedente intermezzo filmico, il regista romano affronta una sceneggiatura (rispetto al lavoro di Villeneuve) meno brillante dal punto di vista intimo, più votata all'azione in cui messa in scena e tensione sono rese in modo apprezzabile. Tuttavia i momenti di stanca purtroppo non vengono totalmente azzerati, rendendo la storia a tratti farraginosa seppur mai banale nel porre l'accento su tematiche di scottante attualità. Strumentalizzazione, insabbiamenti e definizione di un confine inesistente tra obiettivo finale ed etica consentono al cast (Benicio del Toro, Josh Brolin e Jeffrey Donovan ricoprono nuovamente i ruoli che avevano già interpretato nel precedente film, affiancati da Catherine Keener e Matthew Modine, nonché dalla giovane e bella Isabela Moner) di creare ingannevoli artifizi con consumata maestria. In vista del probabile terzo capitolo si lascia qualcosa di troppo in sospeso, insistendo inoltre su colpi di scena alla ricerca di un sensazionalismo di cui non si sente il bisogno. Soldado si lascia comunque apprezzare per solidità e coesione narrativa (efficacissima la colonna sonora di Hildur Guðnadóttir, la vincitrice dell'Oscar per quella composta per il film Joker), cesellato su uno script non proprio scorrevolissimo ma dalle rare sbavature, dopotutto la sceneggiatura è ad opera di Taylor Sheridan, lo stesso del Sicario originale, ma pure responsabile dei suggestivi Hell or High Water, e Wind River, qui pure regista, non uno qualunque insomma. Voto: 7

martedì 10 marzo 2020

I film visti in settimana (2-8 Marzo 2020)

Una settimana tranquilla, forse troppo tranquilla, dato che ho visto film che oltre la sufficienza nessuno ha raggiunto. Nessuna sorpresa in positivo ahimè infatti, anzi, ultimamente mi sembra di vedere film che solo io vedo, e non so neanche perché. Sarà forse pura semplice casualità? Si vedrà.

Domani è un altro giorno (Commedia, Drammatico 2019) - Il regista Simone Spada dà sfoggio delle sue capacità con questo film, con una storia drammatica dai risvolti esistenziali attraversata da un turbine di emozioni contrastanti, affidata a una coppia di protagonisti eccellenti come è quella formata da Marco Giallini e Valerio Mastandrea. Verrebbe quasi da esaltarsi, se non si fosse letto fin da subito sui titoli di testa che Domani è un altro giorno è un remake (deprecabile moda del cinema italiano di inizio ventunesimo secolo, che denuncia la pochezza delle proprie idee) di Truman, film spagnolo di appena quattro anni prima, diretto da Cesc Gay. Sulla sceneggiatura originale del regista e di Tomas Aragay hanno messo quindi le mani (invero in maniera molto rispettosa) Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, traslando le vicende da Madrid a Roma e la trasferta olandese in terra di Spagna, il risultato è senza dubbio azzeccato, ma la differenza c'è e si vede ugualmente. Se Truman infatti era davvero molto emozionante e gestiva con maestria il gioco tra i due amici (Javier Cámara uno, Ricardo Darín l'altro), con una perizia recitativa (e di direzione degli attori), qui i pur bravi attori non reggono il confronto, sia per differente caratura che per minor definizione della regia, un po' frettolosa e "tirata" via anche nelle scene più intense, dove un attimo in più o in meno di sospensione fanno la differenza. Ma al di là dei confronti, che lasciano il tempo che trovano per chi non ha visto il film spagnolo, a mancare è una reale partecipazione emotiva, tant'è che più emozionante di molte scene del film è il finale musicalmente allietato dalla bella canzone di Ornella Vanoni (con parole che sembrano scritte per Domani è un altro giorno, con il bilancio su tutta una vita), interpretata dalla giovane Noemi. E tuttavia bisogna riconoscere che piacevole da seguire è questo film, certo, si sperava meglio di una commedia di buon mestiere, ma tutto sommato meglio così che peggio. Voto: 6

lunedì 8 aprile 2019

Justice League (2017)

Dopo il film che ha chiuso, ma non definitivamente, il percorso produttivo ed artistico della casa delle idee, ecco finalmente il film della sua rivale, che con Justice League prova a replicare quel fantasmagorico successo, ma come già capitato in altre occasioni, non ci riesce. Il confronto, perché è ovvio in questo caso fare dei confronti, dopotutto il dualismo tra Marvel e DC Comics che ha sempre connotato il pantheon supereroistico dall'epoca delle strisce a fumetti si è evoluto ed è continuato imperterrito anche nel cinema, perciò è giusto e normale farlo, è infatti impietoso, l'enfasi epica è carente, le coreografie di combattimento inesistenti, buoni certamente gli effetti speciali (ma questa non è una sorpresa), ma il resto lascia a desiderare, e gli unici picchi emotivi sono conferiti dalla colonna sonora. Difatti, anche se la struttura è identica a quella di The Avengers, per filo e per segno, il team che si riunisce, le Scatole Madri al posto del Cubo Cosmico, il primo round con il cattivo, l'innocua scazzottata tra supereroi e lo scontro finale, e paradossalmente abbia lo stesso sceneggiatore, il risultato è completamente diverso. La Marvel con il suo MCU ha trovato la quadra per collocare i suoi eroi in un universo transmediale che fonde abilmente le storie in un unicum fatto di fumetti, videogiochi, serie tv e film, con questi ultimi capaci presumibilmente di riprenderne le caratteristiche fondanti del fumetto e innervarle di una sana ironia sdrammatizzante. Questa formula ha consentito di produrre buoni film indipendentemente dalla popolarità del supereroe, si vedano gli esempi più che riusciti di Ant-Man e Doctor Strange. Risponde la DC Comics, zoppicando malamente alla ricerca della formula della concorrente, evidentemente difficile da replicare quanto cercare di copiare la Coca-Cola, e infatti producono la Pepsi-Cola, che non la beve nessuno ed in confronto è niente.

giovedì 27 dicembre 2018

Le peggiori serie tv viste dell'anno (2018)

Come precedentemente già successo con i film, anche con le serie ho dovuto ribassare i giudizi negativi rispetto alla classifica annuale precedente (qui), infatti sono rimaste fuori (seppur solo in parte, perché esse fanno parte delle mie personali delusioni, di quelle serie che hanno deluso, anche parzialmente) le serie che hanno ricevuto 6- come voto. E quindi puntando al di sotto sono entrate in classifica fortunatamente "solo" 6 serie (di cui recensione trovate cliccando sulle immagini), serie che tuttavia sconsigliabili non sono del tutto, dopotutto quello che non è piaciuto a me può piacere ad altri (dipende sempre dai gusti e tanti fattori), ma da prendere con le pinze, seppur la prima classificata è meglio escluderla a priori, evitare assolutamente (lasciate proprio perdere).


DELUSIONI
La settima stagione di AHS e la quinta di Arrow, seppur tecnicamente rimangono al livello delle precedenti, narrativamente annoiano.
La sesta stagione di C'era una volta e la terza di Ballers, seppur rimangono interessanti, narrativamente non convincono.

giovedì 18 ottobre 2018

La mummia (2017)

Molti di noi credo abbiano sussultato alla notizia di un remake de "La Mummia" quando ne fu annunciata la produzione anni fa. Per tanti la trilogia di Stephen Sommers, o perlomeno il capitolo del 1999, è stata infatti una solida impronta nell'infanzia che ha regalato e, forse, inventato un senso del mistero, della ricerca dell'occulto e della scoperta che si vorrebbe riscoprire in un film del medesimo genere. È questo che si cerca, a maggior ragione, in un remake/reboot (o qualsiasi altra cosa) che ha sulle spalle il duro compito di non infangare il nome che porta, ed è questo che non si è trovato nel lungometraggio di Alex Kurtzman che, al suo secondo film dopo "Una famiglia all'improvviso", sceglie la strada più scontata e probabilmente la più sbagliata. I film di Sommers inoltre avevano il pregio di saper divertire, erano un blockbuster di discreto livello in grado di intrattenere bene, qui siamo all'ennesima rappresentazione della mummia ma priva di ironia e con effetti speciali appena discreti. Con La mummia (The Mummy) infatti, film del 2017 diretto dal regista statunitense, ci troviamo davanti ad un film piuttosto insufficiente, in termini di sceneggiatura e di evoluzione narrativa. La storia è piuttosto piatta e, soprattutto nella parte centrale il ritmo cala in maniera vistosa, tanto che rischia di annoiare. L'idea di per se non è male, ma il suo stare in bilico tra film d'azione (a tratto quasi supereroistico) e una sorta di omaggio al cinema horror, lo trasforma in una pellicola insipida e soprattutto scontata, con l'unica eccezione per una brava e intrigante Sofia Boutella (che esalta la sua sete di potere senza sforzo, oltre ad essere incredibilmente seducente), e una serie di effetti speciali piuttosto riusciti. E in tal senso niente di cui sorprendersi, dopotutto La mummia è il classico film dove la storia è costretta a servire uno spettacolo puramente visivo invece che un lavoro di spessore. A tal proposito vorrei raccontarvi la trama (una trama semplice tuttavia piena di scene WTF?!, in cui la cosiddetta "sospensione dell'incredulità" viene abbondantemente superata), ma finirei solo col dirvi con troppi giri di parole che, in fin dei conti, si tratta della classica storia in cui una creatura malvagia viene risvegliata dal sonno eterno e comincia a seminare caos e distruzione. Piuttosto, preferisco passare subito al sodo.

giovedì 26 luglio 2018

Le altre serie tv (Giugno/Luglio 2018)

Dopo la deludente quarta stagione (qui la mia recensione) avevo ormai perso la speranza, ma abbastanza sorprendentemente (anche se il miglioramento è minimo) la quinta stagione di Arrow, la serie tv sull'arciere di smeraldo della DC (interpretato dal non più attore solo televisivo Stephen Amell), tornando ai suoi fasti originali, ovvero riportando finalmente l'attenzione sull'azione e sul vigilantismo, cosa che dopo la quasi ridicola introduzione di super esseri prima e Magia dopo senza una dovuta preparazione, ha rischiato di affossare tutto, e terminando finalmente la serie di inutili e noiosi flashback, riesce a farsi più apprezzare. Infatti fin dalla prima stagione di Arrow, una delle peculiarità che più ha diviso i fan è stata l'introduzione dei flashback. Certo, era davvero strano che un naufrago avesse imparato su un'isola deserta a tirare con l'arco, parlare Mandarino e Russo, ma i flashback occupavano, spesso, una parte preponderante delle puntate. Questo espediente portava spesso al rallentamento e alla dilatazione di molte situazioni e dinamiche, e alcuni episodi, che avrebbero potuto essere assolutamente positivi, venivano appiattiti sia dal punto di vista dell'interesse sia dal punto di vista della qualità. La quinta stagione, come le altre quattro, non ha fatto altro che confermare questo trend. L'ennesima sfilza di flashback è stata lentissima, pesante e noiosa all'inverosimile. Fortunatamente, dalla prossima stagione (si spera) non dovremmo più avere distrazioni e le puntate dovrebbero, finalmente, arrivare ad essere una unità unica, senza inutili parti ambientate nel passato. Si perché, a meno che gli autori non vogliano svelarci retroscena della prima stagione, il giro è completo, con i ricordi che si sincronizzano con ciò che è accaduto nel primo episodio della serie, i flashback sono finiti. Tuttavia, questa chiusura e il cliffhanger con cui si chiude questa stagione è però una lama a doppio taglio per gli sceneggiatori. Per quello visto infatti qualcosa dovrà per forza cambiare, altrimenti la sesta partirà già male (in tal senso il loro impegno creativo dovrà sicuramente essere ai massimi livelli per non peggiorare una situazione non così poi esaltante, dopotutto cliffhanger finale a parte, sembra che tutto il resto sia stato raccontato. Dove vorrà ancora andare la storia del vigilante verde?). Ma prima di ciò piccolo passo indietro a questa quinta stagione.

giovedì 1 febbraio 2018

Wonder Woman (2017)

Da quando il DC Extended Universe è iniziato, non possiamo dire che siano usciti gran prodotti, anche se L'uomo d'acciaio a me piacque abbastanza, certamente molto di più di Batman v Superman: Dawn of Justice, forse meno di Suicide Squad, anche se quest'ultimo parecchio deludente, facendo così sfumare importanti occasioni per la semplice fretta di "raggiungere" gli avversari Marvel. Tuttavia con Wonder Woman, film del 2017 diretto da Patty Jenkins (che con il suo Monster ha dato la possibilità a Charlize Theron di vincere un Oscar) e da cui non mi aspettavo un granché, sono riusciti a fare un lavoro più che discreto. Questa pellicola infatti li supera nel comparto narrativo, dato che in questo caso ci troviamo di fronte ad un blockbuster con una trama molto studiata, ben approfondita ed elaborata, anche se con un po' troppo buonismo che rende alcuni dialoghi prevedibili e alcune scene già viste in molti altri film e che avrei preferito non vedere. Ma come sappiamo non è mai facile produrre un film così "importante" sui supereroi senza commettere errori, che qui in verità, come vedremo, abbondano. Importante perché Wonder Woman è sempre stata una figura supereroistica molto apprezzata (anche grazie alla serie cult con Lynda Carter, che ogni tanto ho visto anch'io) ma anche rispettata, soprattutto per il suo spirito "girl Power" (che si sta affermando​ ultimamente in molte pellicole) e non poteva che essere più attuale che mai in questo periodo cinematografico e sociale.

mercoledì 24 gennaio 2018

Batman v Superman: Dawn of Justice (2016)

Chi ricorda la mia recensione di Suicide Squad ricorderà che vidi il film senza aver visto il suo precedente, il che mi mise un po' in difficoltà non sapendo e scoprendo solo dopo che Superman (il mio super eroe preferito, e di questo ne dovete tener conto) era "morto". Nonostante tutto vidi il film e mi piacque abbastanza, non tanto comunque, perché si rivelò e si è rivelata una delle mie grandi delusioni dello scorso anno. Ora però finalmente ho visto Batman v Superman: Dawn of Justice (2016) e qualcosa in più sulla sua dipartita e del perché della sua apparente morte (poiché era chiaro che non sarebbe successo davvero) ho saputo. Peccato che la pellicola in questione (seconda del DC Extended Universe), vista in ordine temporale dopo Wonder Woman (quarto in ordine di produzione, che sarà pubblicata dopo nonostante l'abbia visto appunto prima, il che rende questa recensione abbastanza strana e diversa da molte altre) e vista nella versione più completa ed estesa, si sia rivelata l'ennesima occasione sprecata, l'ennesima delusione. Perché per quanto sia indiscutibile che tale versione faccia probabilmente chiarezza su alcuni punti (apparentemente) oscuri della sceneggiatura che molti potrebbero non aver visto, e che quasi certamente approfondisce e/o addirittura introduce personaggi secondari di anche considerevole valore, il suddetto si perda (nonostante appunto una mezz'ora abbondante utile a capire meglio il tutto) in un racconto probabilmente e ugualmente confusionario, deficitario e irregolare, sicuramente colpa di un incomprensibile montaggio (e di una trama che presenta forzature infantili per giustificare lo scontro tra i due supereroi per eccellenza), in cui situazioni non spiegate (e se spiegate esse avvengono in malo modo) e verità negate, si susseguono (al contrario del ritmo narrativo comunque latente) a ritmo impressionante.

venerdì 4 agosto 2017

LEGO Batman: Il film (2017)

Gli amatissimi mattoncini danesi LEGO, complice uno dei supereroi più amati di sempre (anche personalmente nonostante sia l'amico Kryptoniano il mio preferito), travolgono e conquistano un'altra volta. Perché LEGO Batman: Il film (The Lego Batman Movie), film d'animazione del 2017 diretto da Chris McKay, non solo centra l'obbiettivo di aggiungere qualcosa in un campo difficile come quello dei cinecomic, soprattutto se parliamo di una leggenda come Batman e soprattutto nel caso in cui fare di più dopo Tim Burton e Christopher Nolan (molto meno Zack Snyder) era praticamente impossibile, ma fa addirittura un miracolo, superando lo status di pellicola per piccoli e diventando un cult immediato, una geniale girandola pop in cui vengono e si mescolano gli Wham e Lanterna VerdeMan in the Mirror di Michael Jackson e Superman, e poi, in mezzo a un secolo di fumetti DC, ecco riferimenti a non finire, bat-tute formidabili e un Bruce Wayne (doppiato magnificamente da Claudio Santamaria, nell'originale è Will Arnett) che finisce per diventare il perno di un cinecomic molto meglio dei veri cinecomic perché, oltre ad un'anima ben precisa, ha una sceneggiatura che gira come un orologio svizzero, con una sequenza di gag e situazioni da far impallidire i veri colossi DC (ma anche Marvel). Solitario, oscuro, maledetto, qui Batman gioca con il suo mito, ironizza sullo status di cavaliere oscuro, ritorna alla bat-caverna dopo aver salvato il mondo per ritrovarsi solo a fissare le foto dei genitori.

sabato 8 aprile 2017

Suicide Squad (2016)

Nonostante io adori l'universo Marvel, già seguire il suo di universo è qualcosa di tremendamente difficile, ora che io riesca anche a seguire quello della DC diventa alquanto complicato, ma poiché il mondo dei fumetti e quello dei comic-movie mi piace da sempre non potevo non seguirlo, per cui dopo Arrow e Flash (a cui aggiungiamo Supergirl) in versione serial televisivo, ecco che dopo il discreto L'Uomo d'Acciaio del 2013, che seppur non esente da difetti mi era piaciuto, e Batman v Superman: Dawn of Justice, che purtroppo non ho visto ma probabilmente avrei voluto già prima vedere perché un clamoroso (e alquanto sorprendente) spoiler c'è nell'introduzione del film in questione, ecco finalmente Suicide Squad (visto grazie a Infinity premiere). Film del 2016 scritto e diretto da David Ayer (regista del più che riuscito Fury con Brad Pitt), terzo in ordine di uscita nonché temporale dell'universo DC, che come detto contiene uno spoiler, poiché dal film che segue le vicende dopo i fatti accaduti nel film di Zack Snyder, scopriamo infatti che Superman (il mio eroe preferito e secondo me quello più forte di tutti) è morto. Per questo e per tanto, non solo io ho mandato il boccone amaro giù, ma un ente governativo segreto, gestito da Amanda Waller (donna pragmatica e senza scrupoli) e chiamato Argus, crea (promettendo loro una riduzione di pena se riusciranno a sconfiggere una oscura forza malefica che potrebbe distruggere la Terra) una task force composta da super criminali. Del gruppo mal assortito, affidato alla responsabilità del militare Rick Flag, fanno parte l'infallibile e tormentato cecchino Deadshot, la sensuale e svitata compagna di Joker, Harley Queen, il ladro scassinatore Capitan Boomerang, il mostruoso Killer Croc, cannibale dalle sembianze di un coccodrillo, il riluttante El Diablo, giovane ispanico capace di emettere fuoco, la spadaccina giapponese Katana (a proposito di quest'ultima, sia lei, Waller e Deadshot li ho già avuto modo di 'conoscerli' in Arrow, che in verità non è proprio il massimo). Il loro nemico è l'antica strega Incantatrice, che si è impossessata del corpo dell'archeologa June Moon. E con poco allenamento, nessun piano, vaghe promesse in caso di vittoria e una capsula esplosiva in corpo che li convince a non disertare, la squadra che si autodefinisce suicida è così mandata sul campo. Non tutto però è così semplice come sembra all'apparenza e lo squadrone dovrà presto farà i conti con un'inaspettata situazione.

lunedì 31 ottobre 2016

Le altre serie tv (Settembre-Ottobre 2016)

Negli ultimi due mesi, dopo un'estate cinematograficamente e televisivamente parlando intensa, sono riuscito a vedere ben 4 serie, che chi più chi meno hanno un po' deluso le mie aspettative, tranne una, partendo da Aquarius che dopo aver visto e recensito la prima, comunque discreta, stagione, non ha invece fatto quello che gli veniva chiesto, ovvero chiudere il discorso e non lasciare niente al caso, perché non è che avesse avuto tanto successo. Invece come volevasi dimostrare non solo questa seconda stagione è a tratti confusa ma addirittura si chiude come se ancora ci fosse qualcosa da dire, non che non ci fosse, anzi, ma tutto è rimasto e rimarrà a metà, poiché la serie è stata cancellata. Una stagione che comunque e nonostante fosse iniziata un po' in sordina, visto qualche inciampo nella prima stagione, si è rivelata essere invece molto interessante sotto tanti punti di vista, anche se i pregi (la regia, le grandi atmosfere, i costumi, auto, modi e vizi dell'epoca, le grandi musiche e il cast di tutto rispetto) e i difetti (la forzatura di certe situazioni e tanti altri problemini narrativi) sono rimasti gli stessi. Aquarius però, creata da John McNamara, andata in onda su Sky Atlantic fino al 26 settembre, composta come la prima di 13 episodi da quaranta minuti circa, funziona grazie a David Duchovny (l'ex Mulder di X Files), che interpreta magistralmente i panni del detective Sam Hodiak, un ruolo che sembra calzare a pennello con le capacità dell'attore dinanzi la telecamera. Hodiak è un personaggio che assomiglia, e non casualmente, al più celebre agente dell'FBI a caccia di alieni: geniale, altruista, intuitivo, impulsivo, carismatico e anche spiritoso. David è talmente bravo che eclissa perfino colui che dovrebbe essere il protagonista assoluto della serie, ovvero Charles Manson (Gethin Anthony). In questa seconda stagione i rapporti non idilliaci tra Sam e Charlie si raffreddano un po', ma è nell'ultimo episodio, che doveva preannunciare un'altra stagione (che non ci sarà), che i nodi vengono al pettine, perché quello che Hodiak temeva succede. Il delirio di Manson ha ormai abbracciato la strada dell'omicidio e la scia di cadaveri che lui e i suoi accoliti si lasciano dietro comincia a farsi lunga e densa. Per tutta la serie, la fatidica notte di sangue del 9 agosto 1969, ci viene riassunta a singhiozzi all'inizio e alla fine di ogni episodio. Cosa che mi ha un po' infastidito, ma finalmente all'epilogo, ci è possibile rivivere la vicenda per intero. Una vicenda ovviamente assurda perché non ci sono motivi validi per fare ciò che ha fatto.